Bollettino settimanale sulla persecuzione
dei cristiani nel mondo
26 maggio 2026
La Chiesa Cristiana Universale della Nuova Gerusalemme prosegue la propria azione di doverosa testimonianza e denuncia raccogliendo le recenti notizie di persecuzione anticristiana giunte dall’Africa, dall’Asia e dal Caucaso. Il sangue dei fedeli in Cristo continua a essere versato nel silenzio, mentre il mondo distoglie il suo sguardo.
Nigeria
Il 15 maggio, nello Stato di Oyo, contea di Oriire, miliziani armati hanno fatto irruzione in tre scuole lungo l’asse Ahoro-Esinele – Yawota, nei pressi di Ogbomoso, rapendo sette insegnanti e numerosi alunni. Il professore di matematica cristiano Michael Oyedokun, sequestrato durante l’attacco, è stato decapitato e il filmato dell’esecuzione è stato fatto circolare in rete nei giorni seguenti.
La sera del 23 maggio, nello Stato del Kwara, contea di Ekiti, bande armate hanno assalito la veglia di preghiera della chiesa Ijo Ajaye Ati Igbala in località Ori-Oke Ajaiye, alla periferia del villaggio di Ekerin. Il pastore Adebayo Abiodun stava guidando l’adorazione notturna con i suoi fedeli quando gli aggressori hanno aperto il fuoco: tre cristiani sono stati uccisi e altri quindici portati via verso destinazione ignota.
Congo
Il 19 maggio, nel territorio di Mambasa, provincia dell’Ituri, terroristi delle Allied Democratic Forces (ADF), affiliate allo Stato Islamico, hanno massacrato diciassette cristiani. L’aggressione è cominciata nel villaggio di Alima e si è estesa alle comunità limitrofe, in particolare a Manyama, dove numerose abitazioni sono state date alle fiamme. Molte persone risultano disperse e gli aggressori continuano a muoversi liberamente nella regione, mentre il flagello dell’Ebola aggrava una situazione già tragica.
Cina
Intorno al 19 maggio, nella città di Wenzhou, provincia dello Zhejiang, regione storicamente nota come la “Gerusalemme della Cina”, le autorità del Partito Comunista Cinese hanno demolito la Chiesa di Yazhong. Sotto un rigido blackout informativo, mezzi pesanti scortati da posti di blocco hanno raso al suolo l’edificio piano per piano. La demolizione rievoca quella della Chiesa di Sanjiang nel 2014, ma segna oggi un livello di repressione senza precedenti contro le Chiese domestiche cinesi.
Indonesia
Il 17 maggio, intorno a mezzogiorno, mentre i fedeli si raccoglievano in preghiera al termine della Santa Messa nel cortile della Cappella di San Paolo a Mbamogo, parrocchia di San Michele Bilogai, nel distretto di Intan Jaya, provincia di Papua Centrale, un ordigno, secondo i testimoni una granata sganciata da un drone, è caduto dall’alto ed è esploso. Quattro fedeli hanno riportato gravi ferite. Il parroco, padre Yanuarius Yance Yogi, ha denunciato che si tratta dell’ennesimo episodio di una violenza che insanguina la Papua da sessant’anni, nel silenzio della comunità internazionale.
Pakistan
Il 15 maggio, nel quartiere di Ghulam Muhammad Abad a Faisalabad, il cristiano Shahzad Masih, padre di due figli e unico sostegno economico della famiglia, è stato ucciso con un colpo di pistola alla testa. Già nei giorni precedenti era stato bersaglio di un’aggressione da parte degli stessi assalitori, in un contesto di crescente intolleranza alimentata dalle leggi sulla blasfemia di cui la minoranza cristiana è la prima vittima.
Uganda
Nei giorni scorsi è giunta notizia del barbaro attentato subito da Kalegeya Faruku, quarantenne dell’Uganda orientale convertito al cristianesimo nel marzo scorso. Tornato per pochi minuti nella casa paterna del distretto di Jinja per raccogliere alcuni effetti personali prima di rifugiarsi in un luogo sicuro, è stato lì atteso dai propri “fratelli” musulmani, che, recitando versetti del Corano, gli hanno mozzato entrambe le mani con un machete, abbandonandolo poi moribondo in una strada. Il padre, Lubega Issa, ha rivendicato l’atto dichiarando ai testimoni: “È questo che la Sharia ci impone di fare a chi rinnega la religione di Allah”.
Azerbaigian
Immagini satellitari diffuse il 19 maggio hanno confermato la demolizione, ad opera delle autorità azere, di due chiese armene a Stepanakert, capitale dell’Artsakh occupato: la Cattedrale della Santa Madre di Dio, la principale chiesa cristiana della regione, consacrata nel 2019, e la Chiesa di San Giacomo. La distruzione si inserisce in una campagna sistematica di cancellazione del patrimonio cristiano armeno, dopo l’esodo forzato di oltre 120.000 armeni cristiani dalla loro terra ancestrale. L’Armenia, evangelizzata dagli apostoli San Giuda Taddeo e San Bartolomeo, è storicamente riconosciuta come la prima nazione al mondo ad aver adottato il cristianesimo come religione di Stato.
India
Il 10 maggio, militanti dell’organizzazione nazionalista indù Hindu Jagran Manch hanno fatto irruzione in numerose chiese cristiane dei quartieri di Kamal Vihar, Sen Chowk Shriram Nagar, Ambedkar Chowk Depot Para Sorid e Tikrapara, nella città di Dhamtari, durante le celebrazioni domenicali. Hanno preteso dai pastori l’esibizione dei documenti d’identità, definendo i culti “illegali” e bollandoli come riunioni di guarigione finalizzate alla conversione, in applicazione della nuova legge anti-conversione dello Stato, entrata in vigore il 7 aprile scorso e che prevede pene fino a dieci anni di carcere. Questa legge è stata subito brandita dai gruppi indù estremisti come strumento giuridico per legittimare violenze, intimidazioni e arresti contro le minoranze cristiane.
Nei giorni che seguono la Solennità di Pentecoste, la Chiesa Cristiana Universale della Nuova Gerusalemme affida allo Spirito Consolatore le anime e i cuori dei perseguitati in Cristo, con Cristo e per Cristo. Tutti costoro rendono testimonianza allo Spirito di Verità che dona loro vera consolazione e assicura condanna eterna agli oppressori.
“Quando verrà il Consolatore che io vi manderò dal Padre,
lo Spirito di Verità che procede dal Padre,
egli mi renderà testimonianza e anche voi mi renderete testimonianza,
perché siete stati con me fin dal principio”
(Gv 15, 26-27)