Bollettino settimanale sulla persecuzione
dei cristiani nel mondo

1 giugno 2026

La Chiesa Cristiana Universale della Nuova Gerusalemme continua la propria denuncia con le recenti notizie pervenute dall’Africa, dall’Asia e dal Medio Oriente, segno di una persecuzione che lega fra loro aree lontane sul piano geografico ma molto vicine su quello dell’oppressione della cristianità. Dai grandi spazi della Nigeria alle carceri della Cina e dell’Iran, la libertà dei fedeli in Cristo continua a essere attentata nel silenzio del mondo.

Nigeria

La notte di giovedì 21 maggio, miliziani jihadisti hanno assaltato la stazione missionaria di Kurmin Bongo, appartenente alla parrocchia dei Ss. Pietro e Paolo di Kurmin, nel distretto di Dangana, area di governo locale di Kagarko, Stato di Kaduna. Cinque fedeli sono stati uccisi e dieci rapiti. L’eccidio si inserisce in una catena ininterrotta di incursioni contro le comunità cattoliche della zona degli ultimi mesi.

Cina

Il 21 maggio, il Tribunale del distretto di Zengdu, nella città di Suizhou, ha emesso le prime condanne nei confronti di trentuno cristiani di una Chiesa domestica, in quella che è una delle più vaste persecuzioni coordinate degli ultimi anni. Le autorità hanno frammentato i fedeli in numerosi processi separati per attenuare l’attenzione internazionale. Fra i condannati, il pastore Yang Zhijin, settantasettenne, accusato di «uso di un’organizzazione settaria per minare l’applicazione della legge» e condannato a tre anni e due mesi di reclusione e a un’ammenda di 8.000 yuan. Come prova a carico, i tribunali hanno citato gli incontri di studio biblico, le riunioni di preghiera e perfino i momenti di reciproco sostegno fra i pastori.

A Kunming, capitale dello Yunnan, il 20 maggio la sezione di Guandu dell’Ufficio di Pubblica Sicurezza ha notificato alle famiglie i mandati d’arresto contro il predicatore Yu Shaolin e due fedeli, Li Qin e Luo Ping, della Chiesa «Century New Town», accusati di «organizzazione di riunioni illegali». I tre, fermati durante una funzione domenicale, sono rinchiusi nel Centro di detenzione del distretto di Guandu. Si tratta di una piccola comunità di poco più di trenta membri, molti dei quali affetti da gravi malattie; lo stesso Yu Shaolin versa in condizioni di salute critiche.

Indonesia

Domenica 24 maggio, nel villaggio di Panggungharjo, una folla di musulmani guidata da militanti del Fronte della Jihad Islamica (FJI) ha fatto irruzione nei locali appena affittati dalla Chiesa «Prosperous Mission» (GMS), poco prima dell’inizio del culto. Oltre una decina di uomini incappucciati, che indossavano giacche con il logo del FJI, hanno bloccato l’ingresso tra grida, spintoni e minacce, fra cui quella di dare alle fiamme la chiesa, mentre la polizia restava a guardare. Terrorizzata, la comunità, in cui erano presenti bambini e anziani, ha dovuto abbandonare i locali.

India

Nello Stato del Chhattisgarh la persecuzione assume il volto della discriminazione economica. Più di centottanta famiglie cristiane di trentadue villaggi del distretto di Kanker, nella regione di Antagarh, sono da circa tre settimane private dell’accesso alle fonti d’acqua comuni e delle possibilità di sostentamento, come punizione per il rifiuto di abbandonare la fede in Cristo. Ventisei famiglie sono state escluse dall’accesso all’acqua, quarantuno dal programma statale di lavoro garantito, oltre cento dalla raccolta delle foglie di tendù, mentre ad alcune è stata sottratta perfino la legna da ardere. Lo scopo dichiarato di questi boicottaggi è costringere i fedeli a partecipare ai programmi di riconversione forzata all’induismo.

Nel medesimo periodo, nello Stato dell’Uttar Pradesh, a seguito della denuncia di un attivista indù, le autorità hanno aperto un procedimento contro un gruppo di cristiani riuniti per una preghiera domenicale in un’abitazione privata, applicando la severa legge statale contro le «conversioni illegali» del 2021. Il pretesto, come in numerosi casi precedenti, è stato il timore che i presenti potessero essere convertiti.

Iran

Il 22 maggio si è appreso che Ghazal Marzban, cattolica convertita già prigioniera di coscienza, è stata condannata a nove anni e otto mesi di reclusione dal giudice Iman Afshari del Tribunale rivoluzionario, con le accuse di «propaganda contro lo Stato» e «riunione e collusione contro la sicurezza nazionale». Arrestata nuovamente a gennaio nella sua casa di Teheran, le erano state sequestrate la Bibbia e i testi cristiani. Pochi giorni prima, sabato 16 maggio, era stata arrestata a Shiraz l’avvocato Bahar Sahraian, che ha difeso numerosi cristiani, mentre seguiva i propri fascicoli presso il Tribunale rivoluzionario; condotta in carcere ad Adel Abad, è accusata di «collusione contro la sicurezza nazionale», «propaganda contro il sistema islamico» e «diffusione di falsità».

In avvio del mese di giugno, dedicato al Sacro Cuore di Gesù, la Chiesa Cristiana Universale della Nuova Gerusalemme affida al Cuore trafitto del Redentore, fornace ardente di carità, tutti i fedeli la cui viva offerta è divenuta una cosa sola con il Sacrificio di Croce del Salvatore. Nel suo Cuore trafitto dai peccati del mondo, trova accoglienza l’afflizione e il sangue di costoro che tutto offrono per amore di Cristo.

“Ora io gioisco nelle sofferenze che sopporto per voi
e do compimento a ciò che,
dei patimenti di Cristo, manca nella mia carne,
in favore del suo corpo che è la Chiesa”
(Col 1, 24)