Bollettino settimanale sulla persecuzione
dei cristiani nel mondo

21 luglio 2026

La Chiesa Cristiana Universale della Nuova Gerusalemme, perché nessuna di queste vite resti senza voce, presenta la rassegna settimanale con alcune notizie giunte dall’Asia, dal Medio Oriente, dall’Africa e dall’America Latina che delineano i tratti della persecuzione dei cristiani nel mondo.

Cina

Sabato 11 luglio la polizia di Yueyang, nella provincia dell’Hunan, ha condotto un’operazione coordinata contro più chiese domestiche evangeliche della città, colpendo simultaneamente diversi luoghi di riunione. Sono stati arrestati il pastore evangelico Huang Lei, l’anziano Yang Jianjun, la catechista Yuan Shiying e numerosi collaboratori e fedeli della medesima comunità evangelica, tra i quali bambini e adolescenti. Il raid era stato preparato da sei mesi di sorveglianza. Dall’abitazione del pastore le autorità hanno sequestrato ogni Bibbia e ogni libro cristiano. Alla catechista, il cui marito è impiegato pubblico e la cui figlia insegna all’università, è stata fatta pesare la sorte professionale dei suoi cari mentre al marito è stato imposto di firmare l’impegno scritto a trattenere la moglie in casa e a impedirle di prendere parte alla vita della sua comunità evangelica.

India

Domenica 5 luglio, a Jabalpur, nello Stato del Madhya Pradesh, militanti di organizzazioni estremiste indù hanno fatto irruzione nell’abitazione del pastore protestante Briton Phillips mentre vi si celebrava il culto domenicale. Il pastore, cui era stata amputata una gamba due mesi prima, è stato arrestato in base alla legge anti-conversione dello Stato e trattenuto in carcere per tre giorni, durante i quali le sue condizioni di salute si sono aggravate.

Lo stesso giorno, nel villaggio di Pipardeurwa, distretto di Maharajganj (Uttar Pradesh), la polizia ha impedito che si tenesse il culto domenicale e ha arrestato il pastore protestante Saroj Kumar, sua moglie Saroj Devi e Priyanka, residente nel vicino distretto di Kushinagar. I tre sono stati iscritti a registro ai sensi della legge dell’Uttar Pradesh sulla proibizione delle conversioni religiose illecite e condotti davanti al tribunale locale.

Mercoledì 8 luglio il governo del Maharashtra ha ordinato un audit statale, da concludersi entro tre mesi, su tutti i terreni di proprietà di chiese di ogni confessione cristiana, cattoliche, protestanti ed evangeliche, e di organizzazioni missionarie, allo scopo dichiarato di individuare abusi edilizi, titoli contestati e trasferimenti irregolari risalenti fino all’epoca coloniale britannica. La misura, annunciata in Assemblea legislativa dal ministro delle Entrate Chandrashekhar Bawankule, colpisce in modo mirato i soli enti cristiani, comprese le scuole e gli ospedali che essi gestiscono; nelle aree di Dhule e Nandurbar le autorità hanno già preso di mira alcuni edifici ecclesiastici per la demolizione.

Martedì 14 luglio, ancora a Jabalpur, una folla di militanti del Bajrang Dal ha fatto irruzione nel campus della scuola cattolica St. Aloysius Senior Secondary School, nella zona di Rimjha, mentre gli studenti erano in istituto. Gli assalitori hanno gridato slogan contro i cristiani, lanciato pietre contro gli edifici mandando in frantumi numerose vetrate e tentato di abbattere la statua a grandezza naturale di Sant’Aloisio; solo il tempestivo intervento della polizia ha impedito danni maggiori. L’assalto è seguito alla denuncia di un ex dipendente a contratto, il cui incarico non era stato rinnovato per ripetuti rilievi sul rendimento e sulla condotta, il quale accusava la direzione di averlo voluto convertire al cristianesimo; secondo fonti diocesane, l’uomo aveva minacciato di ricorrere alla legge anti-conversione non appena appresa la mancata proroga. Padre Thankachan Jose, sacerdote cattolico della diocesi di Jabalpur che regge l’istituto, ha respinto l’accusa come infondata. Il Vescovo cattolico emerito Gerald Almeida, egli stesso incriminato, insieme a una religiosa cattolica, per un preteso tentativo di convertire bambini indigenti, ha osservato che quando a un giovane si nega un posto o un’assunzione, la ritorsione prende immancabilmente la forma dell’accusa di proselitismo.

