28 settembre 2025
Festa dei Sette Arcangeli

Vangelo: Matteo, Cap 24, vv. 30-31
Omelia del Pontefice Samuele

Questi i loro nomi, questi i loro compiti,
questi i 7 Cori Angelici

Ecco il Segno del Figlio di Dio, Colui che qui è sceso per dimorare nella Sua Piccola Culla. E manderà i Suoi Angeli con una grande tromba; e raduneranno tutti i Suoi eletti dai quattro venti (Atto di Magistero, “La Tromba è squillata: questo è il richiamo per ogni cristiano autentico”, 17/08/2025), da un estremo all’altro dei cieli (Mt 24,30-31).

Questo è ciò che oggi il Vangelo proclama e questo è ciò che la Madre Chiesa oggi proclama in questa domenica, Festa degli Arcangeli, in questi giorni di festa che ci porteranno e ci portano a vivere la Festa dei Sette Arcangeli, che oggi la Madre Chiesa proclamerà e svelerà per far sì che, da oggi in avanti, il 29 settembre possa essere non più solo la Festa dei Tre Arcangeli fino ad ora conosciuti, ma possa divenire la Festa dei Sette Arcangeli che ora conosceremo, per poterli pregare, affinché insieme, tutti insieme, uniti agli Arcangeli e agli Angeli del Cielo, possiamo ad una sola voce lodare Dio, l’Unigenito Dio, Uno e Trino, perché ora tutto entra nel vivo. E coloro che sono chiamati a suonare la Tromba devono essere conosciuti, pregati, chiamati, venerati dal popolo di Dio (Ap 8,6) per poter, ripeto, insieme lodare l’unico Dio.

Ecco il Segno. Ecco questa Piccola Culla, Piccola Culla del Bambino Gesù, Cuore pulsante della Chiesa nascente (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “Il Sacrario più grande che ci sia”, 29/09/1986) da dove Dio Padre Onnipotente ha voluto donare all’umanità il Segno di Nascita e di Rinascita del Figlio di Dio, Segno tangibile che in questa Chiesa vive: il Figlio di Dio, il Re, Re dei re e Signore dei signori (Ap 19,16).

Ecco la Piccola Culla, la Porta che congiunge questa Terra al Cielo. Attraversare la Porta di Dio significa essere nella Città di Dio, penetrare il Mistero di Dio e conoscerLo pienamente. Voler conoscere con tutto il proprio cuore Colui che è, che ha dato la Vita come dono inestimabile. Ecco che qui vi è la Scala d’oro (Rivelazione di Maria SS.ma a Maria G. Norcia, “La Divina Famiglia e la Scala d’oro”, 25/12/1988) dove salire e contemplare le meraviglie di Dio; quella Scala che il Patriarca Giacobbe intravide (Gen 28,12) e che ora tutti i figli di Dio possono vedere con gli occhi della luce e vedere gli Angeli e gli Arcangeli, i Santi che salgono e scendono questa Scala , affinché dal Cielo sempre più possano unirsi al Popolo santo di Dio e formare con esso un’unica schiera che vuole portare tutti alla Salvezza.

Ecco la Rivelazione per tempo e nel tempo fatta da Maria Santissima alla Sua Fanciulla. Quella Rivelazione chiamata “La Divina Famiglia e la Scala d’oro”, dove Maria scende unita agli Angeli e ai Santi questa Scala, per poter in questa Piccola Culla far dimorare il Suo Bimbo, quel Fanciullo Divino, destinato ad essere Re di tutte le genti, Colui che qui radunerà il Suo Gregge, tutti coloro che sono dispersi per essere tutti radunati sotto un unico Pastore (Gv 10,16).

Ecco la Festa degli Arcangeli che già oggi festeggiamo per poter sempre di più unirci al loro cuore e alla loro missione. Ecco il compito che il Padre ha assegnato agli Arcangeli. Così come in un’altra Rivelazione nuovamente il Cielo ha voluto parlare alla Fanciulla di Dio (Atto di Magistero, “Maria G. Norcia”, 21/01/2019) e di conseguenza parlare al popolo che per tempo e nel tempo si è radunato intorno a questa Piccola Culla (Ap 21,3). Nella Rivelazione denominata “Gli Arcangeli”, già nel 1986 Gesù disse: «Gli Arcangeli curano continuamente le cose di Dio in terra: solo se gli uomini non li ascoltano, la loro missione fallisce. […] Beato chi ha accanto un Arcangelo! Egli si serve di una schiera di Angeli a Lui affidati, in casi di necessità» (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “Gli Arcangeli”, 29/09/1986). Ognuno nel momento in cui viene alla luce ha un Angelo assegnato dal Padre, un Angelo o un Arcangelo. Questo per tutti. E gli Angeli accompagneranno gli uomini e le donne loro assegnati e loro affidati fino alla morte, fino a quando l’anima farà ritorno al Padre.

