16 novembre 2025
Vangelo: Matteo, Cap 25, vv. 1-13
Omelia del Pontefice Samuele
La parabola delle 10 Vergini:
siate saggi e non stolti, siate i Vergini santi
Amati fratelli, eccoci di nuovo qui, nel giorno del Signore, per celebrare e vivere la Mensa del Signore, partecipare al Banchetto (Mt 26,26-29). Attendiamo l’intera settimana per poterci riunire nel giorno del Signore ed essere nutriti e sfamati dal Signore, dal Suo Pane vivo, che è pronto per donarsi nuovamente affinché tutti coloro che vogliono avere la Vita (Atto di Magistero, “La vera Comunione con il Pane vivo disceso dal Cielo”, 02/06/2024) l’abbiano in abbondanza per l’eternità (Gv 10,10).
E proseguiamo il nostro cammino meditando le ultime pagine del Vangelo di Matteo, i discorsi escatologici di Gesù che ci aiutano a comprendere “come” vivere il Regno e che annunciano a tutti “come” sarebbe stato il Regno. Noi sappiamo che il ritorno del Signore è un itinerario (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, Il Ritorno di Gesù, 30/10/1994), quindi un cammino, anche se poi puntualmente arriveranno segni e comprensioni (Mt 24,30). Lo abbiamo visto anche per la nascita del Salvatore: è nato puntualmente, ma prima di manifestarsi è stato svolto un itinerario anche se, per chi Lo ha incontrato all’ultimo, quello è stato il momento puntuale. Comprendete le dinamiche con cui Dio opera (Is 55,8-9) e, di conseguenza, come comprendere anche le parole che sono scritte nel libro del Vangelo.
Qui Gesù ci parla della parabola delle “dieci vergini”. Le vergini sono dieci; quindi il dieci ci porta alla pienezza. È un numero pieno: quindi, la pienezza della Chiesa, potremmo dire la pienezza dei cristiani. Però cinque sono sagge e cinque sono stolte; quindi non basta dirsi cristiani, essere nella pienezza, per poter essere certi di arrivare al traguardo (Mt 7,21). Bisogna essere saggi; non si può divenire stolti. Diversamente tutto si rischia di perdere.
Poi vi è il simbolo della “lampada”. Queste vergini portano la lampada. Che cosa rappresenta la lampada? La lampada è il cuore, meglio sarebbe dire l’anima, di ciascuno di noi, che porta la Luce. Ecco il cuore, l’anima che contiene e manifesta la Luce che è Cristo (Gv 8,12). Nel cuore dei cristiani questo deve essere. L’anima dei cristiani deve essere illuminata per portare a tutti la Luce del Cristo (Atto di Magistero, “La comunione nell’unica fede: Cristo”, 11/05/2025) affinché tutti coloro che incontrano i cristiani possano incontrare il Cristo contenuto in quel cuore, in quell’anima (2Cor 4,6).
Però, affinché la lampada possa illuminare, quindi avere fiamma, serve l’ “olio”. E che cos’è l’olio? È lo Spirito Santo, lo Spirito Santo Amore (Rm 5,5), quello Spirito Santo che alimenta l’anima e il cuore di ciò che è santo affinché quel cuore possa brillare della Luce che è Cristo. Se si è privi dello Spirito Santo, se si è senza lo Spirito Santo, nessuna luce produrrà quella lampada (Rm 8,9). Ecco che nella rivelazione “Lo Spirito Santo”, che Gesù ha fatto alla Sua Fanciulla, questo lo comprendiamo bene. Dice Gesù: “Lo Spirito Santo è lo Spirito d’amore, è fuoco illuminante; è fuoco che guida le anime e le aiuta nell’ascesa verso il Cielo” (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “Lo Spirito Santo”, 13/09/1984). Ecco l’olio. Nell’Antico Testamento l’olio era segno di elezione, di benedizione, di consacrazione. Ecco l’unzione con cui venivano unti i re, i sacerdoti, i profeti. “Cristo”, la stessa parola “Cristo”, significa “unto”, “consacrato” (At 10,38). Il Messia, il Cristo, è colui che è unto, è consacrato.
