Bollettino settimanale sulla persecuzione
dei cristiani nel mondo

11 agosto 2026

La Chiesa Cristiana Universale della Nuova Gerusalemme presenta la rassegna settimanale con alcune notizie che forniscono uno spaccato della persecuzione verso i cristiani e la cristianità, in molteplici aree del pianeta.

Armenia

Come anticipato nel bollettino precedente, venerdì 7 agosto si è tenuta presso il Tribunale di prima istanza della regione di Armavir, a Echmiadzin, l’udienza preliminare del procedimento penale per mancata esecuzione di un atto giudiziario contro il Catholicos di tutti gli Armeni Karekin II e i sei vescovi del Consiglio spirituale supremo della Chiesa apostolica armena, di confessione ortodossa orientale. I prelati ortodossi vi hanno preso parte di persona, ad eccezione del vescovo ortodosso Vahan Hovhannesyan, assente dall’Armenia, mentre all’esterno del tribunale si radunavano sostenitori della Chiesa e rappresentanti dell’opposizione. Il giudice Hakob Manukyan ha disposto lo svolgimento del dibattimento a porte chiuse.

Cina

Mercoledì 5 agosto i difensori degli otto fedeli protestanti della Zion Church di Pechino, chiesa domestica protestante non registrata, detenuti da oltre dieci mesi, hanno ricevuto le notifiche con cui il tribunale del distretto di Yinhai, a Beihai (Guangxi), ha ammesso al dibattimento il procedimento per frode e attività commerciale illegale: l’udienza preliminare è stata fissata al 10 agosto e le udienze pubbliche dal 14 al 18 agosto. Il fascicolo supera i trecento volumi, che i difensori non hanno avuto la possibilità materiale di esaminare nei tempi imposti.

Lo stesso mercoledì 5 agosto la polizia di Shanghai, in un’operazione interprovinciale, ha fermato il pastore protestante David Tang, fondatore della Purpose Driven Church di Wenzhou (Zhejiang), chiesa domestica protestante non registrata chiusa d’autorità per aver rifiutato di aderire al Movimento patriottico delle Tre Autonomie, insieme a un amministratore finanziario della comunità e a cinque operatori pastorali protestanti di Shanghai. Tutti e sette risultano irreperibili e le autorità rifiutano di indicare il motivo e il luogo della detenzione.

India

Tre episodi in pochi giorni nel distretto di South 24 Parganas (Bengala Occidentale) segnalano una campagna coordinata di militanti legati all’organizzazione nazionalista indù Vishva Hindu Parishad. Il pomeriggio di domenica 26 luglio una folla ha fatto irruzione in una riunione di preghiera in una casa del villaggio di Chararoypur Majer Para, distruggendo Bibbie e altri oggetti religiosi, percuotendo i fedeli cristiani e segnando la casa con vernice color zafferano, colore sacro per l’induismo e simbolo di purificazione. Venerdì 31 luglio il pastore protestante della Grace Community Church di Sandeshkhali è stato affrontato da un uomo qualificatosi come dirigente del Vishva Hindu Parishad, che lo ha accusato di ricevere finanziamenti dall’estero e gli ha intimato di lasciare la regione. Il giorno seguente, sabato 1 agosto, lo stesso uomo ha guidato una folla dentro il complesso parrocchiale cattolico del villaggio di Nazat, imponendo al sacerdote cattolico un ultimatum di sette giorni per andarsene. Il vescovo cattolico Shyamal Bose ha dichiarato che la comunità cristiana non si lascerà intimidire.

Giovedì 30 luglio, dopo l’assenso della Presidente della Repubblica Droupadi Murmu, il Maharashtra Freedom of Religion Act 2026 è stato pubblicato nella Gazzetta ufficiale dello Stato ed è entrato in vigore: il Maharashtra diventa così il tredicesimo Stato indiano dotato di una legge anti-conversione. Il testo impone a chi intende cambiare religione un preavviso di sessanta giorni alle autorità distrettuali e la registrazione della nuova appartenenza entro venticinque giorni, rende i reati non suscettibili di cauzione, prevede pene fino a dieci anni in caso di recidiva e pone l’onere della prova a carico dell’accusato; la nozione di «induzione» comprende la guarigione divina e il presentare la propria fede come superiore, mentre la conversione illecita include il «condizionamento attraverso l’istruzione». L’Arcidiocesi cattolica di Bombay ha espresso «profonda preoccupazione» per una norma che teme possa colpire il lavoro ordinario della Chiesa; il portavoce dell’All India Catholic Union John Dayal osserva che la legge è stata scritta per rendere sospetti agli occhi della polizia la catechesi, la carità e l’evangelizzazione.

