9 novembre 2025

Vangelo: Matteo, Cap 24, vv. 37-51
Omelia del Pontefice Samuele

Nel tempo di Noè che ritorna,
a chi conviene celebrare la Corredentrice e a chi no?

Meditiamo oggi una pagina del Vangelo molto profonda, profondamente escatologica e profondamente attuale. Gesù ci parla del Suo Ritorno (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “Il Ritorno di Gesù”, 30/10/1994) e ci parla dei tempi che caratterizzeranno il Suo Ritorno. E porta a tutti l’esempio di Noè, di quando – l’unica volta nella storia – Dio si è pentito (Gen 6,6) di aver fatto l’uomo. Mandò il Diluvio e rase al suolo quella generazione, quell’umanità (Gen 7,23).

E poi disse: “Mi sono pentito” (Gen 6,7) e tutto ricominciò (Gen 8). Quindi ci porta al momento più alto di quando il Padre ha ricominciato (Gen 9,1). E così sarà per la venuta del Figlio dell’uomo (Mt 24,30).

Quindi comprendiamo che i tempi saranno, sono, tempi difficili, tempi di buio, tempi di apostasia, dove tanti, anziché ascoltare la voce dell’Inviato di Dio, continuano a gozzovigliare, ad ubriacarsi e a fare ciò che è male agli occhi di Dio (Rm 1,28-32), come se nulla fosse. Questo è quello che avvenne allora e questo è ciò che sta avvenendo ora, perché qui il Bambino Gesù è tornato come aveva promesso, così come è scritto (Gv 14,2-3), nelle modalità scritte nel Libro dei libri (At 1,11). La Fanciulla di Dio ha vissuto per annunciare a tutti che questo è il Luogo del Compimento delle Promesse di Dio, che questa è la Nuova Gerusalemme, Dimora metafisica (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “La Dimora stabilita da Gesù” 09/03/1997), Compimento delle Scritture (Ap 21,2).

Come l’hanno accolto questo invito? L’hanno derisa, molti. Molti altri hanno accolto l’invito. E beato chi è rimasto fedele in questo cammino lungo, che nel frattempo è stato svolto, per poter essere qui e continuare a vivere quelle promesse che si sono compiute, queste parole oggi lette che si sono compiute (Eb 10,23) e che si dovranno compiere nella totalità, quando il popolo santo di Dio sarà chiamato a far ritorno in quel Giardino (Gen 2,8) per ricominciare nuovamente la storia (Ap 22,1-3): fine del male e inizio della Storia nuova (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “L’Anno Uno dell’Era Nuova”, 31/12/1994) che era nel Pensiero del Padre quando il Padre creò Adamo, e da Adamo trasse Eva (Gen 2,21-23), affinché tutti potessero vivere già allora quell’armonia di Cielo (Ap 21,4) dove Dio camminava in mezzo a loro e non vi era né lutto né lamento né morte né affanno, perché tutto era in splendida e perfetta armonia (Gen 2). Ritorneremo a questi tempi. Però, per arrivare a questi tempi, dobbiamo rimanere ancorati alla Parola di Gesù e rimanere fedeli a tutto ciò che la Scrittura ci invita a seguire.

Questa pagina del Vangelo, ricca, ci porta anche l’esempio, nella parte finale, dei due servi che con il loro comportamento determinano ciò che succederà a coloro che devono essere nutriti (Mt 24,45-51) da quei due servi. Ecco l’esempio: quello buono e quello infedele, che il padrone, il Padre, ha posto affinché fossero nutriti i Suoi figli: il servo buono, fedele, veritiero sfama i suoi figli, donando parole sante e facendoli rimanere aderenti a tutto ciò che il Padre nel tempo ha donato (Gv 17,8); rispetto a chi, altro servo, pensando che il padrone possa tardare a venire – “Chissà quando viene?”, “il Signore tornerà, ma chissà quando?”-, nel frattempo si corrompe e corrompe tutti coloro che lo ascoltano, che anziché essere nutriti dal Pane buono (Gv 6,35), vengono nutriti da un pane edulcorato che non sfama più, ma che al contrario porta alla rovina (2Tm 4,3-4).