Poi vi è questo riferimento alla “mezzanotte”, quando arriva quel grido che annuncia lo sposo. La mezzanotte rappresenta da una parte il punto di maggior buio, che si contrappone al mezzodì, punto in cui il sole è più alto; ma nello stesso tempo la mezzanotte segna anche l’inizio del nuovo giorno (Rm 13,11-12).
Ed ecco il “grido”: “Ecco lo sposo, andategli incontro” (Mt 25,6). E queste vergini si destano. Ora, noi sappiamo che la parola “vergine”, l’etimologia di questa parola, significa “fanciulla”. Quindi la “vergine” ci riporta alla “fanciulla”.
Vi è una Fanciulla che ha ascoltato quel grido silenzioso che il Cielo, il 13 giugno del 1947, ha voluto donare all’umanità (Atto di Magistero, “Maria G. Norcia”, 21/01/2019). Ecco che quelle cinque vergini possiamo riassumerle tutte, in questo momento, in quella Vergine, in quella Fanciulla, Maria Giuseppina, che ha accolto ciò che il Cielo in quel momento donava all’umanità: il Bambino Gesù. Ha accolto quel primo grido: ecco il 13 giugno del ‘47, inizio del Regno: ecco quel Regno dei mille anni di cui si parla nell’Apocalisse (Ap 20,4). La Fanciulla Lo accoglie e, in quel momento, il Suo Cuore incontra la Grazia, il Bambino Gesù, che La inonda della Sua Grazia. E in quel momento Ella contiene il Bambino Gesù, la Grazia, nel Suo Cuore. Ecco lo Spirito Santo che prende dimora nel Suo Cuore, facendoLo divenire Tempio dello Spirito Santo (1Cor 6,19) perché ha accolto il Bambino Gesù che Le ha donato la Sua Grazia. In quel momento L’ha ricolmata della Sua Grazia. Ecco la Fanciulla, ecco la Vergine (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “Colei che è sintesi dei profeti e degli antichi patriarchi”, 26/07/1996). E da quel momento in poi, ecco Colei che è stata chiamata dal Cielo a portare gli Annunci, gli altri “gridi”, potremmo dire; le grida che si sono susseguite sono state fatte tramite il Suo Cuore perché Gesù, contenuto nel Suo Cuore, ha affidato a Lei questo compito.
E, infatti, ecco che dal 1975 al 2000 Ella ha annunciato al mondo la Nuova Gerusalemme (Ap 21,2). Ecco un grido: “Venite, accorrete. Qui c’è la Nuova Gerusalemme. Questa è la Nuova Gerusalemme che il Padre ha voluto stabilire sulla terra. Questo è il Luogo del Ritorno di Gesù. Venite, accorrete!”. Poi, dall’anno 2000 in poi – quando aveva preannunciato l’arrivo di quel giovane che L’avrebbe dovuta aiutare, l’Inviato di Dio, per poter proseguire il Mistero –, ecco che inizia un secondo Annuncio. E, nel tempo, ecco che coloro che hanno ascoltato questo Annuncio si sono caratterizzati per essere o saggi o stolti, nel poter ascoltare quell’invito, quel grido, quell’Annuncio, farsi trovare pronti oppure no. È un susseguirsi.
Ecco che quindi poi è nata la Madre Chiesa (Ap 12,1) – altro Annuncio che Ella aveva preannunciato a quel giovane – che quel giovane, insieme a coloro che il Cielo ha indicato, ha costituito anche su questa terra, affinché quel grido potesse arrivare a tanti. Ecco la Madre Chiesa annunciata (Atto di Magistero, “La vera Chiesa”, 08/05/2025), la Chiesa con cui il Padre ha voluto stabilire la Sua Terza e ultima Alleanza per poter portare tutto a compimento (Eb 8,8-10).
Ecco questi Annunci che si susseguono nel tempo; e tutti quanti sono stati chiamati nel tempo ad essere pronti, a vegliare, a non dormire, a non addormentarsi, assopirsi, ma avere l’olio affinché la lampada potesse continuare a dare Luce. Ecco lo Spirito Santo, sceso dal Cielo, che ha assistito coloro che nel tempo sono voluti rimanere fedeli (Gv 14,26).
