26 ottobre 2025
Festa Solenne della Fede Cristiana
Vangelo: Giovanni, Cap 14, vv. 1-21
Omelia del Pontefice Samuele
Qui vi è il Posto promesso da Gesù
per preservare la fede cristiana
Grande la festa e grande la gioia che oggi pervade il nostro cuore, in questo giorno in cui mettiamo al centro la Fede Cristiana. Oggi la Madre Chiesa celebra, in questa ultima domenica di ottobre (Decreto Pontificio, “Istituzione della Festa Solenne della Fede Cristiana”, 01/11/2023), la Festa della Fede Cristiana, la Festa della Fede autentica (Atto di Magistero, “La Fede Cristiana”, 27/10/2024), affinché tutti coloro che amano la Fede possano in questo giorno metterla nuovamente al centro della propria vita per poter portare tutto a compimento.
Ecco la pagina del Vangelo che oggi abbiamo letto, una pagina ricca, profonda, che ci fa immergere nel Mistero della Fede, nel Mistero di Dio Uno e Trino (Mt 28,19). Ecco Gesù che parla al nostro cuore e dice: “Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me” (Gv 14,1). Ecco Gesù che soccorre i Suoi figli per poter togliere dal loro cuore ogni turbamento, affinché la fede possa prendere il sopravvento sugli affanni di una quotidianità e sugli affanni di un mondo che è in affanno e non riesce più a trovare il bandolo della matassa perché si è perso (Mt 13,22). Perché? Perché ha perso la fede e questo sta portando questo mondo sempre più in basso, al di là dell’apparente tranquillità che ora sembra in alcuni posti esserci: è apparente.
Solo la fede in Cristo riuscirà a donare la vera Pace a questo mondo. Ecco Gesù che ci parla per poter far comprendere il cuore della Fede Cristiana, il cuore del nostro prodigarci ogni giorno per poter giungere alla Pace, vivere l’Amore, vivere quell’armonia tra fratelli che era nel Pensiero del Padre quando questo mondo fu creato (Gen 1,31).
Ed ecco la promessa che il Padre insieme a Gesù, in quell’unione che unisce Gesù e il Padre nella totalità, ci rivolgono in questa pagina del Vangelo: “Io vado a prepararvi un Posto. Quando sarò andato ritornerò e vi porterò con me, perché siate anche voi dove sono io” (Gv 14,2-3). Ecco il cuore della Rivelazione: Gesù non lascia orfani i Suoi figli, ma promette loro di andare al Padre per preparare loro un Posto, “il” Posto, Compimento delle Scritture (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “Il Luogo Santo del Ritorno di Gesù”, 19/02/1995), Compimento della Salvezza.
Quei primi fratelli che avrebbero voluto e desiderato andare immediatamente con Gesù, nel Posto preparato da Gesù, non potevano andare. “Ora voi non potete venire, ma quando ve l’avrò preparato e quando sarò ritornato vi porterò con me” (Gv 14,3).
Ecco che tutto si è compiuto. Gesù ha mantenuto la Sua promessa, è salito al Padre, è asceso al Cielo, ha aperto le Porte del Paradiso per poi, nel tempo stabilito dal Padre, tornare così come era stato preannunciato negli Atti degli Apostoli: “Ora mi vedete salire su una nube, come mi vedete salire, mi vedrete tornare”. Atti 1,11. Anche questa promessa è stata mantenuta. Così Gesù è ritornato su una nube. Tutto si è compiuto, tutto si è realizzato, ogni promessa (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “L’Ascesa al Cielo”, 13/04/1995). E nel momento in cui Gesù è ritornato, ecco che quei primi Amici uniti ai Santi e ai Martiri della Cristianità, anch’essi partecipano e vivono il Posto (Ap 21,3-4).
Ecco la Fede Cristiana che si compie nel compiersi delle promesse di Cristo. Per questo dico a tanti: la Salvezza passa tramite Gesù, ma per potersi salvare oggi è necessario credere al Posto e venire nel Posto che Gesù ha preparato per i Suoi figli (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “Il Ritorno di Gesù”, 30/10/1994) perché è necessario partecipare al Compimento della Salvezza (Fil 2,12), vivendo e credendo nel Posto che Gesù ha preparato per il Compimento finale. Ecco la Nuova Gerusalemme, torno a ripetere, Luogo metafisico del Compimento delle promesse di Cristo (Ap 21,2).
