5 aprile 2026
Vangelo: Marco, Cap 16, vv. 1-8
Omelia del Pontefice Samuele
Domenica di Pasqua
Pace a chi la desidera!
Uscite dal sepolcro e
venite in questa Culla Fonte di Vita
Non abbiate paura! Non abbiate paura! Non abbiate paura (Gv 14,27)! Questo è ciò che deve riecheggiare oggi nel mondo intero perché Cristo è risorto e ha detto: “Andate, andate perché vi precedo in Galilea” (Mc 16,7). Ecco le parole profetiche che si sono compiute. Nessuna paura, perché Gesù, come aveva promesso, è venuto in questa Terra, nuova Galilea delle genti (cfr. Mt 4,15) per poter accogliere tutti coloro che, pur nella paura del mondo, qui Lo avrebbero trovato per poter trovare ristoro, conforto e soprattutto Pace.
Ecco la Pace del Cristo risorto. Ecco la Pace che oggi voglio donare a tutti voi, amati fedeli; e al mondo di buona volontà, nel nome di Cristo, nel nome di Gesù (Lc 2,14).
Ecco il saluto dei figli di Dio: Pace. Pace al mondo di buona volontà. Pace a chi la ricerca. Pace a chi la desidera. Pace a chi la vuole stringere con tutto sé stesso e, soprattutto, Pace a chi la vuole vivere per poter vivere la vera Pace che solo in Gesù, il Risorto, si compie.
Ecco il grido del Vangelo: “Non è qui, è risorto” (Mc 16,6). Non è nel sepolcro Gesù; lo ha lasciato, il sepolcro, così come aveva promesso. Nessuno può rinchiudere il Bene, il Sommo Bene, rilegandoLo in un sepolcro, nel sepolcro del mondo. Gesù vince ogni male (Gv 16,33), Gesù Sommo Bene.
Così è stato a quel tempo e così è ora, in questo tempo.
Ecco che tutto ciò che il Maestro ha detto si compie per ora tutto poter vivere. Ecco Gesù tornato in questa Terra, Nuova Gerusalemme (Ap 21,2), nuova Galilea delle genti, per poter far vivere a tutti il Suo infinito Amore che dimora in questa Grotta, ultima Grotta, seconda e ultima Grotta dove poter incontrare e amare e vivere il Figlio di Dio (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “Il Luogo Santo del Ritorno di Gesù”, 19/02/1995), così come Gesù ha avuto modo di rivelare alla Sua Fanciulla, in quella Rivelazione denominata “Lo Spirito Santo” dove Gesù dice: “In verità, in verità vi dico che, se volete trasformarvi da bestie in uomini divinizzati, è necessario che con fede vi accostiate alla mia seconda Grotta, perché non ve ne sarà un’altra mai più.” (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “Lo Spirito Santo”, 13/09/1984).
Ecco la dicotomia tra il sepolcro e la Grotta. Sepolcro, sede della morte; la Grotta, Sede, Dimora, Fonte di Colui che è Vita. Ecco la condizione che tanti oggi sperimentano, quella del sepolcro che incombe su questo mondo. Ecco la guerra che sempre di più avanza anziché retrocedere (Mt 24,6-7). Perché? Perché è la condizione del cuore di tanti uomini, quella del sepolcro.
In quel tempo il Corpo del Maestro era stato confinato nel sepolcro da chi, unendosi al potere umano, da sempre ha combattuto l’Uomo Dio e, una volta ucciso il Suo Corpo, pensando di aver vinto, di essersi sbarazzati di quello che per loro era il problema, hanno cercato di poter continuare a fare, a trafficare, a spadroneggiare (At 3,15), non sapendo che avevano sì ucciso il Corpo, ma mai potranno uccidere il Cuore traboccante d’Amore di Chi, nel Sacrificio, totalmente si è donato (Gv 10,17-18) perché questa era la Missione che il Padre Gli aveva affidato. Questa è la Missione che il Padre affida all’Inviato, Suo Figlio, affinché tanti possano passare da una condizione di morte ad una condizione di vita, di eterna Vita (Gv 5,24).