Come si fa a riconoscere il servo buono rispetto al servo non buono? Ci viene in soccorso Maria, Colei che per eccellenza è l’Ancella, la Serva del Signore (Lc 1,38). Se si guarda a Maria si comprende come ci si deve comportare e si è sicuri di non sbagliare. Maria è la Via privilegiata (Atto di Magistero, “Maria, la Porta Santa dei figli di Dio”, 24/12/2024) per poter fare fino in fondo la Volontà del Padre (Lc 1,46-48). Così come Maria ha risposto all’Angelo. E fate attenzione alle parole che nell’Annunciazione l’Angelo Le disse. Le disse: “Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te” (Lc 1,28). Queste parole l’Angelo gliele disse già prima che lo Spirito Santo stendesse su di Lei la Sua ombra: quello avverrà poco dopo (Lc 1,35). Che cosa ci fa comprendere questo? Che Maria era già “la piena di Grazia” prima di quel momento, prima di concepire il Figlio di Dio, perché la Grazia in Maria è innata.

È un grande Mistero, fratelli, ma è un Mistero che ora dobbiamo comprendere se vogliamo arrivare alla fine e vincere.

Non dobbiamo tornare indietro, ma dobbiamo andare avanti per portare tutto a compimento. Perché dico che non dobbiamo tornare indietro? Perché è di questi giorni la notizia che ha portato la Chiesa di Roma, nel suo massimo esponente – che ha firmato quel documento facendolo proprio –, a redigere una nota dottrinale secondo la quale è “sconveniente” nominare Maria come Corredentrice e Mediatrice di tutte le grazie (Chiesa di Roma, Dicastero per la Dottrina della Fede, “Mater Populi Fidelis”, 04/11/2025). “Sconveniente”.

Allora, soffermiamoci un attimo su questa “sconvenienza”. A chi conviene e a chi no che Maria sia la Corredentrice e la Mediatrice di tutte le grazie? A qualcuno conviene, a qualcuno non conviene. Certamente conviene ai Santi (cfr. Ap 14,12); ai Padri della Chiesa, che nel tempo hanno manifestato con un’incalzante continuità la loro aderenza a questa dottrina, riconoscendo Maria Mediatrice delle grazie, di tutte le grazie, e riconoscendo Maria come Corredentrice. Questo i Santi, i Padri della Chiesa hanno fatto. Ve ne posso citare alcuni, anche se mi piacerebbe citarveli tutti.

Partiamo da San Francesco, un Santo che mi sta tanto a cuore. A un certo punto, pregando Maria, dice: “Ave Signora, Santa Regina, Santa genitrice di Dio, Maria, che sei Vergine fatta Chiesa ed eletta dal Santissimo Padre celeste, che ti ha consacrata insieme con il tuo Santissimo Suo Figlio diletto e con lo Spirito Santo Paraclito; tu in cui fu ed è ogni pienezza di grazia e ogni bene. Ave, suo palazzo; ave, suo tabernacolo; ave, sua casa. Ave, suo vestimento; ave, sua ancella; ave, sua Madre. E saluto voi tutte, sante virtù, che per grazia e illuminazione dello Spirito Santo venite infuse nei cuori dei fedeli, perché da infedeli, fedeli a Dio li rendiate”. (San Francesco D’Assisi, “Saluto alla Beata Vergine Maria”, 1220 – 1224). E chiude con il Gloria. Questo vorremmo sentir dire da chi deve confermare nella fede i suoi figli. Questo è ciò che “conviene” ascoltare e mettere in pratica. Ma ve ne sono tanti, di Santi. Se avete pazienza, vado avanti.

San Bernardo disse: “Aspetta l’angelo la risposta. Aspettiamo anche noi, o Signora, la parola di misericordia. Noi che siamo miserabilmente oppressi dalla sentenza di condanna. Ed ecco che ti viene offerto il prezzo della salvezza: saremo subito liberati se tu consenti” (San Bernando, Sermo IV, “Super Missus est”, 1135 – 1140). “Se Tu consenti”: se Maria lo consente.

