15 giugno 2025

Vangelo: Matteo, Cap 11, vv. 25-30
Omelia del Pontefice Samuele
Festa Solenne della SS.ma Trinità

Maria ci fa vivere il Mistero della SS.ma Trinità
nella storia della Salvezza

 

La Pace del Cristo Risorto sia con tutti voi oggi e sempre (Gv 20,19). In questa Festa della Santissima Trinità, che oggi celebriamo, viva è la gioia nel nostro cuore, traboccante, per poter vivere un Mistero insondabile (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “La Catechesi”, 1/01/1988) e inaccessibile che sempre tanti hanno voluto indagare nel corso della storia dell’umanità, non riuscendo mai a trovare la Chiave per poter veramente decifrare questo Mistero (Rm 11,33).

Ecco che in questo Luogo, che Gesù ha voluto donare ai Suoi figli, tutto viene rivelato, svelato nel momento in cui si possiede la Chiave per poter aprire la Porta del Padre ed entrare nelle Sue profondità (Atto di Magistero, “Maria, la Porta Santa dei figli di Dio”, 24/12/2024).

Ecco quella preghiera che Gesù ha rivolto al Padre, ringraziandoLo e lodandoLo per aver tenuto nascoste queste cose ai sapienti, a coloro che si ritengono e ritenevano dotti in questo mondo, per poterle rivelare ai piccoli, ai Suoi piccoli, a coloro che sono piccoli e hanno voluto essere piccoli, per poter essere riempiti della grandezza di Dio, della profondità di Dio, perché così è piaciuto al Padre (Lc 12,32). Questo da sempre: la Chiave per poter comprendere e penetrare i misteri del Padre è Maria, Colei che è Tempio dello Spirito Santo, Figlia e Ancella del Padre, Madre del Figlio, Sposa dello Spirito Santo (Mt 1,20). Ecco Maria! E chi si abbandona a Maria, chi si consacra a Maria, chi si affida a Maria, tutto può comprendere e vivere, così come ha fatto Maria. “Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente” (Lc 1,49) canta Maria nel Magnificat. Tutto il Padre a Maria ha svelato, nulla Le è stato tenuto nascosto. E più Maria si abbassava e più il Padre La innalzava (Lc 1,52); più si è abbassata e più è stata innalzata, così da contenere il Mistero dei misteri, il Mistero della Santissima Trinità che è Persona, Una e Trina.

Ecco che già qui il mondo si ferma, non riesce ad andare avanti di fronte al Mistero Uno e Trino. Lo accettano per fede; noi invece qui siamo chiamati a viverlo con fede, non solo per fede; con quella fede che ha caratterizzato e caratterizza il Cuore di Maria (Lc 1,45) e che caratterizza il cuore dei figli di Maria.

Maria, Madre Chiesa; Maria, Nuova Gerusalemme; Maria, Casa; Maria, Cuore, Casa dei figli di Dio, Cuore Immacolato, dove dimora la Santissima Trinità. Casa: ecco che i figli in Maria hanno trovato Casa (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “La Dimora stabilita da Gesù”, 9/03/1997), una Casa bella, adorna, accogliente, premurosa, così come è Maria con tutti quanti noi Suoi figli. E chi sperimenta l’Amore di Maria, comprende tutto ciò che sto dicendo perché lo vive, così come lo vivo io, primo ad essermi consacrato al Cuore Immacolato di Maria. Nel momento in cui questa Chiesa è stata proclamata al mondo, immediatamente mi sono e ci siamo consacrati a Maria (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “Maria, mi consacro a Te”, 10/03/1986), in quella Consacrazione pubblica che era prima del tempo, perché il tempo in Dio non è.