Certamente questo è per chi ha vissuto nella storia questo Luogo, ma questi Annunci continueranno perché, come è stato scritto di recente in un Atto di Magistero, “la Tromba è squillata” (Atto di Magistero, “La Tromba è squillata: questo è il richiamo per ogni cristiano autentico”, 17/08/2025). È scritto nell’Apocalisse che dovranno squillare le trombe (Ap 8,6) affinché il mondo possa destarsi e sentire l’Annuncio dei tempi che si approssimano alla conclusione. Ecco l’invito a vegliare, a non assopirsi, a mantenere vivo lo Spirito Santo nel proprio cuore.
Certo, queste cinque vergini ci evocano altro in chiave escatologica. Ecco questo “cinque” che ritorna. Sempre pensando al Libro della Rivelazione, l’Apocalisse, ritorna quell’Uno e quei Quattro: cinque. È scritto al capitolo 4: “Dopo ciò ebbi una visione” – è Giovanni l’Apostolo che parla – “una porta era aperta nel cielo” (Ap 4,1). La Porta; poi parleremo della Porta. Anche questo è un significato profondo, perché la Porta si apre e i figli, tramite la Porta, entrano. Chi è la Porta? “Dopo ciò ebbi una visione: una porta era aperta nel cielo. La voce che prima avevo udito parlarmi come una tromba diceva: «Sali quassù, ti mostrerò le cose che devono accadere in seguito». Subito fui rapito in estasi. Ed ecco, c’era un trono nel cielo, e sul trono uno stava seduto. Colui che stava seduto era simile nell’aspetto a diaspro e a cornalina. Un arcobaleno simile a smeraldo avvolgeva il trono. […] In mezzo al trono e intorno al trono vi erano quattro esseri viventi” (Ap 4,1-3.6b).
Ecco il nostro Crocifisso, nel Santuario della Divina Misericordia, con questi cinque raggi che partono dallo Spirito Santo e che illuminano coloro che sono su questo Crocifisso; ecco questo cinque. Così come “cinque” sono i Compimenti per arrivare al Compimento dei compimenti; li abbiamo meditati già altre volte, ma mi fa piacere ricordarli, i cinque compimenti. Uno: ama il Signore Dio tuo. Due: nobilita la tua anima a Dio. Tre: spiega la Parola di Dio. Quattro: gioisci davanti al Signore Dio tuo. Cinque: la Salvezza è la Vittoria. Siamo alla fine di questi Compimenti, li stiamo vivendo.
Ecco quindi quell’invito – “Vegliate, vegliate” – che Gesù fa a conclusione di questa parabola. Chi meglio di coloro che vegliano ci può aiutare a vegliare? Chi sono “coloro che vegliano”? Nell’Apocalisse si parla anche dei vegliardi. Chi sono i “vegliardi”? Sempre al capitolo 4 è scritto: “Attorno al trono, poi, c’erano ventiquattro seggi e sui seggi stavano seduti ventiquattro vegliardi avvolti in candide vesti con corone d’oro sul capo” (Ap 4,4). Chi sono i vegliardi? I vegliardi sono esseri santi, santi, santi. Sono coloro che devono rendere pura la Fede nei cuori (Atto di Magistero, “La Fede Cristiana”, 27/10/2024). Sono coloro che vegliano sulla Fede affinché la Fede nel Dio Uno e Trino sia sempre rispettata, amata, non stravolta, affinché la Fede resti integra (1Tm 6,20). Vegliano l’operato dei messaggeri per vegliare sulla Fede, Una e Santa. Sono come i custodi della Verità rivelata: persone del passato, persone del presente e persone del futuro, coloro che devono far comprendere le radici nella Fede del Dio vero (Ef 2,20). Questi sono i vegliardi.