Iran

Si è compiuto a Teheran lo sgombero della St Peter’s Evangelical Church, la storica chiesa di via Qavam la cui confisca e il cui ultimatum di due settimane erano stati riferiti nel bollettino del 7 luglio. Allo scadere del termine, tra l’11 e il 12 luglio, le venti famiglie cristiane armene e assire che abitavano il complesso, ventisette persone in tutto, molte delle quali vi risiedevano da decenni, hanno dovuto abbandonare le proprie case. La comunità teme ora che all’esproprio segua la demolizione dell’intero complesso, che comprende il tempio evangelico, la scuola e le abitazioni.

Martedì 14 luglio, nel carcere di Evin a Teheran, Ghazal Marzban è stata percossa dagli agenti dopo aver protestato per il peggioramento delle condizioni del reparto femminile, dove erano appena state ammassate altre cinquanta detenute. Il medico dell’istituto ha diagnosticato la frattura di un osso della mano sinistra e ne ha raccomandato il trasferimento in ospedale, che non è stato disposto: la donna è rimasta in cella tra forti dolori. Convertita al cattolicesimo nel 2017, laureata in diritto islamico, dopo il battesimo le fu impedito di sostenere l’esame di abilitazione forense e le fu suggerito di lasciare il Paese; al marito, anch’egli convertito, sono negati i farmaci di cui necessita per il morbo di Parkinson. Arrestata una prima volta nel novembre 2024 proprio per aver denunciato le vessazioni patite a motivo della fede, e nuovamente nel gennaio scorso, quando le furono sequestrate la Bibbia e ogni altra lettura cristiana, è stata condannata a oltre nove anni di reclusione per “propaganda contro lo Stato” e “riunione e collusione contro la sicurezza nazionale”.

Messico

Domenica 12 luglio, nel pomeriggio, a Villa de la Paz, nello Stato di San Luis Potosí, quattro agenti della polizia municipale hanno percosso tre sacerdoti cattolici della diocesi di Matehuala. Secondo la denuncia diffusa dalla diocesi la sera stessa, i padri Carlos Eduardo Rodríguez e Ciro De La Rosa Ruiz erano stati fermati mentre viaggiavano in automobile; all’intimazione rivolta a padre Ciro di scendere per un controllo era sopraggiunto padre Israel Salinas Torres, parroco cattolico del luogo, che si era posto davanti allo sportello per impedirlo. Gli agenti lo hanno allora atterrato e, mentre giaceva a terra, lo hanno preso a calci facendo uso di gas lacrimogeno.

Nigeria

Tra il 30 giugno e il 1 luglio, nella comunità di Sai, nel Mbajir Ward della contea di Katsina-Ala, al confine tra gli Stati del Benue e del Taraba, circa cento miliziani Fulani armati hanno sferrato assalti coordinati contro i villaggi cristiani, in prevalenza cattolici, uccidendo quindici persone e ferendone dieci.

Il 2 luglio ad Anyiase, nel Moon Ward della contea di Kwande, lungo il confine tra Nigeria e Camerun, terroristi Fulani hanno teso un’imboscata ad agricoltori cristiani, la contea di Kwande è abitata quasi per intero da cattolici, intenti al lavoro nei campi, uccidendo Asongo Nagwebe e Tarzan Agbahegh e ferendo oltre dieci persone. Il giorno successivo gli stessi uomini armati hanno bloccato la strada Anyiase-Ikyogen e aperto il fuoco su un mezzo che trasportava civili in fuga, uccidendo un altro passeggero.

Martedì 14 luglio miliziani Fulani hanno assaltato la comunità di Ondo, presso Akpachi, nel distretto di Ugboju della contea di Otukpo (Stato del Benue), uccidendo due cristiani, uno sul posto e uno spirato in ospedale, e ferendone un terzo. Gli abitanti avevano dato l’allarme all’avamposto militare di Ogobia, ma i soldati non sono intervenuti. Centinaia di giovani cristiani hanno allora bloccato per protesta la Otukpo-Agatu Federal Highway, all’incrocio di Ogobia, denunciando che nel loro Paese esistono due diverse giustizie: rapidissima quando a cadere sono i capi Fulani, immobile quando a cadere sono i villaggi cristiani.

In questo tempo di ascesa mariana, la Chiesa depone nel Cuore della Madre Universale i nomi e le lacrime di questi fratelli per la loro fedeltà al Vangelo di Cristo.  

Per mezzo di Lui dunque offriamo a Dio
continuamente un sacrificio di lode,
cioè il frutto di labbra che confessano il Suo nome

(Eb 13,15)