Bollettino settimanale sulla persecuzione
dei cristiani nel mondo

12 maggio 2026

La Chiesa Cristiana Universale della Nuova Gerusalemme continua la propria opera di denuncia raccogliendo le notizie di persecuzione anticristiana pervenute dall’Africa e dall’Asia. Sei Paesi, lo stesso dolore: il sangue dei fedeli in Cristo continua a scorrere nel silenzio del mondo.

Kenya

Nel mese in corso nell’area di Nguni, contea di Mwingi, uomini armati somali in transito lungo le rotte di pascolo nei pressi dei terreni agricoli locali hanno aperto il fuoco sulla popolazione, uccidendo il quattordicenne cristiano James Mutemi.

Mozambico

Il 2 maggio, nel distretto di Ancuabe, provincia di Cabo Delgado, miliziani affiliati allo Stato Islamico Mozambico hanno scatenato una nuova serie di attacchi contro le comunità cristiane. Nel villaggio di Macaiamo è stato ucciso un fedele, definito dai terroristi come “combattente cristiano”, espressione con cui lo Stato Islamico designa quei cristiani che rifiutano la conversione all’islam. Nello stesso giorno, nel villaggio di Miegane, sono state date alle fiamme cinquanta abitazioni e un edificio di culto. Due giorni prima, nel villaggio di Ncoe, erano stati distrutti una casa e un’altra chiesa.

Congo

Il 5 maggio, terroristi delle Allied Democratic Forces (ADF), affiliate allo Stato Islamico, hanno colpito i villaggi cristiani di Katerrain e Mangambo, al confine fra le province di Nord Kivu e Ituri, uccidendo almeno ventiquattro persone. La notte successiva, ulteriori attacchi hanno colpito i villaggi di Ikaya e Ndalya, generando un esodo di massa. Le ADF, secondo le testimonianze, controllano ormai stabilmente diversi villaggi lungo il fiume Samboko fra Beni e Irumu, imponendo lo studio del Corano, la conversione forzata all’islam e la pena di morte per chi rifiuta.

Nigeria

La sera del 3 maggio, miliziani jihadisti fulani hanno fatto irruzione nel villaggio cristiano di Fan, contea di Barkin Ladi, Stato di Plateau, uccidendo cinque fedeli sorpresi mentre rincasavano dal lavoro. L’attacco si inserisce in una serie di tre incursioni perpetrate nell’arco di due settimane nella medesima contea, che hanno provocato complessivamente undici vittime cristiane e cinque feriti. Tutti i residenti del villaggio di Fan sono cristiani.

Pakistan

All’alba del 7 maggio, Shabbir Masih, operatore cristiano della pubblica nettezza urbana di trentatré anni, è morto inghiottito dai gas tossici in fondo a una fognatura di otto metri di profondità, costretto dai suoi superiori a calarvisi nonostante avesse rifiutato per tre giorni consecutivi. Il caso di Shabbir non è isolato: dal 2011 al 2023, almeno quaranta cristiani pakistani hanno perso la vita nelle stesse condizioni. In Pakistan, ai cristiani vengono sistematicamente assegnati i lavori più pericolosi e degradanti, in una condizione di servitù sociale che spesso si conclude con la morte.

Cina

Il 7 maggio, la Corte Intermedia di Hefei, nella provincia dell’Anhui, ha respinto in appello il ricorso dei Pastori Zhou Songlin e Ding Zhongfu della Chiesa Ganquan, confermando le condanne di primo grado: quattro anni e sei mesi di reclusione per Zhou Songlin, quattro anni per Ding Zhongfu. I due ministri di Dio, entrambi sessantenni, erano stati arrestati nel novembre 2023 nell’ambito di una vasta retata contro la loro Chiesa domestica non registrata. L’accusa è di “Frode”, perché le libere offerte raccolte fra i fedeli sono state qualificate come incassi illeciti. Il tribunale ha inoltre disposto il sequestro dei beni e dei conti correnti della comunità. Si tratta del nuovo strumento giuridico con cui Pechino criminalizza la libera pratica della fede e demolisce le Chiese domestiche cinesi.

La Chiesa affida alla Corredentrice Universale e abbraccia con immenso amore le famiglie del piccolo James Mutemi e di Shabbir Masih, i sopravvissuti dei villaggi di Macaiamo, Miegane, Katerrain, Mangambo, Fan, i pastori cinesi rinchiusi nelle prigioni di Hefei, e tutti coloro che in questi giorni hanno bagnato con il loro sangue la terra per amore di Cristo. La giustizia divina attende tutti i loro carnefici.

Chi ci separerà dall’amore di Cristo?
Forse la tribolazione, l’angoscia, la persecuzione,
la fame, la nudità, il pericolo, la spada?
Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori
per virtù di colui che ci ha amati

(Rm 8, 35.37)