Nella notte di venerdì 7 agosto la polizia si è presentata nell’abitazione del leader cristiano Arun Pannalal, settantacinque anni, presidente del Chhattisgarh Christian Forum, organismo che riunisce i cristiani dello Stato, e lo ha condotto via mentre militanti dell’organizzazione nazionalista indù Bajrang Dal si radunavano davanti alla casa, a Raipur. Il giorno seguente il tribunale locale ne ha disposto la custodia giudiziaria per quattordici giorni con le accuse di atti deliberati diretti a oltraggiare i sentimenti religiosi, turbativa della pace e istigazione all’inimicizia fra comunità. L’arresto è giunto a pochi giorni dall’entrata in operatività della nuova legge anti-conversione dello Stato; il vescovo cattolico Paul Toppo di Raigarh ha denunciato che i responsabili cristiani sono divenuti un bersaglio crescente dei gruppi anticristiani.

Israele

Nella notte fra sabato 1 e domenica 2 agosto, verso l’una, sei ebrei israeliani, cinque minorenni e un adulto, hanno sputato ripetutamente sull’ingresso del monastero armeno ortodosso di San Giacomo, nella Città Vecchia di Gerusalemme, sede del Patriarcato armeno ortodosso e residenza del suo capo, battendo sul portone e lanciando pietre contro le mura del complesso. Accortisi che una donna cristiana armena li stava filmando dalla propria abitazione, hanno scagliato pietre contro la sua finestra insultandola. La polizia israeliana li ha fermati tutti e sei e a tre ha vietato l’accesso alla Città Vecchia per quindici giorni; il Patriarcato armeno ortodosso ha presentato denuncia formale chiedendo che episodi di questo genere siano riconosciuti come crimini d’odio.

Nigeria

Lunedì 3 agosto, verso le diciannove, presunti miliziani fulani hanno attaccato il villaggio di Angbingbin, nell’area di Akun (contea di Nasarawa Eggon, Stato di Nasarawa); hanno quindi forzato l’ingresso di un’abitazione e rapito la giovane cristiana Mary John, studentessa della scuola di tecnologia sanitaria di Alushi della Evangelical Reformed Church of Christ, chiesa evangelica riformata.

Lo stesso lunedì 3 agosto, verso le ventitré, miliziani fulani armati, giunti in parte su circa nove motociclette e in parte a piedi, hanno assalito il villaggio agricolo cristiano di Abaushwa, nel distretto di Nzorov (contea di Guma, Stato del Benue), a una cinquantina di chilometri a nord-est di Makurdi. Gli assalitori hanno aperto il fuoco al grido di «Allahu Akbar» e hanno colpito con i machete quanti tentavano di fuggire. Quattro cristiani della stessa famiglia sono stati uccisi e almeno dodici feriti gravi sono stati ricoverati all’ospedale universitario dello Stato del Benue a Makurdi. Nulla è stato sottratto dal villaggio, ma la polizia ha attribuito l’assalto a generici «banditi armati».

Tre cristiani sono stati uccisi nell’arco di una settimana nella contea di Barkin Ladi (Stato del Plateau). Nella notte di martedì 4 agosto, a Kuk, nel distretto di Gashish, tra tre e cinque uomini armati identificati da fonti locali come miliziani fulani hanno sfondato la porta dell’abitazione del pastore principale della Church of Christ in Nations (COCIN), chiesa protestante, sparando raffiche di arma automatica per diversi minuti: il figlio del pastore protestante è stato colpito a morte, mentre le guardie civili del posto hanno ingaggiato gli assalitori e li hanno messi in fuga prima dell’arrivo dei militari, risparmiando il resto della famiglia. Il giorno seguente, mercoledì 5 agosto verso le diciannove, il cristiano Danladi è stato ucciso da terroristi fulani nell’area di Lukfai mentre rientrava al suo villaggio di Ganadaji. Domenica 9 agosto, infine, un cristiano non identificato è stato ucciso a colpi d’arma da fuoco da presunti pastori fulani a Fann: stringeva la Bibbia e stava andando alla funzione domenicale. I fatti sono stati confermati dal reverendo protestante Ezekiel Dachomo, presidente del Consiglio regionale della COCIN.

