Celebrazione del Matrimonio di Giuseppe e Francesca
Vangelo: Matteo cap. 6, vv. 25-34
Omelia del Pontefice Samuele

Cercate prima il Regno di Dio e la Sua Giustizia. E tutte queste cose vi saranno date in aggiunta” (Mt 6,33), dice Gesù. Noi lo abbiamo trovato. Qui, in questa Terra d’Amore, noi abbiamo trovato ciò che Gesù ci dice in questa pagina del Vangelo di Matteo, di cercare “prima”.

Qui, in questa Terra d’Amore, abbiamo trovato il Tesoro annunciato da Gesù (cfr. Mt 13,44), custodito e annunciato da Maria, l’Immacolata dello Spirito Santo, l’Immacolata per grazia, che ha trovato grazia presso Dio, Maria, l’Eterna Fanciulla, la nostra buona e tenera Madre: il Regno annunciato da Gesù (Mt 4,17), preparato per tutti i Suoi figli fedeli e santi.

Questo Tesoro è nascosto ai sapienti del mondo (Mt 11,25), a coloro che nel mondo vivono per accumulare ricchezze, denaro, che si preoccupano “prima” di cosa mangiare, di come vestire, di come abbellire il proprio corpo (Mt 6,25). Questo Tesoro non è nascosto ai figli di Dio, ai figli di questa Chiesa – a voi, Giuseppe e Francesca, che siete qui – a coloro che hanno riconosciuto nel Mistero del Dio Bambino il compimento delle promesse di Gesù (2Pt 3,13); e che oggi sono qui, per festeggiare Giuseppe e Francesca, che con il loro “sì” vogliono promettere davanti a Dio di volersi amare per tutta la vita, di voler essere fedeli: Giuseppe a Francesca; Francesca a Giuseppe. Questa è la sfida di questa Chiesa e questa è la sfida di Giuseppe e Francesca. Perché oggi in questo mondo, in questo tempo, tutto ciò non è per nulla scontato. Rimanere fedeli: questa è la sfida (Gv 8,31).

Fedeltà! Fedeltà! Fedeltà! Ciò che oggi manca in questo mondo (Sal 12, 2). Questa virtù calpestata, usurpata, usata solo a parole. In questa Terra d’Amore la Fedeltà è viva. In questa Terra d’Amore la Fedeltà sarà riscattata (Prv 16,6). Tornerà ad essere al centro della vita dei figli di Dio, che vogliono essere fedeli a Dio, al Mistero di Dio, alla Chiesa di Cristo; e che vogliono essere fedeli l’un l’altro, vincendo ogni tentazione, volendo allontanare ogni tentazione, pregando il Padre che non induca i figli nella prova, nella tentazione, così come recitiamo nel Padre Nostro: “Non ci indurre in tentazione” (Mt 6,13). Dio Padre ha permesso che il Figlio Gesù fosse tentato dal maligno (Mt 4,1). Gesù ha affrontato e vinto la tentazione (Mt 4,2-11). E nel Padre Nostro ci ha chiesto di chiedere al Padre di non essere “indotti” in tentazione, perché come dice (anche San Paolo) “lo spirito è pronto ma la carne è debole” (Mt 26,41b; Mc 14,38; cfr. Rm 6,19a; 7,5; 8,5-6).

Noi vogliamo rimanere fedeli a questi insegnamenti. In questa Chiesa non si cambieranno le parole del “Padre Nostro” (Mt 6,9-13) insegnateci da Gesù, come un altro pontefice, di un’altra casa, ha detto di voler fare nella sua casa. In questa Casa rimarremo fedeli alle parole di Gesù. Per questo è nata questa Chiesa. Per difendere la cristianità, per difendere e riportare al centro il vero insegnamento di Gesù.

Mai in questa Casa si dirà che sulla Croce Gesù si è fatto “diavolo”, che si è fatto “serpente”, che si è fatto “maledizione” – cito testualmente le parole dette -; che è “brutto da fare schifo”: Gesù!

Mai in questa Casa si dirà di non credere a un Dio cattolico, di non credere che Cristo è la Verità assoluta. Mai in questa Casa si dirà che tutti sono figli di Dio e che di conseguenza le religioni, tutte le religioni, portano a Dio, come a voler dire che tutte le religioni, in fin dei conti, sono più o meno uguali.

