1 novembre 2026

Vangelo: Matteo, cap 5, vv. 1-12
Festa Solenne di tutti i Santi
Omelia del Pontefice Samuele

Siate santi per manifestare al mondo
la Casa dove dimorano i Santi di Dio

“Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli” (Mt 5,12), in quei Cieli che qui il Padre ha avvicinato a questa Terra d’Amore, affinché Cielo e Terra possano sempre più essere un’unica Dimensione, un’unica Realtà, un’unica Realtà metafisica dove il Regno di Dio si stabilisce (Ap 21,2-3).

Ecco la Nuova Gerusalemme cantata, profetata, annunciata (Is 62,1-4) e che ora si vive. La vivono i Santi, perché la Nuova Gerusalemme è la Città dei Santi. Beati voi, che vivete per essere santi. Beati voi, che offrite e soffrite in questo mondo, avendo rinunciato a tutto ciò che è mondo e al peccato (1Gv 2,15-16), per poter già da ora vivere “metafisicamente” la Città Santa, per potervi unire a tutti coloro che, già santi, già abitano la Nuova Gerusalemme, in quel Cielo unito alla Terra (Ap 21,10). Ecco che tutto si compie. Ecco che ogni promessa si tocca con il cuore. Se il cuore è puro – ecco la beatitudine, “Beati i puri di cuore” (Mt 5,8) – tutto ciò si vive. Beati voi che vivete tutto ciò. Beati voi, perché questa è la vera beatitudine, già ora, che si vive.

Questo è il nostro ringraziamento al Padre Santo per averci donato questa Terra d’Amore, per aver rivolto il Suo Sguardo benevolo e misericordioso su questo Fazzoletto di Terra dove poter vivere da Santi.

Ecco l’esultanza dei figli. Ecco la Festa dei figli, Festa di tutti i Santi, gli eroi della Fede cristiana (Atto di Magistero, “La Fede Cristiana”, 27/10/2024), coloro che hanno vinto questo mondo (1Gv 5,4). Festa di coloro che hanno perseverato fino alla fine (Mt 24,13), combattendo e vincendo la buona battaglia della Fede (2Tm 4,7). Festa di coloro che sono stati pazienti e perseveranti nelle prove e nelle tribolazioni (Gc 1,12) perché, come dice san Paolo, “noi ci vantiamo anche nelle tribolazioni, ben sapendo che la tribolazione produce pazienza, la pazienza una virtù provata” (Rm 5,3-4). Ecco la pazienza, che è la virtù dei forti, che sono figli di Colui che è Forte, il più Forte: Dio Padre Onnipotente.

Nelle prove e nelle tribolazioni siate saldi nella Fede (1Pt 5,9), perché il Padre permette le prove (Sir 2,1-5) per aumentare sempre più la resistenza dei Suoi figli a questo mondo, che deve essere vinto e sarà vinto, come lo hanno vinto i Santi, coloro che sono già santi, e come lo vinceranno coloro che vivono per essere santi.

Ecco che il Padre ci vuole santi (1Ts 4,3), così come nella Celebrazione liturgica di questa Madre Chiesa si recita. Chi sono i Santi? “I santi di Dio sono coloro che nella quotidianità si impegnano, vivono e manifestano, con cuore e volontà […] lo Spirito del Figlio di Dio, uniformando la propria vita alla Vita di Colui che è, andando contro se stessi e mettendo al primo posto l’unico bene primario: Dio” (Messale della Chiesa Cristiana Universale della Nuova Gerusalemme). Questi sono i Santi e coloro che vogliono vivere da santi, che rinnegano sé stessi (Mt 16,24), quindi il proprio io, per mettere al primo posto l’Unigenito Dio (Gv 1,18), che è Santo, che è Amore (1Gv 4,8), che è Persona.

Ecco che le prove, come disse Gesù alla Sua Fanciulla, sono come la “porta stretta” (Mt 7,13-14). “Le prove allora sono un po’ la porta stretta, attraverso la quale non possono passare, finché non lasciano cadere i grossi fardelli che si portano ancora dietro: sono come la valle oscura, la notte nella quale camminano, sicuri perché sono sostenuti da Me nello Spirito, che fa germogliare, crescere e fruttificare quel seme che ho posto nella loro chiamata” (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “La Catechesi”, 01/01/1988). Non scoraggiatevi, fratelli cari, nelle prove, ma in quel momento serrate le fila, le fila del cuore, per poter ancor di più stringervi nella preghiera e stringervi in quell’Unigenito Amore, affinché le prove possano vederci vincitori e poter alzare sempre di più quell’asticella della Santità che ci deve portare ad essere perfetti (Mt 5,48).