Ecco perché ognuno deve essere consapevole del dono fatto da Dio a ciascuno e per questo vivere sempre più una comunione viva con il proprio Angelo custode, con il proprio Arcangelo.

Dice ancora Gesù: «Arcangeli e Angeli sono sempre presenti nelle funzioni religiose e nelle preghiere delle anime sincere. Sono potenti intermediari tra Dio e gli uomini, e inattaccabili dalle forze del male. Pregateli sempre questi Arcangeli e ne avrete grandi aiuti sia nelle vostre necessità spirituali che materiali» (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “Gli Arcangeli”, 29/09/1986).

Ecco l’invito che Dio fa ai Suoi figli. Ora, alla luce di queste parole, comprendiamo che i Sette Arcangeli sono qui con noi, tutti e Sette, presenti in questa funzione religiosa; e si vogliono far conoscere, affinché ognuno li possa sempre più vivere: conoscere e vivere, conoscere e pregare, affinché questi Angeli, Principi degli Angeli (Ef 1,21), possano aiutarci nella totalità.

Quanto più gli uomini sono docili e ascoltano i propri Angeli (pregandoli ogni giorno, instaurando con loro un dialogo vivo e totale), tanto più il maligno e i suoi angeli nulla potranno fare di male verso i figli (Ap 12,7-9), nulla! Gli Angeli e gli Arcangeli assistono con grande efficacia gli uomini in ogni necessità della vita (abbiamo ascoltato), sia materiale sia spirituale.

Ecco che oggi la Madre Chiesa, tramite un apposito Decreto Pontificio (Decreto Pontificio, “Istituzione della Festa dei Sette Arcangeli”, 28/09/2025), proclama i Sette Arcangeli, istituendo la Festa, ma soprattutto proclamando il loro nome e svelando tutto ciò che nel Cielo si vive insieme agli Arcangeli (Ap 5,11).

Ecco i Sette Arcangeli, così come Gesù disse: «Gli Arcangeli sono sette, uno per ogni coro angelico; hanno diversi compiti. Quelli però che voi conoscete meglio sono: Michele, Gabriele e Raffaele, perché operano specialmente sulla terra» (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “Gli Arcangeli”, 29/09/1986). E ancora: «Gli Arcangeli sono puri spiriti fatti di Luce, ma quando si devono manifestare a voi assumono un corpo che può essere quello di un semplice uomo, oppure conservano le ali e la tunica di diversi colori, ogni colore ha un suo significato, colore però che si distingue» (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “Gli Arcangeli”, 29/09/1986).

Quindi: Sette Arcangeli. E questo lo comprendiamo anche dalla Sacra Scrittura quando, nel Libro di Tobia, l’Arcangelo Raffaele, presentandosi, disse: «Io sono Raffaele, uno dei sette angeli che sono sempre pronti ad entrare alla presenza della maestà del Signore» (Tb 12,15).

Quindi Gesù lo scrive tramite il Suo Spirito nella Sacra Scrittura e lo rivela alla Sua Fanciulla. Quindi: Sette Arcangeli, Sette Cori angelici. Poi si parla dei corpi: gli Arcangeli possono assumere sembianze umane. Poi si parla dei colori che distinguono gli Arcangeli.

Eccoli i Sette Arcangeli:

  1. Michele, il Difensore di Dio, il Vittorioso. Il suo colore: la Luce. Michele è il Capo degli Angeli e degli Arcangeli, per far convergere tutti nell’Agnello vittorioso (Ap 5,12). Michele è colui che lotta continuamente e vince contro il nemico di Dio e gli angeli ribelli. Ogni intervento dell’Arcangelo Michele è di rilevanza universale.

