“Maria è. Il Suo Spirito è.
Il Suo Nome è e sempre sarà”

Festa del Santissimo Nome di Maria
12 settembre 2019

Vangelo: Luca, Cap 1, vv. 41b-55
Omelia del Pontefice Samuele

Viva è la gioia oggi nel celebrare questa festa che ci porta a contemplare Maria, Maria, Maria, la tutta bella, la tutta pura. Questo Nome che fa vibrare le corde del cuore. Un Nome Santo, “il” Nome Santo. Il Nome scelto per Colei che il Padre ha scelto come Madre, Sposa, che è stata incoronata Regina, la Corredentrice, Colei che insieme al Figlio, con il Figlio e per il Figlio ha il potere di salvare.

Chi invoca Maria si salva, chi invoca Maria vince, chi chiama Maria mai sarà perduto. Ecco la fede dei figli di Maria. Ecco la consapevolezza di chi oggi celebra questo Nome, questo Santo Nome, questo Santissimo Nome: festa del Santissimo Nome di Maria.

Maria è. «Ti conosco da sempre, ti conosco prima del tempo». Maria da sempre è in relazione con il Padre, Maria da sempre è unita al Cuore del Padre, Maria da sempre è conosciuta dal Padre, prima che il tempo fosse (Pr 8,23-30). Ecco perché Maria è senza macchia. Questo era nel pensiero del Padre, un tutt’uno con il Padre, che ha voluto poi riempire di grazia e del Suo infinito Amore quel cuoricino, Colei che nascendo ha riportato la purezza su questa Terra, perché da quel momento tutti potessero essere toccati da quella purezza, generata e creata dal Padre, affinché tutti potessero toccare con mano il Suo candore; ed essere così riconoscenti verso il Padre per aver donato al mondo Maria. Maria, la tutta bella, la piena di grazia. In quel Cuore l’Amore, l’infinito del Padre, aveva trovato dimora.

Ecco, allora, che nel momento in cui l’Angelo si presentò a Maria e La salutò (Lc 1,28)tutto il Paradiso esultò. In Maria, in questo Nome Santo, noi oggi esultiamo di gioia, perché tramite questo Nome, tramite il Nome di Maria, Madre di Dio, Donna di Dio, ci sarà la nostra salvezza, ci è stata donata la salvezza. Maria, Colei che ha generato Colui che salva, la nostra salvezza (1Ts 5,9): Dio salva è il Suo Nome (1Gv 5,11).

Chi oggi pronuncerà e pronuncia con sincerità, verità e amore profondo il Nome di Maria, vive e vivrà la gioia del Cielo. Il Padre creerà nel nostro cuore il Tempio Eterno dell’Amore di Dio, perché ci possa accompagnare, suggerire e santificare, per arrivare dove il Santo dei Santi riposa, risiede e aspetta che tutto si compia, così come è nel Suo pensiero.

Cosa sarebbe stato il mondo senza Maria, senza una Mamma che ci stringeva a Sé per farci sentire Dio, l’Amore di Dio, la Sua materna presenza, il Suo materno amore? Come disse Giovanni Paolo I, in Maria sperimentiamo che Dio è Madre. In Maria Dio è. In Maria la divinità è. In Maria l’Amore di Dio è Persona.

Oggi Maria è viva. Il Suo Spirito vive. Maria è la massima espressione di Dio. Senza Maria il mondo sarebbe stato un mondo sconfitto già dall’inizio, senza amore, senza misericordia.

