29 marzo 2026
Vangelo: Marco, Cap 11, vv. 1-11
Omelia del Pontefice Samuele
Domenica delle Palme
Osanna al Re che dimora
nella Casa di Pace e Preghiera
per tutti i popoli
Osanna, Osanna al figlio di Davide, Osanna nel più alto dei cieli! Osanna! Benedetto Colui che viene nel nome del Signore (Mc 11,9-10)!
Ecco ciò che riecheggia oggi da questa Chiesa, da questa Casa, affinché questo inno possa risuonare nelle vie di ogni paese, di ogni città, di ogni popolo e nazione. Ecco l’osanna dei figli di Dio, che vogliono dare onore e lode a Colui che è Re. Ecco la nostra marcia, pacifica e veritiera.
No human kings, but only one King: Jesus. Questo è ciò che forte diciamo al mondo che vuole la pace, perché solo in Gesù, Re dei re e Signore dei signori (Ap 19,16), vi potrà essere Pace, vera Pace. Chi vuole la Pace venga qui, nella Casa del Signore, Casa di preghiera per tutte le genti (Mc 11,17), Casa di preghiera per tutti i popoli (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “Il Tabernacolo di Gesù”, 19/06/1994), senza distinzione alcuna di razza, di colore, di ceto sociale, perché la differenza la fa il cuore. E nel momento in cui si incontra il Signore, ecco che il cuore palpita perché si riconosce Colui che ha donato la Vita. Perché l’anima, unita al cuore, riconosce da dove proviene e dove è destinata per l’eternità a dimorare.
Questo ciò che tanti nel mondo non hanno compreso. Chi vuole la Pace venga qui. La Pace non può essere un regalo, come Gesù disse alla Sua Fanciulla, ma dev’essere una conquista quotidiana (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “Morire per vivere, perdere per guadagnare”, 24/03/1985) e bisogna capire da dove si proviene e dove si è destinati ad andare, qual è la Mèta che ci accomuna. Solo così si potrà trovare Colui che è Pace, Colui che solo dona la Vita.
Perché, fratelli cari, il mondo è in guerra? Perché? Perché ha smarrito il contatto con Colui che è Vita, con Colui che è Amore, con Colui che è Luce (1Gv 4,8). Non si mette più in pratica l’unico ed eterno Comandamento di Dio, il Comandamento dell’Amore: “Ama Dio con tutto te stesso e ama il prossimo tuo come te stesso” (Mt 22,37-39); parole dimenticate.
E tanti hanno lasciato che nel proprio cuore prevalesse un altro sentimento, un altro comandamento, per appagare l’ “io”, anche a costo di schiacciare il fratello. Per questo, fratelli cari, vi è la guerra nel mondo, non vi è la pace, perché non vi è pace nei cuori. Si deve ritrovare la pace in ogni cuore, e poi si troverà la pace nel mondo intero. Ma se ogni singolo cuore è in guerra, con sé stessi, perché si è eternamente insoddisfatti, e ancora di più con il prossimo, scaricando sul prossimo le proprie frustrazioni e debolezze, mai vi potrà essere pace in questo mondo. Ecco perché dobbiamo ritornare a Gesù, ai Suoi insegnamenti, al Suo esempio di vita, Colui che ha vinto il mondo (Gv 16,33).
La prima responsabilità di tutto ciò è di colei che da madre è divenuta matrigna e ha fatto smarrire la bussola a tanti che, guardando al suo cuore, pensano di poter rimanere aderenti agli insegnamenti del Signore. Ma come è scritto nel Libro della Rivelazione, la donna ha perso la sua essenza di madre, di sposa, ed è divenuta infedele (Ap 17,1-5) perché ha apostatato dalla vera fede, dandosi agli idoli, non mettendo più al centro l’Amore per l’unico Dio, vero Dio. Ci si dà agli idoli (Is 42,8). Ecco il richiamo, anche in questi ultimi giorni, così come detto, alla Pachamama (Omelia del Pontefice Samuele, “Abbiate fede in Dio! Cercate la pace! Non siate come il fico sterile maledetto“, 22/03/2026), al proclamare che tutte le religioni portano a Dio, in un sincretismo che allontana dal vero Dio. Ecco l’invertire gli insegnamenti di Gesù, che è Misericordia, ma anche Giustizia; così come si invoca misericordia per chi commette delitti atroci, come i preti pedofili: per costoro Gesù invoca Giustizia. Si sovvertono gli insegnamenti di Gesù (Is 5,20). E molti, ascoltando questi insegnamenti sbagliati, a loro volta sbagliano e perdono la bussola. Ecco la confusione che regna sovrana. La prima responsabilità, ripeto, è della matrigna.
