15 marzo 2026

Vangelo: Marco, Cap 10, vv. 32-40
Omelia del Pontefice Samuele
IV Domenica di Quaresima

L’appello di Samuele:
fermate la guerra ora,
prima che sia vera distruzione

Amati fratelli, grande è la mia gioia nell’essere qui con voi oggi e nel vivere questo nostro cammino che prosegue, questo viaggio verso la Mèta, così come il Vangelo di oggi ci insegna (Mc 10,32). Ecco Gesù che è in viaggio, che sale verso la Città Santa.

Ecco questo viaggio, questa salita che ci porta sempre di più a vivere la Città Santa (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “La Città Santa”, 23/06/1996), Compimento delle Scritture, la Terra promessa per il popolo di Dio (Es 3,8), Nuova Gerusalemme, che è centro del Pane eucaristico, dove Gesù, Pane vivo disceso dal Cielo (Gv 6,51), dispensa Pace, Gioia, Amore a tutti i Suoi figli, quei figli che avendoLo riconosciuto, accolto nel proprio cuore (Gv 1,12), vogliono rimanere in comunione di cuore, di anima e di spirito con il Maestro.

Ecco la Nuova Gerusalemme (Ap 21,2), Fornace ardente dell’Amore del Padre, dove chiunque arriverà potrà essere sfamato in eterno (Gv 6,35), vivere l’Amore che tutto cura, tutto sana, tutto vince (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “La Dimora stabilita da Gesù”, 09/03/1997).

E in questa pagina del Vangelo, Gesù avverte i Suoi amici circa il destino del Figlio dell’uomo (Mc 10,33-34). È una pagina che fa riflettere, così come fa riflettere il tempo che stiamo vivendo oggi, un tempo dove tanti sono stupiti di ciò che avviene, così come abbiamo ascoltato in questa pagina del Vangelo: i Suoi amici, dopo questo annuncio che Gesù fa loro, rimangono stupiti e quelli che sono dietro, dice l’Evangelista, sono pieni di timore (Mc 10,32). Come non pensare al mondo di oggi che è stupito per tutto ciò che sente e vede, e tanti sono presi dal timore, da un timore crescente per tutto ciò che sta avvenendo?

E tutto questo è causa di un’azione diabolica dello spirito anticristico (1Gv 4,3) che sta ponendo uomini contro uomini, popoli contro popoli, nazioni contro nazioni (Mt 24,7), in un crescendo che sembra non avere fine. Ecco che tutti sono uniti in una spirale d’odio che avanza anziché diminuire.

E vi sono coloro che sono animati da una superbia infinita, con un ego che non ha fine, con la voglia di prendere il sopravvento sugli altri (Gc 4,1-2). Vi sono coloro che, infedeli, sono animati da uno spirito diabolico, non santo. E vi sono coloro che, atei, senza Dio, animati solo dalla sete di potere e di predominio, agiscono anch’essi. E tutte queste tre situazioni unite insieme portano ad un odio che è sempre più crescente e ad una guerra che cresce, perché odio chiama odio e guerra chiama guerra. E di fronte a questo scenario il mondo è inerme, attonito, sembra non riuscire a reagire.

Ecco perché io oggi da qui, volutamente da qui, da questa terra che è più prossima a questi scenari di guerra, voglio far sentire la Voce di questa Chiesa affinché questo appello, ultimo ed accorato che voglio rivolgere, possa essere ascoltato almeno dai cristiani, almeno da coloro che si dicono “cristiani”, almeno da coloro che vogliono vivere Cristo e i Suoi insegnamenti. Nel nome di Cristo Signore, Re dei re e Signore dei signori (Ap 19,16), fermate la guerra ora, prima che non la possiate fermare mai più, perché poi sarà troppo tardi!

This is my final and heartfelt appeal to all rulers and leaders of the nations who call themselves “Christians”: in the name of Jesus Christ, King of kings, Lord of lords, stop the war now before it’s too late, because then there will be no turning back, then there will be true destruction!

Come Gesù disse alla Sua Fanciulla, non sempre i Suoi successori sono stati degni eredi del Figlio di Dio (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “Il Ritorno di Gesù”, 30/10/1994), del Santo Pietro, veri esempi di santità, ma si sono susseguiti divenendo subalterni rispetto a una logica mondana, ad un’apostasia dilagante (2Ts 2,3), senza mantenere salda la fede nei cuori. Hanno profanato la Santità, annacquato la vera Dottrina del Maestro. Pochi sono stati coloro che, anche davanti agli acciacchi del corpo e alle sofferenze fisiche, hanno abbracciato e difeso l’unico Strumento che conduce alla Salvezza, la Croce intima e profonda, visibile e santa (Gal 6,14), pur di far consistere la Vita di Cristo nelle loro azioni (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “Morire per vivere, perdere per guadagnare”, 24/03/1985).