Sant’Alfonso Maria de’ Liguori: l’Umanità Santissima del Verbo viene da Maria per opera dello Spirito Santo. Maria Vergine è il mezzo di cui nostro Signore si servì per venire a noi. Ella è altresì il mezzo di cui dobbiamo servirci noi per andare a Lui (Sant’Alfonso Maria de’ Liguori, Le Glorie di Maria, cap. V: “Della necessità che abbiamo dell’intercessione di Maria per salvarci”, 1750). “La Via” di cui dobbiamo servirci per andare a Gesù, a nostro Signore: non si può andare a Gesù senza Maria (Atto di Magistero, “La Via privilegiata per giungere alla Salvezza”, 15/08/2023).

San Bernardino da Siena: “Nessuno al mondo conobbe Gesù come lei e nessuno al mondo è miglior guida per farci conoscere Gesù, ne consegue che nessuno può sostituirla nell’unire gli uomini a Gesù. Una prova troppo evidente ce ne danno, ahimè, con la loro condotta, quegli uomini che, sedotti dagli artifici del demonio o ingannati da false dottrine, credono di poter fare a meno del soccorso della Vergine. Disgraziati che trascurano Maria col pretesto di rendere onore a Gesù! Non sanno che non si può trovare il Figlio se non con sua Madre” (San Bernardino da Siena, “Sermo de Nativitate Beatae Mariae Virginis”, 1432 – 1440). Che cosa si direbbe oggi a quei “disgraziati”, come li chiama San Bernardino da Siena, che ritengono “sconveniente” tutto ciò?

Poi, se volete, parliamo di San Luigi Maria Grignion de Monfort, uno dei più grandi innamorati di Maria: “Nessun dono celeste viene dato agli uomini che non passi attraverso le sue mani verginali. Questa è la volontà di Dio che ha decretato che noi abbiamo tutte le cose per mezzo di Maria, affinché facendosi povera e umile e nascondendosi nel fondo del nulla per tutta la vita, sia arricchita, esaltata e onorata da Dio onnipotente. Questo è il punto di vista della Chiesa e dei primi Padri” (San Luigi Maria Grignion de Montfort, “Trattato della vera devozione a Maria”, 1712). E questo passaggio è stato ripreso da un Pontefice che ha lodato e ha fatto proprie queste parole. Poi lo vedremo [Pio XII, rito di canonizzazione di San Luigi Maria Grignion de Montfort, 20/07/1947; Acta Apostolicae Sedis, Annus 1942, Vol. 34, p. 44 (AAS, Vol. 34, 1942, p. 44)].

Poi c’è San Massimiliano Maria Kolbe, un altro innamorato di Maria, che dice: «Fin dal primo momento, da quel momento – e cita Genesi 3,15, quando Maria con il Suo calcagno e la Sua stirpe avrebbe schiacciato la testa del serpente antico -, fin da quel momento Dio promette un Redentore e una Corredentrice, dicendo: “Porrò inimicizia fra te e la donna, fra il tuo seme e il suo seme. Ella ti schiaccerà la testa”» (San Massimiliano M. Kolbe, Scritti, 1937 – 1941). Chiaro, preciso e dritto al punto.

