“Gesù dice:
«Mi ha amato come
Mi ha amato Mia Madre»”

Festa Solenne del Ritorno di
Maria Giuseppina Norcia nel Cuore del Padre
05 luglio 2019

Vangelo: Matteo, Cap 5, vv. 1-12
Omelia del Pontefice Samuele

Oggi è un giorno di festa solenne, perché in questo 5 luglio celebriamo il giorno in cui la missione terrena affidata dal Padre a Maria Giuseppina Norcia ha avuto compimento. Maria Giuseppina è la Donna che il Padre ha scelto in questi tempi, scelta fra tutte le donne di questo tempo, per portare a compimento il Piano di Amore e di Redenzione (Is 65,17-25; Ap 21,1-7; 22,1-5), che il Padre ha stabilito per l’umanità: la missione di questa Fanciulla ha aperto il cuore di tanti per far entrare nel loro cuore il Figlio unigenito del Padre, il Pane vivo disceso dal Cielo (Gv 6,51), affinché tutti possano vivere Gesù come unico Bene primario, come l’unico Pastore che radunerà in questo Ovile, in questo Ovile Santo, tutte le genti (Gv 10,14-16).

È questa la Festa dell’obbedienza viva, la Festa del rinnovamento del “sì” eterno, la Festa del trionfo del cuore di questa Donna, questa Fanciulla, Colei che ci è Madre spirituale, Colei che in vita ha incarnato alla perfezione le virtù di Maria Santissima (Mt 5,1-12). È questo il giorno in cui Maria Giuseppina ha rinnovato eternamente il Suo “sì” alla chiamata del Padre, che ha spalancato le porte alla Sua ascesa nel Cuore del Padre. Salendo verso il Cielo, Ella ha ancor di più avvicinato il Cielo al cuore di coloro che nella Nuova Gerusalemme già lo vivono, il Cielo.

In questo undicesimo anniversario della salita al Cielo di Maria Giuseppina al Cuore del Padre noi Suoi figli spirituali gioiamo nella totalità, ringraziando Colei che ci è Madre nello spirito per tutto ciò che ci ha donato, per averci fatti nuovi nell’Amore che procede dal Padre e dal Figlio, per averci aiutato, con il Suo esempio, con la Sua grazia e con la Sua viva preghiera, a rinascere dall’Alto (Gv 3,3), a lasciarci rinnovare dall’azione dello Spirito, a lasciarci mondare e purificare, per essere fatti nuovi, per essere rinnovati e così poter amare Gesù come Ella Lo ha amato.

Ecco la Nuova Gerusalemme. Ecco la Chiesa, la Madre Chiesa. Ecco la Sposa adorna per il Suo Sposo, per il Suo Signore (Ap 21,2). Ecco la Città Santa, la Città Nuova, che il Padre ha voluto visitare con la Sua viva presenza di Padre, di Figlio e di Spirito Santo, ponendo in Essa la Sua Tenda, affinché la Santissima Trinità vi potesse prendere stabile dimora (Ap 21,3). Lo Spirito Santo aleggia sopra di Essa, avendoLa visitata, per renderla feconda e per custodirla contro ogni avversità, affinché il Figlio Unigenito di Dio potesse governarla ed essere così Re di un grande popolo (Ap 12,5), grande popolo. Questo è ciò che Gesù ha rivelato il 28 agosto 1994 parlando delle “Tre Feste più belle”: la Sua ascensione, la salita al Cielo di Maria e il Suo ritorno tra noi. Dice Gesù alla Sua Fanciulla: «Io non voglio essere un Re di un piccolo popolo ma il Re di un grande popolo. Perciò vi chiamo qui. Venite. Entrate nel Mio Cuore. C’è posto per tutti perché tutto l’Amore di cui sono capace sarà donato solo ai figli del Mio Cuore. Poi dovrò applicare la Giustizia del Padre che non Mi consente di aprire il Mio Cuore a coloro che hanno rifiutato il Mio Amore. Questa è la Verità, figli Miei. In questo Luogo Io ritornerò per raccogliere i frutti della Mia passione. Questo è il Mio Regno. Avverti tutti, figlia Mia. Avverti tutti i Miei figli di non cercare altrove, di non ascoltare il canto delle sirene, di non lasciarsi sedurre da chi usa il Mio Nome».