Poi, ad un certo punto, Gesù dice: “Vegliate perché non conoscete né il giorno né l’ora” (Mt 25,13). Certo, il giorno e l’ora li conosce il Padre, ma noi conosciamo “il Luogo”. La Fanciulla di Dio ha annunciato a tutti il Luogo. Quindi, rimanendo ancorati al Luogo e vegliando, non sarà difficile, se non ci faremo mancare l’olio, ad essere pronti quando arriverà il giorno e l’ora. E questo vale soprattutto per il mondo che ancora non conosce questa realtà. Venite, mettete piede nella Nuova Gerusalemme (Eb 12,22) per poter essere sempre più pronti nel momento in cui il Compimento dei compimenti sarà.
Certo è che i figli di Dio quella Porta L’hanno varcata. Perché? Perché la Porta è Maria. La Porta è Maria, fratelli cari. Ecco perché, come ho detto domenica scorsa, Maria è dirimente nella comprensione del Progetto della Salvezza. Maria è la Porta. Maria ci ha aperto la Porta, ce l’ha aperta prima, ci ha fatto entrare nel Regno (Lc 1,45). Ci ha fatto entrare Lei, spalancando la Porta del Suo Cuore per farci entrare già dove vi sarà il Banchetto (Ap 19,9). Siamo già dentro. Dobbiamo attendere il Banchetto nel Compimento dei compimenti, questo sì. Ma i figli di Dio hanno già varcato la Porta, coloro che vivono la Nuova Gerusalemme, perché Maria si è spalancata, facendo entrare coloro che vivono per poterLa far conoscere e amare, che si sono consacrati al Suo Cuore Immacolato (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “Maria, mi consacro a Te”, 10/03/1986). Ecco la Fanciulla, che sempre ci accompagna.
Voi, figli della Madre Chiesa, come vegliardi santi, instradate le genti da Oriente a Occidente, da Meridione a Settentrione verso il Fulcro dell’Amore del Padre, come quella Freccia che indicò alla Fanciulla di Dio il luogo esatto di questa Chiesa, della Piccola Culla, Casa di ogni pellegrino che nel Figlio di Dio si riconosce per divenire “figlio” (Rm 8,14-17).
Ecco la purezza della fede che, in questo Angolo di Paradiso in terra, sarà sempre difesa e manifestata. Ecco il rinascere in Maria, nello Spirito Santo: Maria, Tempio dello Spirito Santo, per poter entrare e rinascere dal Suo Grembo verginale e poter prendere parte ed essere dentro (Gv 3,5-6). Maria. “Maria, Nome dolce e soave, come dolce e soave deve essere la fede di tutti coloro che in Lei vogliono vivere per vivere nel Cuore di Cristo, per ereditare il Regno di Dio: un Regno di Pace e di Amore; ed essere rivestiti dell’unica Luce che mai si spegnerà, quella Luce eterna e perpetua che farà vivere a tanti l’eterna Vita” (Atto di Magistero, “La Tromba è squillata: questo è il richiamo per ogni cristiano autentico”, 17/08/2025). Vi ho letto un estratto dell’Atto di Magistero “La Tromba è squillata”, che è stato proclamato dalla Madre Chiesa a conclusione del Triduo di Festa Solenne della Festa di Maria Assunta e Maria Corredentrice di questo ultimo anno.
Vi è un collegamento tra lo squillare delle trombe e Maria. Perciò questa Chiesa è sempre un passo avanti, perché si sa qual è l’azione del nemico di Dio: di voler depotenziare Maria. E allora sempre un passo avanti per poter avanzare. E ora io dico: Maria è Tempio dello Spirito Santo (Lc 1,35). Ricordatevelo. Così come in quell’Atto di Magistero che si chiama proprio “Maria è la Porta”, “Maria, la Porta Santa dei figli di Dio”, pubblicato la vigilia del Natale scorso. E in questo Atto di Magistero è scritto: “Una è la Porta Santa che conduce al Cuore del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. E il Suo Nome è Maria, il Nome più gentile e bello che ci sia. Maria, Porta del Cielo; Maria, Porta che conduce i figli a vedere il Cielo; Maria, Porta che introduce i figli nel Cuore del Padre, che è Salvezza. […] Ecco il Natale di Cristo e dei Suoi figli. Ecco la ‘necessarietà’ oggi, in questi ultimi tempi, di consacrarsi a Maria, per rinascere dall’Alto, nello Spirito, e accostarsi a questa seconda e ultima Grotta, dove batte il Cuore del Bambino Gesù, sceso tra i Suoi figli per donare loro la nuova Vita, per l’eternità. Penetrando la Porta Santa, i figli saranno introdotti dallo Spirito Santo Amore davanti al Trono di Dio e troveranno ad accoglierli il Re, l’unico ed eterno Re, buono, santo e amorevole: Colui che accoglie i Suoi figli in cammino; Colui che accoglie le Sue pecorelle anelanti d’amore; Colui che accoglie tutti coloro che, sull’esempio di Gesù, sono mendicanti d’amore” (Atto di Magistero, “Maria, la Porta Santa dei figli di Dio”, 24/12/2024).