Santa Edith Stein, un’ebrea convertita al cristianesimo, del secolo scorso: “Maria esce dall’ordine naturale e si pone come Corredentrice al fianco del Redentore” (Santa Edith Stein, “La donna. Il suo compito secondo la natura e la grazia”, 1931 – 1932). San Lorenzo da Brindisi: “O Regina del cielo, o stupore, o prodigio! L’Immacolata è tale e tanta Regina che il suo regno è lo stesso Regno di Dio, il suo impero, lo stesso impero di Cristo!” (San Lorenzo da Brindisi, “Sermones de Immaculata Conceptione et de Beata Virgine Maria Regina”, 1608 – 1615). Poi c’è il beato Cardinale Schuster, Arcivescovo di Milano, che parla della Corredentrice del genere umano (Beato Alfredo Ildefonso Schuster, “Omelia per la Festa dell’Addolorata”, in Discorsi e Panegirici, 1946); Madre Teresa, che dice il 14 agosto del ‘93: «La definizione papale di Maria come “Mediatrice, Corredentrice e Avvocata” porterà grandi grazie alla Chiesa» (Madre Teresa, “Lettera al movimento Vox Populi Mariae Mediatrici”, 14/08/1993 in Miravalle M., With Jesus: The Story of Mary Co-redemptrix, 2003). Poi c’è il beato Bartolo Longo, che tutti voi conoscete per la sua devozione al Santo Rosario; San Gabriele dell’Addolorata; San Luigi Orione, il fondatore della Piccola Opera della Divina Provvidenza; Santa Veronica Giuliani; Santa Francesca Cabrini, fondatrice delle Missionarie del Sacro Cuore di Gesù; il beato Giacomo Alberione, fondatore delle Edizioni paoline; la serva di Dio e veggente Luisa Piccarreta; San Leopoldo Mandić, che addirittura fece un atto di offerta di tutto sé stesso per la ricomposizione dello scisma con l’Oriente in ossequio alla Corredentrice del genere umano; San John Henry Newman, un altro convertito al cattolicesimo dall’anglicanesimo, divenuto cardinale e, pensate un po’, nominato Dottore della Chiesa di Roma il primo novembre scorso, da chi? Da colui che ha firmato questa nota. E questo santo si era speso con i suoi confratelli di allora dicendo che era opportuno che accettassero il Dogma, il titolo di Maria Corredentrice (Newman J. H., Letter to the Rev. E.B. Pusey on his recent Eirenicon, 1866).

Leggeteli questi scritti; è edificante per lo spirito.

Poi c’è suor Lucia di Fatima, per arrivare ai tempi nostri, che più volte ha parlato della Corredentrice; Padre Pio: “Nostra sì cara Corredentrice”, disse Padre Pio (Padre Pio da Pietrelcina, “Lettera di Padre Pio a Padre Benedetto da San Marco in Lamis”, 01/05/1913), e poi: “Maria è la nostra Corredentrice perché ci ha dato il Redentore e ha offerto al Padre il Figlio sul Calvario” (Padre Pio da Pietrelcina, “Epistolario IV”, Edizioni Padre Pio da Pietrelcina, San Giovanni Rotondo, 2002).

Ecco i Santi, uniti ai Padri della Chiesa. Ve ne cito solo uno, Sant’Efrem il Siro, che ha vissuto nel IV secolo; colui che Benedetto XV ha elevato al titolo di Dottore della Chiesa. Nei suoi Inni sulla Vergine Maria dice: “Ho guardato stupito Maria che allatta colui che nutre tutti i popoli, ma si è fatto bimbo. Dimorò nel seno di una fanciulla, colui che di sé riempie il mondo. Una figlia di poveri è diventata madre del Ricchissimo che si fece portare dall’amore. C’è un fuoco nel seno della Vergine, ma la Vergine non vien bruciata da quella fiamma. Un carbone acceso che ha abbracciato Maria; essa lo porta in braccio e non è lesa. La fiamma riveste il corpo ed è portata sulle mani da Maria. Un gran sole si è raccolto e nascosto in una nube splendida. Una fanciulla è diventata madre di colui che ha creato l’uomo e il mondo” (Sant’Efrem il Siro, Inni sulla Natività, XI 6-8).

Ecco i profeti. Ed ecco che tutto si compie, cari fratelli. Parole profetiche.

