15 febbraio 2026
Vangelo: Marco, Cap 2, vv. 18-22
Omelia del Pontefice Samuele
Da una parte è sceso lo Sposo,
dall’altra lutto e digiuno.
E la Città è divisa in 3 parti
Amati fratelli, qui la Festa è viva, continua e palpitante. Qui il Banchetto è pronto e il Re ha chiamato i Suoi figli al Banchetto (Mt 22,2-4). E quindi i figli sono pronti non per digiunare, ma per fare festa, per nutrirsi del Pane vivo disceso dal Cielo (Atto di Magistero, “La vera Comunione con il Pane vivo disceso dal Cielo”, 02/06/2024) e per bere il Vino nuovo insieme a Colui che ha promesso che lo avrebbe bevuto nuovo nel Regno. E la promessa è stata mantenuta perché qui il Regno di Dio è stato stabilito con la discesa del Bambino Gesù; ed ecco i figli chiamati dai crocicchi delle strade a prendere parte a questa Festa (Mt 22,9-10), a rinnovarsi, ad essere nuovi, a farsi “otri nuovi” (Mt 9,17) per poter accogliere e contenere il Vino nuovo disceso dal Cielo.
Ecco Maria (Lc 1,38-45), Esempio per tutti quanti noi, Colei che per prima si è fatta “otre nuovo” per accogliere il Vino nuovo. Così è stato allora quando Maria, fusa nell’Unigenito Amore con Colui che è Amore fatto Persona (Gv 1,14), ha dato inizio al Suo Ministero terreno, da vero Precursore, Colei che ha voluto essere e aprire la Porta: Maria, Porta che conduce al Cuore del Figlio (Atto di Magistero, “Maria, la Porta Santa dei figli di Dio”, 24/12/2024).
“Non hanno più vino” (Gv 2,3) disse allora Maria. Ed ecco che Colui che era Vino iniziò la Sua Missione, anticipando, perché Maria, nel Suo infinito Amore, per amore dei Suoi figli, anticipa sempre.
E così è stato ora: quest’altra Maria (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “Colei che è sintesi dei profeti e degli antichi patriarchi”, 26/07/1996), che ha accolto il Vino nuovo disceso dal Cielo, Colei che ha spalancato il Suo Cuoricino finito fino ad arrivare a contenere l’Infinito che è Dio, per accogliere il Bimbo Divino, il Vino nuovo. Così come Gesù disse prima di salire al Cielo: “Non berrò più del frutto della vite fin quando non lo berrò nuovo nel Regno” (Mc 14,25).
Ecco Colei che nuovamente ha anticipato i tempi per dare la possibilità ai figli di prepararsi per tempo. Se tutto fosse avvenuto in un attimo, questa umanità non sarebbe riuscita a salvarsi. Ma ecco che questa Fanciulla (Atto di Magistero, “Maria G. Norcia”, 21/01/2019), sull’esempio di Maria, Eterna Fanciulla, ha accolto nel Suo Cuore puro il Verbo di Dio, l’Amore incarnato, per dare la possibilità ai figli di prepararsi (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “Il Ritorno di Gesù”, 30/10/1994) perché, ancora una volta, non c’era più Vino, non ci sarebbe stato più Vino.
Ecco lo Spirito Santo, che era contenuto in un tempio che Lo ha scartato per dare spazio a un altro spirito, che santo non è più (2Ts 2,9). Ed ecco che questa Fanciulla si è fatta Ella stessa Tempio per accogliere nel Suo Cuore lo Spirito Santo Amore (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “Lo Spirito Santo”, 13/09/1984).
Ecco lo Sposo, lo Spirito dello Sposo che è tornato nella Città Santa, così come aveva promesso: “Ritornerò, non vi lascerò orfani” (Gv 14,18). Ella Lo ha saputo contenere nel Suo Cuoricino fattosi Tempio, per poi poterLo distribuire a tutti coloro che nel tempo e per tempo il Padre avrebbe mandato qui, in questa Terra d’Amore; per tutti coloro che avrebbero messo piede e cuore in questa Terra per essere nutriti del Pane vivo disceso dal Cielo (Gv 6,51) e per bere, con il Maestro, il Frutto della Vite, per poter essere innestati come veri tralci nella Vite che dona la Vita (Gv 15,1-5), l’eterna Vita.
