ATTO DI MAGISTERO
Lode e onore a Te,
amabile e glorioso San Giuseppe
Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. L’Amabile e Glorioso San Giuseppe (Decreto Pontificio, “Glorioso san Giuseppe”, 25/03/2020) è il padre della fede nel Bambino Gesù, l’uomo scelto dal Padre, reso forte dalla sua docilità, umiltà e obbedienza.
San Giuseppe ha dato inizio alla cristianità, essendo il primo cristiano, il primo ad aver accolto il Cristo (Mt 1,21), per divenirNe il Custode.
Così è stato all’inizio della cristianità e così è stato per il nuovo inizio voluto dal Padre, dove il nome di Giuseppe, unito a quello di Maria, ritorna, in Colei, Maria Giuseppina, scelta dal Padre Onnipotente per dare nuovamente inizio e compimento al Suo Progetto di Amore e Redenzione, che si concluderà nell’eterno Giardino (Gen 3,24).
In quel tempo, il Padre Onnipotente, scegliendo San Giuseppe, diede ancora una volta l’esempio della logica del Cielo. In quel tempo infatti vi erano tanti uomini che avrebbero potuto e ambivano ad essere accanto a Maria: uomini che per la logica umana potevano essere considerati più pronti e acculturati. Ma nuovamente il Padre, nella Sua infinita Bontà, col Cuore scelse “il” cuore: un cuore caldo, sapiente e saggio. E in quel cuore infuse la Sua Sapienza (Mt 1,24). San Giuseppe trasmetteva sicurezza, ciò di cui Maria aveva bisogno. In San Giuseppe era insito il sentimento della custodia e della fede, radicata nei sani principi e soprattutto nell’onestà.
Il Padre Onnipotente ha trasformato quell’uomo retto, buono e generoso; leale, obbediente e forte; docile, saggio e sapiente, in un Santo, che ha accolto e messo in pratica la Volontà del Padre, prima come uomo e poi come vero cristiano, senza né tentennare né dubitare perché, una volta compresa la Volontà del Padre, tutto si è donato senza risparmiarsi (Mt 2,13-14).
San Giuseppe è quindi l’esempio perfetto dell’uomo che nelle mani di Dio diviene Strumento Santo, pronto e sempre umile: pronto all’ascolto (Mt 2,19-20), così come pronto ad agire nel Nome di Dio (Mt 2,21-23), mettendo in ordine l’Ordine Santo stabilito dal Padre Onnipotente: Dio, Famiglia e Lavoro. Ecco il lavoro santo e onesto praticato da San Giuseppe: il lavoro che dona sostentamento alla famiglia, non soltanto materialmente, ma sostentamento vivo nell’amore che si riesce a donare: un amore vero e puro, affinché tutta la Famiglia potesse e possa, unita, lodare Dio Padre Onnipotente, per mettere in pratica tutti insieme la Sua Santa Volontà.
San Giuseppe è stato per Gesù l’esempio di vita che Lo ha fatto crescere per divenire vero Uomo (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “San Giuseppe”, 19/03/1998). San Giuseppe è quindi l’esempio vivo che Gesù ha voluto e vuole, oggi più che mai, donare al mondo intero, avendo il mondo perduto l’integrità umana prima e quella spirituale poi. Infatti, se non si è uomini retti, coerenti e saggi non si potrà mai vivere la vera spiritualità. E questo è ciò che l’uomo ha smarrito: quei sani principi di condivisione che sarebbero dovuti essere di unione.
Ecco l’esempio della Sacra Famiglia (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “La Divina Famiglia e la Scala d’Oro”, 25/12/1988) che dalla Nuova Gerusalemme Gesù nuovamente trasmette a tutti coloro che vogliono essere “famiglia”. Famiglia: l’unione dell’uomo e della donna, perché “maschio e femmina” (Gen 1,27) il Padre li creò; perché “non è bene che l’uomo sia solo” ma il Padre gli ha voluto dare “un aiuto che gli sia simile” (Gen 2, 18), che fosse “carne della sua carne e osso della sue ossa” (Gen 2,23), affinché tutti possano vivere la vera famiglia voluta dal Padre Onnipotente, nell’unione santa e nel vincolo promesso davanti a Dio, per dare fondamento alla Sacralità della Vita.
Oggi l’ordine voluto da Dio (1Cor 14,33) si contrappone al disordine creato e voluto dal mondo rispetto a chi si sarebbe dovuto immolare per preservare questo principio, rispetto ad altre vie, ad altre scorciatoie che appagano l’umanità.
Ecco l’Amabile e Glorioso San Giuseppe, Custode e Baluardo di ogni famiglia, colui che ha accompagnato Maria, Maria, Maria, divenuta Culla vivente del Verbo divenuto carne. Ecco la cura e la premura di San Giuseppe nel compiere la chiamata ogni giorno e nel portarla a compimento in pienezza (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “La Catechesi”, 01/01/1988), per farsi trovare pronto nel momento in cui il Padre lo avrebbe chiamato una volta assolta la sua chiamata.
Incommensurabile è la portata della chiamata di San Giuseppe, davanti a tanti che hanno minato la vita familiare. Ma la prontezza del Santo Custode è sempre stata viva nel praticare e incarnare la Volontà di Dio nella perfezione (Mt 6,10).
Come San Giuseppe è stato pronto, così Maria Giuseppina è stata pronta nel donarsi nuovamente per accogliere (Meditazione del Giorno del Pontefice Samuele, “Maria Giuseppina Norcia è l’esempio per ogni famiglia”, 4 Marzo 2022 – I Venerdì di Quaresima), incarnare nel proprio cuore, il Verbo fatto carne (Gv 1,14), per ricondurre tutti davanti all’ultima Grotta del Dio Bambino, ed essere rigenerati dall’Alto, nello Spirito (Gv 3,3), per essere innestati per l’ultima volta in Colui che è Vita. Ecco Maria e Giuseppe uniti che donano nuovamente al mondo il Germoglio di Dio (Is 4,2; 11,1; Ger 23,5).
Nella Nuova Gerusalemme (Ap 21,2) il Consolatore è sceso (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “Lo Spirito Santo”, 13/09/1984) per condurre tutti i Suoi figli alla conoscenza piena della Verità, come Gesù aveva promesso (Gv 14,16.26), affinché ogni credente nel Figlio di Dio potesse e possa, nella Terra d’Amore, sentirsi a casa, in famiglia, tra le braccia del Santo Custode, tra le braccia di Colei che, nel cuore di tanti, ha fatto nuovamente nascere il Bambino Gesù (Atto di Magistero, “Maria G. Norcia”, 21/01/2019), divenuto adulto, per governare le genti e innestare tutti nel Suo Cuore, Eterna Vita (Gv 3,15), che è Padre, Figlio e Spirito Santo.
25 marzo 2026
Festa Solenne dell’Annunciazione del Signore
VI Anniversario del Decreto Pontificio “Glorioso San Giuseppe”
Il Pontefice
Samuele
