30 agosto 2026
Vangelo: Matteo, cap 7, vv. 21-27
Omelia del Pontefice Samuele
Festa Solenne dell’Apertura al mondo
della “Piccola Culla del Bambino Gesù”
51° Anniversario
Siate, sull’esempio di Colei
che si è fatta Culla Vivente,
Piccola Culla del Bambino Gesù
Grande è la Festa che oggi viviamo. Grande è la gioia che oggi pervade il nostro cuore nell’essere qui, davanti a questa Culla, “il” Tabernacolo di Gesù (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “Il Tabernacolo di Gesù”, 19/06/1994), per poter vivere la Gioia, l’Amore, quell’Unigenito Amore che qui è sceso (At 1,11) per qui dimorare, per qui accogliere tutti coloro che vogliono vivere quella Figliolanza in Cristo, con Cristo e per Cristo. Una Figliolanza rinnovata per Volontà del Padre, una Figliolanza che ci è stata donata grazie, nuovamente, a Maria, Eterna Fanciulla; Maria, Colei che ha generato il Figlio, Colei che spiritualmente genera e rigenera il Figlio nel cuore dei figli, ogniqualvolta la Comunione tra Figlio e figli si interrompe (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “Maria mi consacro a Te”, 10/03/1986). Ecco la Mediatrice di tutte le Grazie, ecco la Corredentrice Universale, Colei che, unita al Figlio, salva per la Grazia e il Potere che Dio Le ha concesso (Decreto Pontificio, “In Maria, con Maria e per Maria”, 22/12/2019).
Ecco questa Culla, Dono del Padre per l’umanità. Grande è il Dono, grande è la gioia e grande deve essere per tutti la consapevolezza di questo Dono ricevuto, affinché il Dono sia apprezzato, vissuto e contraccambiato. Come? Gratuitamente abbiamo ricevuto e gratuitamente siamo chiamati a dare (Mt 10,8). Che cosa? Gratuitamente abbiamo ricevuto l’Unigenito Amore e gratuitamente dobbiamo farLo circolare, affinché l’Amore, l’Unigenito Amore, Cristo Amore, il Verbo fatto carne (Gv 1,14), Amore di Dio mandato nuovamente su questa Terra (Atto di Magistero, “L’Amore nuovamente è sceso sulla Terra”, 02/02/2022), sceso Bambino per poter riportare tutti alla Figliolanza con Gesù, possa ora circolare tra i fratelli: Amore a Dio e Amore ai fratelli (Mt 22,37-39). Ecco ciò che il Padre ci chiede per averci donato questa Culla, ultima Grotta dell’umanità (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “Lo Spirito Santo”, 13/09/1984), dove il Bimbo Divino risiede, dimora, dove ha posto la Sua Tenda per rendere tutti abitanti di questa Città, affinché tutti coloro che lo vorranno, possano essere accolti e dimorare con il Padre, con il Figlio e con lo Spirito Santo in questa Dimora (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “La Dimora stabilita da Gesù”, 09/03/1997), in questa Culla, Segno della Soglia del Regno di Dio, “il” Tabernacolo dove dimora Dio (Ap 21,3).
In questa Terra il Padre ha posato il Suo Sguardo, ha posto il Suo Cuore. Ed ecco che questa è la Casa fondata sulla Roccia, così come abbiamo ascoltato nel Vangelo proclamato (Mt 7,24-25). Altre case, che non sono fondate sull’Unica Roccia, sull’Unigenita Roccia, saranno destinate a scomparire, saranno spazzate via dal vento che soffierà (Mt 7,26-27) – sì, il vento del mondo, che ha smarrito Dio e che ora vive le conseguenze di tutto ciò (anche la natura si ribella e tutti ne stanno avvertendo i segni) – ma soprattutto sarà il Vento dello Spirito Santo che spazzerà via altre case (Ap 18,2) che hanno svenduto la Primogenitura e non si fondano più sull’Unica Roccia (Mc 12,10).
Grave è stato il tradimento della Prima Alleanza, ma ancor più grave è stato il tradimento della Seconda Alleanza. Perché? Perché vi era una consapevolezza maggiore, perché si conosceva la Verità tutta intera. E proprio perché La si conosceva, con consapevolezza La si è voluta svendere, nuovamente per un misero piatto di vanagloria umana (Gen 25,29-34). Più grave questo tradimento.
Ecco allora che, nel momento in cui il Padre dona ai Suoi figli la Primogenitura, i figli devono essere consapevoli del Dono ricevuto e viverLo nella santità piena, totale, affinché la Primogenitura sia apprezzata e vissuta nella consapevolezza di che cosa significa vivere la Primogenitura. Chi sono i “Primogeniti”? I “Primogeniti”, cari fratelli, sono coloro che fanno la Volontà del Padre (Mt 7,21). I “Primogeniti” sono tutti coloro che vogliono rimanere uniti, innestati nel Cuore del Figlio (Gv 15,4-5) per poter vivere il Padre. Sono coloro che sono docili e obbedienti alla Volontà di Dio, riconoscendo in questo l’unica cosa che conta: fare la Volontà di Dio (Mt 6,10), seguire la Voce dello Spirito Santo che procede nella storia, per allontanare l’eresia che si proclama altrove, dove si insegna che l’Azione dello Spirito Santo è finita. Infinita è l’Azione dello Spirito Santo, che procede dal Padre e soffia tramite il Figlio, per poter portare tutti alla Salvezza, per portare tutti alla Vita eterna. Mai il Padre avrebbe lasciati orfani i figli (Gv 14,18).
