12 luglio 2026
Vangelo: Marco, cap 5, vv. 21-24.35-43
Omelia del Pontefice Samuele
Tempo dell’Ascesa Mariana
Am qaddish kum! Popolo Santo, alzati!
Non temere ma continua solo ad avere fede!
“Non temere, continua solo ad avere fede!” (Mc 5,36). Questo è il cuore del Vangelo che oggi abbiamo ascoltato e che oggi ancor di più metteremo al centro della nostra vita, perché al centro della nostra vita vi è la Fede. Ecco questo Vangelo che proclama la Fede: una Fede che conduce alla Vittoria. “Talità kum!” (Mc 5,41). Ecco la Vittoria: alzarsi, camminare e vincere, facendo la Volontà di Dio.
Questo, cari fratelli, Gesù vuole incidere anche oggi nel nostro cuore; oggi, in cui viviamo questa domenica del Tempo dell’Ascesa Mariana, un tempo che ci porta a contemplare Maria nella pienezza, a contemplare il Suo ascendere nel Cuore di Gesù: una vita spesa per fare la Volontà di Gesù; una vita spesa per portare i figli a fare la Volontà di Gesù (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “Colei che è sintesi dei profeti e degli antichi patriarchi”, 26/07/1996). E ora ecco che noi ci dobbiamo concentrare, per ascendere a nostra volta nel Cuore di Maria, e così ascendere nel Cuore di Gesù, in quella comprensione della Verità tutta intera (Gv 16,13) che… Maria ci guida per poter vivere Gesù, Colui che è Verità.
Ecco, dunque, questo Vangelo, che è segnato da alcuni episodi chiave.
Un primo episodio, che è narrato nei Sinottici: tutti e tre gli Evangelisti – Matteo, Marco e Luca – raccontano questo episodio che, quindi, ci aiutano a comprendere nella pienezza. Gesù passa “all’altra riva” e giunge “nella Sua città”, dice Matteo (Mt 9,1). Ecco il passare alla Riva dove vi è la Sua Città, la Città del Maestro. In chiave escatologica, questo ci porta a vivere questa Terra, questa Riva, Isola Bianca, dove vi è la Città Santa, dove il Maestro è sceso per portare la Sua Dimora (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “La Città Santa”, 23/06/1996).
Poi vi è questo personaggio, Giàiro, che è capo della sinagoga; e quindi la sinagoga ci porta alla Chiesa, alla Chiesa che a quel tempo era considerata “la” Chiesa (Mc 5,22). Ma questa Chiesa è malata – e Gesù è mandato dal Padre per guarire quella Chiesa, quella religione – così com’era malata la figlia, unica figlia, di questo uomo. E questa figlia aveva dodici anni: “dodici” è un numero che ricorre. Ma al tempo “dodici anni” segnava la maturità, anche di fede; e quindi: un tempo pieno che esprime maturità. Il tempo è pronto (Atto di Magistero, “Il Tempo dell’inizio dell’Avvento spirituale dell’Opera e dell’Azione di Dio”, 22/02/2026).
E questo episodio è incastonato in un altro episodio che l’Evangelista Marco racconta: quello dell’emorroissa che, malata da dodici anni – ecco questo “dodici” che ritorna –, tocca il mantello del Maestro, da cui esce la Potenza, e viene guarita (Mc 5,25-34).
Quindi questo “dodici”, che segna le dodici tribù d’Israele: ecco la prima Alleanza; i dodici Apostoli: ecco la seconda Alleanza; per poi giungere a Maria contornata dalle Sue dodici Stelle (Ap 12,1): questo tempo che stiamo vivendo, che sancisce la terza Alleanza.
