Domenica delle Palme

25 marzo 2018

Vangelo: Marco, Cap. 11, vv. 1-11
Omelia del Pontefice Samuele

In questa Domenica delle Palme meditiamo l’ingresso di Gesù a Gerusalemme (Mc 11,1-11). Le parole dell’evangelista Marco ci fanno rivivere quei momenti e ci fanno comprendere la natura dell’Uomo Dio Gesù. Un Uomo fiero, coraggioso, sicuro di Sé, passionale, che avanza per portare a compimento la volontà del Padre, sospinto dalla folla che tra le palme e i canti di giubilo, tra i mantelli e tra le fronde degli alberi stesi davanti al Suo cammino Lo acclama: “Osanna. Benedetto colui che viene nel Nome del Signore” (Mc 11,9).

Ecco la Festa dei figli di Dio. Che acclamano Gesù, il benedetto, colui che viene nel nome del Signore, Colui che fa vivere loro il Regno sulla Terra (Mc 11,10).

Allora il Figlio di Dio entrava a Gerusalemme. Ma subito dopo tanti di coloro che prima Lo acclamavano, Lo accusarono, Lo attaccarono (Mc 15,12-14). Ecco l’incoerenza e l’inconsistenza di tanti, che prima acclamano e un attimo dopo sono pronti a voltare le spalle, a rinnegare tutto, ad attaccare Colui che aveva donato solo Amore, solo parole di Verità, indicando a tutti la Via per far giungere tutti alla Vita eterna, accompagnando la Sua azione con gesti concreti di guarigione, spirituale e corporale.

Questo è ciò che accadeva allora, nella vecchia Gerusalemme. Ora noi siamo qui, nella Nuova Gerusalemme, dove lo Spirito del Cristo Risorto è vivo e presente in questa città santa. Dove i veri figli di Dio sono nutriti e sono stati nutriti nel tempo con amore, con vivo amore: l’Amore del Padre, l’Amore di Maria; si sono immersi nella Vasca dello Spirito Santo e si sono lasciati purificare, rigenerare dalla viva azione dello Spirito del Cristo Risorto, che è presente nella città santa, che è sceso dal Cielo, per far rinascere dall’Alto i figli di Dio e far loro vivere già la vita nuova (Gv 3,3), quel Regno promesso donato dal Padre ai Suoi figli fedeli.

I veri figli di Dio, in questa città santa, mai tradiranno Gesù e il Suo Spirito. I veri figli di Dio riporteranno tutto e tutti all’essenza della cristianità, che non è fatta di persone che lodano il Signore con la bocca, invocando e dicendo: “Signore, Signore” (Mt 7,21). I veri figli di Dio vivono per fare la volontà del Signore, andando fino in fondo, sull’esempio di Gesù e di Maria, che hanno portato a compimento la Loro missione con costanza e perseveranza, senza lasciarsi condizionare dal giudizio degli altri, dei parenti, dei vicini o anche dei sacerdoti, coloro che erano accreditati dal mondo come i detentori della verità, come gli interpreti della volontà di Dio. La storia ha dimostrato come sono andate le cose. Coloro che presumevano di aver capito tutto, di essere interpreti dell’azione dello Spirito del Padre, sono stati spazzati via da quello stesso Spirito, lo Spirito del Cristo Risorto, che li ha travolti nelle loro stesse iniquità, nelle loro menzogna e nella loro viva ipocrisia (Mt 21,41; Mc 12,9).

Prima era Gesù ad entrare nella città santa. Ora invece sono gli altri ad arrivare nella città santa, per vedere, vivere e constatare l’armonia, la fratellanza, la pace, la santità, la serenità che regna nelle mura della Nuova Gerusalemme che il Padre ha donato ai Suoi figli fedeli, compiendo le promesse. Ora coloro che entrano nella città santa ascoltano i canti, le preghiere, l’armonia dei figli di Dio. E, se vorranno, troveranno sempre questi figli a cantare, a pregare, a far vivere loro la fratellanza, ma mai a tradire lo Spirito, mai a rinnegare. Non succederà quello che successe allora.

Ecco l’inversione del vero Spirito che ha abbandonato la vecchia Gerusalemme per essere nella Nuova Gerusalemme e rinnovare tutti coloro che si lasceranno rinnovare, per rinascere dall’Alto. E prepararsi a vivere da veri uomini e da veri cristiani la Pasqua di Cristo, vittorioso sulla morte, vittorioso sulle tenebre, vittorioso su tutti coloro che hanno sfidato, sfidano e sfideranno Dio.

Il Padre ha voluto donare al mondo questa Chiesa, la Chiesa Cristiana Universale della Nuova Gerusalemme, questa Madre Chiesa affinché questa Chiesa possa esprimere sempre più la propria paternità, la propria maternità, come balsamo per ogni figlio; per ogni uomo e donna animati dalla buona volontà, che qui arrivano e arriveranno per trovare il Tesoro nascosto a tutti coloro che presumono di sapere, di avere e di essere forti nello spirito. Davanti a questo Tabernacolo d’Amore ogni convinzione si sgretola per lasciare il posto all’infinito Amore di Dio, alla Sua infinita misericordia e al Suo intervento di Padre, di Figlio e di Spirito Santo.