Così facendo si tradisce il Progetto del Padre, che ha donato Suo Figlio a questa umanità, l’Unigenito Figlio di Dio (Gv 1,14), perché solo in Cristo si può raggiungere la salvezza (Gv 3,16-17). Questo è il senso del Natale dei cristiani che ci prepariamo a vivere, che già viviamo: festeggiare la venuta del Salvatore (Lc 2,11), che nasce nuovamente nel cuore di chi Lo accoglie, di chi si fa “Culla vivente” per accogliere il Suo Amore, l’Amore fatto Persona (cfr. Gv 15,9; 1Gv 4,9-10), generato per volere del Padre nel Cuore di una Donna, la Vergine Maria, per opera dello Spirito Santo (Lc 1,35).

Questa è la nostra fede nel Dio Uno e Trino. Questo è il nostro credere nella Santissima Trinità: Padre, Figlio e Spirito Santo. Non come si dice in un’altra casa che la Trinità all’apparenza è unita ma al proprio interno, in realtà, vi sono litigi.

Giuseppe e Francesca, voi non litigate mai. Cercate con tutte le vostre forze di non litigare mai. Questo vi dico per il grande amore che da fratello provo per voi. Sappiatevi amare, comprendere e rispettare, come fra poco nuovamente diremo. Ascoltate gli insegnamenti di Gesù, che sono vivi; e sempre più saranno vivi nel vostro cuore, quanto più il vostro cuore sarà docile e obbediente all’azione dello Spirito Santo, che in questa Culla è vivo. Non ascoltate gli insegnamenti di un altro pontefice che in un’altra casa dice: “Litigate quanto volete, tiratevi i piatti purché poi facciate la pace”. Non è questo l’insegnamento di Gesù ai novelli sposi. Ecco perché vi dico: cercate di non litigare mai. Non tiratevi i piatti. Non prendetevi a male parole. Rispettatevi e amatevi sempre (Gv 15,17). Perché i segni di certi gesti e di certe parole restano e fanno male. E scandalizzerebbero coloro che vi guardano, coloro che vi amano, che vi vogliono bene: familiari e amici; e soprattutto scandalizzerebbero i piccoli (Mc 9,42), gli innocenti, che sarebbero segnati per sempre dal vedere volare i piatti in famiglia, dal sentire “mamma” che insulta “papà”; “papà” che insulta “mamma”.

Questo è l’insegnamento di questa nostra Chiesa, che si differenzia da un’altra chiesa, dove invece si insegna tutto ciò. Ma questo non è l’insegnamento di Gesù. È un altro insegnamento. Con questo insegnamento le famiglie non si tengono unite: si dividono.

Questo è il nostro voler vivere “prima” il Regno di Dio e la Sua Giustizia, rispettando le promesse fatte. Prima di ogni altro pensiero umano. Prima di ogni altra cosa. Prima di tutto quanto il resto.

In questa Culla d’Amore, in questo Luogo Santo voluto dal Padre abbiamo trovato il vero Amore, Cristo, l’Amore fatto Persona, il Salvatore che il Padre ha nuovamente inviato per salvare questa umanità (1Gv 4,14) arida e smarrita: un’umanità affannata, un’umanità inquieta, che non trova pace, che non trova appagamento in nulla, perché non vive Dio, perché non ha trovato il vero Amore di Dio, che si manifesta ai Suoi figli fedeli, che ama i Suoi figli fedeli, che accompagna i Suoi figli fedeli a vivere una vita santa. Così come recitiamo nella preghiera a Gesù Bambino, che ora stiamo facendo in preparazione del Natale; e Gli chiediamo di aiutarci ad essere: “Buoni, retti, generosi e cristiani autentici”, perché vogliamo essere santi (1Pt 1,16). Non solo a parole ma con l’esempio. Con l’esempio di una vita retta nella quotidianità.

Questo è l’insegnamento di questa Chiesa. Questo serve per poterci preparare a vivere il Natale di Cristo. Non un “evento”, una festività del calendario, un ricordo passato; ma un qualcosa di vivo: Cristo che viene a nascere nel cuore di ciascuno di noi!

Voi tutti che in questa Culla d’Amore avete trovato il vero Amore; voi tutti che qui siete rinati a vita nuova: perseverate nella santità; perseverate, per ricevere l’abbondanza del Padre (Lc 21,19); perseverate con amore e fedeltà (Sal 117,2), mantenendo fedele il vostro cuore alle parole d’amore che l’Eterna Fanciulla ha dispensato al vostro cuore.