Questi episodi sono arricchiti da altri episodi che vengono raccontati nel brano del Vangelo. Vi è un uomo, nella casa di Giàiro, che ad un certo punto va incontro a Giàiro e gli dice: “Non importunare il Maestro, la bambina è morta” (Mc 5,35). Gesù tira dritto, non dà retta a quelle parole. E io vi dico: quelle parole furono dette perché veramente non si voleva importunare il Maestro o vi era altro che quell’uomo voleva in realtà fare e dire? Si credeva veramente che quell’Uomo fosse il Maestro? Chi abitava nella casa – in quella sinagoga, in quella casa – credeva veramente che Gesù era il Maestro? O si aveva vergogna di far entrare in quella casa il Maestro, a maggior ragione dopo che era successo ciò che era successo? Era disperazione o era vergogna di far entrare il capo di una “setta”? Così era considerato Gesù a quel tempo, uno “scomunicato”. Chi abitava quella casa credeva veramente, come Giàiro era invitato a fare da Gesù, oppure si celava altro in quelle parole? Lo comprendiamo da ciò che si dice subito dopo. Quando Gesù entrò con i Suoi e disse: “Non vi preoccupate, la fanciulla dorme” (Mc 5,39). Che cosa fecero coloro che abitavano la casa di Giàiro? Credettero o Lo derisero? La seconda: Lo deridevano. E questo ci fa comprendere ciò che li animava veramente. Credevano al Maestro o nel loro cuore deridevano, e deridevano anche Giàiro, il loro capo, che stava facendo fare loro una brutta figura nell’accogliere quell’Uomo, anche e soprattutto dopo che la figlia era morta?
Ma Gesù, come ho detto, ha tirato dritto. Come sempre, il Maestro ha tirato dritto. Così fu quando ci fu l’episodio di quel romano che chiese la guarigione della figlia: “Non sono degno che Tu vieni sotto il mio tetto, ma di’ soltanto una parola e ciò che tu comanderai si farà” (Mt 8,8). Così come disse alla sorella di Lazzaro, dopo che Lazzaro spirò: “Abbi fede! Abbi fede! Abbi fede!” (Gv 11,40). Ecco la coerenza di Gesù, dall’inizio alla fine.
La Fede, cari fratelli, ci insegna Gesù; a credere anche quando il mondo non crede più. E noi viviamo un tempo in cui tutto questo si è attualizzato nuovamente. È un mondo che non crede più, non ha più fede. Ma vi dico di più: è un mondo che si vergogna di Gesù, si vergogna del Maestro, si vergogna dei Suoi insegnamenti. Perché gli insegnamenti del Maestro sono “divisivi”, non sono “inclusivi”, perché la Verità “taglia” (Mt 10,34). Che cosa? Taglia la menzogna, taglia il peccato, taglia tutto ciò che ci può far rompere la Comunione con il Maestro. Ma il mondo questo non lo vuole ascoltare più perché il mondo si è dato alle favole (2Tm 4,4); perché la Casa, che Santa era e Santa doveva rimanere, è diventata apostata (2Ts 2,3): non si crede più. Perciò tutto sta andando come ora vediamo. Ecco che la Storia ritorna; ma la Storia, madre e maestra, va compresa affinché gli errori del passato non ritornino.
Ecco che Gesù entra in casa e caccia tutti fuori (Mc 5,40); ecco che l’Autorità e la Forza e la Passione di Gesù emergono. Non piace, questo Gesù; questo è un Gesù “scomodo”: Gesù che caccia fuori “non è bravo”, per chi è animato dal pensiero del politically correct. Invece Gesù tira dritto. Lascia solo i Suoi; quel padre e quella madre che aveva invitato ad avere fede, e i Suoi Testimoni.
Ecco quei tre che ritornano, i Testimoni: Pietro, Giacomo, e poi abbiamo Giovanni, che è unito all’altro Giovanni, che è unito a sua volta a San Paolo: i quattro Cardini della prima Chiesa, su cui Gesù ha iniziato a diffondere il Suo Messaggio; quattro Cardini che ha preparato per tempo e nel tempo.
Questi sono coloro che ha portato con Sé nei momenti più importanti: questo; il momento della Trasfigurazione (Mc 9,2); e il momento della Sua agonia nel Getsèmani (Mc 14,33), quando chiedeva ai Suoi amici: “Pregate, ho bisogno del vostro aiuto, aiutatemi”. Li ha preparati perché potessero essere Colonne forti.
Ecco perché vi dico che questo episodio è significativo dei tempi che stiamo vivendo, perché l’umanità è malata, così come era già malata al tempo in cui Gesù visitò la Sua Fanciulla, la nostra Fanciulla, Maria Giuseppina. Come non pensare alla Sua guarigione nel momento in cui ascoltiamo “Talità kum”. Come non pensare a quel 19 maggio del ’74, quando Gesù rivolse le stesse parole alla Sua Fanciulla, dicendoLe: “Alzati!”, dopo averLa operata e guarita. E quella Fanciulla, così come è scritto nel Vangelo di oggi, prontamente si alza e si mise a camminare (Mc 5,42). Come prontamente si è alzata la nostra Fanciulla! Come ha camminato la nostra Fanciulla! Ha corso, per poter adempiere alla Volontà di Dio! “Mi vuoi aiutare?”. “Sì!”, Gli rispose. Senza indugio. E da quel momento si mise a correre per annunciare a tutti la Nuova Gerusalemme (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “Il Sacrario più grande che ci sia”, 29/09/1986), per annunciare a tutti che Gesù qui è tornato (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “Il Ritorno di Gesù”, 30/10/1994), per dire a tutti che Gesù qui tutti attende (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “La Dimora stabilita da Gesù”, 09/03/1997), per sfamare con il Suo Pane; Egli, Pane vivo disceso dal Cielo (Gv 6,51).