Chi ritiene che la Nuova Gerusalemme sia dottrinalmente inaccettabile, non potrà prendere posto e vivere “il” Posto che il Padre ha assegnato ai Suoi figli e sarà sprofondato nella Geenna, dove vivrà il pianto e lo stridore di denti (Mt 25,30). Questo per coloro che, guide cieche, si sono erti a maestri facendo sprofondare nel burrone loro stessi e tanti piccoli che, credendo e volendo seguirli, hanno intrapreso una via che non è quella della Salvezza. Grave è la colpa di costoro. “Guide cieche” (Mt 23,24), disse allora Gesù di coloro che anch’essi si reputavano maestri e avevano scartato la Pietra angolare (Mt 21,42) che il Padre aveva posto in quel tempo affinché tutti potessero credere e salvarsi (Atto di Magistero, “La comunione nell’unica fede: Cristo”, 11/05/2025). La storia si ripete!
Ecco allora queste parole che nella totalità trovano compimento, affinché la Fede Cristiana rimanga pura ed autentica (1Tm 1,5). Tanti la vorrebbero annacquare oggi, la Fede Cristiana, non insegnando più che Gesù è l’unico Salvatore, dicendolo a parole (alcuni; altri neppure questo), ma nei fatti unendosi in preghiere dove non si prega più solo e soltanto Gesù, ma dove ognuno è autorizzato a pregare il proprio dio, perché in ogni religione vi è, secondo costoro, la sapiente volontà di Dio (Dt 13,1-4).
Non è così. Uno è il Salvatore, ora come allora. E il Salvatore ha scelto il Posto manifestandoLo ai Suoi figli, affinché i Suoi figli, vedendoLo Bambino e riconoscendoLo in quell’immagine, non avrebbero potuto essere ingannati, per non aver troppo tardi riconosciuto l’inganno. Beato chi per tempo ha riconosciuto nel Bambino Gesù l’immagine di Dio Uno e Trino, sceso in questo Posto, in questo Luogo (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “La Dimora stabilita da Gesù”, 9/03/1997) per radunare a Sé tutti i Suoi figli e preservarli e preservare la Fede Cristiana autentica (1Tm 6,12).
Ecco la Festa della Fede Cristiana che ora rimettiamo al centro affinché la Fede sia preservata nella sua autenticità (uno) e soprattutto sia portata a compimento (due).
Ecco perché a tanti cristiani, (e penso a chi si ritiene custode della tradizione, che si fa chiamare “tradizionalista”), che hanno riconosciuto l’inganno di chi ha usurpato la casa dei cristiani – che casa ora non è più – e che cercano di potersi elevare e distinguere, per poter far comprendere che la verità in loro continua, ebbene, a loro dico, a voi dico: se non riconoscerete questo Posto che il Padre ha scelto mantenendo la promessa del Figlio, anche voi non vi salverete, perché dovete stare al passo del tempo di Gesù, non procedere con il vostro passo lento. Si deve seguire il passo del Maestro (Gv 13,13-15), dello Spirito Santo, del Consolatore che Gesù in questo brano nuovamente cita, avendo promesso che avrebbe inviato un altro Consolatore, un altro, lo Spirito di Verità che il mondo non conosce, ma che i figli di Dio ben conoscono perché dimora in loro, è presso di loro (Gv 14,17).
Si deve tenere il passo di Gesù, dello Spirito Santo (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “Lo Spirito Santo”, 13/09/1984). Altro che insegnare che lo Spirito Santo ha rivelato tutto ciò che doveva in quel tempo e la Sua Azione è esaurita. Altri si esauriranno nell’andare ad un passo troppo lento e aspetteranno invano il Consolatore, il Ritorno del Signore (Mt 24,42-44). E quando la casa sarà crollata e le macerie avranno travolto tanti, poi a chi ci si appellerà? Con chi ce la si prenderà? Con Dio? Dio ha agito per tempo e nel tempo. Si deve stare al passo di Dio.
Ecco perché è giunto il momento, ed è questo, in cui chi vuole preservare la Fede Cristiana deve avvicinarsi a questo Luogo, a questo Posto, riconoscerLo come il Luogo che Gesù ha voluto donare al mondo intero per preservare la Fede autentica e per trovare la Salvezza (Mt 24,13).