Ma poi vi è una grande responsabilità che ha il mondo, a cui Dio ha dato un intelletto per poter discernere ciò che è Bene e ciò che è male (Eb 5,14). E tanti hanno smarrito la via del Bene perché non riconoscono più Colui che è Sommo Bene: Gesù, l’Amore incarnato (Gv 1,14).
Guai all’uomo che toglie la vita al proprio simile (Gen 9,6)! La vita è un dono sacro di Dio! Nessuno può togliere la vita, anche al peggior nemico! Dio è Vita (Atto di Magistero, “La Sacralità della Vita e la volontà dell’uomo di sostituirsi a Dio”, 13/11/2023). E la vita è sacra e deve essere preservata, dal naturale concepimento fino a quando Dio vorrà: Dio, non l’uomo – anche in questo tanti stanno sbagliando, arrendendosi all’umana sofferenza –; fino a quando Dio vorrà!
Ecco la Nuova Gerusalemme (Ap 21,2), Casa di preghiera per tutte le genti, Casa dove dimora Colui che è Sommo Bene. Scegliete Dio Sommo Bene, voi tutti che volete la Pace. Quel Dio che qui è sceso per riportare tutti alla Pace e al Suo Amore di Padre, di Figlio e di Spirito Santo (Mt 28,19). Voi tutti che siete animati dalla buona volontà (Lc 2,14), che ricercate il Bene, venite nella Terra d’Amore, dove abita Colui che è Sommo Bene. Voi che ricercate serenità di cuore e dell’anima, venite in questa Terra benedetta, dove il Fanciullo Divino vi attende per guarire cuore e anima, per temprare lo spirito (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “Il Luogo Santo del Ritorno di Gesù”, 19/02/1995). Ecco la Piccola Culla del Bambino Gesù, l’Oasi della Pace, la Roccia su cui Dio ha rifondato la Sua Casa, la Sua Chiesa, intramontabile ed eterna, su cui mai gli inferi potranno prevalere (Mt 16,18).
In tanti cuori gli inferi hanno prevalso, ma non potranno prevalere su Cristo e sul Suo Corpo Mistico. Cos’è il Corpo Mistico? Qual è? Come Lo si riconosce? Quello che è in comunione con Cristo; quel Corpo che non ha perso comunione con il Capo (Ef 4,15-16): da questo si riconosce il Corpo Mistico.
Cari fratelli, il Signore si serve di cuori docili, di cuori obbedienti, di cuori umili. Questo è l’insegnamento che sempre il Signore ci dona, anche oggi, in questa pagina di Vangelo ora proclamata. “Il Signore ne ha bisogno”, abbiamo ascoltato (Mc 11,13). Si serve di un puledro di asina, puro e incontaminato, su cui poter salire (Zc 9,9). E quel puledro, che agli occhi del mondo non è animale nobile, ma è docile, Dio lo sceglie per la sua docilità e per la sua purezza. Incontaminato: nessuno lo aveva mai cavalcato prima.
Questo è l’insegnamento, fratelli cari, che Dio ci dona: rimanete puri nel cuore, pronti e docili affinché, quando il Signore ha bisogno, ognuno si possa far trovare pronto con quella docilità che ci deve caratterizzare per poter divenire strumenti santi di Dio, così come è stato per San Giuseppe e per Maria Santissima (Lc 1,26-38). Forse nel mondo qualcuno a quel tempo poteva ritenere che vi fossero persone più degne, più pronte, più altolocate di quei due Strumenti. Ma il Padre ha scelto Loro, per la Loro docilità di cuore, per la Loro obbedienza, trasmettendo nei Loro Cuori la Sua Onnipotenza (Lc 1,49). E in virtù di questa Onnipotenza, quei due Strumenti sono divenuti i due più grandi Santi dell’umanità: Giuseppe e Maria. Così come è avvenuto ora, in questo tempo, dove Gesù ha scelto un altro Strumento altrettanto umile e obbediente, puro e santo, che nel Suo Nome racchiude entrambi: Maria Giuseppina (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “Colei che è sintesi dei profeti e degli antichi patriarchi”, 26/07/1996), Colei che il Padre ha scelto tra tutte le donne di questo mondo per poter dare nuovo impulso, nuovo inizio al Mistero della Salvezza. Ecco la Donna scelta da Dio (Atto di Magistero, “Maria G. Norcia“, 21/01/2019) per poter far sì che il Re dei re potesse entrare nella Nuova Gerusalemme, non più nella vecchia Gerusalemme, ma nella Città Santa scelta da Dio.
