25 ottobre 2026
Vangelo: Giovanni, cap 14, vv. 1-21
Festa Solenne della Fede Cristiana
Omelia del Pontefice Samuele
Abbiate fede in Gesù che conduce i figli
nella nuova Terra Promessa
“Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me” (Gv 14,1). “Io vado a prepararvi un posto. Quando ve l’avrò preparato, vi porterò con me” (Gv 14,2-3). “Io sono la Via, la Verità e la Vita” (Gv 14,6). “Io sono nel Padre e il Padre è in me” (Gv 14,10).
Ecco, amati fratelli, la Festa della Fede Cristiana, la Festa dei figli di Dio che vivono in Colui che è; la Festa della Fede, di coloro che vivono per far trionfare l’unica ed eterna Fede, intramontabile ed eterna, perché la Parola di Dio è stata proclamata per compiersi nella pienezza.
Ecco questa Culla voluta dal Padre, sgorgata direttamente dal Suo Cuore, questa Isola d’Amore, Isola Bianca (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “La Dimora stabilita da Gesù”, 09/03/1997) dove il Padre ha promesso al Figlio che avrebbe preservato la purezza della Fede. La Fede. Quella Fede che Gesù, il Figlio del Dio Vivente (Mt 16,16), ha portato sulla Terra al costo della Sua Vita. E prima di congedarsi disse: “Quando il Figlio dell’uomo tornerà, troverà la fede sulla terra?” (Lc 18,8).
Ecco, cari amici, questo Luogo voluto dal Padre per preservare la Fede: un fazzoletto di terra, un Angolo di terra, per il mondo sperduta, in questa terra, Ciociara, Galilea delle genti (Mt 4,15), da tanti nuovamente e anche recentemente derisa, ma scelta dal Padre per poter portare a compimento il Suo Progetto d’Amore.
Ecco, amati fratelli, la Fede: Cristiana, universale e autentica (Atto di Magistero, “La Fede Cristiana”, 27/10/2024), che siamo stati chiamati a preservare e portare nuovamente nel cuore di tutti.
Ecco il Disegno del Padre che su questa Piccola Culla, il più grande Sacrario del mondo, si manifesta. “La Culla di Gallinaro è il sacrario più grande che ci sia; è il cuore della chiesa nascente; è il centro della Nuova Gerusalemme” (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “Il Sacrario più grande che ci sia”, 29/09/1986), disse Gesù alla Sua Fanciulla. Queste parole, non da tutti ascoltate, non da tutti capite, da tanti volutamente deviate, perché queste parole avrebbero sconvolto quell’ordine che gli uomini si erano costituiti andando contro l’Ordine che Dio aveva stabilito con gli insegnamenti, i Comandamenti del Figlio (Gv 14,21a).
Nuovamente, coloro a cui era stata assegnata la Vigna hanno preso possesso personale di ciò che è di Dio per un proprio tornaconto. E il Padre questo non l’ha accettato allora e non lo ha accettato ora. Ha mandato i Suoi servi che sono stati, come già detto, bastonati e uccisi (Mt 21,33-39). Ha mandato nuovamente il Figlio, il Bambino Gesù (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “Il Ritorno di Gesù”, 30/10/1994). Chi Lo ha accolto si è messo in cammino per poter vivere già ora il Regno, la Nuova Gerusalemme (Atto di Magistero, “Il Sacrario della Nuova Gerusalemme”05/06/2022). Altri hanno deviato il cammino di tanti piccoli e di tanti innocenti, nuovamente uccidendo il Figlio di Dio nel cuore di questi, compiendo il delitto più grave, il Deicidio. Grave sarà ciò che il Padre, nella Sua infinita ed eterna Giustizia, donerà a costoro, perché guai a chi scandalizza i piccoli e gli innocenti (Mt 18,6).
Nulla ha insegnato la storia. Nella prima Alleanza il Padre “raccolse un popolo perché tramandasse ai posteri la grandezza del creatore dell’intero universo. Parlò al suo popolo per mezzo di profeti, guidandoli, ammonendoli, aiutandoli ma le prevaricazioni furono sempre causa di disaccordo tra il Padre, che vedeva vanificato il suo amore, e il suo popolo” (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “La Dimora stabilita da Gesù”, 09/03/1997). Questo abbiamo, anche alla vigilia di questa Festa, ascoltato in quella grande Rivelazione che il Padre ha fatto alla Sua Fanciulla. Ecco la prima Alleanza, terminata a motivo di ciò.