Lo abbiamo ascoltato anche oggi in questo Vangelo (Lc 1,41b-55), nel Magnificat: di generazione in generazione la misericordia arriverà a tutti coloro che temono Dio (Lc 1,50). E noi siamo arrivati nel tempo in cui, viviamo il tempo in cui, la misericordia di Dio è nella sua massima espressione. Siamo qui, in questo Santuario dedicato alla Divina Misericordia, centro dell’infinita misericordia di Dio (Eb 4,16), dove il Padre ha nuovamente mandato una parte del Suo Cuore, Suo Figlio, il Bambino Gesù (Mc 14,62), per accogliere tutti, per donare a tutti la Sua infinita misericordia. Ecco che queste parole ascoltate, proclamate da Maria in questo canto, qui si compiono e si vivono, affinché tutti possano sperimentare l’infinita misericordia di Dio (Lc 1,50)e poter sentire l’Amore di Dio, apprezzare l’Amore di Dio, farsi pervadere e invadere dall’Amore di Dio (1Gv 4,9), chiedendo al Padre perdono, misericordia, sapendo ed essendo sicuri che qui il Padre ascolta e perdonerà tutti coloro che con sincerità di cuore vengono e chiedono misericordia (Lc 15, 21-24).

Ecco l’Amore di Maria che ci attende e ci accoglie. Maria è viva! Qui Maria è viva e il Suo Spirito è vivo. Maria, massima espressione di Dio. Maria, Stella del nostro cammino, Stella di chi vuole vivere e amare Dio, servire Dio, in pienezza, in santità. Maria è  Colei che ha trasmesso la Sua purezza nella t o t a l i t à; e con la Sua purezza ha santificato il cuore di tanti, addolcendoli con amore e santità.

Maria è la piena di grazia (Lc 1,28), Colei che il Padre ha scelto, per donare a questa umanità il premio della salvezza (Lc 1,31-32; Ap 12,5), che tutti dobbiamo cercare di meritare, quel Frutto d’Amore donato con vivo, vivo, vivo amore perché potesse essere centro della vita di tutti.

Ecco che qui Cristo torna ad essere centro, Bene primario, meta del cammino di tutti(Sal 118,22; Mt 21,42; Mc 12,10). Mai Cristo sarà mescolato con altre confessioni religiose, mai Cristo sarà posto sullo stesso livello, perché Cristo proviene dal Cuore del Padre e, pur rispettando tutto e tutti, questa Chiesa mai svenderà il primato di Cristo (Mc 16,15-16). Ecco ciò che Maria, oggi più che mai, ci dona.

Maria, la Stella; Maria, l’Ancella; Maria, la Sposa; Maria, la Madre; Maria, la Regina; Colei che abbassandosi è stata eletta, innalzata, per essere amata,  c o n t e m p l a t a.

Maria, Colei che è stata chiamata tra tutte le donne in quel tempo in cui vivo e totale era l’“umanesimo”. Non Dio al di sopra di tutto ma l’“ego”, l’“io” e lo smisurato volere essere al di sopra di Dio, per poter essere “la” legge e tenere tutti in ginocchio, sottomessi, soggiogati da coloro che dovevano servire Dio ma che facevano prostrare tutti ai loro piedi (Mt 23, 1-4). Maria in quel tempo adorava Dio, il Suo Dio, quel Dio che nel Suo Cuore era penetrato, accompagnandoLa, affinché Maria potesse sorgere ed essere per tutti “la” Stella.

Questo ciò che è stato vissuto da Maria in quel tempo e Maria con grande umiltà lavorava, facendosi spazio nei cuori, in quella mentalità chiusa, violenta, che pretendeva ma che nulla dava a Dio. Si pretendevano gli onori e si ostentava potere (Mt 23, 5-7). Questo era l’ambiente in cui Maria è vissuta a quel tempo, serbando nel Cuore la grazia viva e nascente. Maria ha accudito il Bambino Gesù, Lo ha allattato, fatto crescere, proteggendoLo da tutto e da tutti con il Suo profumo, con il Suo candore, con la Sua viva maternità, asciugando le Sue lacrime, donandoGli il Suo balsamo.

Ecco l’unione inscindibile di Maria con il Bambino Gesù. Il Progetto del Padre iniziava per continuare e poi compiersi (Lc 1,30-33; Ap 12,1-2.5). Il Progetto del Padre che è sempre contro corrente rispetto al pensiero del mondo, al pensiero dell’umanità, che nel tempo si rinnovava negli aspetti ma non nell’intimo del proprio cuore e del proprio pensiero. Sempre l’“io” al di sopra del Progetto di Dio, nonostante gli avvisi del Cielo per bocca dei santi e dei profeti, mai creduti, ma sempre combattuti, combattuti per il potere, per salvaguardare e tenere stretto il potere.