Ecco la preghiera che Gesù ci ha insegnato e che nessuno può e deve cambiare, quella del Padre Nostro (Mt 6,9-13), in quell’ultima parte, dove Gesù ci insegna a pregare il Padre: “Non ci indurre in tentazione” (Mt 6,13). Grave è aver cambiato il Padre Nostro e aver modificato questa Parola di Gesù (Atto di Magistero, “Padre Nostro”, 25/12/2018). Perché? Perché “lo spirito è pronto, ma la carne è debole” (Mt 26,41). E Gesù questo ben lo sa: per quanto è stato Santo e perfetto, ma da vero Uomo sa che la carne è debole e quindi ci insegna a chiedere al Padre: “Padre, non ci indurre nella tentazione, ma liberaci dal male” (Mt 6,13). Rimanete saldi sull’unica Parola del Maestro e aiutate tutti a non cambiarLa, perché cambiarLa significa far abbassare le difese. Ecco il depotenziare la preghiera.

Perciò, fratelli cari, rimanete innestati in Gesù (Gv 15,4-5). Siate santi come Gesù è Santo (1Pt 1,15-16); siate santi come Maria Santissima è Santa; e siate santi come Maria Giuseppina è Santa. Ecco quell’Esempio vivo, concreto, tangibile per tanti, che il Padre ci ha voluto dare in questi tempi. Così come abbiamo meditato in questi ultimi giorni, in quella grande Rivelazione, “Non sei mai sola”, di cui abbiamo celebrato l’anniversario, dove Gesù dice: “L’Amore nel Figlio è talmente sublime, assoluto e completo che è Persona. Quindi, l’Amore è Spirito ed è Santo. Non la Santissima Trinità da una parte e l’umanità dall’altra, ma il Padre, il Figlio, lo Spirito Santo e Tu” (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “Non sei mai sola”, 28/10/1985), rivolto a Maria Giuseppina. “Per ogni persona deve essere così, e non per gruppi. Questa relazione, interrotta o ignorata, deve essere l’oggetto della vostra restaurazione in tutte le anime che ti affido” (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “Non sei mai sola”, 28/10/1985).

Dobbiamo comprendere bene queste parole, fratelli cari, perché il tempo è giunto (Mc 1,15). Quale “relazione interrotta o ignorata” che deve essere l’oggetto della restaurazione? La relazione tra il Padre e quel popolo che doveva rimanere santo e che ha tradito il mandato, ha tradito l’Alleanza (Ger 31,32). Ecco la “relazione interrotta” o da altri “ignorata”. Ecco “l’oggetto della vostra restaurazione”. “Vostra”: di chi? Gesù guarda avanti e pensa all’Assemblea dei credenti, all’Ecclesia, quella Chiesa nascente che sarebbe sorta, che avrebbe dovuto restaurare questa “relazione interrotta o ignorata”, per dare vita alla terza e definitiva Alleanza, affinché il Padre potesse ristabilire la Sua Alleanza con il Suo nuovo popolo (Ap 2,17).

Ecco l’opera di Maria Giuseppina, un’opera di Mediazione, perché a Lei è stato detto: “[…] in ogni anima che ti affido” (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “Non sei mai sola”, 28/10/1985). A Lei è stato affidato il compito di preparare ogni singola anima – “Per ogni persona deve essere così, e non per gruppi” (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “Non sei mai sola”, 28/10/1985) – un’azione individuale di Mediazione per poter ristabilire la Comunione con Gesù. Ecco Colei che è stata chiamata ad essere Ponte tra la seconda e la terza Alleanza, così come il Battista lo fu dalla prima alla seconda (Lc 16,16). Ecco Colei, nuovamente ripeto, che Gesù ha definito essere “sintesi dei profeti e degli antichi patriarchi” (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “Colei che è sintesi dei profeti e degli antichi patriarchi”, 26/07/1996). Ecco la comprensione, fratelli cari, amati giovani, che oggi popolate questa Chiesa in modo bello. Si deve comprendere. Questo è il momento per poter comprendere tutto; di conseguenza, fare uno scatto in avanti, alla luce di ciò che nel tempo e per tempo Gesù ha rivelato.