Date vera testimonianza del vostro credere in questa Chiesa, del vostro credere in Cristo Signore, del vostro credere perché qui avete ricevuto la vita (Mt 17,20). È la vostra testimonianza che farà sì che tante parole possano essere allontanate e lasciare spazio ai frutti d’amore che qui, in questa Terra, nascono e sempre più nasceranno. È l’esempio che come sempre fa la differenza (Gv 13,15). Non le parole.

Vivete, Giuseppe e Francesca, il vostro amore. Vivete, Giuseppe e Francesca, il vostro amore verso un Dio che si china su di voi e soffia, con il fuoco del Suo Spirito, affinché da oggi ancor di più il vostro amore sia vivo, per farvi essere non più due, ma una cosa sola (Mt 19,5-6; Mc 10,7-8), una famiglia, chiesa domestica, che è parte della Chiesa Universale, che vuole riportare al centro di questo mondo il messaggio universale di Cristo, che è nato, è venuto, per farci rinascere a vita nuova, per farci rinascere nello Spirito (Gv 3,5), per farci gustare già oggi il “Regno” e la Sua “Giustizia”, come proclamato dall’evangelista (Mt 6,33).

Beati voi, che dopo aver trovato in questa Culla il vostro tutto, volete ora promettervi l’un l’altro amore e fedeltà, per tutta la vita. Siate fedeli a questa promessa. Siate fedeli a Gesù. Siate fedeli ai Suoi insegnamenti. Non preoccupatevi e non affannatevi per tutto ciò che è mondo. Nell’equilibrio tutto si vivrà. Cercate il Regno di Dio e la Sua Giustizia, come ci chiede Gesù. E tutte queste cose vi saranno date in aggiunta.

Il Padre mai abbandona i Suoi figli (Gv 10,11-12). Nel momento in cui è vivo lo Spirito, la materia non verrà meno (Mt 6,26-32). Questa è una promessa di Gesù. E Gesù è fedele alle Sue promesse. Questo lo dico a voi, Giuseppe e Francesca; e lo dico a tutti quanti voi, cari fedeli, fratelli in Cristo. E così come Gesù è fedele alle Sue promesse (1Cor 1,9), anche noi dobbiamo fare altrettanto. Rimanere fedeli alle nostre, promesse, per non venire meno, né come uomini e né come cristiani.

Rimanendo fedeli a Gesù nulla mancherà (Gv 8,31).

Ecco la nostra gioia. Gioite ed esultate, Giuseppe e Francesca. Oggi le parole ascoltate si compiono. Qui in questa Terra d’Amore, il Padre ci chiama a vivere già ora il Suo Regno e la Sua Giustizia.

Beati voi che ascoltando metterete in pratica questi insegnamenti. Non permettete che queste parole da una parte entrino, come si suol dire, e dall’altra escano. Questa è la viva misericordia di un Dio che vi apre le porte del Cuore per donarvi il Suo Amore (Ef 2,4). Nutritevi di questo Amore, dell’Amore di un Dio che vi viene incontro (1Gv 4,16), che vi ha chiamato, per festeggiare questi due fratelli e darvi così la possibilità di mettere piede e di mettere cuore in questa Terra d’Amore. Chiedete al Padre la Sua misericordia e il Padre ve la donerà. Chiedete al Padre il Suo vivo Amore e il Padre in questa Terra ve lo donerà (Ef 3,14-19).

Vivete questo momento. Vivete questo giorno. Fatelo per amore di Giuseppe e di Francesca, che vi hanno chiamato per poter compartecipare e condividere questo loro momento d’amore, il più importante. Hanno chiamato voi, parenti e amici, per poter condividere ciò che per loro è il Tesoro più importante (Lc 12,34). Fatelo per amore, per amore di un Dio che si china oggi su tutti quanti noi e per amore di questi fratelli, che in Dio vogliono promettersi amore eterno.

Preghiera e unione fraterna e tutto si compirà. E la gioia sarà piena e totale. Così per Giuseppe e per Francesca. E così per tutti quanti noi, che vogliamo rimanere fedeli (Gs 22,5) alle promesse, al nostro Gesù, al nostro Amico e Fratello Gesù (Gv 15,15). E così sia.

2018-05-23T09:28:38+00:00

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