Ecco l’intreccio tra il Padre, il Figlio, lo Spirito Santo e Maria (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “L’Immacolata abita in Noi”, 28/06/1983). Ecco la relazione tra la Santissima Trinità e Maria. “Non la Santissima Trinità da una parte e l’umanità dall’altra” ebbe a dire Gesù, in questa Terra, alla Sua Fanciulla (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “Non sei mai sola”, 28/10/1985), ma il Padre, il Figlio, lo Spirito Santo e Maria, protagonista in questa Era dello Spirito Santo, in questi tempi della Storia della Salvezza.
Ecco la Donna vestita di Sole (Ap 12,1), Colei che salva per l’Unigenito Amore. Ecco questa Chiesa che proclama Maria Corredentrice e che si differenzia da un’altra casa che non vuole che si affermi che Maria è Corredentrice. Ecco il taglio netto che vi è tra una Casa ed un’altra casa.
Maria è lo spartiacque, insieme a Cristo, unico Salvatore. Da una parte Maria è proclamata, come Dogma di Fede, Corredentrice (Decreto Pontificio, “In Maria, con Maria e per Maria”, 22/12/2019), dall’altra si proibisce ai fedeli di venerarLa come Corredentrice.
Da una parte si proclama con forza che Cristo è l’unico Salvatore del mondo (Atto di Magistero, “La comunione nell’unica fede: Cristo”, 11/05/2025), dall’altra si afferma e si conferma che tutte le religioni portano a Dio (cfr. Gv 10,1-6). Ecco, fratelli cari, la differenza netta che vi è tra una Casa (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “La Città Santa”, 23/06/1996) e un’altra casa (Ap 18,10).
Chi vuole salvarsi, in questi tempi duri e difficili, invochi e si consacri all’Immacolata dello Spirito Santo e si faccia “otre nuovo” a Sua immagine e somiglianza, a immagine e somiglianza di Maria, per far consistere nel proprio cuore la Vita del Figlio di Dio, l’eterna Vita (Gv 17,3), Una, Santa e Universale.
Ecco la Parola di Dio che irrompe nuovamente nella Storia e si incarna. Questo è il Luogo per riconciliarsi con Dio e prepararsi a vivere l’eterna Pasqua (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “Il Luogo santo del Ritorno di Gesù”, 19/02/1995). Ecco il tempo che abbiamo di fronte, cari fratelli: non un tempo di digiuno, ma un tempo di vera carità e di vera preghiera (1Ts 5,17). Il vero digiuno lo sperimenteranno coloro che, privati dello Spirito Santo, non potranno più nutrirsi del Pane vivo disceso dal Cielo. Per costoro il digiuno sarà amaro e inconsolabile (Am 8,11-12).
Chi vuole riconciliarsi con Dio venga qui, metta piede, percorra la vera Via della Riconciliazione (quella che è chiamata la “Strada della Salvezza”), che conduce alla “Piazza della Riconciliazione”, dove si riceve l’Abbraccio Paterno e Materno per poter poi essere innestati nel “Cortile dell’Unigenito Amore” e poter essere innestati in Colui che è Vita (Atto di Magistero, “L’Amore è Vita”, 05/12/2021).
Ecco il percorso a cui tutti oggi sono chiamati, tutti coloro che vogliono essere salvati dal Padre, perché il Padre ha posto qui, in questo Luogo, la Sua Dimora, la Sua Tenda (Ap 21,3), e attende i Suoi figli come un Padre che anela di poterli abbracciare tutti, uno ad uno (Lc 13,34).
Ecco la Strada tracciata, il Percorso che tutti sono chiamati e invitati a fare. Ecco quest’Oasi meravigliosa (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “La Fonte di Misericordia e di Pace”, 19/04/1998) che il Padre, con tutto Sé Stesso, ha destinato ai Suoi figli, mettendoci il Cuore, nuovamente il Cuore, mettendosi in gioco nuovamente per amore dei Suoi figli, affinché tutti possano ritornare sulla retta Via per mettere in pratica gli Insegnamenti che furono e sono di Cristo Signore (Gv 13,15), che in questo mondo si è speso come Vittima sacrificale per donare a tutti il Suo vivo Esempio di abbandono totale alla Volontà del Padre, soffrendo per concedere a tutti l’Amore e gioendo in Cielo, facendo scendere su questa Terra l’infinita Santità per poter salvare i Suoi figli, i Suoi fratelli (Gv 20,17).