Maria Giuseppina non si è lasciata sedurre da chi usava il nome di Gesù non per fare la volontà di Gesù ma per allontanare i figli dall’amore di Gesù. E così noi, Suoi figli spirituali, non ci siamo lasciati sedurre e non ci lasciamo sedurre da chi usa il nome di Gesù, da chi si serve del nome di Gesù, non per far amare Gesù come il Figlio del Dio Vivente, l’unico Dio fatto carne (At 4,11-12), ma che mischia Gesù, che pone Gesù sullo stesso piano di altre filosofie religiose, di altre religioni che non sono in comunione col Padre. Ecco allora perché si diventa cristiani: si abbandona la precedente religione, la precedente credenza – così come anche oggi celebreremo con un fratello che, precedentemente appartenente ad una fede, quella musulmana, che abbandonerà, ha abbandonato – per chiedere il Battesimo ed essere rinnovato in Cristo, con Cristo e per Cristo e divenire così figlio di Dio, nella consapevolezza che solo amando Cristo, solo aderendo a Cristo si diventa figli (Gv 1,12; Gal 3,26). Credendo in altre filosofie religiose non si è figli ma si rimane creature di Dio. Ecco perché, comprendendo questo, si desidera ricevere il Battesimo e divenire cristiani. Questo ciò che vivremo fra poco, in questo giorno santo e solenne. Nella consapevolezza che qui il Regno di Dio è vivo.

Maria Giuseppina Norcia ha speso tutta la Sua vita per avvertire tutti di non cercare altrove, perché qui il Padre avrebbe stabilito il Suo Regno (Is 9,6; Ger 23,5-6; Ap 5,9-1; 11,17; 19,6-8), la Nuova Gerusalemme. Tanti hanno ricevuto il santo invito a visitare, amare e vivere la Nuova Gerusalemme. Chi l’ha accolto, ora è qui e verrà qui, per amare Gesù come unico Sommo Bene e per festeggiare e onorare il Cuore di questa Fanciulla, di questa nostra Madre spirituale, che grazie al Suo Cuore ha permesso al Padre che tutto ciò si potesse compiere. E noi lo vogliamo onorare questo Cuore: un Cuore puro,  un Cuore santo, un Cuore che non si è mai macchiato contaminandosi con ciò che è male; un Cuore che ha amato Gesù «come Lo ha amato Sua Madre».

In queste parole rivelatele da Gesù il 30 ottobre 1994 -in quel messaggio che ora è stato pubblicato, in quel manoscritto che ora è pubblico e che tutti quanti possono  consultare – in quel manoscritto Gesù ha evidenziato queste parole e ha parlato di questo amore che  Maria Giuseppina ha avuto per Lui, come lo ha avuto Sua Madre, Maria Santissima. In quel «Mi ha amato come Mi ha amato Mia Madre» che Gesù riferisce a Maria Giuseppina, il Signore ci fa comprendere che lo Spirito di Maria Santissima ha visitato ed è penetrato in Maria Giuseppina, unendo Maria Giuseppina e Maria Santissima in un unico Amore, in quell’unico Amore che Lo hanno amato.  La Madre di Dio e questa Fanciulla: due cuori, un unico Amore; due Persone distinte che hanno amato Gesù allo stesso modo, legate nell’unico Spirito che era in Maria (Lc 1,47) e che ha preso dimora in questa Fanciulla, che a sua volta ha incarnato le virtù di Maria Santissima nella totalità, così da poter giungere ad amare Gesù con lo stesso Amore con cui Ella, Maria Santissima, Lo ha amato, formando così un unico intreccio d’Amore, da Cuore a Cuore.

