DOCUMENTO DI MAGISTERO
Messaggio universale della Madre Chiesa
Anno 2026
“La freschezza della fede e
la devozione a Cristo e a Maria”
Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. La Pace del Cristo risorto (Gv 20,21), nato per la nostra salvezza nella Grotta di Betlemme (Mt 2,2), ritornato nella Sua Piccola Culla (At 1,11), seconda e ultima Grotta dell’umanità (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “Lo Spirito Santo”, 13/09/1984), per portare a compimento il Progetto di Amore e di Redenzione per la Salvezza di tutti i Suoi figli fedeli e di tutti gli uomini e le donne di buona volontà, sia con tutti voi.
In questo anno civile che inizia ci affidiamo nuovamente alla materna protezione e intercessione di Maria, Madre di Dio (Mt 2,11) e Madre universale (Gv 19,27), Madre buona e tenera, sotto il cui Manto amorevole i figli di Dio trovano conforto, riparo e rifugio, rinnovando l’Atto di Consacrazione e di Devozione al Suo Cuore Immacolato (Atto di Magistero, “Consacrarsi a Maria è un Atto necessario”, 14/10/2024) per continuare a vivere l’essenza della vera fede, fresca e rinnovata nel Bambino Gesù, qui nato e tornato per condurre tutti all’eterna Vita.
Ecco la freschezza della fede, che in questa nuova fase del cammino dei figli di Dio deve essere centrale e centro della quotidianità: una fede rinnovata in Cristo e Maria, una fede viva e autentica, che non scarta tutto ciò che è passato, che non vuole abolire la Legge e i Profeti (Mt 5,17) ma che desidera portare tutti a vivere la nuova e rinnovata Novella nell’Unigenito Amore, sceso e incarnato nella Nuova Gerusalemme per portare a compimento la Volontà del Padre, che è la Salvezza di tutti i Suoi figli.
La freschezza della fede deve poter condurre tutti i figli di Dio e tutti coloro animati dalla buona volontà a praticare la vera Devozione verso Colui che è Padre, Figlio e Spirito Santo e verso Colei che è Madre, la Corredentrice Universale (Decreto Pontificio, “In Maria, con Maria e per Maria”, 22/12/2019).
La Devozione consiste nel far vivere pienamente Cristo e Maria nel cuore di ogni figlio; la devozione è un Atto di amore profondo a Dio Uno e Trino, che in questa Terra d’Amore ha chiamato i Suoi figli per nuovamente innestarli come tralci nella vera Vite (Gv 15,5), nell’Albero che è Vita (Ap 22,14), Colui che tutto si è donato e che ci ama per donare la Vita, Colui che è eterna Vita per la Salvezza dei Suoi figli.
L’Atto di Devozione a Cristo e a Maria a cui ogni figlio è chiamato è un connubio tra la chiamata e la risposta; l’Atto di Devozione è l’incontro d’Amore tra il nostro Dio e ciascuno di noi; l’Atto di Devozione è quel Patto d’Amore fatto col cuore tra il Padre e i figli, dal quale nessuno vuole venire meno, perché nessuno vuole perdere il Suo Tutto, perché nessuno vuole perdere se stesso (Gv 15,6).
Ecco che questo Atto di Devozione deve essere vivo, completo, affinché chiunque giunga alla Piccola Culla del Bambino Gesù possa incontrare i Suoi nuovi Apostoli, i Suoi nuovi discepoli, affinché tutti possano comprendere la vera devozione al Mistero del Dio Bambino, al Progetto del Padre, al Piano di Amore e di Redenzione che porterà tutti alla Salvezza (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “L’Altare Privilegiato Eterno per l’Unione Ipostatica”, 30/06/1985).
Ecco “il” Compimento: la Salvezza, un compimento alla portata di tutti (Atto di Magistero, “La Genesi cristiana”, 21/11/2022). Per raggiungerLa, ognuno è chiamato a metterci il cuore, quindi la volontà. Il desiderio iniziale di far bene diventa cammin facendo volontà viva di fare “il” Bene, Dio Sommo Bene, che si manifesta mettendo in pratica la Volontà del Padre (Mt 6,10), Colui che tutto ha creato, Colui che tutto muove, Colui che per infinita Misericordia nella Piccola Culla tutti accoglie e Colui che per infinita Giustizia dividerà i salvati da coloro che saranno condannati (Mt 25,46).