Ecco, cari fratelli, che, come meditato nuovamente in questi giorni nell’altro grande anniversario della Rivelazione fatta da Gesù a Maria Giuseppina, quella del “Ritorno” su questa Terra, il cuore di questo Passaggio avviene nel momento in cui Gesù si preannuncia Bambino per nascere nuovamente: “Ecco allora che Io mi rifaccio Bambino, vengo qui, in questo luogo sperduto per nascere di nuovo nel cuore di una bimba che mi ha amato come mi ha amato mia madre” (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “Il Ritorno di Gesù”, 30/10/1994). Una nuova Nascita per un nuovo Passaggio, dalla seconda alla terza Alleanza: un Passaggio importante che dovrà chiudere un’Epoca (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “La Dimora stabilita da Gesù”, 09/03/1997).

Ecco la Nuova Gerusalemme, Dimora dei Santi e dei Martiri (Ap 7,9-14), che si manifesta sempre più a questo mondo. Quei Santi e quei Martiri che Gesù, sempre in quella Rivelazione, dice che “qui convertiti riposano già accanto al mio cuore e ritorneranno insieme a Me” (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “Il Ritorno di Gesù”, 30/10/1994). Sono qui, quei Santi e quei Martiri. E, infatti, Gesù chiama questo Luogo “castello delle anime” (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “La Dimora stabilita da Gesù”, 09/03/1997): Castello inespugnabile, perché nessuno può espugnarlo, questo Castello, questa Fortezza, Dimora delle anime. Qui dimorano tutte le anime dei salvati.

Questo lo comprendiamo anche dalla Rivelazione così chiamata “La Sacra Famiglia e la Scala d’oro”, quando Maria Santissima fece vedere a Maria Giuseppina la Scala d’oro posta all’interno della Culla, dove salivano e scendevano gli Angeli e i Santi (Gen 28,12). E come li vede Maria Giuseppina questi Santi? Lei stessa ce lo dice: “Vedo anche tante anime, come figure di luce, che salgono e scendono” (Rivelazione di Maria SS.ma a Maria G. Norcia, “La Divina Famiglia e la Scala d’oro”, 25/12/1988). Ecco le anime “come figure di luce”. Perché? Perché nel momento in cui tutto si compirà, il corpo si riunirà a queste anime già salve per poter prendere corpo e ritornare a vivere in un corpo fatto nuovo per l’eternità (1Cor 15,42-44.52). Questo avverrà nel momento in cui si varcherà la Soglia per oltrepassare questo mondo ed entrare nella nuova Realtà. Passaggio, anche questo, metafisico: sì “spirituale”, ma sarà anche reale. Ecco allora che le anime, che ora vengono viste come figure di luce fluttuanti, riacquisteranno corpo.

Chi è risorto in anima e corpo già si manifesta nella sua interezza: Gesù, Maria Santissima, Assunta in Cielo in anima e corpo (Decreto Pontificio, “Istituzione del Triduo di Festa Solenne di Maria Assunta in Cielo e Corredentrice Universale”, 15/08/2025).

Ecco la Piccola Culla, Centro dei salvati.

Per questo, fratelli cari, c’è bisogno di essere santi; il mondo ha bisogno di nuovi Santi per poter nuovamente portare tanti alla Salvezza. E Gesù, sempre in questa Rivelazione, dice a Maria Giuseppina: “Figlia mia, confido come sempre sul tuo pieno e incondizionato aiuto, per schierare stuoli di anime pronte a contrattaccare con generosità e disponibilità piena. Lo so, non è facile agire in questa confusione. Coraggio!” (Rivelazione di Maria SS.ma a Maria G. Norcia, “La Divina Famiglia e la Scala d’oro”, 25/12/1988). E io a voi ripeto: “Coraggio! Coraggio! Coraggio!”. Solo chi è coraggioso, vincerà (Gs 1,9), perché questa è una vera e propria battaglia, così come Gesù ci fa capire da queste parole or ora ricordate: una battaglia tra il Bene e il male (Ef 6,12). Solo chi non la vede, o non la vuol far vedere, non ne è consapevole, o rema contro.