“Allora, perché si realizzasse appieno il progetto d’amore del Padre mio, come ha scritto Giovanni, il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo al suo popolo. Quindi a parlare non furono più i profeti, ma il Figlio stesso di Dio fatto uomo”, che ha versato il Suo Sangue per riscattare l’umanità e portare il Suo insegnamento al mondo intero, che ha raggiunto tutti gli angoli della terra” (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “La Dimora stabilita da Gesù”, 09/03/1997), dice ancora Gesù.
Ma, nuovamente, gli uomini hanno tradito lo Spirito, bestemmiandoLo (Mt 12,31-32), allontanandosi dagli insegnamenti del Figlio di Dio, rinnegandoLo, svendendoLo e ponendoLo, come oggigiorno stiamo vedendo, in una continuità che deve far aprire gli occhi a tanti: una continuità non santa che pone il Figlio di Dio sullo stesso piano di altre religioni o filosofie religiose. Questo è il delitto più grave, perché significa scartare nuovamente la Pietra (Mt 21,42). Poi si potrà parlare di tutto e di tutti: di inclusione, di pace, di ambiente, di tutto ciò che è umano. Ma se si scarta ciò che è Divino, ciò che è umano crolla. E, infatti, questo mondo sta crollando, perché è un mondo pieno di un umanesimo vuoto e svuotato di Cristo, che pone al centro di nuovo l’uomo al prezzo di scartare l’Uomo-Dio. Per voler includere tutto e tutti, si scarta Colui che è Vita, il Fondamento della Vita (Gv 1,4).
Ecco perché nuovamente il Padre è intervenuto nella storia, per poter stipulare una nuova e definitiva Alleanza, la terza, togliendo la Vigna a coloro a cui era stata affidata per affidarLa al Suo popolo (Mt 21,43), quel popolo che il Padre si è scelto. “Grande è il disegno d’amore del Padre, concepito fin dal principio e grande dovrà essere la realizzazione di questo disegno giunto ormai quasi alla sua completa conclusione. Allora, un faro più grande di tutti pone sulla terra il Padre” (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “La Dimora stabilita da Gesù”, 09/03/1997), affidandoLo completamente all’Amore di Gesù e al Cuore di Maria. Ecco quel Faro di Riconoscimento dell’unica Fede, oggetto dell’Atto di Magistero che oggi, in questo giorno, la Madre Chiesa ha promulgato (Atto di Magistero, “Il Faro di Riconoscimento dell’unica Fede”, 25/10/2026) per far comprendere a tutti quale è, dove si trova il Faro di Riconoscimento dell’unica Fede, il Baluardo dell’unica Fede.
Quindi, centro di questa terza e definitiva Alleanza è Cristo, che il Padre nuovamente ha mandato in questo Sacrario, in questa Piccola Culla, voluta direttamente dal Cuore del Padre, per poter nuovamente ricostituire la Sua Alleanza con il Suo popolo, grazie all’amore di una Fanciulla trovata pura e santa nel Cuore e nello Spirito (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “Non sei mai sola”, 28/10/1985), grazie alla quale Gesù ha potuto nuovamente scendere (At 1,11) ed essere accolto, nel Suo Cuoricino, per poter crescere nuovamente nel cuore di quei tanti che qui sarebbero giunti, mettendo piede con fede.
“Ecco la Nuova Gerusalemme che l’Apostolo Giovanni vide scendere dal Cielo, bella come una Sposa (Ap 21,2), affinché lo Sposo Celeste potesse accoglierLa per regnarvi per l’eternità, quale ultimo e definitivo Annuncio che, ricollegandosi direttamente alla Parola del Padre per mezzo dei primi profeti, chiude un’epoca” (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “La Dimora stabilita da Gesù”, 09/03/1997). Anche queste parole, dette per tempo e nel tempo, non sono state comprese. “Chiude un’epoca”: quindi, non “fine del mondo”, ma “fine di un’epoca”. Quale “epoca”? L’epoca in cui il male è ancora presente sulla terra e per questo arreca sofferenza ai figli di Dio. Già satana è stato scaraventato giù dal Paradiso, a motivo della sua ribellione (Ap 12,9). Ora manca un ultimo passaggio, quello che deve portare Maria e la Sua Stirpe a schiacciare definitivamente la testa a satana e alle sue schiere (Gen 3,15). E questo segnerà definitivamente la fine del male (Ap 20,10.14). Ecco quale è questa “epoca” che si chiude. Il mondo continuerà, ma senza più lutto, senza più affanno, senza più lamento, perché le cose di prima sono e saranno passate (Ap 21,4).