Ci sono anche i Papi precedenti, veri, che hanno parlato di “Maria Mediatrice di tutte le grazie” e di “Maria Corredentrice”. Li scorriamo velocemente: Papa Leone XIII – a cui si dice di rifarsi! – parla di “Maria Mediatrice di tutte le grazie” più volte; Papa Pio IX, colui che l’8 dicembre del ‘54 ha proclamato il Dogma dell’Immacolata (Pio IX, “Bolla Ineffabilis Deus”, 08/12/1854); Benedetto XV, colui che dice che l’autorità di Maria nei confronti del Figlio è tale che qualsiasi grazia Egli conferisca agli uomini, Lei ne ha la distribuzione e la ripartizione (Benedetto XV, “Lettera apostolica Inter Sodalicia”, 22/03/1918); Pio X, che ha parlato di “Corredentrice del genere umano” (Pio X, “Enciclica Ad diem illum laetissimum”, 02/02/1904); Pio XI, che ha parlato di “Corredentrice”; Pio XII, colui che il primo novembre del 1950 proclama il Dogma dell’Assunzione (Pio XII, “Costituzione apostolica Munificentissimus Deus”, 01/11/1950). Dulcis in fundo, Giovanni Paolo II. Questo per far comprendere che non ci siamo fermati al pre-Concilio, ma siamo andati avanti, anche se chi ha indetto il Concilio non ha fatto bene, non ha fatto la Volontà di Dio, ma ha fatto la sua, di volontà. Ecco i danni che poi ne sono scaturiti. Però, dopo Papa Paolo VI, c’è stato Giovanni Paolo I che, con il suo sangue, ha lavato quegli errori. E poi Giovanni Paolo II, che pur può aver commesso degli errori – nel cammino di santità si possono commettere degli errori –, ma è stato un grande Santo, che dir si voglia. E lui ha parlato tante volte, oltre dieci nel suo pontificato, di Maria Corredentrice.

Tutti costoro. Poi si è arrivati a Benedetto XVI, che ha sospeso il giudizio. Ma mai nessuno aveva avuto l’ardire di negare Maria Corredentrice. Solo due l’hanno fatto: coloro che sono venuti dopo Benedetto XVI. Sono veri pontefici? Questa è la domanda che tanti si dovrebbero fare. Perché? Perché se non si comprende questo… (Mt 24,5); di conseguenza le loro nomine – il pontefice attuale non sarebbe né vescovo né pontefice se non l’avesse nominato il suo predecessore. Allora noi ci stiamo arrovellando su parole di queste persone. Chi sono? Chi le ha chiamate a quel ministero? Lo Spirito Santo? Questa è una domanda che vorrei rivolgere a chi si arrovella commentando le singole parole: “ma non ha detto che non è”; “in realtà ha sospeso il giudizio…”. Ma che “ha sospeso il giudizio”?! “È sconveniente”.

È sconveniente per chi? Non certo per i figli di Dio, come abbiamo visto, non certo per voi fedeli della Madre Chiesa. La Madre Chiesa ha preso il largo, da tempo (Lc 8,22). Queste parole dette sono a beneficio anche di tutti coloro che vogliono rimanere cristiani; ma non certo per voi, cari fratelli, perché se siete qui ben sapete che per la Madre Chiesa Maria è Corredentrice.

È stato proclamato il quinto Dogma: 22 dicembre del 2019. E invito tutti ad andarlo a riprendere, questo Dogma di Fede. Ecco il Decreto Pontificio che istituisce questo (Decreto Pontificio, “In Maria, con Maria e per Maria”, 22/12/2019).

Ma non vi è solo questo, perché la Madre Chiesa è andata avanti per cercare di far comprendere il Mistero di Maria, alla luce della Sacra Scrittura – oltre che alla tradizione or ora citata.

La Sacra Scrittura: Genesi 3,15: è scritto chiaramente che la vittoria passerà tramite Maria. Non è un’azione completata nel momento in cui inizia la storia della Redenzione. Maria schiaccerà con il Suo calcagno, insieme alla Sua stirpe, il serpente antico per sempre, sprofondandolo per sempre (Ap 20,10). Apocalisse 12: ecco la guerra, che è descritta nel Libro della Rivelazione, tra San Michele, gli Arcangeli e gli Angeli fedeli a Dio che combattono il dragone rosso, combattono la prima bestia e la seconda bestia (Ap 12,7-9; Ap 13,1-18). Questo è scritto.