Perciò è scritto nel Vangelo: “Comandò loro: ‘Datele da mangiare’” (Mc 5,43). La Fanciulla mangiò, perché si doveva nutrire. Di chi? Di che cosa? Del Pane. Quale pane? Del Pane vivo disceso dal Cielo. La Fanciulla si è fortificata nutrendosi di quel Pane per, a sua volta, fortificare e far nutrire di quel Pane tutti coloro che sarebbero accorsi nel tempo e per tempo nella Nuova Gerusalemme, Compimento delle Promesse del Padre, così come è scritto (Ap 21,3).
L’umanità avrebbe già visto la fine a quel tempo: dopo la Seconda Guerra Mondiale, il tempo della fine era arrivato, ma il Padre concesse ancora tempo e diede Misericordia. Poi arrivò il tempo della Guerra Fredda: pochi anni e tutto sarebbe nuovamente finito.
Ma Gesù, nella Sua infinita Misericordia, ha voluto dare ancora tempo all’umanità. Ed ecco la chiamata di questa Fanciulla, Donna, per risollevare la Chiesa. Ecco la Donna, simbolo della Chiesa che guarisce.
Ebbene, cari fratelli, è giunto il tempo, ed è questo, in cui ora l’umanità che ancora vuole salvarsi deve credere. Si deve credere a tutto ciò. È giunto il tempo di credere al Mistero del Bambino Gesù. È giunto il tempo di credere alla Nuova Gerusalemme (Ap 21,2) affinché Gesù possa operare le Sue Grazie: per poter nuovamente guarire, per poter nuovamente salvare, così come ha fatto con questa Fanciulla e così come ha fatto in tanti altri episodi della Sua vita. Tutto ritorna. Si deve comprendere quanto significa, cosa significa avere fede e fiducia in Colui che tutto può, anche davanti alla morte terrena, anche davanti a tanti che saranno e sono increduli. Giàiro ce li aveva in casa, gli increduli, eppure ha avuto fede. Anche davanti alla morte, tutto può Gesù.
Ecco l’invito ad avere fede, fratelli cari. Una Fede grande, che mai arretra, ma che ci porta ad andare avanti, avanti, sempre avanti (Lc 9,62). È il tempo di credere. Chi crede, vedrà la Magnificenza di Dio perché, in questa Culla, Gesù sbalordirà il mondo (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “L’Altare Privilegiato Eterno per l’Unione Ipostatica”, 30/06/1985).
Ecco la Rivelazione che, alla vigilia di questa Festa, la Madre Chiesa ha voluto diffondere in quel Messaggio d’Amore, diffuso a tutti, che la Fanciulla di Dio ha ricevuto da Gesù, affinché tutti possano sempre di più avere la Certezza e vivere di Certezza perché la speranza, in questo Luogo Santo, ha lasciato il posto alla Certezza.
Certo, non vi potrà mai essere Certezza per coloro che non credono al Compimento delle Promesse di Dio, che non credono che Gesù è tornato. Si crede ancora al Ritorno di Gesù, dico a tanti? Si crede ancora al Compimento dei compimenti? Alla Promessa che il male sarebbe stato distrutto, per poter vivere Cieli nuovi e Terra nuova (Ap 21,1)? Ci si crede?
Se non si crede a questo, non si potrà mai credere che il Preziosissimo Sangue di Gesù è stato nuovamente sparso in Spirito e Verità da quel Gesù che è sceso dal Cielo (At 1,11) e spiritualmente sta portando tutto a compimento. Perciò non si crede alla terza Alleanza. È un unicum: la seconda e la terza. Ma a causa dell’apostasia di una casa, il Padre ha mandato nuovamente Suo Figlio, che ha rinnovato quello Spargimento di Sangue spirituale per poter sigillare di nuovo quell’Alleanza, rotta dall’apostasia di chi non ha creduto più. Questo si deve comprendere, a tanti dico, per poter comprendere la terza Alleanza, in Cristo, con Cristo e per Cristo. Nessuno ha cambiato religione: altri lo hanno fatto, non questa Chiesa (Atto di Magistero, “La comunione nell’unica fede: Cristo”, 11/05/2025).