È questo un grande Mistero d’Amore, che in Maria Giuseppina ci porta ad amare ancora di più Maria Santissima e ad essere devoti al Suo Cuore Immacolato, affinché il Cuore Immacolato di Maria possa ora trionfare per l’eternità. In questa Fanciulla le virtù di Maria rivivono e questa umanità, grazie a questa Fanciulla, ha ora nuovamente la possibilità di nutrirsi del Suo Amore materno, per amare Cristo e la cristianità come unico Bene primario, riportando Cristo al centro, Cristo e la cristianità centro di tutto (At 4,11; Ef 2,21-22; 1Pt 2,4-6).

In un tempo in cui si tende ora a fare il contrario, dove tutto quanto viene portato allo stesso livello di Cristo, in questa Chiesa, grazie all’Amore di questa Madre spirituale, Cristo torna ad essere centro di tutto, affinché tutti i figli di Dio e tutti gli uomini e le donne di buona volontà possano riconoscere in Cristo l’unico Salvatore (Gd 24-25), e non altri: il Figlio del Dio vivente (Mt 16,16), il Pane vivo disceso dal Cielo (Gv 6,51) che nutre e fa essere in comunione con il Suo Cuore di Padre, di Figlio e di Spirito Santo. Ecco il proselitismo santo di questa Chiesa che vuole proclamare la Verità anche a quei fratelli che professano altre confessioni religiose (Mc 16,15), non per scartarli, non per allontanarli, ma per avvicinarli e dire: «Vieni fratello! Perché solo in Cristo c’è la salvezza (At 4,12). Lascia ciò che è passato che non ti porta alla salvezza per abbracciare l’unica fede che salva, la fede in Cristo, la fede nella cristianità universale».

Questo è il vivo esempio che nuovamente ci ha donato, ci dona e sempre ci donerà questa umile Ancella che Dio ha scelto in questo tempo tra tutte le donne.

E noi ora possiamo vivere il Suo esempio, la Sua obbedienza viva e totale di Colei ha pronunciato il proprio “sì” al Padre senza mai rinnegarlo; di chi, avendo messo mano all’aratro, non si è mai voltata indietro, nonostante zolle dure da rompere, nonostante tante avversità che le venivano poste sul proprio cammino anche da eminenti personaggi. Ha tirato dritto, perché una volta messa mano all’aratro non ci si volge indietro (Lc 9,62), si va avanti e si vince, così come Ella ha vinto. E in quel 5 luglio, in questo 5 luglio, noi oggi celebriamo la Sua vittoria, di Colei che sempre ha detto “si”, nonostante tutto e tutti, andando contro tutto e tutti coloro che si sono frapposti al Piano di Redenzione che il Padre qui ha stabilito: a tutti coloro che non hanno mai accettato la Rivelazione della Nuova Gerusalemme (Ap 21,2); anche a tutti coloro che, pur legati da legami familiari o di sangue, si sono frapposti per cercare di fermare. Nulla l’ha fermata. E sul Suo esempio nulla ci fermerà, nulla e nessuno. Perché come Suoi figli spirituali vogliamo incarnare le Sue virtù come Ella ha incarnato le virtù di Maria Santissima, perché anche noi vogliamo amare Gesù come Ella Lo ha amato, come Maria Santissima Lo ha amato. Questo è il nostro cammino, non semplice ma cammino che porteremo avanti con tutte le nostre forze, per poter divenire col Suo esempio, con la Sua grazia, col Suo aiuto, santi. Un cammino di umiltà ma che ci vuole portare alla santità.

«Oggi, in questo undicesimo anniversario del Suo ritorno nel Tuo Cuore, Padre Santo, noi Ti ringraziamo, per averci donato questa Fanciulla, per averci donato questa Madre spirituale. E per Sua intercessione, Padre, Ti chiediamo oggi, in questo giorno solenne e santo, di ottenerci ogni grazia, spirituale e corporale, affinché la Tua Chiesa, Padre, possa essere riconosciuta e amata nel mondo intero e affinché ogni nemico di Cristo possa essere posto a sgabello dei Suoi piedi (Mc 12,36; Lc 20,42-43; At 2,34-35). In Maria, con Maria e per Maria, lo chiediamo a Te, Padre Santo, in questo giorno: esaudisci la preghiera dei Tuoi figli che al Tuo Cuore, Padre, si rivolgono». E così sia.