3 maggio 2026
Vangelo: Marco, Cap 16, vv. 9-18
Omelia del Pontefice Samuele
V Domenica di Pasqua
Consacratevi a Maria e convertitevi al Vangelo,
che nel Bambino Gesù si compie
Pace a voi, figli di Dio (Gv 20,19). La Pace del Cristo risorto vi accompagni oggi e vi accompagni sempre.
Oggi, prima domenica del mese di maggio, in cui la Madre Chiesa vuole ricordare in modo particolare Maria, nel mese a Lei dedicato: ecco questo giorno che apre il cuore a questo mese. E questa Chiesa, che è profondamente cristiana e profondamente mariana, giubila nel poter vivere questo momento in cui, ancora una volta, ci uniamo a Cristo e, in particolare, a Maria, la tutta bella, la tutta santa, la tutta pura (Ct 4,7), Colei che ci è Madre (Gv 19,26-27).
Ed è bello iniziare questo mese con voi, amati giovani, che oggi siete ancor più numerosi, in questa domenica a voi dedicata, prima domenica. Ecco la Festa della Gioventù Cristiana (Decreto Pontificio, “Istituzione della Festa della Gioventù Cristiana”, 26/04/2026) che la Madre Chiesa ha voluto istituire proprio per far sì che tutti i giovani che vogliono essere e rimanere cristiani possano prepararsi bene a vivere il Mese di Maria, per potersi consacrare a Maria e poter consacrare a Maria la propria vita e tutti coloro che vorranno conoscerLa, amarLa e viverLa.
Maria, Porta del Cielo (Atto di Magistero, “Maria, la Porta Santa dei figli di Dio”, 24/12/2024); Maria, l’Immacolata, Colei che ci conduce ad amare Gesù come nessun altro. Ecco l’importanza di consacrarsi a Maria. Ecco il “Maria, mi consacro a Te” che oggi risuona nel nostro cuore (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “Maria, mi consacro a Te”, 10/03/1986). Ecco l’Armata di Maria: voi giovani, cuore pulsante di questa Chiesa, cuore pulsante di questa umanità. Questa Chiesa vi ama in modo particolare, così come voi amate Maria in modo particolare. Questa è la Forza che ci viene dal Cielo. Questa è la Forza che ci viene da Colei che è Madre, nell’amare tutti coloro che a Lei si affidano con cuore sincero. Ecco la Mamma e la Madre: la Mamma che ama, che nutre, che consola; e la Madre che protegge da ogni pericolo e da ogni insidia.
Ecco l’Eccelsa, così come il Padre ebbe a dire a questa Fanciulla, Eterna Fanciulla, Maria Giuseppina, Colei che ha accolto il Bambino Gesù per farLo dimorare nel Suo Cuore, facendosi Culla vivente. Le disse Dio Padre, in una Rivelazione importante, parlando di Maria: “Vedi, l’IMMACOLATA, Pura e senza macchia, abita in NOI. In LEI il MISTERO DIVINO è imperscrutabile ed inaccessibile. Dunque, il MISTERO TRINITARIO è riversato su di LEI: POTENZA, SAPIENZA e AMORE Divino. Poiché, essendo una creatura, ha partecipato a questo MISTERO DI REDENZIONE, dunque, per eccellenza, LEI è l’Eccelsa, in cui abita la DIVINITÀ, essendo MADRE dell’Unigenito FIGLIO e REGINA Sovrana dell’umanità” (Rivelazione di Dio Padre Onnipotente a Maria G. Norcia, “L’Immacolata abita in Noi”, 28/06/1983).
Ecco Maria: non è stata compresa, cari fratelli, Maria da questa umanità. La Sua Figura, la Sua Persona ancor oggi è dibattuta e ci si perde in tanti dibattiti umani sterili per lo spirito (1Tm 6,4-5), anziché far volare il cuore, librarsi in alto e poter prendere le mani di Maria e viverLa nella pienezza per poter approfondire il Mistero (Decreto Pontificio, “In Maria, con Maria e per Maria“, 22/12/2019).
Ecco che consacrarsi a Maria è un atto necessario (Atto di Magistero, “Consacrarsi a Maria e un atto necessario“, 14/10/2024). Questo ci insegna la Storia e questo ci insegnano i Santi, i Martiri che hanno vissuto per far conoscere Maria, l’Immacolata. Pensiamo a San Massimiliano Maria Kolbe, un martire polacco che ha donato la sua vita per far conoscere l’Immacolata e che, durante la Seconda guerra mondiale, ha voluto donare la sua vita per amore di Dio, per amore dell’Immacolata e per amore del prossimo, donando la sua vita per un altro uomo (Gv 15,13), padre di famiglia. Ecco l’esempio fulgido e vivo che ricordiamo insieme.
Questi esempi splendono, vivono nel nostro cuore e soprattutto per voi, cari giovani, che dovete imparare dalla Storia. Ecco che sono lodevoli tutte le iniziative che portano voi giovani a scoprire sempre di più tutto ciò che è passato per poter portare avanti ciò che è di buono (1Ts 5,21) e per poter non commettere più gli errori di ciò che è male. Ecco il dramma della guerra che deve essere lasciato alle spalle. Per poter vivere questo, bisogna abbracciare la Pace che solo in Gesù si potrà vivere (Gv 14,27). Ecco che sono lodevoli tutte le iniziative che portano a far vivere a tutti voi, amati giovani, tutto ciò.
Accolgo con tutto il mio cuore e saluto la delegazione di giovani che oggi sono qui dalla Polonia, accompagnati dai loro tutori; così come accolgo colui che presiede l’associazione di chi, in questa terra, si prodiga per far sì che mai più la guerra si possa vivere e rivivere. Bisogna conoscere per poter allontanare con forza il dramma della guerra che porta morte.