A tanti dico: quando la vecchia Gerusalemme sarà rasa al suolo, a causa di tutto ciò che nel mondo sta avvenendo, ritenuta luogo di preghiera e culmine di ogni profezia, dove andrete? Dove vi rifugerete per pregare il vero Dio? Ecco allora che tanti sentiranno parlare e comprenderanno la Nuova Gerusalemme, scelta da Dio per dare compimento alle Sacre Scritture (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “La Città Santa”, 23/06/1996). Per tanti, oggi, una favola; per chi La vive, la più bella Realtà; e per tutti coloro che, aprendo gli occhi a tutto ciò che avviene e avverrà, comprenderanno le profezie che si compiono qui, in questa Terra scelta dal Padre. Ecco “il bisogno” del Signore, che è opposto ai sentimenti di orgoglio e di superbia che dominano nel cuore di tanti.
Oggi nel mondo tanti si sentono umanamente forti: umanamente forti, ma spiritualmente morti. E questa è la loro debolezza. Questo è il loro tallone di Achille. Questo è il punto che li farà cadere, li farà soccombere. Perché Dio, l’Onnipotente, manifesterà la Sua Onnipotenza in coloro che, fàttisi piccoli e umili per il mondo, vogliono essere resi forti in Dio.
Ecco che cadrà l’orgoglio, cadrà l’umana ricchezza, cadrà la superbia perché, come canta Maria nel Magnificat, l’Onnipotente “ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i potenti dai troni e ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato a mani vuote i ricchi. Ha soccorso Israele, suo servo, ricordandosi della sua misericordia” (Lc 1,51-54). Parole profetiche che si devono compiere e si compiranno, perché la Parola del Vangelo non passerà fino a quando non si sarà compiuta (Mc 13,31).
Beati coloro che si fanno piccoli e umili (Mt 18,4) agli occhi del mondo per lasciarsi ricolmare dall’Onnipotenza di Dio. Chi vuole seguire l’esempio di Gengis Khan, colui che da tanti è considerato come uno dei più grandi conquistatori di tutti i tempi, faccia pure, si accomodi. Noi cristiani rimaniamo ancorati all’esempio di Gesù Cristo, non un impostore, ma il Messia, il Figlio del Dio vivente (Mt 16,16), Colui che ha vinto il mondo, con le armi della Pace e dell’Amore, dell’umiltà e della mitezza (Mt 11,29)!
A voi cristiani, dico: rimanete ancorati agli insegnamenti di Gesù Cristo e non vi fate traviare da chi non Lo ha compreso prima e non Lo vuole comprendere ora.
Affidiamoci alla Regina del Cielo e della Terra (Ap 12,1), la Corredentrice Universale (Decreto Pontificio, “In Maria, con Maria e per Maria”, 22/12/2019). Consacriamoci ogni giorno al Suo Cuore Immacolato (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “Maria, mi consacro a Te”, 10/03/1986) per rimanere innestati nell’Albero della Vita. Maria, eterna Fanciulla, attende i Suoi figli per condurli al Figlio. Nella Nuova Gerusalemme, Maria irradia la Sua Luce per condurre i figli all’eterna Luce.
E così, voglio concludere, citando le ultime parole dell’Atto di Magistero che oggi la Madre Chiesa promulga per i Suoi figli e per tutti gli uomini animati dalla buona volontà: “Uniamoci e consacriamoci ogni giorno a Maria, perché la Sua preghiera è viva, continua e costante, perché la Sua preghiera rompe ogni catena e vince il maligno che ora ancor di più alimenta l’odio nei cuori, nei paesi, tra le nazioni affinché il disordine regni sovrano. La forza della preghiera lo vincerà. La forza della preghiera ancor di più sarà udita perché tutti possano sperimentare e praticare l’invincibilità della preghiera, per arginare il male, sconfiggere il maligno e far trionfare il Nome di Colui che salva, perché Dio salva è il Suo Nome” (Atto di Magistero, “La Casa di preghiera per tutte le genti, nel Nome di Colui che salva”, 29/03/2026).
Ecco, da qui, il mio invito accorato affinché la preghiera sia in questo tempo alta e forte per contrastare l’odio che imperversa in questo mondo. La preghiera vincerà e annienterà il male e annienterà tutti coloro che lo provocano. Questo è l’insegnamento intramontabile di Gesù e di Maria e in questo insegnamento noi vogliamo rimanere innestati, così come vogliamo rimanere innestati nell’Albero di Colui che è Vita (Ap 22,14). E così sia.