E così come allora è stato, così è oggi, dove tanti si trovano a vivere in questa condizione di sepolcro, perché oggi nel sepolcro vi abita il mondo, un mondo morto perché ha allontanato da sé lo Spirito Santo. E senza lo Spirito Santo che cos’è un corpo, “il” corpo? Vuoto! E così il mondo: che cos’è il mondo senza lo Spirito Santo che lo anima, che dona la Vita? Morto (Gc 2,26)! Rimane un mondo gonfio di umanità che manifesta soltanto apparenza, che non opera più il bene, ma che si trascina fino a morire, perdendo la capacità di agire, di parlare e di pensare secondo Dio, riuscendo a pensare soltanto secondo la logica del nemico di Dio.
Perché? Perché nel momento in cui il corpo si svuota dello Spirito Santo, ecco che subito un altro spirito prende il sopravvento e subito lo riempie di sé (Mt 12,43-45). Ecco allora lo spirito di colui che sobilla i cuori, mettendo gli uni contro gli altri. E se non vi è pace nel cuore di ciascuno, ma vi è la guerra, non vi potrà che essere guerra in questo mondo globalizzato dove tutto viene esasperato (Gc 4,1-2). Per questo lo spirito non santo ricolma questo mondo.
E tanti sono in questo mondo coloro che vivono questa condizione, a cominciare da coloro che, ritenendosi servitori, in realtà pseudo-servitori di Dio, vestiti di porpora e di scarlatto (Ap 17,4), ostentano ricchezza, si servono del nome di Dio per poter manifestare che ancora in essi, nella loro casa, vi è parvenza della Dottrina di Dio. Ma così non è.
E così vi sono coloro che si sono accomodati sulle poltrone del potere umano e ostentano questo potere.
E poi vi sono altri che, pur non essendo considerati grandi, sia adulti che giovani, si sono lasciati inebriare da tutto ciò e non vivono più lo Spirito del Risorto, ma vivono lo spirito del sepolcro, cercando di vivere in un mondo fatato, dove facilmente tutto si può ottenere, pur di rimanere lontani dalle cose di Dio (1Gv 2,15-17). E il mondo li accontenta, donando loro ciò che serve per accontentare il senso e la pancia, pur di non farli pensare più, pur di spegnere la loro mente, divenendo così automi.
Ecco che cosa si sta vivendo in questo mondo globale dove tutto viene esasperato in questo senso, in questa direzione. Chi vuole uscire dalla condizione di sepolcro per poter cercare e trovare Colui che è risorto, venga qui in questa Piccola Culla dove Gesù, come aveva promesso, ci ha preceduto, scendendo dal Cielo (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “La Dimora stabilita da Gesù”, 09/03/1997), per poter accogliere tutti coloro che vogliono vivere e non sopravvivere o, peggio, vivere una condizione di morte.
Ecco questa Grotta, ultima Grotta. Ecco questa Piccola Culla, piccola per il mondo, grande per Dio. Ecco l’esempio che ci dona Colei che si è fatta Culla vivente accogliendo Gesù (Atto di Magistero, “Maria G. Norcia”, 21/01/2019) affinché ognuno di noi possa ora fare altrettanto, per far sì che il nostro cuore possa divenire una “grotta” calda dove poter far dimorare Colui che è (Ap 3,20). Ecco come si esce dalla condizione di sepolcro per poter far divenire tutti come Maria Giuseppina, Colei che si è fatta Culla vivente accogliendo il Risorto; di conseguenza, facendo sì che tanti potessero a loro volta risorgere dall’Alto (Gv 3,3) , vivendo una vita nuova in Cristo, con Cristo e per Cristo.
