31 maggio 2026
Vangelo: Matteo, cap 28, vv. 16-20
Omelia del Pontefice Samuele
Festa Solenne della Santissima Trinità
Maria è il Collante tra Dio Uno e Trino
e l’umanità che vuole essere santa
Grande è la Festa che oggi celebriamo e grande è la gioia che pervade i nostri cuori: Festa della Santissima Trinità, quindi del Dio Uno e Trino, Padre, Figlio e Spirito Santo, che ricorre in questo ultimo mese, dedicato a Maria, Mese Mariano, giorno in cui la Chiesa celebra la Visitazione di Maria Santissima a Santa Elisabetta (Lc 1,39-56); una Festa nella Festa, dove Maria e la Santissima Trinità sono i Protagonisti di questo giorno, così come lo sono, ogni giorno, i Protagonisti della nostra vita, della vita di chi vuole vivere da vero cristiano, per poter essere innestato nel Cuore della Santissima Trinità (Gv 15,4-5) e per poter essere innestato nel Cuore Immacolato di Maria; perché tra la Santissima Trinità e Maria vi è un Legame unico, particolare, una Relazione inscindibile, perché il Mistero è grande: imperscrutabile e inaccessibile il Mistero della Santissima Trinità, così come in Maria il Mistero Divino è imperscrutabile e inaccessibile.
Ecco, cari fratelli, che siamo sul “monte” – così come abbiamo ascoltato in questa pagina del Vangelo –, il “monte” che Gesù ha fissato per i Suoi Amici (Mt 28,16), quel “monte” che ora viviamo, Nuova Gerusalemme (Ap 21,2), Galilea delle genti, dove la Santissima Trinità ha posto la Sua Dimora, la Sua Casa, e accoglie tutti coloro che vogliono tornare a Casa, essere nella Casa del Dio Uno e Trino (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “La Dimora stabilita da Gesù”, 09/03/1997). E tutti sono invitati a salire questo “monte” per contemplare il Mistero della Santissima Trinità; un Mistero che, ripeto, a mente umana è imperscrutabile e inaccessibile, ma Dio ci ha dato una Chiave, “la” Chiave, per poterLo penetrare, e la Chiave si chiama Maria (Atto di Magistero, “Gesù vi benedica, in Maria, con Maria e per Maria”, 01/01/2026). Mistero nel Mistero. Quindi, cari fratelli, ci vuole pazienza e sapienza per poter penetrare il Mistero della Santissima Trinità, partendo prima dal Mistero Divino che è in Maria.
Ecco che la Festa della Visitazione in questo ci aiuta, ci aiuta in questo percorso, in questo Itinerario perché, in quel momento, ecco che la Divinità è andata incontro all’umanità santa (Lc 1,41-43). “Divinità”: Maria, che porta in Grembo il Verbo Divino, generato per opera dello Spirito Santo (Lc 1,35), Verbo che è un tutt’Uno con il Padre (Gv 1,1). Ecco la Santissima Trinità, contenuta nel Grembo verginale di Maria, che incontra l’ “umanità santa”: ecco il Precursore, nel grembo di questa santa donna, il più santo tra i nati di donna (Mt 11,11). Ecco questo incontro. E nel momento in cui ci si lascia visitare da Maria, la Santità prende possesso, la Trinità “prende parte” di quell’anima per poterla sempre di più santificare.
Recita il Vangelo ascoltato: “Quando lo videro, gli si prostrarono innanzi; alcuni però dubitavano” (Mt 28,17). Ebbene, cari fratelli, nel momento in cui si è chiamati a vivere il Regno, a contemplare il Mistero del Dio Uno e Trino, a contemplare il Mistero di Maria, ci si prostra e si allontanano i dubbi perché, per chi vuole vivere il Regno, non vi deve essere posto né per il dubbio né per l’incertezza (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “Il Luogo Santo del Ritorno di Gesù”, 19/02/1995; Gc 1,6-8), ma ci si deve accostare “con” fede per potersi lasciare guidare dall’Azione dello Spirito Divino, prendere le mani di Maria e lasciarsi condurre al Cuore del Padre per poter, con docilità, accogliere la Dottrina Divina che si rivela ai piccoli, agli umili (Lc 10,21), a chi vuole svuotarsi di tutto ciò che è umanità per lasciarsi riempire solo e soltanto della Divinità.