Ecco la Pace che solo in Gesù si può vivere e attualizzare, così come nel Vangelo oggi è scritto: “Andate e predicate il Vangelo a tutte le genti. Chi crederà sarà salvo, chi non crederà non potrà trovare salvezza” (Mc 16,15-16). Ecco il Vangelo che si erge in questo tempo per portare una Parola di Verità; un tempo di apostasia dove la Verità viene annacquata (2Ts 2,3), dove il Sacrificio di Cristo e della Religione cristiana cattolica universale viene sminuito, insegnando che tutte le religioni portano a Dio, che tutte le chiese sono sorelle. Ecco che il Vangelo oggi ci riporta alla Verità: “una” è la Salvezza e la Salvezza si trova solo in Gesù (At 4,12), il Risorto.
Ecco il Vangelo che parla dei “segni”. “Questi sono i segni per coloro che crederanno” (Mc 16,17), abbiamo or ora ascoltato. C’è bisogno, cari fratelli, dell’aiuto dei “segni”, perché i “segni” ci riportano alla Verità. Il primo Segno è stata la Resurrezione di Cristo, un Segno che è stato accolto da chi ha cambiato religione per poter abbracciare la Novità. Questo avvenne allora. L’ultimo Segno è quello che è avvenuto qui, quando Gesù nuovamente è sceso dal Cielo (At 1,11; Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “Il Ritorno di Gesù”, 30/10/1994) affinché il mondo potesse abbracciare questa Novità e rimanere ancorato alla Verità. Ecco questa Chiesa che porta il mondo a vivere un nuovo Passaggio: così come dalla prima si è passati alla seconda Alleanza, ecco che ora dalla seconda Alleanza passiamo alla Terza e definitiva.
Ecco la Parola di Gesù che viene per istruirci e per farci rinascere a Vita nuova (Gv 3,3.7), affinché si possa diventare “figli” e non rimanere “creature”. C’è una sostanziale differenza; il limite sembra sottile, ma è sostanziale. “Figli”: coloro che si fanno battezzare e credono in Gesù e ascoltano i Suoi insegnamenti (Gv 1,12). Tutti gli altri rimangono “creature”. Diversamente, perché Gesù ha donato la Propria Vita? Perché i martiri e i santi hanno donato la propria vita per convertire tutte le genti al Cristianesimo, se non per questo? Ecco la Verità che deve tornare al centro della vita di ciascuno di noi.
Questo è un richiamo che oggi voglio nuovamente fare, in questa Domenica di Pasqua, affinché tutti possano convertirsi ora e non tergiversare più (Mc 1,15; Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “Il Luogo Santo del Ritorno di Gesù”, 19/02/1995); accogliere ora il Segno disceso dal Cielo, affinché il Padre possa abbracciare tutti i Suoi figli. Affinché si diventi “figli”, si rimanga “figli” e si viva da “figli”.
Ecco che la Pace allora sarà stabile sulla Terra (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “La Divina Famiglia e la Scala d’oro“, 25/12/1988). Senza l’aiuto di Gesù, gli uomini non potranno riuscire ad ottenere la Pace. Senza l’aiuto del Cielo, tutto crollerebbe. E io vi dico: tutto crollerà se gli uomini non torneranno a vivere tutto ciò. Perché ciò che è scritto, cari fratelli, si deve compiere. Così come nel Libro dell’Apocalisse è scritto che quell’Angelo possente, che Giovanni, l’Apostolo Giovanni, vide discendere dal Cielo, avvolto in una nube, con la fronte cinta da un arcobaleno, aveva posto il piede destro sul mare e il sinistro sulla terra e, a un certo punto, gridò a gran voce, come leone che ruggisce. E quando ebbe gridato, i sette tuoni fecero udire la loro voce (Ap 10,1-3), è scritto.
Bene, quel piede poggiato farà avvertire la Potenza dell’Angelo disceso dal Cielo e questa terra tremerà e tanti avvertiranno e vedranno tante fondamenta crollare; e ciò che nel mondo sembra forte in un attimo diventerà debole. Ecco l’Onnipotenza di Dio. E questi segni, visibili, aiuteranno tanti a comprendere la Verità. Altri cercheranno “una casa”. E voi, cari fratelli, voi, amati giovani, dovete essere coloro che con il vostro esempio, con il vostro profumo di santità (2Cor 2,15) dovrete accogliere tutti questi profughi dello Spirito per poterli ristorare, per poterli amare, per poterli portare dal Bambino Gesù affinché il Bambino Gesù possa nutrirli con il Suo Latte, con il Suo Miele.
Ecco il compito più alto, accogliere i profughi dello Spirito che non hanno più “una casa” perché, senza lo Spirito, il corpo è nulla (Gc 2,26). Grande il compito.
Amate tanti vostri coetanei che non vivono più tutto ciò, che sono alla ricerca di Dio; con il vostro esempio, prima che con le parole; siate uomini buoni, retti, generosi, per poi manifestarvi come cristiani autentici (1Tm 4,12). Ma prima siate veri uomini, credibili, affinché anche chi non crede possa, guardando al vostro esempio, comprendere che cosa vi spinge a fare bene tutto (Mt 5,16). Ecco la santità che si incarna e si vive.
Ecco questa Chiesa fanciulla che adora il Fanciullo Divino che qui dimora, che qui è nato, che qui tutti vuole accogliere (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “Il Vero Volto di Gesù”, 18/06/1995). Il Suo Nome è Vita (Gv 6,35) perché vuol dare la Vita a tutti coloro che, credendo nel Suo Nome, vorranno abbracciarLo e con Lui vivere per l’eternità (Gv 20,31). E così sia.