Bollettino settimanale sulla persecuzione
dei cristiani nel mondo
23 giugno 2026
La Chiesa Cristiana Universale della Nuova Gerusalemme con la sua costante preghiera di affidamento al Padre di tutti i martiri della fede in Cristo Signore, presenta le notizie più salienti sulla persecuzione dei discepoli di Gesù nel mondo.
Nigeria
Tra mercoledì 10 e venerdì 12 giugno, nella contea di Riyom, Stato di Plateau, una serie di incursioni dei miliziani fulani ha insanguinato le comunità cristiane dell’altopiano centrale. Il 10 giugno, nel villaggio di Ta-Hoss, sono stati trucidati Davou Dalyop Patu, di quarantotto anni, e Dalyop Zaram; il giorno seguente, presso il sito minerario di Bangai, è caduto sotto i colpi degli assalitori Toma Chuwang, di cinquantacinque anni; il 12 giugno un nuovo assalto ha colpito la località di Torok. In pochi giorni, quattro cristiani hanno perso la vita, mentre il terrore ha spinto numerose famiglie ad abbandonare le proprie case.
Martedì 16 giugno, intorno alle ore quindici, nella zona di Gero, presso il villaggio di Gyel, Stato di Plateau, cinque cristiani che lavoravano in un sito di estrazione mineraria sono stati massacrati dai miliziani fulani.
La sera dello stesso 16 giugno, intorno alle ore ventidue, nel villaggio di Angwa Magaji, Stato di Kaduna, un gruppo di terroristi ha fatto irruzione nei pressi della parrocchia di Santa Monica, uccidendo nove cristiani e ferendone altri undici. Hanno trovato la morte anche quattro bambini: Moses Daddy, di quattro anni, Esther Kefas e Sunday Elkan, di cinque, e Happy Friday, di sei.
L’area di Bokkos, Stato di Plateau, è stata teatro di una duplice tragedia. Il 16 giugno è stato ucciso in un agguato Samuel Alaket, capo del distretto di Gwande; pochi giorni dopo, nella notte tra domenica 21 e lunedì 22 giugno, i villaggi cristiani di Kawel e Mushere sono stati assaliti dai miliziani fulani, che hanno dato alle fiamme le abitazioni e perfino l’ospedale locale, lasciando sul terreno oltre venti cristiani uccisi. È l’ennesimo capitolo di una persecuzione che sembra non conoscere fine.
Cina
Venerdì 12 giugno, nella città di Fuyang, provincia dell’Anhui, è stata resa pubblica l’incriminazione di tre responsabili della Chiesa Riformata di Maizhong: il pastore Zhang Sen, l’anziano Ma Tao e il pastore Chang Shun, detenuti fin dal 29 giugno 2025 e processati il 9 e il 10 giugno. L’accusa di «organizzazione di raduni illegali» si fonda interamente su attività ordinarie della vita ecclesiale: la celebrazione del culto nelle abitazioni, i matrimoni religiosi, l’istruzione cristiana dei figli dei fedeli e l’accoglienza di un credente liberato dalla detenzione. La comunità, di confessione protestante, aveva rifiutato di sottomettersi al Movimento patriottico delle Tre Autonomie, controllato dal regime.
Sempre il 12 giugno, nella provincia del Qinghai, sei predicatori, tra cui l’anziano Song, sono stati fermati mentre erano raccolti in preghiera in una casa privata, e a tutt’oggi non sono stati rilasciati. La criminalizzazione delle più semplici espressioni della fede testimonia l’inasprirsi di una repressione che colpisce sistematicamente le Chiese domestiche non registrate.
Kirghizistan
Mercoledì 17 giugno, a Bishkek, un tribunale ha disposto due mesi di custodia cautelare a carico di cinque membri della Chiesa Avventista, messa al bando nel Paese: tre uomini e due donne, accusati di «produzione e diffusione di materiali estremisti», un’imputazione che li espone a una pena dai cinque ai sette anni di reclusione. L’inquirente incaricato ha inoltre annunciato l’apertura di indagini su almeno altri venti fedeli, in quella che si configura come una persecuzione giudiziaria contro un’intera comunità di credenti.
Questi fratelli perseguitati per amore di Gesù sono il “terreno buono” della parabola del seminatore perché, provati dalla tribolazione, non si sono lasciati abbattere, ma hanno serbato nel cuore e nutrito con la loro fedeltà il seme del Verbo di Dio finanche al dono della Vita, rendendo con il martirio il frutto più prezioso.
La Chiesa Cristiana Universale della Nuova Gerusalemme affida al Sacratissimo Cuore di Gesù questi testimoni del Dio Vivente. A questi figli devoti, che hanno fatto della propria testimonianza un seme caduto nella terra buona, la Chiesa guarda con profonda commozione, nella certezza che nessuna lacrima e nessuna stilla di sangue versata per amore di “Dio Salva” andrà perduta.
“Quelli poi che ricevono il seme su un terreno buono
sono coloro che ascoltano la parola,
l’accolgono e portano frutto”
(Mc 4,20)