Ecco l’Azione di Maria, che viene incontro per accompagnare chi, santo, vuol sempre più santificarsi, per dimorare in Colui che è. Ecco Maria che diventa il Collante tra la Divinità e l’umanità che vuole essere santa. Ecco il Potere che Dio Uno e Trino ha conferito a Maria, Colei che per prima si è lasciata visitare da Dio, che ha potuto prendere totalmente parte della Sua anima.
“Mi è stato dato ogni potere in cielo e in terra” (Mt 28,18), dice Gesù nel Vangelo oggi ascoltato. Ebbene, cari fratelli, il primo Potere Gesù lo ha voluto dare proprio a Maria, che per grazia ha ricevuto questo Potere e in virtù di questo Potere può agire nella totalità (Lc 1,49). Ecco che nel momento in cui Gesù, prima di salire al Cielo, si è salutato con quel figlio diletto e con la Madre, ha detto: “Figlio, ecco tua madre” (Gv 19,27). E in questo, l’umanità santa, rappresentata da quel figlio, Giovanni, ha accolto Maria. Ma, nello stesso tempo, ha affidato Maria all’umanità santa dicendo: “Donna, ecco tuo figlio” (Gv 19,26), instaurando così una “Relazione di reciprocità” tra Maria e l’umanità santa.
Dobbiamo partire da questa comprensione per poi comprendere lo stesso Rapporto di reciprocità santa che il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo a loro volta hanno voluto instaurare con Maria.
Nella Rivelazione che Dio Padre ha voluto donare alla Sua Fanciulla, Maria Giuseppina, il Padre dice: “Vedi, l’IMMACOLATA, Pura e senza macchia, abita in NOI. In LEI il MISTERO DIVINO è imperscrutabile ed inaccessibile. […] il MISTERO TRINITARIO è riversato su di LEI: POTENZA, SAPIENZA e AMORE Divino” (Rivelazione di Dio Padre Onnipotente a Maria G. Norcia, “L’Immacolata abita in Noi”, 28/06/1983).
Ecco che nuovamente ritorna questo “Potere” che Dio ha voluto conferire a Maria: “Potenza”, che proviene dal Padre; “Sapienza”, che proviene dal Figlio; e “Amore Divino” che proviene dallo Spirito Santo. Ed ecco che l’Immacolata, in virtù di questo, abita nella Santissima Trinità.
Ma allo stesso tempo, il Padre dice: “Poiché, essendo una creatura, ha partecipato a questo MISTERO DI REDENZIONE, dunque, per eccellenza, LEI è l’Eccelsa, in cui abita tutta la DIVINITÀ, essendo MADRE dell’Unigenito FIGLIO e REGINA Sovrana dell’umanità” (Rivelazione di Dio Padre Onnipotente a Maria G. Norcia, “L’Immacolata abita in Noi”, 28/06/1983). Ecco questa Relazione che chiamo di “reciprocità”. Perché? Perché Maria è Casa, Dimora della Santissima Trinità, ma nello stesso tempo la Santissima Trinità è Casa, Dimora di Maria (Gv 14,23).
D’altronde, noi sappiamo che Maria era nel Pensiero del Padre da sempre ed in relazione con il Padre da quando Maria è stata creata, in virtù del “Mistero della predestinazione” di cui ci parla San Paolo (Rm 8,29-30). Ecco che Maria è ascesa nel Cuore del Figlio, contenuto nel Suo Grembo, ed è la prima Creatura che si è lasciata divinizzare dall’Azione dello Spirito Santo, che ha preso totalmente “parte” del Suo Cuore, non trovando ostacoli a questa Sua Azione. Chi si lascia visitare dallo Spirito Santo, facendosi trovare santo, puro, senza macchia, consente a Dio Uno e Trino di prendere totalmente “parte” della sua anima.
Nuovamente, in quella Rivelazione poc’anzi citata, il Padre dice a Maria Giuseppina: “Quando in un’anima c’è disposizione, NOI veniamo ad essa, prendiamo tutto, poiché il corpo è Tempio Vivo dello SPIRITO SANTO.” (Rivelazione di Dio Padre Onnipotente a Maria G. Norcia, “L’Immacolata abita in Noi”, 28/06/1983).
Cari fratelli, questo è il percorso che ciascuna creatura deve compiere per divenire “figlio” e lasciarsi divinizzare (Gv 1,12), per far sì che la Santissima Trinità possa “prendere parte” nell’anima di ciascun figlio. Diversamente, se non si permette alla Santissima Trinità di fare ciò, si rimane nell’umana condizione e si diventa “possesso” del mondo, anziché di Dio. E, infatti, Dio Padre aggiunge: “Se in un’anima non c’è vera disposizione, NOI non possiamo prendere parte in essa.” (Rivelazione di Dio Padre Onnipotente a Maria G. Norcia, “L’Immacolata abita in Noi”, 28/06/1983).
Quindi, cari fratelli, affidandosi a Maria, Colei che ha potuto per prima penetrare il Mistero della Santissima Trinità perché Lo ha vissuto, si favorisce l’Azione del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo nel “prendere parte” dell’anima di ciascuno.
Questo è il percorso a cui ogni anima è chiamata, per divenire “strumenti” di Dio, “possesso” di Dio, rispetto all’essere posseduti dal mondo. Sottile ma sostanziale è la differenza. Chi è “possesso” di Dio, sull’esempio di Maria, è chi si vuole fare obbediente al Padre, al Figlio, allo Spirito Santo, per poter essere “strumento santo” nelle mani del Creatore, affinché il Creatore possa disporre di ciascuno di noi come piace a Lui: ecco l’Esempio di Maria (Lc 1,38); chi, invece, si lascia possedere dal mondo, non è più libero di agire, di fare, perché il mondo ti sottomette e ti schiaccia, obbligandoti a fare o a non fare, a dire o a non dire, lasciandoti inerme e perdendo la libertà che solo nella Verità, in Dio, si può conservare e mantenere (Gv 8,32). Ecco la scelta: essere “strumenti” di Dio, come Maria, per essere visitati dalla Santissima Trinità affinché la Santissima Trinità possa “prendere parte” della nostra anima; oppure rimanere “possesso” e posseduti dal mondo, che ti allontana da Dio (1Gv 2,15-17).
Ecco che in Maria il Mistero Divino si comprende sempre di più perché Maria ci aiuta, Creatura, ad innalzarci a quel Cielo che Ella ha saputo contenere, dilatando il Suo Cuore finito, facendoLo diventare infinito per contenere l’Infinito. Ecco il Cielo che qui si è abbassato per essere contenuto nel Cuore di questa Fanciulla, Maria, che non Lo ha tenuto per Sé, ma Lo ha voluto donare a tutti coloro che, sul Suo Esempio, avrebbero desiderato divenire “possesso” di Dio Uno e Trino affinché Dio, “prendendo parte” dell’anima di ciascuno, possa disporre di noi come Lui desidera (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “Il Luogo Santo del Ritorno di Gesù”, 19/02/1995).
Ecco il Progetto di Salvezza del Dio Uno e Trino che si rivela e si svela ai figli che vogliono essere ammaestrati, in virtù del Potere che Gesù ha conferito alla Sua Chiesa: “Andate e battezzate, andate e ammaestrate le nazioni” (Mt 28,19-20) affinché tutti coloro che vorranno ascoltare questi insegnamenti, potranno essere salvati e ammaestrati nell’unica Dottrina che salva, quella del Dio Uno e Trino. Tutto il resto verrà tagliato (Gv 15,2.6) perché non più in comunione di cuore, anima e spirito con il Figlio, che è Uno con il Padre, grazie all’Azione dello Spirito Santo (Gv 10,30).
Ecco, cari fratelli, che si deve comprendere, nell’Economia di Dio, il ruolo di Gesù Redentore e il ruolo di Maria Corredentrice (Decreto Pontificio, “In Maria, con Maria e per Maria”, 22/12/2019), per poter essere tutti quanti innestati nel Cuore del Padre, che è Vita, perché dal Cuore del Padre la Vita ha avuto inizio e nel Cuore del Padre la Vita approderà, affinché si possa essere, nell’Unigenito Amore, “tanti piccoli Gesù” e “tante piccole Maria”. E così sia.