Vincete l’orgoglio e tornate a Gesù: avrete Pace e Misericordia
12 aprile 2026
Vangelo: Giovanni, Cap 20, vv. 19-31 Omelia del Pontefice Samuele Festa della Divina Misericordia
Vincete l’orgoglio e tornate a Gesù: avrete Pace e Misericordia
Amati fratelli, pace a voi (Gv 20,19)! Ecco che nuovamente riecheggia il grido del Risorto, oggi, in questa grande Festa, Festa della Divina Misericordia, che desidero che sempre più ogni fedele della Chiesa viva come una grande, grande, grande Festa!
Così come è grande la Festa delle Palme, così come è grande la Pasqua, così è grande questa Festa della Divina Misericordia, in questa Festa incastonata in questo Santuario che il Cielo ha voluto fosse dedicato alla Divina Misericordia: un tutt’uno con la Piccola Culla del Bambino Gesù, la Vasca dello Spirito Santo, Centro dell’infinita Misericordia di Dio.
Ecco che oggi, insieme all’Apostolo Tommaso, anche noi esclamiamo il nostro giubilo, il nostro grido d’amore: “Mio Signore e mio Dio!” (Gv 20,28). Ecco Tommaso che supera le barriere dell’umanità, dell’incredulità per abbracciare la Divinità che in quell’Uomo era viva, non morta; perché il Risorto vive nei secoli dei secoli (Ap 1,18) e farà vivere nei secoli dei secoli tutti coloro che si affideranno con amore, ma anche con fede, a tutto ciò che Egli insegna, a tutto ciò che Egli suggerisce, vincendo e frantumando l’“io” che è la barriera più grande che vi è per poter abbracciare interamente Dio e lasciarsi abbracciare dalla Sua infinita Misericordia.
Ecco l’esempio che ci dona Gesù, Colui che è mite e umile di cuore (Mt 11,29), e che ci donano tutti coloro che, sul Suo esempio, sono miti e umili di cuore. Gesù ama questi piccoli, miti e umili, perché la mitezza e l’umiltà consentono a Dio di poter operare in quei cuori grandi cose, grandi meraviglie (Lc 1,49), a differenza di chi, preda dell’orgoglio, preda dell’“io” non potrà mai essere permeato dalla Misericordia di Dio: potrà pregare anche tanto, recitare rosari, anche tanti, ma se il cuore non si converte, se non si accettano le correzioni, se con umiltà non si batte il petto, riconoscendo i propri errori (Lc 18,13) – pensando che siano sempre gli altri a sbagliare –, non si potrà mai veramente entrare in contatto con la Misericordia di Dio. Rimarrà in superficie, ma non entrerà dentro perché il cuore deve essere umile, mite. Questo è l’insegnamento di Gesù, questo è l’insegnamento dei Santi.
Ecco la Santa delle sante, Colei che è Beata tra tutte le donne di questo tempo, Maria Giuseppina, perché Dio è apparso al Suo Cuore, L’ha chiamata ad essere “sintesi degli antichi profeti e patriarchi” (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “Colei che è sintesi dei profeti e degli antichi patriarchi”, 26/07/1996), dicendo di Lei che “Lo ha amato come Lo ha amato Sua Madre” (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “Il Ritorno di Gesù”, 30/10/1994), perché ha trovato il Suo Cuore mite e umile, disponibile a tutto ciò che il Signore Le avrebbe detto nel tempo e per tempo. Ecco perché ha fatto grandi cose. Grandi cose ha fatto in Lei l’Onnipotente, perché è umile e mite di cuore. Ecco perché ha potuto vedere con i Suoi occhi Gesù, ascoltare le Sue Parole, le Sue Rivelazioni, così come è stato per un’altra Santa che oggi ricordiamo in modo particolare, la piccola Suor Faustina, colei che grazie ai suoi scritti ha ispirato la Festa della Divina Misericordia. Ecco che Gesù ha aiutato Giovanni Paolo II a comprendere l’importanza dell’istituire questa grande Festa. Ecco un’altra piccola. E le consorelle spesso dicevano: “Ciò che vedi è tutto falso”. Perché? Perché bastava un attimo di orgoglio che quelle consorelle, anziché guardarsi dentro, se c’era qualcosa di sbagliato in loro, accusavano quella piccola che parlava per bocca di Dio, per nome di Dio, ed erano pronte in un attimo di orgoglio a perdere tutto, dicendo: “È tutto falso”. Sarebbero andate all’inferno, sono andate all’inferno se non si sono convertite, battendosi il petto (Mt 7,21-23). E così anche per tanti che, avendo conosciuto Maria Giuseppina, nel momento in cui venivano corretti, rimproverati perché il loro comportamento non era in linea, anziché guardarsi dentro e cambiare, hanno detto: “È tutto falso: non è vero che il Bambino Gesù è sceso, non è vero che tu parli con Gesù”. Hanno girato le spalle e se ne sono andati. Dove sono ora? Per un momento di orgoglio si può perdere tutto (Pr 16,18).