Ecco la Nuova Gerusalemme, Realtà “metafisica”, per cui vivono, offrono e soffrono i figli di Dio, in quel “sacrificio”, “fare sacro”, che contraddistingue la quotidianità di chi vuole vivere per far trionfare la Fede, unica ed autentica Fede.
Per comprendere tutto ciò, cari fratelli, nell’Economia della Salvezza, in questa terza e definitiva Alleanza, è necessario mettere al centro Cristo, il Redentore, il Salvatore, e Maria, la Corredentrice, Colei che, unita al Figlio, salva (Decreto Pontificio, “In Maria, con Maria e per Maria”, 22/12/2019). Questo è il cuore della terza Alleanza, che nella seconda non si è voluto comprendere, anzi, che si sta scartando sempre più. Solo comprendendo il ruolo di Maria Corredentrice si potrà comprendere appieno il ruolo di Colui che salva (Atto di Magistero, “Come il Nome di Gesù Redentore salva, così il Nome di Maria Corredentrice salva”, 12/09/2021): Figlio e Madre, Madre e Figlio.
Ecco il Compimento, il Passaggio che porterà tutti alla nuova Terra Promessa. Dice ancora Gesù: “Infatti, come condussi per mano, con l’aiuto di Mosè, il Mio popolo alla terra promessa; così io oggi, con l’aiuto della mia figlia, sto conducendo per mano il mio popolo alla nuova Terra Promessa, nuova perché nuove Io farò tutte le cose, perché nuova sarà fatta la terra per accogliere il Figlio di Dio e quanti con il loro amore hanno saputo riconquistare per sé e per i loro fratelli la dignità di figli di Dio” (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “La Dimora stabilita da Gesù”, 09/03/1997). Fratelli, la “dignità”, quella che richiamo sovente, quella che molti hanno svenduto, che mai in questa Chiesa si svenderà, perché siamo figli di stirpe regale (1Pt 2,9). Non ve lo dimenticate mai: la “dignità” non ha prezzo. Tenete la testa alta e lo spirito vivo; umili ma fieri. Questa è la “dignità” (Tt 2,7) che Gesù ci infonde nel cuore. Mai piegare la testa di fronte al mondo e soprattutto di fronte ai prepotenti. Questo mondo oggi vive di prepotenza. I figli di Dio si fidano e si affidano all’Onnipotenza di Cristo e di Maria, l’Onnipotente per Grazia (Lc 1,49).
Ecco questa Figlia, cara al Cuore di Gesù, grazie alla quale Gesù ha potuto compiere tutto ciò, Colei che Gesù dice essere la “sintesi di tutti i profeti e degli antichi patriarchi” (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “Colei che è sintesi dei profeti e degli antichi patriarchi”, 26/07/1996). Così come si è servito di Mosè e, per passare dalla prima alla seconda Alleanza, del Battista, così si è servito di questa Fanciulla, sintesi dei profeti e degli antichi patriarchi, per poter portare tutti alla terza e definitiva Alleanza. Lineare è la storia di Dio. Solo chi non la vuol comprendere non la vede, perché volutamente non si vuole vedere.
“Questo sarà il Compimento di Pace. Sarà il Regno dello Spirito Santo, il trionfo dell’Amore del Figlio di Dio” (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “La Dimora stabilita da Gesù”, 09/03/1997). Questa è la Fede dei figli di Dio, che anelano a tutto ciò per poter approdare alla nuova Terra Promessa, Compimento dei compimenti.
Il mondo, cari fratelli, non vive tutto ciò perché ha perso la Fede. Ecco questa Festa, istituita dalla Madre Chiesa (Decreto Pontificio, “Istituzione della Festa Solenne della Fede Cristiana”, 01/11/2023) per riportarLa al centro. Il mondo non vive più la Parola del Maestro; e tanti, anche coloro che si dicono “cristiani”, non vivono più l’attesa del Compimento delle Promesse del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. In tanti cuori la Parola di Gesù non ha messo radici, e quei cuori sono come case costruite sulla sabbia, anziché sulla Roccia (Atto di Magistero, “Il Faro di Riconoscimento dell’unica Fede”, 25/10/2026). E come Gesù dice nel Vangelo: “Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, è simile a un uomo stolto che ha costruito la sua casa sulla sabbia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde, e la sua rovina fu grande” (Mt 7,26-27). E così, al primo vento di burrasca o di tempesta, tutto crolla. Così come questo mondo, nuovamente, ripeto, è sotto gli occhi di tutti, sta crollando e crollerà. Perché? Perché non ha fondato le proprie radici sulla Roccia (Atto di Magistero, “La Casa fondata sulla Roccia”, 30/08/2026), ma su una sabbia che oggi si chiama “umanesimo”.
