Bollettino settimanale sulla persecuzione
dei cristiani nel mondo
16 giugno 2026
La Chiesa Cristiana Universale della Nuova Gerusalemme, nel suo costante impegno di denuncia e preghiera per i fratelli e le sorelle che con il loro amore nutrono il Sacratissimo Cuore di Gesù, presenta la rassegna settimanale sulla persecuzione della cristianità nel mondo.
Etiopia
Tra il 30 maggio e il 2 giugno, nella Zona dell’Arsi orientale (Stato regionale dell’Oromia), una serie di assalti coordinati ha devastato le comunità cristiane ortodosse Tewahedo nei distretti di Aseko, Sherka, Honkolo Wabe e Munesa. Secondo le autorità ecclesiastiche ortodosse e le fonti locali, sono stati uccisi tra i trentasette e i quarantanove fedeli, mentre oltre duecentottanta famiglie, circa millecinquecento persone, sono state costrette alla fuga. Il 1° giugno è stata data alle fiamme e completamente rasa al suolo la storica Chiesa di San Gabriele Arcangelo di Telata Chefa, edificata centouno anni fa, mentre un’altra Chiesa, quella del Santo Salvatore a Kara Kuftena, è stata saccheggiata.
India
Domenica 31 maggio, nel villaggio di Sadrapal, distretto di Sukma (Stato del Chhattisgarh), una folla di nazionalisti indù ha fatto irruzione durante una funzione di preghiera guidata dal responsabile della comunità, Hunga Mandavi, alla quale partecipavano circa settanta cristiani. Gli assalitori, armati di bastoni, archi, frecce e machete, hanno percosso uomini, donne e anziani, ferendo almeno venticinque fedeli, tra cui la moglie incinta del pastore, otto dei quali gravemente. Questa aggressione si innesta in un clima di crescente ostilità alimentata dalla legge statale contro le «conversioni illegali», approvata nel marzo 2026.
Iran
All’alba di giovedì 4 giugno, intorno alle due del mattino, la storica Chiesa di Mashhad, risalente ai primi anni dell’era Pahlavi e iscritta dal 2005 nell’elenco del patrimonio nazionale iraniano, è stata rasa al suolo da ignoti con un bulldozer. La demolizione è durata circa due ore. La distruzione di chiese, cimiteri ed edifici appartenenti ai cristiani e ad altre minoranze ha in Iran una lunga storia, spesso condotta con il tacito assenso delle autorità.
Mozambico
All’alba di sabato 6 giugno, nel Palazzo episcopale di Quelimane (provincia della Zambézia), è stato ucciso a colpi d’arma da fuoco monsignor Osório Citora Afonso, cinquantaquattrenne missionario della Consolata, vescovo cattolico del Mozambico. Un numero imprecisato di assalitori ha fatto irruzione nella residenza aprendo il fuoco e colpendolo al petto, all’altezza del cuore. I vescovi d’Africa hanno definito l’omicidio «un atto di barbarie», invocando un’indagine immediata e una maggiore protezione per i pastori e i luoghi di culto.
Nigeria
L’8 giugno, nei pressi del villaggio di Ikobi (contea di Apa, Stato di Benue), Ojoma Emie, operatore sanitario e padre di tre figli, è stato aggredito, ucciso e decapitato da un gruppo di circa sette miliziani fulani armati mentre rientrava da Ugbokpo, dove si era recato per acquistare medicinali. Il giorno seguente, martedì 9 giugno, nel villaggio di Tse-Agyayo (contea di Ukum), gli stessi miliziani hanno teso un agguato all’agricoltore Joseph Dodo Terkura, uccidendolo mentre lavorava nel suo campo di riso. Le comunità cristiane della zona vivono ormai nel terrore, con interi villaggi abbandonati lungo le strade divenute teatro di ripetute incursioni.
Cina
Domenica 14 giugno, a Jiangyou (provincia del Sichuan), circa cinquanta-sessanta agenti hanno fatto irruzione durante il culto domenicale della Chiesa del Patto di Early Rain, riunita in una sala d’albergo. Sono stati fermati e condotti nei posti di polizia i responsabili, numerosi fedeli e diversi bambini presenti: tra i detenuti, gli anziani Yan Hong e Wu Wuqing. La comunità, bersaglio di una persecuzione sistematica fin dal 2018, continua a riunirsi nonostante arresti, perquisizioni e sgomberi.
La Festa solenne del Triduo dedicato al Sacratissimo Cuore di Gesù, appena trascorso, ci ha fatto vivere “come in cielo, così in terra” (Mt 6,10). Attraverso l’offerta di questi veri martiri di Gesù, comprendiamo la grazia di aver potuto festeggiare nella gioia l’essere Suoi figli e vivere il Suo Regno e che “a chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; e a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più” (Lc 12,48).
La Chiesa Cristiana Universale della Nuova Gerusalemme affida al Sacratissimo Cuore di Gesù questi testimoni della Via, della Verità e della Vita. In quel Cuore trafitto per amore degli uomini trovano consolazione le sofferenze e i patimenti di costoro che, sull’esempio di Maria, hanno messo al primo posto l’unico bene primario: Dio e la Sua volontà.
“Ecco mia madre e i miei fratelli!
Chi compie la volontà di Dio,
costui è mio fratello, sorella e madre”
(Mc 3,34-35)