Questo è l’insegnamento intramontabile ed eterno che questa Festa ci dona: chi rimane piccolo, vive la vera Beatitudine del Signore (Mt 5,3).
Ecco le Beatitudini del Vangelo (Mt 5,1-12) che ritornano in questa Festa perché è grande la Misericordia di Gesù, infinita per tutti i Suoi piccoli, per tutti coloro che sono oppressi da ogni male, per tutti coloro che vogliono farsi largo in questo mondo per incontrare, adorare e amare l’Unico Dio che qui è sceso dal Cielo (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “Il Luogo Santo del Ritorno di Gesù”, 19/02/1995).
Viva è la Misericordia di Gesù per tutti coloro che vogliono continuare a respirare in un mondo soffocante, a sentire il profumo dell’Amore di Cristo che in questa Terra d’Amore abbraccia tanti. Viva la Misericordia di Gesù per ogni credente nel Nome di Colui che salva (Mt 1,21). Totale la Misericordia di Gesù per ogni peccatore che si converte a cuor sincero (Lc 15,7). Piena la Misericordia di Gesù per chi mette in pratica il Suo Comandamento, di amare il prossimo come sé stessi, perché è amando il prossimo che si ama Dio, il vero Dio, sopra ogni cosa. Inscindibili questi due precetti (Mt 22,37-39).
Ecco allora, cari fratelli, che in questa Vasca, così come Gesù ebbe a dire alla Sua Fanciulla, i pesci di Dio, i nuovi cristiani, possono nuotare liberi, amare, volersi bene. Ecco la Vasca dello Spirito Santo. Disse Gesù alla Sua Fanciulla: “La Cappellina di Gallinaro è piena di Spirito Santo e chi vi entra assorbe amore in proporzione alle condizioni del proprio spirito e alle proprie capacità” (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “Lo Spirito Santo”, 13/09/1984). Non è Gesù che fa differenza nel donarsi. La differenza la fa la predisposizione del proprio cuore. Dio non fa preferenze (At 10,34). La differenza la fa il tuo cuore. Se è più predisposto, ne ricevi tanto, di Spirito, ed esci trasformato: basta una volta. Ma se il tuo cuore è duro, chiuso, possono passare tante, infinite volte e tu rimani nella stessa condizione. Di chi è la colpa: di Gesù? Dei fratelli? O devi guardare dentro di te?
Dice ancora Gesù: “Si può dire che la Cappellina è come una grande Vasca in cui si tuffano quanti vi entrano con umiltà e fede, ne escono ristorati e saturi d’Amore” (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “Lo Spirito Santo”, 13/09/1984). Umiltà e fede. Inscindibili queste due: umiltà e fede (Gc 4,6).
Ecco perché, anche in questa pagina ricca del Vangelo, Gesù ci dona tanti insegnamenti in queste tre parti, che compongono questo unico brano che abbiamo letto, che si conclude con una frase importante che l’Apostolo Giovanni vuole donarci come una prima conclusione: “Perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome” (Gv 20,31). Tutto ciò è stato scritto perché crediate che Gesù è il Figlio di Dio e perché abbiate la Vita nel Suo Nome, perché Colui che salva ci porterà alla Salvezza, ci donerà la Vita eterna. Solo nel Nome di Gesù vi è e vi potrà essere Salvezza, non in altri nomi (At 4,12). Solo Gesù è risorto dalla morte. Nessun grande uomo, condottiero o rivoluzionario che fosse, è mai risorto, ha mai vinto la morte; solo Gesù (1Cor 15,20). Quindi la Salvezza è solo in Gesù.
Ecco quei due Raggi che escono dal Cuore del Gesù misericordioso che oggi veneriamo: quell’Immagine santa che questa piccola suora ci ha voluto donare per questa grande Festa; questi due Raggi che escono dal Cuore trafitto del Maestro. Due Raggi di Luce, una Luce che ci porta alla Resurrezione, alla Vita: un Raggio che ci porta all’Acqua, segno di purificazione e di Vita; un altro Raggio che ci porta al Sangue, quindi allo Spirito Santo. Quell’Acqua e quel Sangue che uscirono dal Costato trafitto del Maestro sul Golgota (Gv 19,34).
Ecco che tutto ritorna, in questi tempi, affinché tutto in questi tempi si compia, così come l’Apostolo Giovanni ha scritto nel suo Vangelo, parlando in quel Discorso che è stato scandalo per tanti, ma Vita per altri: “La carne non giova a nulla; le parole che vi ho dette sono spirito e vita” (Gv 6,63) dice l’Apostolo; “Spirito”, ecco quel Raggio; e “Vita”, ecco l’altro Raggio, che ci portano a questi ultimi tempi dove tutto si compie (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “L’Anno Uno dell’Era Nuova”, 31/12/1994).