Ma io vi dico, cari fratelli, che il Bene vince e vincerà sempre sul male (Rm 12,21); e la Santità, unita al bene di ogni azione, farà sconfiggere e sotterrare ogni menzogna. E come tanti possono or ora vedere, le menzogne stanno venendo a galla (Lc 12,2-3), come anche in questi ultimi giorni avete ascoltato: la menzogna di chi sta al vertice, che viene scoperto nelle sue nudità, nei suoi abusi e soprusi verso tanti piccoli e innocenti , così come per tempo e nel tempo annunciato. Sarete smascherati dall’azione dello Spirito Santo. San Michele vi inseguirà uno ad uno e non avrete pace per aver torturato questi piccoli innocenti (Mt 18,6). Cercherete rifugio e non lo troverete (Ap 6,16). Cercherete accordi con i potenti e pian piano vi scanseranno tutti, perché non vorranno essere travolti a loro volta dalla caduta di Babilonia (Ap 18,10), perché è divenuta, come dice Giovanni l’Apostolo nell’Apocalisse, “covo di demoni” (Ap 18,2). I Santi di Dio vi vinceranno con le armi dell’Amore e della Preghiera. San Michele Arcangelo, unito agli altri Arcangeli, vi vincerà (Ap 12,7-8), perché il Padre è Padre di infinita Misericordia, ma anche di eterna Giustizia. E oggi più che mai ha ascoltato il grido di tanti piccoli che a Lui incessantemente si rivolgono, giorno e notte, per avere giustizia (Lc 18,7).

Voi siate santi, perché la Santità è l’unica “arma” per vincere ogni male. La Santità, e il voler essere santi, mantiene unita l’anima al Padre Creatore; mantiene saldo il cuore nell’unica certezza dell’unico Padre. La Santità fa ardere di certezza e rende ogni azione pura, viva e unita al Suo Cuore. La Santità è Maestra che unisce al Maestro, Fonte di ogni Santità. Voi siete figli della Santità, perché questa Casa è Santa e le Fondamenta sono radicate nel Cuore del Padre (Mt 7,24-25).

Voi giovani, che oggi popolate in gran numero la Città Santa, aiutate i vostri coetanei, soprattutto chi inconsapevolmente invoca i mostri, le streghe, gli spiriti (Dt 18,10-12), come è avvenuto e avviene nella notte che dovrebbe essere Vigilia dei Santi ed è divenuta una notte di demoni. Aiutate tanti a capire che non è quella la strada della Santità. Non è un gioco, perché ci si può bruciare. Voi portate tutti all’unico Fuoco che salva, quello dello Spirito Santo (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “Lo Spirito Santo”, 13/09/1984), che brucia ogni impurità e fa ardere di Vita eterna. Questa è la missione che vi affido per poter aiutare tanti altri giovani, affinché possiate tutti insieme formare l’Armata di Maria (Decreto Pontificio, “In Maria, con Maria e per Maria”, 22/12/2019), quell’Armata invincibile che qui si è formata e che sempre più sarà udita e conosciuta.

In questo ultimo tempo di questo Itinerario, aggrappatevi e unitevi al Cuore di Colei che per Grazia è divenuta Madre e Sposa – Sposa fedele; Sposa fedele; Sposa fedele, che vince e vincerà; Regina del Cielo e della Terra, contornata di Stelle (Ap 12,1) – per poter vincere quotidianamente contro ogni tentazione, perché il tempo del nemico di Dio scade (Ap 12,12) e i cuori fedeli al Padre devono essere pronti, puri e santi per difendere con ogni mezzo la purezza della Fede che qui, in questo Angolo di Paradiso, il Padre ha promesso. Ecco le eterne Radici che hanno dato vita al Germoglio di Iesse (Is 11,1), per dare a tutti l’ultimo Dono, che è l’Eternità, per vincere e concludere l’Itinerario della Salvezza, dove tutti gli Angeli e i Santi, i Martiri e il Cielo unito vivono per il Trionfo finale. E così sia.