Ecco il Vino, il Frutto della Vite il cui Sacrificio non deve essere disperso. Questo, cari fratelli, è il nostro sacrificio. Sacrum facere: dobbiamo “rendere sacro” ogni giorno della nostra vita per non disperdere il “Sacrificio dei sacrifici” fatto da Colui che si è sacrificato, Agnello immolato (Ap 5,6), Vittima sacrificale per la nostra Salvezza. Questo è il sacrificio a cui siamo chiamati (Rm 6,13) per digiunare da tutto ciò che è peccato, digiunare da tutto ciò che è mondo e poter gioire di tutto ciò che è di Dio, poterci nutrire dell’Amore del Verbo fatto carne e, a nostra volta, essere esempio per poter donare questo esempio a tutti coloro che, ricevendolo, vorranno fare altrettanto.
Ecco la Presenza dello Sposo, dello Spirito Santo Amore sceso in questa Terra (Atto di Magistero, “L’Amore si è fatto carne e dimora in mezzo a noi”, 13/06/2022). Ecco che questo Esempio di Santità, amati fratelli, ora deve tornare ad essere Centro, così come è stato ben detto nelle Catechesi recenti, a cui tanti sono stati invitati da Nord a Sud, in questa Terra e altrove.
Certamente il primo esempio lo devono dare gli abitanti della Gerusalemme, coloro che in primis sono chiamati a dare, prima che a prendere. Si viene alla Gerusalemme, si dimora dove vi è la Residenza del Re, per mettersi a disposizione, per aiutare i fratelli, per dare l’esempio, affinché tutti quanti coloro che arriveranno possano venire e prendere esempio da coloro che devono essere esempio. Per questo Dio pretende di più da coloro che sono vicini, per poi poter accogliere i lontani. Via ogni insofferenza! Alta la gioia, il cuore, il morale, la passione per poter vivere e far vivere tutto ciò!
Abbiamo trovato grazia presso Dio, cari fratelli, non dimenticatevelo mai (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “La gioia pur nella sofferenza”, 01/01/1989). Grande è la Grazia che abbiamo trovato e ricevuto gratuitamente. E ora gratuitamente siamo chiamati a dare. A dare che cosa? A dare amore, a dare preghiera, a dare umiltà, a dare disponibilità, a dare ascolto, a dare vita. Questo è il Pane di Dio, disceso dal Cielo, che vuole nutrire e sfamare i Suoi figli (Gv 6,33). Altri, come detto, saranno coloro che digiunano, così come questa pagina del Vangelo ci narra.
Tre categorie vengono evidenziate dall’Evangelista: la setta dei farisei, i discepoli di Giovanni e i discepoli di Gesù; tre categorie. Come non pensare a ciò che è scritto nel Libro della Rivelazione, quando si parla della città che sarebbe stata divisa in tre parti (Ap 16,19)? Una parte; seconda parte; terza parte.
La prima parte: i farisei, coloro che, animati da uno spirito immondo, hanno ucciso il tempio usurpando ciò che era sacro e compiendo il sacrilegio più grande, compiendo il crimine del Deicidio in tanti cuori di tanti piccoli (Mc 4,15).
La seconda parte: ecco i discepoli di Giovanni – animato dallo Spirito Santo, Giovanni –. Chi lo ha ascoltato ha seguito l’Azione dello Spirito Santo, ora come allora. Altri, che si ritengono ancorati alla tradizione, che vogliono rimanere ben ancorati alla tradizione, avendo capito l’inganno della setta dei farisei, sono però chiamati a fare un ulteriore passaggio per divenire discepoli, nuovamente, del Maestro (Gv 1,37-39). Chi, amante della tradizione, riuscirà e vorrà fare questo passo alla luce dell’invito dello Spirito Santo, che si dice di voler onorare, si salverà e si troverà ad essere nella terza parte, la terza categoria: i figli di Gesù, nuovamente; i figli del Maestro, nuovamente; il Maestro che è sceso dal Cielo, quel Gesù che qui è sceso per poter salvare i Suoi figli (Atto di Magistero, “Dio è Amore e dimora nella Piccola Culla”, 31/08/2025), ora come allora. Tutto ritorna, cari fratelli.