Allora, a chi “conviene” non elevare Maria al più alto rango? Ai figli di Dio o a coloro che saranno sconfitti (Ap 17,6) da Maria e dalla Sua stirpe ? Certo che, se si toglie la devozione viva al popolo di Dio, ai semplici, ai piccoli (Mt 16,6) – ma penso anche a tanti, che si ritengono intellettuali e teologi, che non riescono a comprendere l’inganno (2Ts 2,3) –, certo che tanti cadranno nel baratro. Che cosa è scritto nella pagina del Vangelo di oggi? Che quel servo infingardo sarà sprofondato dove vi è pianto e stridore di denti (Mt 22,13). Fuor di metafora, quello è l’inferno. Lo dice Gesù.

Poi c’è il Magnificat, per continuare a citare la Sacra Scrittura: “Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente” (Lc 1,49). Così come nel Vangelo di Luca è scritto: “Nulla è impossibile a Dio” (Lc 1,37). Ma chi sei tu, uomo, per voler mettere limiti a Dio nell’innalzare Maria e lodare e onorare la Sua Grazia, averLa innalzata “per Grazia” al fianco del Redentore? Chi sei tu, uomo?

Ecco l’Incarnazione, citata prima. Ecco ciò che avvenne sotto la Croce, quando Gesù affidò al figlio, che in quel momento rappresentava l’umanità, la Madre. “Figlio, ecco tua madre” (Gv 19,27). Affidato perché? Affinché, tenendo ben strette le mani della Madre, quel figlio e tutti i Suoi figli potessero approdare alla Salvezza (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “Il Ritorno di Gesù”, 30/10/1994). Ecco l’Apocalisse citata, in quella battaglia tra il Bene e il male. Ma si potrebbe citare pure San Paolo quando parla del Mistero della Corredenzione, parlando di sé nella Lettera ai Colossesi e dice: “Sono lieto delle sofferenze che sopporto per voi e completo nella mia carne quello che manca ai patimenti di Cristo, a favore del suo corpo che è la Chiesa” (Col 1,24). Ciò che manca “lo offro per completarlo” . Allora siamo tutti chiamati all’opera di Redenzione. Maria è la prima, ma tutti i figli di Dio sono chiamati.

Qui ci si sta allontanando velocemente dalla sana Dottrina, con la scusa della “sconvenienza”.

Ecco che la Madre Chiesa, dopo aver proclamato il Dogma, ha proclamato anche un Atto di Fede, che voi tutti ricordate, il 15 maggio del 2022; ha chiesto un Atto di Fede a tutti i suoi fedeli (Atto di Fede, “Atto di Fede al Cuore del Padre per il Cuore di Maria”, 15/05/2022). Ed è importante questo Atto di Fede, non ve lo dimenticate. Perché? Perché per la Dottrina di questa Madre Chiesa è “necessario” consacrarsi a Maria per arrivare alla Salvezza. Ecco l’Atto di Fede che viene richiesto, così come è stato ribadito in più Atti di Magistero. Penso all’Atto del “Consacrarsi a Maria è un Atto necessario” del 14 ottobre del 2024 (Atto di Magistero, “Consacrarsi a Maria è un Atto necessario”, 14/10/2024) o penso all’Atto “Maria Madre della Cristianità” del 31 ottobre del 2024, giusto per citare gli ultimi, dove è scritto che “Maria è l’Alfa della Cristianità, che ha donato al mondo ciò che il Padre aveva promesso. Ecco l’Inizio, l’Apice, il Fulcro della Cristianità, quel Tempio vivo che ha permesso al Verbo di venire nel mondo”. Per poi proseguire dicendo: “Nella Nuova Gerusalemme il Verbo è tornato, come aveva promesso. Ed ecco nuovamente Maria, Omega della Cristianità: da dove tutto è iniziato, tutto termina, per far immergere tutti nel Cuore del Padre, Approdo finale dell’Itinerario della Salvezza. Ecco quindi: il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo e Maria, Collante tra Dio e l’umanità, Espressione dell’Amore del Padre, Colei che non ha tenuto per Sé il Dono più grande che il Padre Le ha fatto ma Lo ha donato, sapendo di trovarLo in una moltitudine, per riconsegnare tutti i Suoi figli al Padre, santi e purificati nel Suo Amore di Madre. Questo è il Cammino di ogni cristiano”, conclude questo Atto di Magistero, “nascere da Maria, così come è nato Gesù, e ritornare in Maria, rinascendo dall’Alto nello Spirito, per poi ritrovarsi nel Padre, nella Sua unica ed eterna Bontà, pura e santa, per l’eternità” (Atto di Magistero, “Maria Madre della Cristianità”, 31/10/2024).