Tutte queste azioni sono state soffocate da un compiacere umano, da chi nell’ombra tramava per sconvolgere e coinvolgere tutti in una direzione puramente umana e umanizzante, per dimenticare lo Spirito (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “Lo Spirito Santo”, 13/09/1984). Ma come è scritto nell’Apocalisse, nel Libro della Rivelazione, colei che ha apostatato, colei che da “madre” è divenuta “matrigna” e meretrice (Ap 17,1-5), che è assisa sul trono e dice: “Vedova non sono, lutto non vedrò” (Ap 18,7), che giace con il potere umano, sarà calpestata. I colli su cui è assisa saranno abbassati, appiattiti e il suo fascino le sarà perdizione (Ap 18,8-10).

Ma i figli di Dio in questo scenario alzano gli occhi al Cielo e guardano al Maestro e alla Sua promessa, al terzo giorno, così come in questa pagina del Vangelo è scritto: “Ma il terzo giorno resusciterà” (Mc 10,34). Ecco la promessa a cui i figli di Dio vogliono guardare e rimanere fedeli, per non lasciarsi vincere dalla paura e dallo sconforto (Rm 8,37), ma per poter rimanere saldi, più saldi nella fede (1Cor 16,13), e vivere con gioia “il terzo giorno”, nell’attesa che “il terzo giorno” si compia, perché “il terzo giorno” il mondo rimarrà atterrito (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “L’Altare Privilegiato Eterno per l’Unione Ipostatica”, 30 Giugno 1985) e i figli di Dio canteranno la lode a Colui che è Re (Ap 15,3-4).

Questo è l’Annuncio finale del Figlio di Dio. Questo è ciò che noi viviamo nella Terra promessa, nella Nuova Gerusalemme (Ap 21,1-4), dove Gesù è tornato, come aveva promesso, per dare compimento ad ogni promessa (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “Il Luogo Santo del Ritorno di Gesù”, 19/02/1995). Disse: “Quando il Figlio dell’uomo tornerà, troverà la fede sulla terra?” (Lc 18,8).

Oggi il Figlio dell’uomo è tornato, ma la fede è di pochi. Un Piccolo Resto è rimasto fedele (Rm 11,5) e grazie a quei pochi Dio porterà a compimento la promessa del Figlio.

Ecco che nella Nuova Gerusalemme, alla Piccola Culla del Bambino Gesù, vi è l’ultimo avamposto della vera Fede, della Fede Cristiana (Atto di Magistero, “La Fede Cristiana”, 27/10/2024): Nuova Gerusalemme, Monte Santo, dove il Padre ha concesso, concede e concederà ai Suoi figli l’eterna Salvezza, l’eterna Gioia, l’eterno Amore.

Amati fratelli, rimaniamo ancorati al Cuore Immacolato di Maria. Consacriamo ogni giorno della nostra vita al Suo Cuore Immacolato e nulla avremo a temere (Atto di Magistero, “Consacrarsi a Maria è un Atto necessario”, 14/10/2024). Preghiamo con fede i Sette Arcangeli che in questi giorni la Madre Chiesa sta proclamando e invitando a pregare: l’Arcangelo Michele, l’Arcangelo Gabriele, l’Arcangelo Raffaele, l’Arcangelo Uriele, l’Arcangelo Sealtiele, l’Arcangelo Geudiele e l’Arcangelo Barachiele (Decreto Pontificio, “Istituzione della Festa dei Sette Arcangeli”, 28/09/2025); affinché possano andare e vincere e dare sostanza e compimento all’Azione del Padre.

Questa è la preghiera che dobbiamo elevare con tutto il nostro cuore al Cielo, affinché Angeli e Arcangeli, al Comando di Dio, possano andare e vincere, affinché la Verità sia proclamata e le genti che vogliono rimanere ancorate nell’unica Fede che salva, quella Cristiana e Universale (Atto di Magistero, “Uno è il Messaggio, Uno è il Mandato, Una è la Missione sulla Quale la Chiesa militante e trionfante di Cristo si poggia”, 27/02/2025), possano essere instradate verso la Piccola Culla del Bambino Gesù, dove il Fanciullo di Dio è sceso e tutti attende, per tutti amare e tutti aiutare, quei “tutti” che vorranno essere aiutati, quei “tutti” che vorranno essere amati, affinché Gesù possa essere proclamato come l’unico Salvatore del mondo (At 4,12), per poter allontanare un’apostasia dilagante che ora insegna che tutte le religioni portano a Dio.

Una è la Via che porta a Dio e si chiama Gesù! Una è la Verità, assoluta e mai relativa, che porta al Padre e si chiama Gesù! Una è la Vita, l’eterna Vita a cui tutti siamo chiamati, e si chiama Gesù (Gv 14,6)!

Questa è la Fede Cristiana autentica che questa Chiesa mai svenderà e proclamerà sempre, in quell’“Uno per tutti e tutti per Uno” che campeggia su questa volta, affinché tutti possano essere innestati in quell’Uno che dona la Vita (Gv 15,5), in Colui che è Vita, l’Albero della vera Vita (Ap 22,2). E così sia.