Bollettino settimanale sulla persecuzione
dei cristiani nel mondo
9 giugno 2026
La Chiesa Cristiana Universale della Nuova Gerusalemme, nel suo costante impegno di preghiera e vicinanza ai fratelli e alle sorelle che soffrono e offrono per amore di Cristo, presenta la rassegna settimanale sulla persecuzione dei discepoli di Gesù per la loro fedeltà al Vangelo in diverse aree del mondo.
Nigeria
La sera del 31 maggio sospetti miliziani fulani hanno fatto irruzione nel villaggio di Gwomjang, comunità a maggioranza cristiana del Kadunu Ward, nell’area di governo locale di Mangu, presso la città di Gindiri, nello Stato di Plateau. L’assalto è avvenuto poco dopo la fine delle attività di culto, mentre molti fedeli rientravano dalle funzioni serali e da una riunione di preghiera delle donne. Otto cristiani hanno perso la vita e almeno quindici sono rimasti feriti.
Il 2 giugno, nelle contee di Apa e Ukum dello stesso Stato di Benue, almeno cinque cristiani sono stati uccisi da un gruppo di circa dodici miliziani fulani armati. Anche una donna è rimasta ferita.
Congo
Il 30 maggio, nel territorio di Beni (Nord Kivu), i miliziani delle Forze Democratiche Alleate (ADF), gruppo jihadista affiliato allo Stato Islamico, hanno ucciso almeno sette cristiani. Nello stesso contesto di violenza è stato rapito padre Gédéon Kasereka Bahati, sacerdote cattolico della parrocchia di San Giuseppe a Bobandana, diocesi di Goma: è stato catturato dopo aver celebrato un matrimonio a Kanyabayonga, insieme al suo autista e ai novelli sposi, anch’essi presi in ostaggio.
Nella notte del 2 giugno gli stessi miliziani dell’ADF hanno attaccato il villaggio di Mbau, a circa diciannove chilometri da Beni, uccidendo almeno ventiquattro cristiani; tra le vittime un pastore locale e sua moglie. In meno di una settimana, nei dintorni di Beni, i jihadisti hanno tolto la vita a oltre quaranta fedeli, mentre numerosi civili risultano tuttora rapiti e il loro destino resta incerto.
Somalia
Il 28 maggio, nella regione del Basso Giuba, Sofia Ahmed, giovane cristiana di ventidue anni, è stata aggredita e percossa dai propri familiari musulmani a causa della sua fede in Cristo. Le percosse le hanno provocato la frattura del naso e una notevole perdita di sangue.
Cina
Il 3 giugno, nella contea di Zhenxiong (provincia dello Yunnan), sette funzionari si sono presentati al predicatore Chang Hao notificandogli l’ordine di cessare ogni attività religiosa online, con la minaccia di sanzioni; il giorno seguente, 4 giugno, le autorità hanno imposto restrizioni al suo account WeChat, principale strumento di comunicazione e di pastorale.
A Chengdu, capitale del Sichuan, il 4 giugno, anniversario della repressione di piazza Tiananmen del 1989, le autorità hanno avviato una nuova operazione coordinata contro la Chiesa del Patto di Early Rain. Almeno cinque ministri e fedeli sono stati convocati e interrogati dagli agenti della sicurezza di Stato, con perquisizioni nelle loro abitazioni. La comunità è bersaglio di una persecuzione sistematica fin dal 2018, quando il suo fondatore, il pastore Wang Yi, fu condannato a nove anni di carcere per “incitamento alla sovversione del potere statale”.
India
Il 27 maggio, nella città di Ratlam (Stato del Madhya Pradesh), alcuni gruppi nazionalisti indù hanno fatto irruzione in un albergo privato dove era in corso una convention spirituale cristiana di due giorni, interrompendola con l’accusa di conversioni forzate. Sotto la pressione dei manifestanti, giunti in gran numero, la polizia ha fermato quindici membri del comitato organizzatore, poi rilasciati, con il pretesto della mancanza di autorizzazioni.
Vietnam
Tra la fine di maggio e i primi di giugno, negli Altopiani Centrali, nella provincia di Gia Lai, due cristiani montagnard, il pastore Siu Yúi e il fedele Siu Dok, sono stati arrestati con l’accusa di “minare l’unità nazionale”, per aver presumibilmente diffuso l’insegnamento religioso tra le minoranze etniche. Gli arresti si inseriscono nella lunga campagna del regime comunista contro i cristiani montagnard che rifiutano di aderire alle Chiese controllate dallo Stato.
Russia
Il 28 maggio, il pastore Yuri Sipko, di settantaquattro anni, è stato inserito nell’elenco dei “terroristi ed estremisti” tenuto da Rosfinmonitoring, il servizio federale russo di monitoraggio finanziario. Il provvedimento comporta gravi restrizioni e la criminalizzazione di fatto del suo ministero e della sua testimonianza di fede.
In questa settimana che ci conduce alla Festa Solenne del 13 di giugno, gli ignobili atti persecutori descritti assumono un particolare significato. Mentre nella Terra d’Amore i fedeli si preparano ad accogliere il Verbo incarnato nuovamente disceso in mezzo a noi, il prologo di Giovanni risuona con profonda attualità: “Venne fra la sua gente, ma i suoi non l’hanno accolto” (Gv 1,11).
I cristiani perseguitati di questi ultimi tempi sono il volto vivo di questo grande Mistero d’Amore. Come il Bimbo divino non trovò posto e fu rifiutato dai suoi, così i suoi discepoli vengono respinti, percossi, incarcerati e uccisi per il Nome che portano. Ma in loro si compie la promessa “A quanti però lo hanno accolto, ha dato potere di diventare figli di Dio” (Gv 1,12). Nella testimonianza di costoro risplende “la Luce Vera, quella che illumina ogni uomo” (Gv 1,9).
La Chiesa Cristiana Universale della Nuova Gerusalemme affida a Gesù Bambino tutti i fedeli perseguitati, affinché il Signore, che si è fatto piccolo per amore degli uomini, possa donare la Sua Pace ai piccoli e agli oppressi, asciughi le lacrime degli afflitti e affretti il giorno della Sua Giustizia.
“Non da sangue, né da volere di carne, né da volere di uomo,
ma da Dio sono stati generati.
E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi”
(Gv 1,13-14)