Gesù ha rivelato alla Sua Fanciulla la Verità di Dio, che qui risiede per essere donata a tutti coloro che La cercano, a coloro che sono anelanti di comprendere il significato della Verità (Gv 15,26). Altri hanno allontanato la Verità, chiedendo cos’era, dov’era, come raggiungerLa. Non essendoci riusciti, perché pieni delle proprie convinzioni, pieni del proprio orgoglio, L’hanno allontanata, condannata. In questa Terra d’Amore c’è spazio per tutti coloro che sono anelanti di comprendere lo Spirito vero e santo, puro e leale, misericordioso e giusto che proviene da Dio. In quest’Isola Santa c’è posto per ogni naufrago che vuole vivere la cristianità autentica, ritornare ad essere salvato.

Qui non c’è posto per chi vuole colpire la cristianità. Non vi è posto per coloro che denigrano con volontà vera l’essenza della Verità. Per tutti coloro che presumono di avere e di conoscere lo Spirito della Verità e nulla fanno per comprendere veramente l’essenza di quello Spirito, non vi sarà posto in quest’Isola d’Amore. Non vi sarà posto, perché loro stessi non vi potranno entrare, perché gonfi del proprio “io”, della propria superbia.

In questi tempi ci vuole coraggio e coerenza, perseveranza e costanza. Chi vuole essere cristiano non può vivere di sola forma ma deve incarnare la sostanza del cristianesimo, che non è fatto solo di riti, di lunghe processioni, di soli formalismi che, se svuotati dell’essenza cristiana, si ritorceranno contro coloro che si nascondono dietro ad una forma che ha scartato la sostanza, che è Cristo, i Suoi insegnamenti, il Suo Vangelo.

“La Mia, la Sua Messa. Il mondo non capirà”. Ve le ricordate queste parole? Questo è ciò che Gesù ha rivelato alla Sua Fanciulla, Maria Giuseppina Norcia, il cui sguardo è sempre presente, il cui vivo amore ci accompagna e sempre ci accompagnerà. Come una madre premurosa, che mai abbandonerà i suoi figli generati nello spirito. Ebbene, tanti non hanno compreso allora il valore di quel Sacrificio, della Messa, di Gesù, dell’Uomo Dio Gesù. E così tanti non lo comprendono neppure oggi.

Gesù è sceso in questo Luogo Santo per far vincere i Suoi figli. È scritto nel Vangelo di Marco: “Allora vedranno il Figlio dell’Uomo venire sulle nubi” (Mc 13,26). È venuto, il Figlio dell’Uomo. Qui, in questa Terra d’Amore, il Figlio dell’Uomo è sceso “su una bianca nuvoletta”, per dirla con le stesse parole di Maria Giuseppina, rilasciate nell’unica intervista pubblica che ha voluto donare al mondo intero. Qui le Scritture si compiono. Nella grande guerra si sono levate le nazioni contro le nazioni e i regni contro i regni (Mc 13,8a). E da lì sono iniziati i principi dei dolori (Mc 13,8b), come è scritto nel Vangelo. Il Vangelo è stato proclamato a tutte le genti (Mc 13,10). E la tribolazione per i figli di Dio è andata aumentando.

Ora viviamo il tempo in cui l’abominio della desolazione sta “là dove non conviene”. “Chi legge capisca”, è scritto nel Vangelo di Marco (Mc 13,14), che ci accompagna in questo anno liturgico. I figli di Dio capiscono che le Scritture si compiono. L’abominio della desolazione dal 13 marzo del 2013 si trova “là dove non conviene”. Gesù tutto ha rivelato alla Sua Fanciulla. E tramite queste rivelazioni Gesù ci ha dato la chiave per comprendere le rivelazioni dell’Apostolo Giovanni scritte nel Libro dell’Apocalisse. In questa Terra d’Amore vi è una Croce di Luce – eccola! – che instrada le genti per far comprendere al mondo dove è la Luce di Dio, dove è la Dimora di Dio, punto di approdo e punto di partenza verso l’eternità.

“Accorrete, tutti voi piccoli, sotto questa Croce di Luce. Non perseverate nella Valle oscura, perché finirete col perdervi per l’eternità. Alzate gli occhi. Alzate gli occhi al Cielo. Guardate quella Croce che illumina il mondo. Andate. Seguitela. Per arrivare qui, punto dove si incontra la vera misericordia di Dio”.

Questa è la Pasqua dei figli di Dio, coloro che nella quotidianità vivono, amano e mettono in pratica la volontà di Gesù; coloro che nella quotidianità offrono, soffrono e vincono, perché perseveranti nell’Amore, perseveranti nell’obbedienza amorevole, perseveranti nell’essere a completa disposizione dello Spirito Santo.

«Venite voi tutti, in questa Terra d’Amore, dove il Figlio dell’Uomo è sceso sulle nubi. Venite e vedete. L’Amore di Dio vi attende. Venite voi, tutti, adoratori della Verità. Venite voi tutti, che siete alla ricerca della vera Pace. Venite voi tutti, che avete custodito e mantenuto la vera fede. Venite voi tutti, che siete alla scoperta e alla ricerca della vera fede cristiana. Venite, lasciatevi mondare per essere rivestiti dalla Luce che il Padre, in questa Terra d’Amore, irradia. Venite voi tutti, per accogliere l’annunciazione del Figlio di Dio, che in questa Terra è sceso per poter realizzare ciò che l’umanità attende. Questa è la Festa dell’Annunciazione che oggi ricorre. Venite e vedete (Sal 66,5: Gv 1,46b). Il Bambino Gesù vi attende, per ricolmare il vostro cuore con la Luce del Suo Spirito». E così sia.