I “Primogeniti” sono coloro che vogliono rimanere fedeli all’Alleanza stipulata tra il Padre e il Suo popolo, questa Terza e ultima Alleanza. Nella misura in cui si saprà e si vorrà rimanere “primogeniti”, nessuno potrà togliere la Primogenitura, perché il Padre è fedele alle Sue Promesse (Ger 31,31). Sono gli uomini che tradiscono i patti, non il Padre.
Ecco, cari fratelli, che qui Dio è tornato perché ha trovato la fede (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “Il Luogo Santo del Ritorno di Gesù”, 19/02/1995). Disse Gesù, approssimandosi a culminare la Sua Missione terrena: “Quando il Figlio dell’uomo tornerà, troverà la fede sulla terra?” (Lc 18,8). Ebbene, è tornato qui perché qui ha trovato una scintilla di fede, “la” scintilla di fede, Colei che si è fatta Fede per poter accogliere il Bimbo Divino, farLo dimorare nel Suo Cuore, farLo crescere e farLo incarnare nuovamente nel cuore di tanti (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “Non sei mai sola”, 28/10/1985).
Ecco l’Unigenito Amore che nuovamente si è incarnato nel cuore di tutti coloro che, riconoscendo nel Bambino Gesù il Dio sceso sulla Terra, hanno nuovamente voluto essere “figli” (1Gv 3,2). Ecco quella Figliolanza finale che tutti sono chiamati a rinnovare, a consacrare, per poter essere in comunione con Dio Uno e Trino (Atto di Magistero, “Come il Nome di Gesù Redentore salva, così il Nome di Maria Corredentrice salva”, 12/09/2021). Senza questa Figliolanza non si potrà essere in comunione con Dio, perché le Alleanze precedenti non sono più. Questo si deve comprendere. Di conseguenza, chi vuole essere in comunione con il Figlio di Dio oggi, in questi ultimi tempi, deve essere in comunione con questa Casa, con questa Culla, unico Tabernacolo in cui dimora Dio Uno e Trino (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “Il Sacrario più grande che ci sia”, 29/09/1986), perché così è piaciuto al Padre; perché il Padre ha trovato Colei, ricolma della Sua Grazia, con il Cuore puro e santo, che Lo ha saputo accogliere nel Figlio, che ha saputo accogliere una parte del Cuore del Padre nuovamente donata a questa umanità per Amore, solo e soltanto per Amore; perché il Padre ama i Suoi figli e qui si è rimesso nuovamente in gioco per poter dare a tutti la possibilità di salvarsi, di poter ereditare la Salvezza, che mai sarà un regalo, ma dovrà essere conquistata. Certamente la Grazia di Dio colmerà ciò che mancherà, per aiutare i figli.
Ecco Maria, la Piena di Grazia (Lc 1,28), la Corredentrice che qui vive (Rivelazione di Dio Padre Onnipotente a Maria G. Norcia, “L’Immacolata abita in Noi”, 28/06/1983) e che qui si è unita ad un’altra Donna, Maria Giuseppina, fondendosi da cuore a cuore con Colei che si è fatta Culla Vivente del Bambino Gesù (Atto di Magistero, “Maria G. Norcia”, 21/01/2019); Colei, come disse Gesù, che Lo ha amato come Lo ha amato Sua Madre (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “Il Ritorno di Gesù”, 30/10/1994); Colei che si è fatta Culla per poterLo accogliere nel Suo Cuoricino puro e santo; Colei che si è fatta Culla per poter accogliere i figli che volevano tornare a credere nel Figlio; Colei che si è donata nella pienezza, affinché ognuno potesse essere investito e rivestito della Grazia che Ella ha ricevuto (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “Colei che è sintesi dei profeti e degli antichi patriarchi”, 26/07/1996).
Ecco la Sua Unione con Maria. Ecco la reciprocità della risposta all’Annuncio del Cielo. Così come l’Angelo, nella Prima Venuta, chiese a Maria Santissima di poter essere Ancella e Maria rispose: “Si compia in me la Sua Parola” (Lc 1,38), così ora, in questa Seconda Venuta, a questa Fanciulla è stato chiesto di poter accogliere Gesù; ed Ella, con prontezza, pur in una grande prova, ha risposto: “Ti amo, Gesù, Ti amo tanto, mi affido a Te. Mi annullo per consistere nel Tuo Cuore, affinché la Salvezza e il Salvatore possano consistere nel cuore di tutti” . Così Ella ha risposto e, grazie a questo “sì”, il Padre ha potuto compiere il Suo Progetto.