E coloro che per primi avrebbero dovuto portare tutti a rimanere saldi sulla Roccia hanno tradito il mandato (Ez 23,30; 2Ts 2,3; Ap 19,2). Costoro hanno la prima responsabilità (Ez 34,1-10). Avrebbero dovuto essere baluardo della Fede, ma nel loro cuore gli inferi hanno prevalso (Mt 16,18). Questa è una constatazione oggettiva e nessuno potrà mai cambiare la realtà.
Nel cuore di coloro che hanno abusato e stanno tuttora abusando dei piccoli e degli innocenti, nuovamente ripeto: “Gli inferi hanno prevalso, sì o no?”. Ognuno risponda nel cuore, sia chi è qui, ma soprattutto chi è fuori di qui.
E a coloro che si dichiarano custodi della tradizione, che pensano di poter ritornare a far splendere la vera Fede appellandosi a cavilli giuridici e legali, in ambito di quella casa che è in rovina (Ap 18,2), dico e chiedo: “Avete visto i piccoli abusati nell’anima ma anche nel corpo? E se li avete visti, perché state in silenzio?”. Quel silenzio è complice. E questa attesa sta facendo morire tanti piccoli che pensano di trovare la Salvezza dove la Salvezza più non vi è (Ap 18,4).
Aprite il cuore a Dio, che per tempo e nel tempo ha rimesso Ordine in questo disordine morale che poi ha fatto scaturire guerre su guerre , perché la radice di ogni guerra parte dal male che è entrato nel cuore dell’uomo (Mc 7,21-23); perché uno spirito immondo ha preso il sopravvento in tanti cuori che hanno scartato lo Spirito Santo (Mc 12,10), il Consolatore; quel Consolatore che, nella pagina del Vangelo oggi proclamata, Gesù ha messo di nuovo al centro. Quello Spirito di Verità (Gv 14,16-17) che qui è sceso (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “Lo Spirito Santo”, 13/09/1984) per far accorrere tutti alla Casa della Vita, alla Casa della Luce, alla Casa della Verità assoluta.
Ecco la Fede, autentica e viva, che tanti hanno smarrito, che il mondo non vuole più perché non ci crede.
Siate voi, amati fratelli, soprattutto voi, amati giovani, quelle fiaccole ardenti che vivono per far trionfare Cristo e per far trionfare Maria. Questa è la guerra spirituale che ci troviamo a combattere solo perché vogliamo difendere la vera Fede (2 Tm 4,7). Non l’abbiamo chiamata, ma ci troviamo a doverla nuovamente combattere, questa guerra spirituale in atto tra il Bene e il male. E chi vuole difendere il Bene, Dio Sommo Bene, si erge per difendere Cristo e il Suo Sacrificio salvifico; e non si accontenta e non accetta di sentire che “tutte le religioni portano a Dio” (Jorge M. Bergoglio e Ahmad Al-Tayyeb, “Documento sulla Fratellanza Umana per la pace mondiale e la convivenza comune”, Abu Dhabi, 04/02/2019; Robert F. Prevost, Incontro di preghiera per la pace, “Le religioni sono sorelle”, Roma, Colosseo, 28/10/2025), perché il Sangue di Cristo è stato versato per la salvezza di chi avrebbe creduto in Lui; diversamente, perché Cristo avrebbe dovuto versare il Suo Preziosissimo Sangue?
Il Padre ha risparmiato il figlio di Abramo (Gen 22,12), ma non Suo Figlio (Rm 8,32). Con Suo Figlio è andato fino in fondo. Chi ama il Padre sempre si ergerà per difendere tutto ciò.
Questo è Amore, fratelli cari. È Amore. È quell’Amore che ti porta a dare tutto te stesso, perché tutto gratuitamente tu stesso hai ricevuto (Mt 10,8b).
Questa è la Fede che mai questa Chiesa svenderà, costi quel che costi. Perché, come dice san Paolo, “per me il vivere è Cristo, il morire è un guadagno” (Fil 1,21). Si muore al mondo e al peccato per poter vivere in Cristo, eterna Vita (Gv 3,16). E così sia.