All’alba di mercoledì 5 agosto un attacco attribuito dai residenti a miliziani fulani ha colpito la comunità cristiana berom di Tanjol, nella contea di Riyom (Stato del Plateau): sono stati uccisi Victor Danjuma, trentotto anni, Dachun Danjuma, cinquanta, e Nyam Danjuma, ventisette. L’assalto era stato preceduto, il giorno prima, da un’imboscata a una pattuglia mista delle forze di sicurezza sulla strada di Sabon Gida, presso Ganawuri, nella stessa contea. Giovedì 6 agosto uomini armati hanno poi assalito il villaggio di Buyo, nella contea di Bassa, area a popolazione cristiana irigwe bersaglio ricorrente delle milizie fulani: una persona è stata uccisa e quattro rapite; i militari hanno avviato le ricerche.

Palestina

Nei giorni precedenti lunedì 10 agosto coloni ebraici hanno assalito persone e proprietà nell’area di Taybeh, in Cisgiordania, cittadina di circa millecinquecento abitanti a trenta chilometri a nord di Gerusalemme e ultimo centro palestinese abitato interamente da cristiani: oltre seicento fedeli cattolici latini, gli altri greco-ortodossi e greco-cattolici melchiti, raccolti attorno a tre chiese. Lunedì 10 agosto l’esercito israeliano ha circondato il villaggio dichiarandolo zona militare chiusa agli israeliani non residenti, con la motivazione dei «violenti attacchi da parte di israeliani nella regione». Il parroco cattolico latino, padre Bashar Fawadleh, riferisce che da mesi la comunità subisce incursioni nei terreni privati e agricoli, intimidazioni contro famiglie e lavoratori, incendi, l’ingresso di coloni e del loro bestiame nelle proprietà e tentativi di stabilire una presenza permanente attorno al villaggio: episodi che hanno seminato paura e minacciano la vita quotidiana e il futuro della comunità cristiana.

Russia

Martedì 28 luglio si è aperto a Khabarovsk il processo contro Park Tae Yeon, missionaria protestante sudcoreana di settant’anni della Child Evangelism Fellowship Korea, attiva in Russia dal 1993 e arrestata il 15 gennaio, una settimana prima del rientro in patria previsto per la pensione. Risponde di tre capi d’imputazione formalmente legati alla normativa sull’immigrazione e rischia fino a diciassette anni di reclusione, con udienze calendarizzate fino al 10 agosto; è stata inoltre multata per soggiorno oltre la scadenza del visto, benché l’eccedenza fosse dovuta alla detenzione disposta dalle stesse autorità russe. Il 6 luglio la Procura generale ha dichiarato la Child Evangelism Fellowship statunitense «organizzazione indesiderabile», designazione confermata con Ordine del Ministero della Giustizia del 16 luglio, senza alcuna motivazione.

Stati Uniti

Nella notte di sabato 1 agosto, verso l’una e quarantadue, a Long Island City (Queens, New York), un uomo mascherato ha scavalcato la recinzione del cortile della chiesa cattolica di Santa Rita ed è stato ripreso dalle telecamere di sorveglianza mentre estraeva un martello e frantumava la statua della Vergine, decapitandola e facendola cadere dal piedistallo, per poi allontanarsi. La Hate Crimes Task Force della polizia di New York indaga sull’episodio come crimine d’odio e al 6 agosto non risultavano arresti. È il quarto atto vandalico contro la stessa parrocchia cattolica dal 2024: in precedenza era stata infranta una vetrata e danneggiate le statue di san Francesco d’Assisi, imbrattata con la scritta «pagano», e di san Giuda.

Sudan

Venerdì 31 luglio, in mattinata, presunti miliziani di una fazione dell’SPLA-N hanno rapito Zakaria Suliman Jana, responsabile della Sudanese Church of Christ di Heiban, nei Monti Nuba (Stato del Kordofan Meridionale): si tratta della stessa comunità protestante del pastore protestante Yaqob Ibrahim Tia, sequestrato nella medesima cittadina il 23 luglio.

Nel tempo dell’ascesa mariana, la Chiesa manifesta la sua vicinanza nella preghiera a tutti i cristiani vittime di persecuzione e affida i loro cuori al Cuore della Madre Universale.

“Beati voi, se venite insultati per il nome di Cristo,
perché lo Spirito della gloria, che è Spirito di Dio, riposa su di voi”
(1Pt 4,14)