In questa Rivelazione, chiamata “Il Luogo Santo del Ritorno di Gesù”, Gesù parla alla Sua Fanciulla e dice che questo è il tempo della Certezza, questo è il tempo di essere “lampade splendenti”. “Qui si trova la Sorgente dell’Amore” di Gesù. Cito testualmente: “Figlia Mia, Io ripeto e tu ricorda a tutto il mio popolo che qui si trova la sorgente del mio amore e soltanto l’amore di Dio può rendere puri i loro cuori e farli degni di essere figli prediletti di Dio” (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “Il Luogo Santo del Ritorno di Gesù”, 19/02/1995). E ancora: “Riuscite a immaginare il Figlio di Dio che scende in mezzo a voi per liberare il mondo da tutte le conseguenze del peccato, per rendere finalmente giustizia ai giusti, facendo loro ereditare la terra rigenerata dall’immenso amore del Padre?” (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “Il Luogo Santo del Ritorno di Gesù”, 19/02/1995). E ancora: “Riuscite a comprendere che cosa significa vivere insieme al Figlio di Dio, insieme a Maria, madre mia e vostra, nutriti ogni giorno dell’amore del Padre e santificati dalla Sapienza dello Spirito Santo?” (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “Il Luogo Santo del Ritorno di Gesù”, 19/02/1995).
Ecco l’accorato Appello che Gesù ci rivolge tramite la Sua Fanciulla. Riuscite a comprendere? Credete voi a questo? Dice Gesù: “Ecco Io voglio che in ognuno di voi ci sia questa certezza, perché nel mio nuovo Regno non vi potrà più essere posto per gli incerti e i dubbiosi” (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “Il Luogo Santo del Ritorno di Gesù”, 19/02/1995).
Cari fratelli, “Talità kum!” disse Gesù alla Sua Fanciulla. “‘Am qaddish, kum!” dico io a voi. “Popolo santo, alzati! Popolo santo di Dio, ergiti!” Perché questo è il tempo di poter sempre di più manifestare la propria fede.
A tanti che sono ammalati e sofferenti nell’anima e nel corpo, dico: “Non temere, continua solo ad avere fede!”. A tanti anziani, a tanti che sono vittime della depressione, dell’ansia, del mal di vivere: “Non temere, continua solo ad avere fede, fratello, sorella”. A tanti che sono malati nel corpo, a cui non è stata data più nessuna speranza di vita, dico: “Non temere, continua ad avere fede. Dio tutto può. Credi tu questo?”. Ecco la domanda che il Salvatore ci rivolge oggi, in questa domenica, Tempo di Ascesa Mariana.
Aggrappatevi a Maria, aggrappiamoci al Suo Cuore Immacolato, stringiamo forte le Sue mani, perché chi prende le Sue mani ha già intrapreso la Strada che porta al Cuore del Padre (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “Il Ritorno di Gesù”, 30/10/1994). Stringiamole forte, le mani di Maria, consacriamoci ogni giorno al Suo Cuore Immacolato e nessuno avrà a temere (Atto di Magistero, “Consacrarsi a Maria è un Atto necessario”, 14/10/2024), perché qui Gesù è sceso per amare ogni figlio e per amarlo nel profondo, per amarlo nell’intimo. Ecco la Fede. Ecco il Vangelo della Fede che si incarna.
Alzati e cammina, Popolo santo di Dio, e annuncia a tutti che il Bambino Gesù è tornato e qui tutti attende; e qui tutti vuole sfamare con il Suo Pane vivo (Atto di Magistero, “La vera Comunione con il Pane vivo disceso dal Cielo”, 02/06/2024). Ecco il Mistero della transustanziazione che si rinnova: Gesù, vero Pane e vero Vino. Non una favola, non un qualcosa che “ricorda” o un’“immagine” di ciò che è accaduto, ma la Verità. Perché Dio è Spirito, ed è giunto il tempo, ed è questo, in cui i veri adoratori dovranno adorarLo in Spirito e Vita (Gv 4,23-24; 6,63). E così sia.