Questa è la Dottrina della Madre Chiesa che noi tutti quanti insieme viviamo (At 2,42).

Noi vogliamo andare avanti: “Barra dritta e avanti tutta” (I Canti della Nuova Gerusalemme, Coraggio sono Io, 2025). E vorremmo portarci avanti tutti coloro che amano Maria. Non perdete tempo nel disquisire su ciò che è già assodato. È un disquisire su ciò che è assodato per farvi tornare indietro anziché andare avanti, per depotenziare i figli di Dio. Perché Maria è l’Arma più potente che c’è per vincere il nemico di Dio: è scritto (Ap 12). Sarà Maria e la Sua stirpe a schiacciare il serpente antico: è scritto (Gen 3,15).

Il ruolo di Maria è tutto da scoprire e vivere negli ultimi tempi, come diceva San Massimiliano Maria Kolbe (San Massimiliano Maria Kolbe, Scritti, 1937 – 1941). Questo noi vogliamo fare: scoprirlo, viverlo e farlo vivere a chi vuole.

Ecco che la Consacrazione al Cuore Immacolato di Maria, per questa Madre Chiesa, è un atto necessario. Il Mistero di Maria, io vi dico, è dirimente per giungere alla Salvezza.

Il tempo non ha tempo e, nel Pensiero di Dio Padre Onnipotente, Maria già era. Maria è in relazione con il Padre da sempre. Maria è, in Dio, con Dio e per Dio. Si comprende questo quanto più è viva la volontà di aderire al Piano di Amore e di Redenzione di Dio Padre Onnipotente per sconfiggere il nemico di Dio e piantare in questa Terra la Generazione dei Santi che porteranno tutti a vivere l’Eternità (Atto di Magistero, “La Generazione dei Santi”, 23/03/2025). Così come è stato rivelato alla Fanciulla di Dio, Gesù è stato il primo a consacrarsi a Maria. Vedetela quella Rivelazione, “Maria, mi consacro a Te” (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “Maria, mi consacro a Te”, 10/03/1986).

In questa Chiesa il vero culto è vivo al Re dei re, all’Onnipotente (Ap 4,8) e alla Grazia di Maria. Ecco il nostro culto alla “Grazia” (Lc 1,28). Tutto si deve comprendere alla luce della Grazia che il Padre ha riservato e riversato su Maria che da sempre era nel Suo Pensiero. Poi ha preso carne, certamente: creatura! Certamente: creatura! Ma la Grazia è Grazia. Dal Suo Cuore tutto passa per innestarsi nell’unico Albero rigoglioso, sempre verde, sempre forte, quell’Albero della Vita (Ap 2,7) che qui è stato piantato, nella Nuova Gerusalemme (Ap 21,1), che porterà tutti alla Salvezza.

Il Padre disse alla Sua Fanciulla: “Avvisa tutti, rendi tutti avvertiti della Nuova Era che qui sopraggiunge” (Rivelazione di Dio Padre Onnipotente a Maria G. Norcia, “L’Immacolata abita in Noi”, 28/06/1983). Parole dimenticate volutamente da tanti, parole molto più vive per coloro che ora abitano in questa Terra, perché il tempo è passato, ed è giunto, in cui l’Era si stabilisce e il mondo veda e, chi vuole, si ravveda, perché il Padrone della Vigna è rientrato (Mt 20,8) ed è pronto, con la Sua Falce, a tagliare l’erba cattiva e a prendere il Suo Raccolto (Ap 14,14-16) perché il Vino è pronto (Mt 26,29) e il Sole è alto (Ap 1,16). E così sia.