Questa è la Verità, cari fratelli, che noi da questa Chiesa proclamiamo e proclameremo sempre, così come ha fatto la Fanciulla di Dio, che non ha avuto paura di proclamare la Nuova Gerusalemme (Ap 21,2), compimento delle Scritture, Luogo del Ritorno di Gesù. Come è stata trattata, come è stato accolto il Suo annuncio?
È ora di cambiare passo, dico a tanti che vogliono rimanere cristiani. E a tanti altri, penso ai piccoli, agli ultimi, a chi è stato scartato da tutto e da tutti, a voi dico: venite, qui Gesù vi accoglie (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “Il Sacrario più grande che ci sia”, 29/09/1986); venite, qui il Maestro vi disseterà e vi sfamerà con la Sua Acqua, Fonte di eterna Vita, e con il Suo Pane, Pane vivo disceso dal Cielo (Gv 6,51). Ecco perché è sceso Fanciullo, Gesù, perché ci vuole tutti come fanciulli, ci vuole tutti come bambini (Mt 18,3-4), per poter proclamare a tutti e vivere una fede fanciulla, così come abbiamo vissuto ieri in quella celebrazione dedicata ai fanciulli che sono vivi davanti a me con la loro vestina bianca, con il loro candore, con la loro purezza. Questa è la veste che dobbiamo indossare tutti: la veste del cuore, e preservarla pura, santa, la veste del cuore, così come va preservato il cuore puro e santo, come i fanciulli, perché di essi è il Regno dei Cieli (Mt 19,14). E i fanciulli accolgono ciò che il Padre dona loro, ciò che la Madre dona loro.
Ecco il Padre che è nel Figlio e il Figlio che è nel Padre. Pagina di profonda rivelazione, questa appena letta, dove il Mistero trinitario si svela nell’unione tra il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo, quel Consolatore. “Io sono la via, la verità e la vita” (Gv 14,6), disse Gesù a Tommaso. Voi conoscete la Via. Mi conoscete, Tommaso? Quella Via la conoscete. Ora manderò il Consolatore, lo Spirito di Verità, affinché possiate conoscere la Verità e affinché possa, Io unito al Padre, donarvi la Vita, la vera Vita, affinché la Fede sia preservata nella sua autenticità.
E chi vuole essere fedele deve uniformarsi a Maria, Colei che è fedele (Lc 1,38), Madre fedele dei Suoi figli, Colei che ha incarnato la Fede Cristiana autentica nella perfezione. Tenete strette le mani di Maria, affinché ci possa condurre in questo ultimo miglio a fare nella pienezza la Volontà del Padre.
Al Padre il nostro ringraziamento, oggi, per averci donato questa Chiesa, per donarci tutte queste Feste che sgorgano dal Suo Cuore, per far sì che la Fede Cristiana rimanga tale e sia portata a compimento: rimanga tale, preservata dalle brutture, da chi la vorrebbe annacquare e svilire (ritorniamo al primo punto), ma portarla a compimento (e torniamo al secondo punto), rimanendo al passo di Dio e non al passo lento dell’uomo che è rimasto impigliato in una tradizione che nessuno vuole abolire, ma che si deve portare a compimento se ci si vuole salvare (Mt 7,21). Diversamente si rimarrà incagliati e travolti dall’onda che travolgerà la casa in rovina (Ap 18,4).
Affidiamoci a Maria, buona e tenera Madre. Seguiamo l’esempio di Maria Giuseppina, buona e tenera Madre (Atto di Magistero, “Maria G. Norcia”, 21/01/2019). Per tutti noi la è stata, una Madre buona e tenera: buona, perché con il Suo Cuore ci ha accolto, riportandoci a Gesù, all’unico Salvatore (At 4,12); tenera, perché la Sua tenerezza, la Sua dolcezza ha conquistato il nostro cuore. Ed è grazie a Lei se oggi siamo qui come Chiesa. Ed è grazie a Lei se la purezza della Fede in Gesù oggi è preservata.
A Te, Madre, il nostro grazie, vivo grazie di figli. Custodiscici nel Tuo Amore. Preserva questo popolo santo da ogni male. Intercedi presso il Padre affinché il Padre ci ottenga ogni grazia corporale e spirituale, affinché nuovamente si possa ripetere: “Se non credete alle mie parole, almeno credete per le opere” (Gv 14,11). E così sia.