Ecco, cari fratelli, la “Generazione dei Santi”, così come è scritto in un altro Atto di Magistero, del 23 marzo del 2025. A questo siamo chiamati: a vivere e a far vivere la Generazione dei Santi, per poter far sì che Gesù possa trovarci tutti vivi e non morti, assopiti da un sonno letale (Ef 5,14). È scritto in questo Atto: “È detto e scritto: «Verrà a giudicare i vivi e i morti» (2Tm 4,1). I morti, coloro che non hanno voluto morire a Cristo, in Cristo e con Cristo, hanno già avuto la loro condanna. Coloro invece che sono morti al peccato sono già santi; coloro che hanno riconosciuto la Casa dove il Signore ha posto la Sua Tenda sono già vivi; coloro che si sono nutriti e si nutrono dell’Unigenito Amore che è Persona sono già, in Cristo, con Cristo e per Cristo” (Atto di Magistero, “La Generazione dei Santi”, 23/03/2025).
Ecco, cari fratelli, l’invito che nuovamente oggi vi rivolgo: siate obbedienti, siate puri e siate santi (Fil 2,15), perché di questo c’è bisogno ora. Ecco i “Vergini” di cui si parla in questa parabola. Anche qui ci viene in soccorso l’Apocalisse per comprendere bene questo termine. È scritto al capitolo 14: “Guardai ed ecco l’Agnello ritto sul monte Sion e insieme centoquarantaquattromila persone che recavano scritto sulla fronte il suo nome e il nome del Padre suo” (Ap 14,1). Centoquarantaquattromila è un numero simbolico: dodici, come le tribù, per dodici per mille. “Questi non si sono contaminati con donne, sono infatti vergini e seguono l’Agnello dovunque va. Essi sono stati redenti tra gli uomini come primizie per Dio e per l’Agnello. Non fu trovata menzogna sulla loro bocca; sono senza macchia” (Ap 14,4-5). Ecco la verginità di cui si parla: l’essere senza macchia.
Vivete per mantenere bianca la veste che vi è stata data (Ap 3,4-5). Mantenetela pura.
Certamente anche il concetto di verginità a trecentosessanta gradi è importante. Vedo tanti giovani, come sempre; a voi giovani dico: mantenetevi puri, a trecentosessanta gradi. Mantenete puro anche il vostro corpo, corpo tempio dello Spirito Santo (1Cor 3,16-17). Anche questa è una verginità da preservare. Per coloro che sono sposati e legati nel sacro vincolo del matrimonio: siate vergini all’interno del vostro matrimonio. Significa: non abbiate attenzioni, sguardi, comportamenti verso altri, ma siate fedeli a colui e a colei a cui avete detto “sì” (Eb 13,4). Ecco la verginità matrimoniale per poter rispettare il Sacro vincolo del matrimonio e non deturparlo come oggi tanti fanno a cuor leggero.