Ecco la Pasqua, ecco il Passaggio a cui tutti siamo chiamati. E noi dobbiamo ringraziare il Padre Santo per la Sua infinita Bontà, perché nonostante il tradimento di una casa che ha tradito il Mandato, apostatando dalla vera Fede (2Ts 2,3); e nonostante il tradimento di un mondo globale che Gli ha voltato le spalle, dimenticandosi dell’insegnamento della storia, il Padre – nonostante tutto questo – ha voluto donarci questo Angolo di Paradiso; ha voluto donarci questa Piccola Culla dove poter preservare la purezza della Fede e radunare il Suo popolo (Ez 34,13), preparato per tempo e nel tempo, affinché vi potesse essere il Passaggio, la Pasqua: da quella prima Pasqua arrivare alla seconda e ultima Pasqua, quella Eterna, che ci proietterà alla Vita eterna (Atto di Magistero, “Come vivere la santità del Figlio di Dio: Pasqua per ogni cuore che in Lui vuole aspirare all’eterna Vita”, 06/04/2025).
Ecco il Re della Vita che guiderà il Suo popolo affinché il popolo possa varcare la soglia dell’eternità, bucare il tempo umano per introdurre il popolo santo nel tempo che non avrà più tempo (Ap 22,14). Ecco la Pasqua, fratelli cari, che ci apprestiamo a vivere (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “La Fonte di Misericordia e di Pace”, 19/04/1998).
Ecco che, per poter fare questo, dobbiamo già da ora fare uno scatto in avanti, uno scatto di santità, per poter esprimere con i fatti, prima ancora che con le parole, il nostro ringraziamento a Gesù, per tutto il Sacrificio che ha compiuto; e al Padre che ci ha voluto donare questa Terra, Rifugio d’Amore per l’umanità.
Questo è quello che vi chiedo, amati fratelli, in questa Pasqua: di compiere questo Passaggio ulteriore per poter ancor più vivere da santi (1Pt 1,15-16) perché solo così possiamo veramente, con l’esempio di vita e con la preghiera, ringraziare Gesù, amare Dio, come sempre si dice, e amare il prossimo (Mt 22,37-39).
Ecco il vivere da santi per poter aiutare tutti coloro che arriveranno e compiere a loro volta questo Passaggio, questo Passaggio d’amore, perché chi arriva e arriverà deve trovare esempi santi, vivi: santi e anime in carne ed ossa, perché di questo è fatta la Chiesa: non di mura e di affreschi preziosi, ma di santi e anime in carne d’ossa (1Cor 3,16-17). Questo significa essere Chiesa, Assemblea dei credenti e dei fedeli in Cristo.
Santi, fratelli cari, santi! Per poter indossare la veste bianca, così come Gesù è risorto con la veste bianca. E ora tocca a noi poter risorgere ogni giorno, allontanando ciò che è male, allontanando tutto ciò che è peccato per poter cambiare passo e cambiare vita, per poterci unire a Colui che è Vita, al Re della Vita e poter così essere un tutt’uno con Colui che è Uno (Gv 17,21-23). Ecco i “tutti” che confluiscono in quell’ “Uno” per poter insieme rientrare nel Cuore del Padre da dove la Vita è stata generata.
Ecco l’esempio di Maria. Ecco l’affidamento che nuovamente oggi facciamo, affidandoci a Maria, consacrandoci a Maria (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “Maria, mi consacro a Te”, 10/03/1986), Colei che per prima ha visto il Risorto: la prima a cui Gesù è apparso, così come Le aveva promesso. E così ecco il Suo precedere il Suo popolo in Galilea, in questa nuova Galilea delle genti, Nuova Gerusalemme, dove ora il popolo sempre più numeroso è accorso e accorrerà per poter essere uniti al Re della Vita.
Ecco la nostra Pasqua, fratelli cari: gioite ed esultate (Fil 4,4) perché questo è il Passaggio che tanti hanno già compiuto e che tanti si appresteranno a fare.
Siate santi, come Colui che è Risorto è Santo, e nulla ci mancherà perché Dio è fedele ad ogni Sua Promessa (Eb 10,23) e la Sua Parola si compie e si compirà nella totalità (Mc 13,31), in Cristo e in Maria. E così sia.