ATTO DI MAGISTERO
La vera chiamata che può condurre tutti a risorgere
Nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. La Piccola Culla del Bambino Gesù è la Casa del Figlio di Dio (Gv 1,38), è la Casa di ogni figlio che vuole vivere il Suo Nome, il Suo Amore, la Sua Vita.
Essere figli del Figlio di Dio significa essere come Egli è (1Gv 3,1-3), umile e docile di cuore. Questo è l’insegnamento che dalla Piccola Culla Gesù insegna, ora come allora (Mt 11,29). Questa è la fede nel Figlio di Dio (Mt 21,22), diversa da ogni altro pensiero umano, diversa da ogni altro insegnamento, totalmente diversa da ogni filosofia umana.
La Fede nel Figlio di Dio unisce, la Fede nel Figlio di Dio fa crescere, la Fede nel Figlio di Dio ammutolisce l’ “io” per far crescere in ogni cuore la voglia di Dio, vivere Dio, amare Dio, credere nell’unico Dio, che è Padre, Figlio e Spirito Santo. La Fede nel Figlio di Dio è Vita (Mc 11,22) .
Davanti al Tabernacolo che Gesù ha posto nella Sua Piccola Culla (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “Il Tabernacolo di Gesù”, 19/06/1994) ogni sicurezza umana si sgretola ed ogni insicurezza si fortifica. Per questo, come promesso, il Figlio di Dio innalzerà gli umili e diminuirà i superbi (Lc 1,51-52), davanti al Suo Trono, il Trono del Re (Atto di Magistero, “Cristo Re di Amore e di Giustizia”, 26/11/2023), dove il Figlio di Dio distribuisce il Suo Pane (Mc 16,8), cuocendoLo alla Fiamma ardente del Padre, infondendo in Esso sapienza, saggezza e fragranza, quella fragranza viva che trasmette la viva ed eterna fede, che davanti ad ogni ostacolo rimane viva, davanti ad ogni impedimento diventa fortezza e davanti ad ogni prova è resistente.
Ecco perché i figli di Dio, i veri cristiani, sono provati al fuoco (1 Pt 1,7), con il fuoco e per il fuoco; e, per la Fiamma di Dio, amano, vivono e sono pronti a tutto.
Nella Sua Dimora (Ap 21,3), Nuova Gerusalemme, il Figlio di Dio sta preparando il Suo Pane (cfr Lc 24,35) perché tanti sono coloro che dovranno essere sfamati nel corpo e nell’anima, per donare a questi uno spirito nuovo (Ez 11,19), affinché possano anch’essi divenire un cuore solo e un’anima sola (At 4,32) in Colui che è vivo, pronto, santo.
Qual è il Pane di Cristo (Gv 4,34; 6,55)? È l’amore, l’umiltà, la disponibilità, l’ascolto, la vita. Per questo in quest’Oasi di Paradiso, in quest’Angolo di Paradiso in Terra, sperduto per il mondo e dal mondo, Gesù ha ricostruito il Corpo di Cristo (1Cor 12,27; Col 1,24), perché un altro corpo – che prima era e che ora non è più – è passato dalla vita alla morte. Ogni membra di quel corpo non aveva più in sé la Vita, la Vita del Figlio di Dio (Gv 3,15). In quel corpo vi è solo attaccamento alla vita biologica, senza più che le sue membra desiderino l’eterna Vita. Quelle membra hanno smesso di vivere la vera Vita pensando e desiderando di non far vivere più nessuno (Ap 17,6).
Ma ecco che dal Cielo è sceso (At 1,11), è nato il Virgulto (Is 11,1), l’Albero dell’Eterna Vita (Ap 22,2), innestato nella Nuova Gerusalemme, piantato direttamente nel Cuore del Padre, da cui assorbe la vera linfa per donare a tutti il Regno di Dio.
Ecco il richiamo al mondo di buona volontà che oggi s’innalza al Cielo dalla Piccola Culla del Bambino Gesù, dove vi è l’Alfa e l’Omega della Vita (Ap 21,6).
Ecco la Via che conduce in questi tempi alla Resurrezione in Cristo (Gv 3,7): arrivare in questa Culla, riconoscere i propri peccati, per chiedere ardentemente perdono e ritornare a vivere, per comprendere la vera figliolanza (1Gv 3,2-3).
Ecco il Lavacro delle anime (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “Lo Spirito Santo”, 13/09/1984), dove candida ritorna la veste (Ap 7,14), quanto più il cuore si purifica da ogni peccato, si svuota dell’ “io” per vivere in pienezza la comunione con il Cuore del Padre. Ed ecco che la vera Vita entra nei cuori per far risorgere a vita nuova, in Cristo, con Cristo e per Cristo.
In questo Angolo di Paradiso in Terra il terremoto avviene interiormente in ogni cuore, quando si giunge dinnanzi alla Verità, dove l’infinito si svela (Gv 8,32). In un altro territorio si udrà e si vivrà un altro terremoto, umano, esteriore (Ap 16,18), dove tutto cadrà, perché tutto ciò che appartiene e apparterrà ad un’altra realtà è destinato a perire. Tanti tutto dovranno lasciare, perché la luce è spenta (Ap 18,23), il cuore è morto e il lutto è vivo (Ap 18,8).
Il Figlio di Dio, nella Sua Oasi d’Amore, raduna i Suoi figli e gli uomini e donne di buona volontà a conoscere la Vita (Gv 14,6). Ecco la chiamata, la vera chiamata, l’unica chiamata che può condurre tutti a risorgere: riconoscere la Luce per poter vivere nella Luce, per la Luce e con la Luce (Gv 1,4). Ecco, come promesso, il Sole sorto che mai più tramonterà (Is 60,19-20), quanto più si rimarrà aggrappati alle Sue radici, perché l’Albero è vivo (Ap 22,14) e vuole donare a tutti la Sua Eterna Vita (Gv 3,16). Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.
18 febbraio 2026
Mercoledì delle Sacre Ceneri
Inizio del Tempo di Quaresima
Il Pontefice
Samuele