Ed ecco questa Culla che cinquantuno anni fa, ultima domenica del mese di agosto del 1975, ha aperto le Sue Porte al mondo per donare nuovamente al mondo l’Annuncio di eterna Salvezza (Decreto Pontificio, “Istituzione della Festa Solenne per l’apertura al pubblico della Piccola Culla del Bambino Gesù”, 31/08/2025).
Ecco le tre Feste più belle di cui Gesù ha rivelato alla Sua Fanciulla (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “Le tre Feste più belle”, 28/08/1994). La prima Festa: l’Ascesa al Cielo del Salvatore che, salendo al Cielo, ha spalancato le Porte del Paradiso (Mc 16,19). La seconda Festa, ancor più bella: l’Assunzione al Cielo di Maria, la Creatura che si è lasciata divinizzare dal Dio Uno e Trino, rivestita della Sua Grazia, trovata perfetta, Immacolata, pura, è salita al Cielo ed è stata coronata Regina del Cielo e della Terra (Ap 12,1), proclamata Madre Universale e proclamata Corredentrice Universale, Mediatrice di tutte le Grazie (Decreto Pontificio, “In Maria, con Maria e per Maria”, 22/12/2019). Gesù salva, Maria salva, per il Potere che Dio Le ha conferito. Ecco la seconda Festa, che ha spalancato le Porte all’umanità affinché l’umanità potesse innestarsi nella Divinità (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “L’Altare Privilegiato Eterno per l’Unione Ipostatica”, 30/06/1985).
E questa seconda Festa ha ancor di più fatto vivere ai figli il Cielo; quel Cielo che qui ancor di più si è abbassato nel momento in cui Maria Giuseppina ha proclamato il Suo ultimo “sì” e il Padre L’ha chiamata a salire nella Sua Casa. Nel momento in cui è salita alla Casa del Padre, ecco che il Cielo si è dischiuso ancor di più per tutti i Suoi figli, noi Suoi figli, in una conoscenza sempre più approfondita, in un’Unione tra Cielo e Terra sempre più profonda e viva. Ecco perché la Gerusalemme, Nuova Gerusalemme (Ap 21,2), è l’Angolo di Paradiso in Terra. Perché qui già si vive il Regno, non ancora nella pienezza, perché la “corruttibilità”, cosiddetta, vi è ancora; ma nel momento in cui il nemico di Dio, il ribelle e i ribelli saranno sprofondati per l’ultima volta, definitivamente, da Maria e dalla Sua Stirpe (Gen 3,15), ecco che allora il Regno sarà pieno. Ed ecco che sarà la terza Festa, la più bella del Cielo e della Terra, Compimento dei compimenti . E si attraverserà questa Soglia, la Soglia di questa Culla, Maria Culla, Culla Vivente, per poter entrare e penetrare l’Eternità, per poter vivere l’eterna Vita. E allora sarà Festa senza fine (Ap 21,5-8). E senza più il tentatore, non vi sarà più peccato, non vi sarà più male, non vi sarà più lutto, non vi sarà più affanno, non vi sarà più lamento, perché le cose di prima saranno passate (Ap 21,4).
Ecco che tutto si compie alla luce della Sacra Scrittura. Non “una favola” ma la Realtà di Dio. Altri si sono dati alle favole (2Tm 4,4), relativizzando la Verità, annacquando il Mistero del Sacrificio del Figlio di Dio. Questa Casa rimane innestata sulla Roccia e mai cadrà (Atto di Magistero, “La Casa fondata sulla Roccia”, 30/08/2026). Gli inferi mai prevarranno su di Essa (Mt 16,18), perché appartiene a Cristo, a Maria e alla Sua Stirpe.
Fate festa, figli di Dio! Siate in festa, in una consapevolezza che da oggi deve essere ancor più viva e totale. Per fare festa dobbiamo essere santi, per poterci porre, nei confronti di un mondo che ha perso la fede, come persone credibili; di conseguenza, cristiani credenti. Siate buoni, retti e generosi, affinché tutti possano apprezzarvi prima umanamente, poi cristianamente, spiritualmente (Mt 5,16), per poter incarnare le Virtù di Maria, per poter incarnare le virtù di questa Fanciulla, che ha incarnato nella pienezza le Virtù di Maria, a cominciare dalla docilità e dall’obbedienza. Se non si è docili e non si è obbedienti alla Parola di Dio, mai si potrà compiere la Volontà di Dio.
Cari fratelli, questa è l’unica cosa che conta; il resto non conta nulla. L’unica cosa che conta è Dio e la Sua Volontà, Dio e la Sua Verità, Dio e la Sua eterna Vita (Gv 14,6). Per questo viviamo: affinché la Vita sia e consista in tutti per l’Eternità, in Cristo e in Maria. E così sia.