Tre categorie, come tre sono le parti della Città, come tre sono coloro che sono messi tra i “freddi”, tra i “tiepidi” e tra i “caldi”. E come nuovamente ci dice l’Apocalisse, i “freddi” non prenderanno parte al Regno, ma neppure i “tiepidi”. “Oh, se tu fossi caldo o freddo; ma poiché tu non sei né caldo né freddo, ti vomiterò dalla mia bocca” (Ap 3,15-16). Ecco la seconda categoria che, se non fa il secondo e decisivo passo per potersi unire al Maestro e ai Suoi nuovi discepoli, vista “tiepida”, sarà vomitata e farà la fine della setta dei farisei.
Pregate, fratelli cari, in questo tempo che abbiamo di fronte, affinché ogni parola scritta si compia. E quando tutto si compirà, quando vedrete l’Azione di Dio compiersi (Mi 7,15), non voltatevi indietro. Chi ha messo mano all’aratro è chiamato ad andare avanti (Lc 9,62). Andate avanti per poter arrivare alla Mèta finale. Non voltatevi indietro, così come Gesù disse quando fece scendere il Fuoco su Sodoma e Gomorra. Uscite, ma senza guardarvi indietro, perché chi si volta verrà pietrificato (Gen 19,17). E così fu allora.
Ecco la Misericordia di Dio che abbraccerà i figli, così come la Giustizia che scenderà per donare giustizia ai giusti (Atto di Magistero, “Padre, dona Pace ai Tuoi figli e Giustizia ai giusti”, 07/12/2025). Ecco che in questo tempo non vi è posto per i dubbiosi, così come abbiamo ascoltato nella Rivelazione che ricorrerà in questa settimana, quella del 19 febbraio del 1995, quella grande Rivelazione dove Gesù dice: “Ecco Io voglio che in ognuno di voi ci sia questa certezza, perché nel mio nuovo Regno non vi potrà essere posto per gli incerti e i dubbiosi” (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “Il Luogo Santo del Ritorno di Gesù”, 19/02/1995).
Dobbiamo essere rocce, per noi e per coloro che vorranno aggrapparsi alla Roccia (1Pt 2,5), così come i figli di Dio si aggrappano a Colui che è Roccia. Perché quando Babilonia cadrà, grande sarà il fragore e tanti si spaventeranno. Non così per i figli di Dio. È scritto che Babilonia cadrà; nel Libro della Rivelazione, al capitolo 18, l’Evangelista proclama: «“Guai, guai, immensa città, del cui lusso arricchirono quanti avevano navi sul mare! In un’ora sola fu ridotta a un deserto! Esulta, o cielo, su di essa, e voi, santi, apostoli, profeti, perché condannando Babilonia Dio vi ha reso giustizia!”. Un angelo possente prese allora una pietra grande come una mola, e la gettò nel mare esclamando: “Con la stessa violenza sarà precipitata Babilonia, la grande città e più non riapparirà. La voce degli arpisti e dei musici, dei flautisti e dei suonatori di tromba, non si udrà più in te; ed ogni artigiano di qualsiasi mestiere non si troverà più in te; e la voce della mola non si udrà più in te; e la luce della lampada non brillerà più in te; e voce di sposo e di sposa non si udrà più in te”». (Ap 18,19-23). In una Casa lo Sposo è presente e si fa festa; in un’altra casa non si ode più la Voce dello Sposo e quindi ecco il digiuno senza fine.
Ecco che per riscoprire e far riscoprire a tanti la vera Fede (2Tm 1,13), questa Fede – amati fratelli – deve essere fresca, nuova, così come il Vino nuovo accolto in otri nuovi. Dio è questo che ora chiede ai Suoi figli, ad ogni cuore, per amare sempre più Colui che dona la Vita. Ecco la freschezza della Fede (Rm 1,17) e la devozione a Cristo e a Maria, come ha proclamato la Madre Chiesa nel Messaggio Universale del primo gennaio di questo anno (Documento di Magistero, “La freschezza della fede e la devozione a Cristo e a Maria”, 01/01/2026). Questa è la Nuova Gerusalemme: essere un tutt’uno con il Titolare della Vigna, l’eterna Vigna (Mt 20,1). Questo ha fatto Gesù nella Sua prima Venuta, andando in giro e facendo conoscere il Padrone della Vigna (Gv 15,1), diverso dai padroni che vi erano in giro per il mondo, che sottomettevano, schiavizzavano, torturavano moralmente e spiritualmente.