Ecco perché i cristiani hanno una prima e primaria responsabilità in questo mondo, anche nel ricercare la Pace che tanti oggi vanno cercando e non trovano più (Ger 6,14). Ci sono coloro che non hanno riconosciuto Gesù, che non vivono Gesù come il Risorto, come il Figlio del Dio vivente (Mt 16,16), ma Lo continuano a ritenere un “impostore”; altri che invocano una conversione ad altro: badate bene che Allah è una cosa; il Dio dei cristiani, che si chiama Gesù Cristo, è un’altra cosa! Non stiamo parlando dello stesso Dio! Quindi né gli uni né gli altri potranno mai capire veramente i cristiani che vogliono rimanere autentici, seguendo l’insegnamento di Cristo.
Ecco che nuovamente oggi rivolgo un appello all’unità dei cristiani (Gv 17,21) perché, se veramente si è incontrato il Risorto, se veramente si crede a Colui che è Vita, ci si deve unire, non disperdere, affinché gli altri possano seguire il Pensiero del Maestro e non essere, invece, al contrario, in coda per seguire chi invoca Gengis Khan o altri.
Cristiani! Se veramente amate Gesù, dovete voi portare gli insegnamenti del Maestro agli altri (Mt 28,19-20), non farvi trascinare nella bufera da chi, non avendo conosciuto Gesù, Lo disprezza e non Lo apprezza.
I cristiani sono chiamati all’unione nell’Unigenito Amore, senza calcoli umani, donandosi totalmente, come fecero gli Apostoli, che non si sono contrapposti tra di loro (At 4,32). Nessuno può usare gli Apostoli per andare gli uni contro gli altri. Gesù ha chiamato Pietro ad essere “il” capo degli Apostoli (Mt 16,18)! Mai Andrea è andato contro Pietro! Mai Paolo ha negato l’autorità di Pietro (Gal 2,7-8)! Se ci si vuole riunire, si deve ritornare a questa Dottrina e lasciare perdere le convenienze umane per cui ci si è divisi nella Storia. Se si mettono in primo piano le poltrone, gli scranni, non si potrà mai riconoscere questo Scranno, questo Trono dove Gesù è tornato, è assiso (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “La Dimora stabilita da Gesù”, 09/03/1997).
Certo, se non si crede alla Piccola Culla, se non si crede a tutto ciò che il Padre ha voluto, difficile sarà ritornare a tutto ciò e vivere tutto ciò. Ma chi, nel tempo, può giudicare le scelte del Padre? Chi? Se si guardasse e imparasse dalla Storia, il Padre ha sempre scelto i piccoli, gli ultimi (1Cor 1,27-28), coloro che erano considerati “fuori” dal centro, dal cuore di coloro che si ritenevano teologi e maestri, anche all’interno della Chiesa. Questa è la Storia di Dio: perciò ha scelto questi piccoli. Ecco suor Faustina; ecco Colei che si è fatta umile e mite di cuore che, proprio perché si è fatta serva e piccola, è stata innalzata: questa Donna, questa Fanciulla [NdR: Maria Giuseppina Norcia]. Se il cuore non va oltre la razionalità, cari fratelli, se non va oltre la propria ragione e il ragionamento umano, nulla si potrà comprendere (1Cor 2,14) perché ci si aggrappa all’umanità, ci si aggrappa ad ogni sorta di potere e non si potrà mai riconoscere il Progetto di Dio che si compie nella Storia.
Ecco che, in questo giorno, invito tutti a ritornare a Gesù, a convertirsi a Gesù (At 3,19), a riconoscere Gesù come l’unico Salvatore del mondo, affinché si possa ottenere la Sua Misericordia.
Potenti e piccoli, tornate a Gesù! Vivete Gesù, Colui che è Fonte di Misericordia e di Pace (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “La Fonte di Misericordia e di Pace”, 19/04/1998)! Venite davanti a questa Piccola Culla, dove Gesù vi aspetta a braccia aperte per poter essere ristorati dal Suo Cuore Misericordioso (Mt 11,28)! Venite! Venite! Venite ora, non aspettate più, perché Gesù, Colui che è Fonte di Misericordia e di Pace, di Amore e di ogni Bene, Gesù Sommo Bene, vi aspetta per donare a tutti la Sua infinita Misericordia (Atto di Magistero, “Come vivere la santità del Figlio di Dio: Pasqua per ogni cuore che in Lui vuole aspirare all’eterna Vita”, 06/04/2025)!
Ecco la Divina Misericordia che scende nuovamente sul mondo, su quel mondo che La vorrà accogliere e vivere per poter ritornare a vivere e non più sopravvivere. Solo così vi potrà essere vera Pace (Gv 14,27). Ecco che allora la guerra e le armi taceranno. Ma se questo non avverrà, la guerra continuerà. Vi potranno essere tregue illusorie, ma poi tutto riprenderà più e più forte di prima (Mt 24,6-7).
Rimaniamo innestati, fratelli cari, nel Cuore di Gesù, in quei due Raggi, per poter essere uniti nell’Albero della Vita (Gv 15,4-5) e poter essere toccati da quei due Raggi, Spirito e Vita, per poter rinascere a Vita nuova oggi e vivere già oggi quel Regno che Dio ci ha dato e mai nessuno potrà togliere ai Suoi figli, ai Suoi piccoli, perché così è piaciuto al Padre (Mt 11,25-26) e così piace a noi. E così sia.