Poi vi è questa verginità che abbraccia tutti coloro che vogliono essere santi, coloro che vogliono essere senza macchia: ecco il “fare la Volontà di Dio” che ci rende vergini (1Gv 2,17). Ecco il Santuario della Misericordia in cui siamo. Ecco la Piccola Culla, Centro della Misericordia di Dio (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “Il Sacrario più grande che ci sia”, 29/09/1986), che monda il cuore di tutti coloro che vogliono essere mondati, di coloro che hanno sbagliato. Chi non sbaglia nel cammino di santità? Preoccupatevi di chiedere perdono a Dio (Sal 50). Non vergognatevi di piegare il ginocchio davanti alla Piccola Culla e chiedere perdono, per essere mondati e tornare ad essere vergini nel cuore, per essere senza macchia. Ecco i Vergini che sono pronti ad accogliere lo Sposo, sull’esempio di Colei che è Sposa, Fanciulla, Vergine, Immacolata.
Siate obbedienti, perché l’obbedienza è ciò che vi rende santi (1Sam 15,22). Il demonio teme l’obbedienza, lui che è “il disobbediente” per antonomasia. Obbedite alla Voce dello Spirito Santo che parla al vostro cuore, nell’intimo del vostro cuore. Questa è la cosa più importante per vincere l’ “io”, per fare la Volontà di Dio. Questo è ciò che è gradito a Dio (Eb 13,21). Dio soffre nel vedere l’indifferenza, l’ingratitudine, soprattutto da parte delle anime elette; ma è contento quando ci si annulla per fare la Sua Volontà. Questo ci insegnano i Santi.
Sto leggendo in questi giorni nuovamente il Diario di Suor Faustina perché è molto edificante: il Vangelo della Misericordia, in cui questa santa fa comprendere bene cosa Gesù gradisce. Chi si annulla per Amore, per fare solo e soltanto la Sua Volontà, è gradito a Dio più di ogni altra cosa (Mt 6,10). Questo significa essere vergini, senza macchia: fare la Volontà del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.
Mantenete vivo lo Spirito Santo affinché questo olio non venga mai meno e la lampada, che è il vostro cuore, che è la vostra anima, possa splendere davanti a Dio e davanti agli uomini (Mt 5,16). Ecco lo squillo delle trombe che è imminente. Già hanno squillato (Ap 8,1-10), ma squilleranno ancora (Ap 8, 12-13) le trombe. Ecco il grido, perché il Tempo della Misericordia si sta sovrapponendo al Tempo della misericordiosa Giustizia (Atto di Magistero, “Padre, è giunta l’ora”, 01/12/2024) e tanti udiranno il grido: “Ecco lo Sposo”. Chi ascolterà e cambierà vita si salverà. Chi, alla luce di ciò che accadrà, ancor di più bestemmierà Dio e lo Spirito Santo, sprofonderà negli abissi (Ap 9,20-21).
Perciò rimanete ancorati a Maria. A tutti dico: tenete strette le Sue mani per poter essere certi di varcare la Porta. Maria è la Porta. Maria, Corredentrice e Mediatrice di tutte le grazie (Atto di Magistero, “Come il Nome di Gesù Redentore salva, così il Nome di Maria Corredentrice salva” 12/09/2021).
Non fatevi ingannare da chi non ha più olio, che non potrà andare a comprare altro olio. “Andate dai venditori” (Mt 25,9). Ma chi si è fatto venditore e abita in quello che prima era il tempio di Dio, non potrà avere l’olio, perché quella casa è diventata – dice Gesù nel Vangelo – “la mia casa di preghiera è divenuta una spelonca di ladri” (Mt 21,13). Chi mercimonia con le cose di Dio, chi mercanteggia con le cose di Dio, non potrà mai vendere l’olio buono (Am 8), perché lo Spirito Santo non si fa comprare, ma si dona gratuitamente a chi lo cerca con tutto il cuore.
Rimanete innestati in Maria, Tempio vivo dello Spirito Santo, ed Ella gratuitamente mai vi farà mancare l’olio: ve lo donerà con abbondanza di Amore, perché il Suo Cuore è Immacolato (Atto di Magistero, “L’Immacolata vincerà”, 08/12/2023) e il Suo Amore è grande, infinito (Lc 1,49), perché Maria è la Corredentrice per grazia (Gen 3,15); e noi abbiamo il culto della Grazia e ringraziamo Dio per averci donato la Piena di Grazia (Lc 1,28). E così sia.