  2. Gabriele: Gabriele è l’Annunciatore. Il colore che lo caratterizza: il Bianco. Gabriele è colui che annuncia, che dona le notizie, che esplicita la Volontà divina (Lc 1,19); colui che nello stesso tempo invita il popolo all’ascolto, affinché si possa accogliere la Volontà divina nella totalità.

  3. Raffaele: Medicina e Guida di Dio. Il colore che lo caratterizza: il Marrone. Raffaele è colui che cura, colui che è chiamato ad aiutare a curare soprattutto le ferite dell’anima, per far risorgere lo spirito; Raffaele indica la Via, guida i cuori a praticare la Via giusta (Tb 5,4-6), per arrivare direttamente al Cuore di Colui che è, Cristo, Eterna Medicina, Balsamo del cuore, dell’anima e dello spirito.

  4. Uriele: Fuoco e Fortezza di Dio. Il colore che lo caratterizza: il Nero. Uriele è colui che tempra ogni cuore affinché i cuori che a lui si affidano possano incarnare l’Amore fatto Persona, Cristo, che porta tutti all’unica Luce, Cristo, quella Luce che ora più che mai dipanerà ogni nebbia, illuminerà il cammino, l’ultimo punto per raggiungere il traguardo per ogni figlio di Dio.

  5. Sealtiele: Equilibrio. Il colore che lo caratterizza: il Rosso. Sealtiele è colui che dona al popolo santo di Dio quel giusto equilibrio per poter vivere l’umanità e manifestare la santità. Ogni uomo che proclamerà il suo nome, con fede loderà Dio affinché Dio sia posto sopra ogni cosa.

  6. Geudiele: il Remuneratore. Il colore che lo caratterizza: il Verde. Geudiele è colui che accoglie le preghiere e per Volontà di Dio dispensa le Sue grazie. Geudiele remunera tutto ciò che viene chiesto con fede sincera; e, a seconda della volontà del Padre, il Padre donerà la Sua grazia.

  7. Barachiele: Contemplazione. Il colore che lo caratterizza: il Blu. Barachiele è colui che contempla, colui che guarda: “sguardo a Dio”, affinché nella preghiera si possa contemplare e vedere Dio; contemplare Dio per vivere nella pienezza la Sua Volontà, l’Amore e la Santità.

I Sette Arcangeli e tutti gli Angeli insistono nell’unica Azione al Comando di Dio e ogni Arcangelo è a capo di un Coro Angelico. Sette Arcangeli, Sette i Cori Angelici.

Al vertice, dove vi è il Trono di Dio (Ap 4,2-6), in Cielo, vi è un unico piano, un unico piano orizzontale; e intorno al Trono vi sono i Sette Cori Angelici a formare dei cerchi concentrici, fusi al Centro, per formare, nella fusione dei Sette Cori, l’unico Coro.

Ogni Arcangelo è a capo di un Coro che è formato da miriadi di Angeli e quell’Arcangelo appartiene al suo Coro. Ogni Coro rispecchia una Virtù e nell’unione dei Cori si innalzano inni e preghiere a Dio (Ap 7,11-12). Ogni Coro sa cosa deve fare, come agire, come compiere ogni azione affinché si possa portare frutto, frutto, solo e soltanto frutto.

Questi sono i Sette Cori angelici.

  1. Il Coro dei Cherubini: sono coloro che hanno la massima attenzione di ciò che avviene sulla Terra (Ez 10,1-4). Riportano le azioni degli Arcangeli e rendono luminosa ogni azione. Il loro aiuto al popolo è vivo. Compartecipano al risultato finale. Lodano Dio e dispensano le Sue grazie, accolgono le preghiere che si innalzano dalla Terra e con la loro preghiera e i loro canti le fanno arrivare al Trono dell’Agnello per la Salvezza delle anime (Ap 7,9-10).

  2. Poi vi è il Coro dei Serafini. “Serafino”: purezza e santità. Sono coloro che risplendono di lucentezza ed amore, che danno brillantezza al cuore, per far sì che ogni azione possa avere un effetto compiuto e impreziosisca i cuori di chi riceve l’azione. I serafini hanno lo sguardo fisso tra il Cielo, quindi il Volto di Gesù, e la Terra (Gv 1,51).

  3. Poi vi è il Coro delle Podestà: coloro che manifestano il potere di Dio dato a coloro che nel Nome di Dio vogliono servire il Padre, Sommo Bene. