13 settembre 2026
Vangelo: Marco, cap 9, vv. 38-41
Omelia del Pontefice Samuele
Nella Croce di Cristo e nel SS. Nome di Maria
voi figli riceverete il Sigillo di Salvezza
“Chi non è contro di noi è per noi” (Mc 9,40). Eccoci, amati fratelli, a vivere questa Domenica, giorno del Signore, in questo Ponte santo tra la Festa del Santissimo Nome di Maria e la Festa dell’Esaltazione della Santissima Croce. Ecco questo giorno, Giorno Santo, che vogliamo vivere insieme per poter ascendere le profondità del Cielo; per poterci unire a Maria, la Piccola Creatura che si è innalzata per Volontà di Dio per divenire Colei che salva; per poter meditare il Mistero di Maria e il Mistero della Santissima Croce, così come il Maestro ci disse: “Se qualcuno vuol venire dietro di me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua” (Mc 8,34). Ecco il Mistero della Salvezza, che passa dalla Croce di Cristo che salva, ecco la Vittoria sulla morte del Salvatore, del Redentore; ed ecco Maria, la Corredentrice, Colei che salva, la “Salvatrice” (Decreto Pontificio, “In Maria, con Maria e per Maria”, 22/12/2019).
Cerniera tra la Festa del Santissimo Nome di Maria e della Santissima Croce è lo Spirito Santo; quello Spirito Santo che oggi ricordiamo in modo particolare, in quell’anniversario della grande Rivelazione che Gesù fece alla Sua Fanciulla, parlando dello Spirito Santo. Cos’è lo Spirito Santo? Dice Gesù: “Lo Spirito Santo è lo Spirito d’amore, è fuoco illuminante; è fuoco che guida le anime e le aiuta nell’ascesa verso il Cielo” (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “Lo Spirito Santo”, 13/09/1984). Noi oggi, guidati dallo Spirito Santo, vogliamo ascendere.
Chi è lo Spirito Santo? Dice Gesù: “Lo Spirito Santo è la Santità stessa personificata”, la Santità che si personifica, che diventa Persona, “perciò santifica quanti sono degni dei suoi doni”. In particolare, dice Gesù: “Lo Spirito Santo è lo Spirito stesso del Padre, del Figlio e dello Sposo della Madre Santissima” (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “Lo Spirito Santo”, 13/09/1984).
Partiamo da Maria, in questa comprensione che ci porta ad ascendere per penetrare il Cielo. Perché partiamo da Maria? Perché la Vittoria passa da Maria; la Vittoria del Bene sul male; la Vittoria finale, così come già da subito, nel Libro dei libri, viene preannunciato in Genesi 3,15: la Donna – e la Sua Stirpe – schiaccerà la testa al serpente antico (Gen 3,15), è scritto. Inizia la storia e già il Padre ci fa comprendere come finirà, dove, da Chi arriverà la Vittoria. Così come questo concetto è ripreso in Apocalisse 12, quando è descritta la Donna che partorisce il Figlio maschio, destinato a governare tutte le nazioni con scettro di ferro (Ap 12,5). Ed ecco il drago che muove guerra contro la Donna, ma Michele e gli Angeli di Dio lo vincono e lo precipitano; e così si compie la Salvezza, la Forza, il Regno del nostro Dio e la Potenza del Suo Cristo (Ap 12,7-10).
Ecco che, come la Madre Chiesa insegna, Maria è la Via privilegiata per giungere alla Salvezza (Atto di Magistero, “La Via privilegiata per giungere alla Salvezza”, 15/08/2023), per giungere a Gesù, perché “Dio salva” è il Suo Nome (Mt 1,21). Ecco che ci si salva in Cristo, passando per Maria. Un itinerario necessario, che ora va compreso (Atto di Magistero, “Consacrarsi a Maria è un Atto necessario”, 14/10/2024). Madre e Figlio uniti nella Missione di Salvezza, perché questa è la Volontà del Padre e nessuno la può contraddire.
Chi contro Dio? Chi non L’accetta e si ribella, sarà precipitato con il ribelle e i ribelli. Questo ci insegna San Michele nella sua azione. Chi contro Dio? Ecco, come la Madre Chiesa ha proclamato nel recente Atto di Magistero: “Chiunque disgiunge l’Amore materno di Maria con l’Amore filiale del Figlio di Dio è in antitesi con il Pensiero del Padre e sfida la Sua Opera, combattendo il Suo Nome” (Atto di Magistero, “Maria, l’Opera del Padre”, 08/09/2026).
Ecco la preghiera che Gesù ci insegna e che dobbiamo sempre di più fare nostra: “Cuore di Maria, unico nostro rifugio”. Cuore di Maria, unico nostro riparo. Cuore di Maria, fonte dell’eterna Vita. “Io Ti consolerò e Ti farò conoscere da tutti coloro che non Ti amano” (Libretto “La Nuova Gerusalemme Terra d’Amore”, A Maria Santissima desolata, p. 22).
In questi tempi, il compito di chi vuole essere cristiano, e di chi si ritiene e si dice cristiano, è far conoscere e amare la Madre che ha generato il Figlio. Pronunciando il Nome della Madre, si ottiene l’Amore del Figlio. Pronunciando il Nome della Madre, si ottengono le grazie e la Grazia del Cielo. Pronunciando il Nome della Madre, si è salvi (Atto di Magistero, “Come il Nome di Gesù Redentore salva, così il Nome di Maria Corredentrice salva”, 12/09/2021) perché, pronunciandoLo con amore e devozione, tutto si ottiene, perché nel Suo Cuore vi è la Volontà Divina; perché il Suo Cuore è la Volontà Divina che si manifesta, si compie ed è.
Ecco Maria, Colei che si è annullata per essere riempita e ricolmata dallo Spirito Santo, divenendo Tempio vivente di Colui che salva (Atto di Magistero, “L’Immacolata, Tempio vivente dell’Amore di Dio”, 08/12/2025). Ecco la Sua Beatitudine. E beati sono tutti coloro che nominano il Suo Nome, che a Lei si affidano, che a Lei chiedono, come figli devoti che chiedono per amore: per avere amore, trovare amore, vivere l’Amore, Cristo Amore, l’Unigenito Amore. Ecco perché tutte le generazioni La chiamano e La chiameranno Beata (Lc 1,48). Perché Maria non ha tenuto per Sé quella Beatitudine ricevuta, ma L’ha voluta donare a tutti, perché ora si possa completare il Disegno del Padre. Ora, nuovamente, bisogna riportare al centro degli uomini il Nome di Dio, Colui che salva, e il Nome di Maria, Colei di cui solennemente abbiamo festeggiato il Nome, affinché si possa nominare il Suo Nome e comprendere l’Amore materno. Maria: Mamma; Mamma di Gesù; Mamma nostra; quindi, Mamma Universale, affinché l’Amore materno possa allontanare tutte le insidie. Tutto Maria può, per la Grazia che il Padre Le ha concesso. Tutto può. Ecco l’Onnipotente per Grazia (Lc 1,30).
Partiamo da Maria per giungere e approdare al Mistero della Croce. Maria ha sperimentato la Croce, L’ha abbracciata, la Croce. Già sulla via del Calvario, Maria ha sperimentato la morte nel Cuore. Così come in quella Rivelazione Gesù ebbe a dire alla Sua Fanciulla, quando Gesù Le dice, e Lei ci dice: “Gesù mi ha presentato l’incontro sulla Via Crucis con Sua Madre. Maria, straziata alla vista del Suo Figlio diletto, grondava sangue, tutto ricoperto di ferite, esausto, grida con il Suo Cuore: ‘Basta, hai fin troppo sofferto!’” (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “Maria, mi consacro a Te”, 10/03/1986). In quel momento il Cuore di Maria è trafitto a morte, “ma, voltandosi [dice Maria Giuseppina], vede me e, allora, in uno slancio eroico, dice al Figlio: ‘Continua la Tua strada fino a che tutto sia compiuto’” (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “Maria, mi consacro a Te”, 10/03/1986). Ecco il Sacrificio abbracciato per amore. Maria ha “reso sacro”, abbracciando il Sacrificio – sacrum facere –, tutto ciò che il Figlio in quel momento stava patendo, e così ciò che il Suo Cuore stava patendo, offrendo tutto per amore, andando oltre Sé Stessa, morendo nel Cuore, ma subito risorgendo nella Volontà di Dio, che in quella Fanciulla – che per grazia, per un Mistero di Grazia, in quel momento ha visto – tutto si sarebbe compiuto.
Ecco la Croce, quella stessa Croce che poi ha portato Gesù a dire, nel momento prima di spirare, a Sua Madre: “Donna, ecco tuo figlio” (Gv 19,26); e così al figlio: “Figlio, ecco tua madre” (Gv 19,27). In quel momento Gesù affida l’umanità a Maria, Madre Universale; e così affida Maria all’umanità fedele, all’umanità che avrebbe continuato a credere, fino alla fine, affinché tutto si potesse compiere (Atto di Magistero, “Maria Madre della Cristianità”, 31/10/2024). Ecco Maria e la Croce, il Mistero di Maria e il Mistero della Croce. Solo nel Mistero della Croce si comprende il Mistero di Maria, Madre Universale, Corredentrice e Mediatrice di tutte le grazie; e si comprende la correlazione tra Maria e l’umanità fedele, quella che si sarebbe salvata affidandosi a Maria (Atto di Magistero, “Maria, Cuore pulsante di questa umanità”, 21/11/2025). Ecco che sono giunti questi tempi.
Maria e la Santissima Croce: non compresi da questo mondo, anche da chi si dice “cristiano”. La Santissima Croce, amati fratelli, è quello Strumento essenziale e sostanziale per manifestare la Grandezza di Dio, di Suo Figlio e della Volontà del Padre. La Croce è Segno dell’eterna Vittoria, che il mondo non ha voluto pienamente accogliere, che non ha voluto comprendere nell’intimo (1Cor 1,18). La Croce, cari fratelli, non è il segno della disfatta, non è “il segno del fallimento di Dio”, come altri hanno insegnato in un’altra casa: “La historia del fracaso de Dios”, è stato pubblicamente affermato, “La storia del fallimento di Dio” (Jorge Mario Bergoglio, Nairobi (Kenya), “Incontro con i giovani”, 27/11/2015). No, questa è una grande eresia! La Croce è Segno di Vittoria, non di fallimento, non di sconfitta; è Segno dell’eterna Vittoria! Segno di Fortezza; Segno del Bene che vince sul male; della Vita che vince sulla morte; del Figlio di Dio che vince contro il Suo nemico. Questo è la Croce. Ecco perché il mondo, per salvarsi, deve abbracciare con fede il Mistero di Maria e il Mistero della Santissima Croce.
Croce: Vittoria di Dio sull’“io”; Vittoria del Sacrificio e di coloro che Lo abbracciano per “rendere tutto sacro”, ogni giorno, ogni istante della propria vita, non scegliendo ciò che è comodo, ma scegliendo ciò che è Bene, rimettendosi alla Volontà di Dio per dire, insieme alla Fanciulla di Dio: “Fai di me quel che piace a Te” (Libretto “La Nuova Gerusalemme Terra d’Amore, Al Bambino Gesù, p. 13”), e allontanando con tutte le forze il “fai di me quel che piace a me”; misurando le cose con il metro di Dio e non con il metro del mondo: “i successi e gli insuccessi, questo va bene e questo va male” (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “La Catechesi”, 01/01/1988).
Rimettiamoci, fratelli, ogni giorno alla Volontà di Dio. Abbandoniamoci alla Volontà di Dio “con” fede, non solo “per” fede. Cosa voglio dirvi? Anche quando quella Volontà non La si comprende, abbracciamoLa “con” fede, così come Gesù ha abbracciato la Croce “con” fede, comprendendo cosa stava facendo, bevendo il calice volontariamente fino in fondo, perché questa era la Volontà del Padre (Mt 26,39.42). Questo ha fatto Maria abbracciando la Croce. Colei che per prima ha visto il Risorto; morta nel Cuore prima che il Figlio morisse, sulla via del Calvario, e per prima ha visto il Risorto, che a Lei è apparso per prima, prima di apparire alla Maddalena, per farLa risorgere.
Ecco Maria, nostro Esempio, nostro Tutto. Esempio di Sacrificio, ma soprattutto esempio di Vittoria, Vittoria vivente. Soltanto imitando Maria, incarnando le Sue Virtù, questo mondo può uscire dall’agonia in cui si trova per trovare Dio (Atto di Magistero, “Con Maria per essere santi”, 31/10/2023). Ma il mondo non vuole. Il mondo, anziché abbracciare l’Amore di una Madre, si è lasciato abbindolare dalle parole di una matrigna (Ap 17,6), che ha dato i suoi frutti, che hanno portato e stanno portando alla rovina, al disordine, alla guerra. Totalmente contrario, tutto ciò, al Disegno di Dio, all’Amore puro, santo, vivo.
“Il mondo dovrebbe cantare inni a Maria, lodarLa e contemplarLa per ritrovare la gentilezza, la grazia e la semplicità, armi disarmanti per vincere la rabbia, l’odio, la cattiveria, l’infedeltà, per estirpare tanti nodi che si annidano nel cuore dell’uomo, dovuti alla superbia, all’allontanamento da Dio, all’apostasia dilagante (2Ts 2,3) e alla supremazia di un umanesimo vuoto davanti all’Azione salvifica del Figlio di Dio. Il mondo, per vincere, deve sottostare alla Legge di Dio e non pensare di sottomettere Dio alla prepotenza umana”. Questo proclama la Madre Chiesa nell’Atto di Magistero che è stato a tutti donato in questi giorni (Atto di Magistero, “Maria, l’Opera del Padre”, 08/09/2026), affinché tutti possano seguire la Via maestra che ci traccia il Maestro e allontanarsi da parole vuote che portano alla perdizione.
La forza dell’Umiltà piegherà sempre ogni superbia. La superbia davanti a Dio si sgretola. “Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente”, canta Maria (Lc 1,49). Ha disarcionato i potenti, i superbi, i ricchi dai loro troni, dai loro scranni, e ha innalzato gli umili (Lc 1,52), i piccoli, coloro che hanno lasciato tutto per poter amare Maria più della stessa loro vita. Questa è la Storia di Dio che ora si deve compiere, che ora dobbiamo compiere insieme.
Ecco l’ultimo accorato Appello che la Madre Chiesa, in quest’Atto di Magistero (Atto di Magistero, “Maria, l’Opera del Padre”, 08/09/2026), ha rivolto a tutti i cristiani, per potersi ritrovare tutti “in” Maria; riconoscerLa come Madre e Regina di ogni Vittoria; riconoscerLa come Sposa del Figlio di Dio e Corredentrice universale; riconoscerLa, Maria, eterna Pellegrina che va incontro ai Suoi figli per farli ritrovare tutti nel Figlio che qui è sceso, affinché la Croce sia simbolo di Resurrezione eterna per radunare il Popolo di Dio sotto un unico Pastore (Gv 10,16), Compimento delle Promesse di Dio.
Ecco la Croce, simbolo e Sigillo per tutti i salvati (Atto di Magistero, “Santo è il Tuo Nome: imprimi in noi il Sigillo del Tuo Amore”, 14/02/2024): “la Croce mariana”, la Croce che contiene la “M” di Maria, simbolo di questa Madre Chiesa. Ecco il Sigillo di cui si parla nel Libro dei libri, con cui saranno segnati “i centoquarantaquattromila” (Ap 7,3-4): Dodici: ecco gli Apostoli; per Dodici: ecco le Stelle (Ap 12,1); per Mille: numero che proietta l’Infinito di Dio. È scritto: “Poi guardai ed ecco l’Agnello ritto sul monte Sion e insieme centoquarantaquattromila persone che recavano scritto sulla fronte il suo nome e il nome del Padre suo. […] Essi cantavano un cantico nuovo davanti al trono e davanti ai quattro esseri viventi e ai vegliardi. E nessuno poteva comprendere quel cantico se non i centoquarantaquattromila, i redenti della terra” (Ap 14,1.3). E ancora: “Uno dei vegliardi allora si rivolse a me e disse: ‘Quelli che sono vestiti di bianco, chi sono e donde vengono?’. Gli risposi: ‘Signore mio, tu lo sai’. E lui: ‘Essi sono coloro che sono passati attraverso la grande tribolazione e hanno lavato le loro vesti, rendendole candide col Sangue dell’Agnello’” (Ap 7,13-14). Ecco coloro che saranno segnati. Quando l’Angelo sterminatore passerà – così come passò al tempo della liberazione del popolo dall’Egitto, dalla schiavitù, che ora è ritornata in un “nuovo Egitto” (Ap 11,8), in una nuova “Babilonia” (Ap 17,5) – dove troverà Grazia e troverà il Sigillo, risparmierà, salverà (Es 12,23); diversamente, compirà ciò che gli è stato comandato di fare .
Ecco Maria, amati fratelli, amati giovani: amate Maria più della stessa vostra vita. Ecco Maria. Maria, Segno di rinascita: nascita e ri-nascita; Segno di spartiacque tra ciò che è vecchio e ciò che è nuovo; Segno di rinascita per tutti coloro che vogliono essere plasmati e rigenerati nel Santo Amore di Cristo, per poter comprendere il vero significato della Teologia di Dio. Maria è il Centro della Teologia Paterna per poter comprendere l’Amore del Figlio, Sintesi dell’Amore perfetto. Sotto il Manto di Maria tutti i cristiani si riconcilino nel Nome di Dio. E al Suo Cuore Immacolato, puro e santo, consacratevi tutti (Atto di Magistero, “Consacrarsi a Maria è un Atto necessario”, 14/10/2024).
Ecco il mio Appello, che rinnovo oggi a tutti i cristiani, per far trionfare il Figlio del Dio vivente: “Uniamoci in Maria, con Maria e per Maria!”. Ecco le parole del Vangelo, oggi proclamate, che si compiono: “Chiunque vi darà da bere un bicchiere d’acqua nel mio nome perché siete di Cristo, vi dico in verità che non perderà la sua ricompensa” (Mc 9,41). Nel Nome di Colui e nel Nome di Colei che salva, tutto si compie, perché chi non è contro di noi è e sarà per noi (cfr. Mc 9,40). Chi, riconoscendo la Missione di questa Chiesa, la vorrà aiutare, in questa Missione, nel Nome di Cristo e di Maria, riceverà la Divina Ricompensa del Padre Santo. Perché, così come è scritto, “questa è la Storia della Salvezza, questo è l’Itinerario che Dio, Uno e Trino, ha tracciato per ogni cristiano che vuole salvarsi (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “Il Ritorno di Gesù”, 30/10/1994): approdare nella Piccola Culla del Bambino Gesù, Sua Dimora, per riconoscere l’unico Trono, dove vi è il Re dei re e il Signore dei signori (Ap 19,16), unito a Maria, che tutti attende per l’ultimo Giudizio” (Atto di Magistero, “Maria, l’Opera del Padre”, 08/09/2026).
Cantiamo “inni di lode a Maria, Eterna Fanciulla, che nella Sua Trinitaria Espressione e Missione (Rivelazione di Dio Padre Onnipotente a Maria G. Norcia, “L’Immacolata abita in Noi”, 28/06/1983) conduce popoli e nazioni alla Vittoria finale, unita agli Angeli e agli Arcangeli, per proclamare la Vittoria del Figlio di Dio, che si compirà nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo” (Atto di Magistero, “Maria, l’Opera del Padre”, 08/09/2026). E così sia.