Bollettino settimanale sulla persecuzione
dei cristiani nel mondo
7 luglio 2026
La Chiesa Cristiana Universale della Nuova Gerusalemme presenta la rassegna settimanale delle notizie più rilevanti sulla persecuzione dei cristiani che, ad ogni latitudine, con il balsamo della loro devozione quotidiana donano ristoro al cuore del Redentore e della Corredentrice.
India
Il 22 giugno il Ministero dell’Interno indiano ha emanato due notifiche, il decimo emendamento alle norme sui contributi esteri (FCRA), con cui si vieta alle organizzazioni non governative di impiegare fondi provenienti dall’estero per attività di conversione religiosa. La Conferenza episcopale dell’India ha definito le nuove disposizioni pericolose e allarmanti, denunciandone il carattere discriminatorio: dietro la formula neutra del contrasto al “proselitismo”, la misura colpisce in modo particolare gli enti caritativi e assistenziali cristiani, già da tempo bersaglio di sospensioni e revoche delle licenze, e mette a rischio ospedali, scuole e opere di carità rivolte ai più poveri.
Indonesia
Il 24 giugno, nel complesso residenziale di Hegarmanah Indah, nella Reggenza di Bandung (Giava Occidentale), un gruppo di musulmani ha assalito una casa di preghiera cristiana, aggredendo alcuni membri della comunità e minacciando di darla alle fiamme, per costringerne la chiusura. Il luogo di culto sorgeva su un terreno che un fedele aveva donato perché vi si potesse pregare. La Giava Occidentale resta la provincia dell’arcipelago in cui si registra il maggior numero di violazioni della libertà religiosa a danno delle minoranze cristiane.
Iran
Domenica 28 giugno sei agenti del Ministero dell’Intelligence si sono presentati alla St Peter’s Evangelical Church di Tehran, trattenendovisi a lungo. La storica chiesa è stata confiscata e circa venti famiglie armene e assire che vi abitavano sono state intimate a lasciare l’intero complesso entro due settimane. Il Consiglio ecumenico delle Chiese ha levato la propria voce contro l’ennesima spoliazione ai danni delle antiche comunità cristiane del Paese.
Il 3 luglio, inoltre, una Corte d’appello ha confermato, senza nemmeno celebrare l’udienza, le condanne inflitte a cinque cristiani. Fra questi il pastore armeno-iraniano della chiesa evangelica Joseph Shahbazian. Le pene, sommate, superano i settantuno anni di carcere, comminate per attività cristiane del tutto ordinarie come pregare, battezzare, celebrare la comunione e il Natale. A costoro sono stati confiscati anche i beni personali e persino le Bibbie.
Nigeria
Nella notte del 25 giugno predoni Fulani hanno assalito i villaggi cristiani di Umaso e Unguwa-Ku, nel Kufana Ward della contea di Kajuru (Stato di Kaduna), facendo fuoco sulle abitazioni al grido di “Allahu Akbar”. Sono stati uccisi Luka Aminizeh, di ventitré anni, e Manasseh Mathew, di venticinque; tre persone sono rimaste ferite e sette sono state rapite, tra cui un’intera famiglia.
Il 29 giugno, mentre erano in corso gli esami di Stato, miliziani dell’ISWAP hanno assaltato la Government Day Secondary School di Lassa, nell’area di Askira/Uba (Stato di Borno), storica enclave cristiana. Due insegnanti sono stati uccisi e una quarantina di persone rapite.
Alla liberazione degli ultimi ostaggi, il 30 giugno, l’Arcidiocesi di Kaduna ha confermato la morte del catechista Victor Paul e di altri cinque cristiani delle comunità di Kutaho e Kugir, rapiti lo scorso 9 febbraio. Victor Paul è spirato in prigionia, consumato dalle torture, da una malattia lasciata senza cure e dalla fame.
Pakistan
Il 1 luglio, nel Camp Jail di Lahore, si è spento Amir Peter, cattolico di sessantuno anni affetto da demenza avanzata e fratello del sacerdote cappuccino padre Henry Paul. Da quasi un anno era detenuto sulla base di una falsa accusa di blasfemia; pur essendo stato dichiarato inabile a sostenere il processo, non gli furono garantite le cure di cui aveva bisogno, e morì nell’abbandono. La sua vicenda torna a denunciare l’iniquità delle leggi sulla blasfemia, che continuano a colpire i più deboli e indifesi tra i cristiani del Paese.
Repubblica Centrafricana
Il 29 giugno, sulla strada che porta alla residenza parrocchiale, è stato ucciso in un’imboscata padre Crépin Martial Monga, vicario della parrocchia di San Giovanni Battista a Zémio, nella diocesi di Bangassou. Colpito alla testa, il sacerdote è morto sul colpo, mentre una parrocchiana che lo accompagnava è rimasta ferita al collo. Presidente del Comitato locale per la pace, il giorno precedente aveva battezzato centosettantacinque persone, per lo più sfollati. Il Vescovo di Bangassou ha ipotizzato che il sacerdote sia stato eliminato proprio per arrestare il cammino di riconciliazione di cui era instancabile artefice.
Nel terzo giorno del Triduo del ritorno di Maria Giuseppina Norcia nel Cuore del Padre, la Chiesa, in questo tempo di ascesa mariana, affida al Cuore della Madre Universale tutti i figli perseguitati per la loro fedeltà al Vangelo. La Parola che il Salvatore rivolge alla figlia di Giàiro richiamandola alla Vita, “Talità kum” (Mc 5,41), è la stessa che oggi la Santa Madre Chiesa volge a questi figli devoti che, con la loro fedeltà, hanno abbracciato l’Eterna Vita.
“Non temere, continua solo ad aver fede!”
(Mc 5,36)