Ecco la Dottrina diversa che il Figlio di Dio era venuto a donare al mondo, ecco la Sua Sapienza che lasciava i cuori allibiti per questa nuova Dottrina fresca, nuova, verace, puntuale, viva (Gv 4,34). Nonostante questo, pochi Lo hanno seguito dopo aver fatto tanto bene e, per un misero piatto, nuovamente è stato tradito, condannato a morte, credendo di averLo ucciso, ma senza sapere che la Sua Vita si era moltiplicata in tanti, dando accesso a tutti all’eterna Vita, che ora in questo Angolo di Paradiso si concluderà (Ap 21,6).
Ecco, cari fratelli, torno a ripetere: il sacrificio, nostro, per “rendere sacro” e completare tutto ciò; si concluderà per terminare, non per finire, ma per ricominciare e non finire mai più (Ap 21,5).
Ecco la vera libertà (Gv 8,36): “non fare ciò che piace a me”, deve dire ciascuno, ma “fare ciò che piace a Te, mio Signore”. Questa è la vera libertà a cui siamo chiamati (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “Morire per vivere, perdere per guadagnare”, 24/03/1985)”. È il tempo di riscoprire la vera Luce, la vera Fede, per ritornare a credere, a vivere, ad amare e comprendere veramente qual è la vera libertà, per poter esclamare: “Tutto posso in Colui che mi dà forza” (Fil 4,13). Fare bene ciò che è bene agli occhi di Colui che è Sommo Bene: questa è la libertà dei figli di Dio, quella libertà sana, santa, viva.
Dobbiamo ritornare al tempo in cui tutto ciò si viveva, al tempo in cui nelle famiglie si praticava l’amore e la preghiera, quelle sane e sante abitudini che ora in tante famiglie si sono perse e disperse. Ecco anche la preghiera che scandisce la giornata, dal mattino prima di uscire, quella santa preghiera che ti fa uscire corazzato, forte di Dio, in Dio e per Dio, per poi arrivare alla conclusione della giornata, nel Santo Rosario serale, e offrire tutto al Signore tramite Maria.
Ecco l’Amore che circola nelle famiglie, quel dialogo santo che deve tornare al centro per poter mettere Gesù e Maria al centro della quotidianità. Questo si deve tornare a vivere e a praticare per poter vivere bene questo tempo che abbiamo di fronte e che ci porterà alla Pasqua, a festeggiare la Pasqua eterna che non avrà mai più fine (Ap 19,7).
Rimanete vivi nel cuore, figli di Dio, alti nello sguardo per contemplare il Volto del Padre che nel Figlio di Dio si manifesta, unica ed eterna Bontà.
A Maria, Madre mia e vostra, nuovamente vi affido, affinché ognuno possa consacrarsi al Suo Cuore Immacolato. Consacrate la vostra vita a Maria, Immacolata e Corredentrice (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “Maria, mi consacro a Te”, 10/03/1986). Affidate a Lei ogni giorno il vostro cuore e cantate inni, uniti a Maria, a Colui che è Re, Re dei re e Signore dei signori (Ap 19,16).
Ecco Maria, Arca della Nuova Alleanza (Lc 1,43), Eternità, dove chiunque vorrà vivere, attraversi quest’Arca per essere un tutt’uno con il Figlio di Dio. Questa è la gioia del Padre Santo, che ci ha donato questa Terra d’Amore, nel momento in cui vede arrivare qui tutti i Suoi figli, tutti gli esuli, tutti i profughi dello spirito, per poterli accogliere davanti alla Piccola Culla del Bambino Gesù, adorare il Figlio di Dio ed essere in Lui, con Lui e per Lui, per l’eternità (Ap 22,3-4). E così sia.