Ecco l’Itinerario della Salvezza che la Santissima Trinità ha condotto, conducendo il popolo nel corso della storia (Es 6,6-7). Ecco l’Azione del Padre che è iniziata conducendo il Suo popolo fuori da una schiavitù che aveva reso schiavo l’uomo (Es 3,7-10), coloro che appartenevano a Dio, per un proprio tornaconto. Ecco che il Padre ha chiamato il Suo Inviato, da Lui stesso consacrato, unto, un piccolo Cristo – l’Unto, l’Inviato – per poter dire: “Va’, vai nella terra che io ti indicherò” (Gen 12,1). E quell’Inviato, obbedendo al Padre, è andato. E con quell’Inviato il popolo di Dio è andato, rimanendo inizialmente obbediente a quell’Inviato (Es 14,31). E così è iniziato il cammino per uscire dalla schiavitù. Poi, però, nel tempo quel popolo è passato da una condizione di obbedienza ad una condizione di disobbedienza, perché non vi era più al centro l’amore per Dio e la gratitudine, ma questi sentimenti hanno lasciato il posto alla pretesa. Ed ecco che è intervenuta la superbia, la disobbedienza e quel popolo si è traviato. Nessuno dei disobbedienti è entrato nella Terra promessa (Nm 14,29-30), ma solo coloro che sono rimasti fedeli (Gs 14,14). Il Padre li ha fatti giungere nella Terra promessa e li ha moltiplicati. Quel popolo è cresciuto, abitando quella Terra, ma poi il germe della superbia, che era presente, nuovamente ha preso il sopravvento (Os 13,6), rendendo nuovamente schiavi coloro che il Padre aveva voluto liberi. Ma il Padre, nella Sua infinita Bontà, è intervenuto nuovamente, mandando dal Cielo la Sua Stella: e tre saggi venuti da lontano – così come rivelato a questa Fanciulla (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “Il Ritorno di Gesù”, 30/10/1994) – seguendo la stella, hanno incontrato “la” Stella delle stelle (Mt 2,11), adorandoLa, affinché iniziasse un nuovo cammino.

Questa Stella è cresciuta in grazia, età, sapienza, davanti a Dio e davanti agli uomini (Lc 2,52), affinché gli uomini potessero comprendere come vive Dio, l’Uomo Dio, dal bambino fino all’adulto, affinché tutti potessero sperimentare, toccare, vedere come vive Dio, Fratello tra i fratelli, Amico tra gli amici; fino a quando quel Fratello, il Figlio del Dio vivente (Mt 16,16), si è immolato nella totalità, affinché tanti avessero la Vita, quei tanti che avrebbero creduto al Suo Santissimo Nome (Gv 1,12), l’unico Nome che salva, perché Dio salva è il Suo Nome.

Ma prima di salire e prima di salutare quegli amici, Gesù disse loro: “Ora io vado a prepararvi un posto. Voi non potete venire ora, ma poi verrete con me” (Gv 13,36; 14,2): il Posto scelto e preparato dal Padre. “Quando tornerò verrete con me e lo abiteremo insieme” (Gv 14,3). Li lasciò con questa promessa. Ascese al Cielo e mentre ascendeva già vedeva il futuro che Lo avrebbe visto protagonista e vide una Fanciulla giocare in un prato, in un prato verde (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “L’Ascesa al Cielo”, 13/04/1995). Salì e iniziò un nuovo capitolo della storia della Salvezza e tanti, tanti, tanti credettero a quel Nome.

Gesù mise nel cuore dei Suoi discepoli il seme dell’Amore (Gv 13,34), un Amore non conosciuto fino ad allora, che grazie a Gesù e al Suo insegnamento e al Suo Sacrificio iniziò a diffondersi su questa terra, fino a quando, nuovamente, il popolo si è allontanato dagli insegnamenti di Dio, dimenticando l’essenza dell’Amore, mettendo al centro di nuovo l’egoismo (Fil 2,21) a partire da coloro che avrebbero per primi dovuto rimanere fedeli agli insegnamenti del Maestro: a loro dire consacrati al Suo Cuore, ma in realtà nel tempo questa consacrazione è scemata per non più adorare l’unico Dio e l’unico Spirito, ma per, attratti da ciò che è mondo e da ciò che è potere (1Gv 2,16), distaccarsi dall’Unigenito Spirito, per adorare altri spiriti che santi non sono (1Tm 4,1).

Ecco che la Madre di Dio, pellegrina sulla Terra, ha fatto udire la Sua voce in tanti luoghi, preparando nel tempo e per tempo l’umanità a cambiare rotta, invitando quei consacrati a cambiare rotta. Ma vana è stata la parola della Madre di Dio. E si è giunti al tempo in cui l’abominio della desolazione è entrato nel luogo santo, che profetizzò il profeta Daniele (Dn 9,27), e questo mai sarebbe dovuto succedere.

Ma il Padre, nella Sua Onniscienza, tutto aveva previsto. Ecco quel prato, ecco quella Fanciulla giocare in quel prato: unico Prato verde rimasto, perché nel frattempo il mondo si sta autodistruggendo, dilaniato dal germe della superbia, dell’odio, della violenza, della noncuranza, della rivalità (Gal 5,20). Ed ecco che il fuoco nuovamente si è riacceso e questo mondo non comprende che a furia di praticare questi sentimenti, arriverà a perdere il controllo e sprofonderà (Atto di Magistero, “Padre, è giunta l’ora”, 1/12/2024). Popoli e nazioni saranno cancellate e sprofondati da questa azione dell’uomo.