Ora nuovamente insieme a Maria, Madre Chiesa, Nuova Gerusalemme (Ap 21,2), il Padre ricomincia, mandando nuovamente qui, in questa Terra d’Amore, il Suo Frutto d’Amore per rigenerare l’umanità (Dn 7,13; Mc 14,62), che è nuovamente preda di un nuovo umanesimo, come sempre più oggigiorno si ascolta in tanti proclami che tanti eminenti personaggi si affannano a proferire, dicendo di voler portare l’umanità a vivere questo “nuovo umanesimo”. Ma questo “umanesimo” ha scartato Dio. Questo “umanesimo” ha messo nuovamente l’“io”al posto di Dio: l’uomo e non più l’Uomo-Dio.

Noi figli di Maria siamo chiamati oggi a imitare le Sue virtù, ad incarnarle in questo tempo per portare nuovamente questa ventata di novità, di purezza, di rettitudine, di coerenza, di santità. Ecco ciò a cui siamo chiamati. E per fare questo, noi, figli di questa Madre Chiesa, dobbiamo guardare all’esempio di Colei che ci è esempio, di Colei che ci è Madre, Madre spirituale, di Colei che nella totalità, alla perfezione, ha incarnato le virtù di Maria Santissima: Maria Giuseppina Norcia.

Ecco il ponte santo tra Maria Santissima e questa Maria: Colei che ha incarnato le Sue virtù; Colei che ci è totalmente di esempio in questi tempi; Colei che ci ha aiutato ad amare ancor più perfettamente Cristo e Maria; Colei che, incarnando l’Amore sceso dal Cielo quel 13 giugno del 1947 e facendoLo dimorare nel Suo Cuore, ce Lo ha donato, ce Lo ha portato, affinché ognuno di noi potesse conoscerlo. Ecco l’Emmanuel (Mt 1,23), il Dio con noi, che il Padre aveva promesso ai Suoi figli. EccoLo, il Frutto d’Amore sceso dal Cielo (Mt 26,64) che qui, nella Gerusalemme, vive. Il Suo Spirito è vivo. E noi, contemplando Maria, possiamo vivere tutto ciò.

Ecco perché dico: Maria è viva, il Suo Spirito è vivo e ci accompagna, ci guida. Noi avvertiamo il Suo profumo, lo sentiamo vivo e lo vogliamo vivere, ci vogliamo lasciare inebriare da questo profumo; e lo vogliamo portare a tutti, con umiltà ma con viva consapevolezza, con viva forza. E lo promettiamo ogni volta che recitiamo quella preghiera rivelata e che abbiamo fatto nostra: «Ti consolerò e, per quanto a me sia possibile, Ti farò conoscere ed amare da tutti quelli che non Ti amano, consolando così il Tuo Cuore Immacolato. In Te vivo, in Te spero e Te solo voglio amare». Questa la nostra viva preghiera per poter onorare il Cuore di questa Madre.

Ecco il vigore di Maria: il Suo Cuore santo che emana purezza e santità. Chi vuole vincere contro se stesso guardi Maria. Chi vuole vivere nella piena fratellanza imiti Maria nell’accoglienza e nella disponibilità di cuore, per essere pronti ad accogliere i fratelli e così vivere nell’armonia e nella pace. Chi vuole ritrovare se stesso ritrovi Maria nella propria vita, per riconoscere il Verbo di Dio che è Vita (Gv 1,1-4). Chi vuole rimanere ancorato sulla retta Via, nella fede viva e santa in Cristo Signore, viva Maria, si abbeveri del Suo Frutto santo, del Suo nutrimento che è latte e miele, dolce per il cuore, essenziale per lo spirito, per poter crescere e poter comprendere in questa Terra d’Amore il Progetto del Padre che si compie (Ap 7,17), che è vivo, che è. E così sia.