Questa è la realtà di Dio, che il mondo non vuole più né ascoltare né accogliere. Il mondo vive una realtà artificiale, edulcorata, drogata da ogni sentimento umano che viene esasperato dalla connivenza con il peccato, così da chiamare bene ciò che è male e peccato; e così da considerare male ciò che proviene da Dio (2Tm 4,3-4). Il mondo si è fatto un dio a proprio uso e consumo, che non vive più la purezza della fede e dell’Amore, che non vive più Maria e la Sua eterna preghiera: “Fai di me quel che piace a Te, sia fatta la Tua Volontà” (Lc 1,38a); ma vive un’altra realtà e un’altra preghiera: “Fai di me quel che piace a me. Sia fatta la mia volontà”.
Ecco la vera cultura dello scarto, che ha scartato e non vuole più conoscere Gesù e la Sua Legge dell’Amore, che è Misericordia e Giustizia (Mt 25); che ha scartato e non vuole accogliere Maria, l’Immacolata dello Spirito Santo e la Corredentrice Universale, Colei che è Tabernacolo e Tempio dello Spirito Santo, per far posto ad una cultura e ad una religione anti-cristiana e anti-cristica (Mc 13,14) che ha preso il sopravvento in tanti cuori, che scarta il vero Dio, Uno e Trino, e Sua e nostra Madre, per insegnare che tutte le religioni portano a dio; che considera e chiama “amore” ciò che in realtà è abominio e apostasia; che è intrisa di tutto ciò che è mondo e peccato, rendendo i cuori freddi e tiepidi nella devozione al vero Dio, instradandoli così nella via verso il baratro (Ap 3,16).
Per questo la freschezza della fede ora deve riportare al centro la vera Devozione alla vera Religione in tanti cuori lontani e delusi da chi ha tradito il mandato e da chi vive di sola mondanità. Ecco il volersi vivere da veri fratelli in Cristo e di Cristo, per essere un tutt’Uno con il Fratello, Amico e Maestro Gesù (Gv 17,21), il Buon Pastore (Gv 10,16), sceso nella Nuova Gerusalemme per ricondurre tutti nell’unico Ovile di Dio (Ger 50,4-6), Sua Dimora (Ap 21,3), Casa di tutti i figli di Dio.
Dio è Gioia (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “La gioia pur nella sofferenza”, 01/01/1989), Dio è Amore (1Gv 4,8-9), Dio è Spirito (Gv 4,24), Dio è Vita (Gv 6,63), Dio è l’Uomo Dio Gesù che nuovamente attira tutti a Sé in una chiamata nuova e rinnovata, per riportare nel mondo la freschezza della fede, la freschezza del vivere la vera Devozione a Dio come qualcosa di bello, puro, santo, che fa volare i cuori senza appesantirli e schiacciarli con i limiti angusti di una legge e di una tradizione che lega i cuori e li soffoca, facendo scappare tanti dal sincero desiderio di vivere Dio (Mc 7,8-9); che non costringe, non obbliga; che va contro tutto ciò che è vecchio e stantio per lasciare il fresco profumo di Dio nei cuori, rompendo ogni catena che lega al peccato, portando a tutti la gioia della preghiera, che è dialogo vivo e intimo con Dio; che, nello stesso tempo, non fa prendere alla leggera la fede e la chiamata ricevuta, sminuendo la giusta importanza che si deve all’amore e alla fede, al timore di Dio, al rispetto di tutto ciò che appartiene a Dio (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “La Catechesi”, 01/01/1988), ma porta tutti a vivere la chiamata nella vera libertà che solo in Cristo si compie (Gv 8,32).
“Vieni e vedi” (Gv 1,46b) è l’invito che a tanti nuovamente rivolgo, affinché in questo nuovo passaggio tanti possano sperimentare la vera libertà che in quest’Angolo di Paradiso in Terra si vive, per essere veramente devoti a Colui che tutto ha creato (Gen 1,1) e manifestare questa devozione con gioia, affinché chi metterà piede e cuore nella Nuova Gerusalemme (Ap 21,2) possa mai sentirsi scrutato, additato, giudicato ma sempre accolto e amato, affinché il cuore possa volare libero, sempre più in Alto verso il Sole di Dio, che alla Piccola Culla è nato, sorto e mai più tramonterà. Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.
1 gennaio 2026
Ottava di Natale
Festa Solenne di Maria SS.ma
Madre di Dio
Il Pontefice
Samuele