Il Padre ha preservato il Suo Luogo, ha curato il Suo Luogo, lo ha irrorato con il Suo Amore. E questo Luogo è stato irrorato nel tempo dal sangue dei martiri che nel frattempo, uniti al Sangue dell’Agnello che gli appartiene (perché questo è il loro tesoro), hanno fatto crescere questa Terra d’Amore, così come è cresciuto l’amore dei figli nei confronti di questa Madre Terra, Nuova Gerusalemme (Atto di Magistero, “Il Sacrario della Nuova Gerusalemme”, 05/06/2022), che la Fanciulla di Dio – nuovamente una Fanciulla scelta dal Padre – ha annunciato al mondo intero, rimanendo in obbedienza da Figlia fedele, da Ancella santa al Padre Santo, cullando il Bambino Gesù nel Suo Cuore (Atto di Magistero, “Maria G. Norcia” 21/01/2019), amandoLo come Lo ha amato Sua Madre, dice Gesù. (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “Il Ritorno di Gesù”, 30/10/1994)

Ed ecco l’Azione dello Spirito Santo che Ella ha donato e ha favorito, affinché tanti potessero giungere in questa Terra benedetta, prendere le Sue mani e compiere l’ultimo itinerario che avrebbe condotto tutti nuovamente nel Cuore del Padre, per ricapitolare la storia dell’umanità e ricondurre il popolo santo di Dio, quel Resto rimasto fedele, un Piccolo Resto (Is 4,3), nel Giardino che il Padre aveva preparato per i Suoi figli (Gen 2,8-9).

Nel momento in cui il male sarà definitivamente sconfitto, nel momento in cui Maria coronata delle Sue Dodici Stelle schiaccerà con il Suo Calcagno il maligno (Ap 12,1; Gen 3,15), tutto sarà compiuto. Ecco la Terra d’Amore che riporterà tutto a compimento.

Per tanti questa è una favola, ma nel momento in cui tutte queste cose accadranno, cari fratelli, tanti comprenderanno che favola non è! È semplicemente il Disegno che Dio ha su questo mondo, rivelato ai Suoi piccoli e non compreso dai sapienti e dai dotti.

Ecco che ritorna la preghiera del Maestro che abbiamo ascoltato oggi nel Vangelo: “Ti benedico Padre, Signore del Cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così è piaciuto a te” (Mt 11,25-26). È parola di Dio. Così come è parola di Dio quella Relazione che la Fanciulla di Dio, per volere di Dio, ha nei confronti della Santissima Trinità; un altro Mistero insondabile e inaccessibile, ma come rivelato da Gesù: “Non la Santissima Trinità da una parte e l’umanità dall’altra, ma il Padre, il Figlio, lo Spirito Santo e Tu” (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “Non sei mai sola”, 28/10/1985), dice Gesù alla Sua Fanciulla, chiamata a mediare con la Sua preghiera e con il Suo Amore materno, affinché tanti figli che avevano perso Dio, che non conoscevano Dio, potessero nuovamente entrare in relazione con Dio. E quella “relazione, interrotta o ignorata”, dice Gesù, “deve essere l’oggetto della vostra restaurazione”. Vostra! Tutto il popolo è chiamato a partecipare per ogni anima “che ti affido”: un affidamento particolare fatto alla Sua Fanciulla che viene poi condiviso con tutto il popolo di Dio, affinché il popolo di Dio si renda partecipe per mediare. Ecco coloro che vogliono divenire “corredentori”, lavando le proprie vesti nel Sangue dell’Agnello (Ap 7,14) affinché la propria veste possa essere candida, pura, immacolata, come Immacolato è il Cuore di Maria (Atto di Magistero, “L’Immacolata vincerà”, 8/12/2023).

Ecco che seguendo Maria, prendendo e tenendo strette le Sue mani, consacrandoci al Suo Cuore, il Mistero della Santissima Trinità si svela e si rivela e diviene la quotidianità dei figli, che vivono per dare gioia e onore al Padre, che vivono per seguire gli insegnamenti del Figlio (Gv 14,23-24) e che si abbandonano all’Azione dello Spirito Santo, che li conduce in questa Era, per poi condurre tutti al Compimento dei compimenti, Cuore del Padre, da dove nasce la Vita e dove la Vita ritornerà (Gv 1,4). Ecco il Mistero d’Amore che nella Santissima Trinità si compie per prendere Vita.

Padre, accogli oggi ogni richiesta dei figli di Dio, Tuoi figli, ogni richiesta fatta con fede e fatta per fede, per dare ai loro cuori ciò che Tu hai donato al Tuo Gesù, perché Gesù possa donarla a tutti in abbondanza (Gv 10,10). E così sia.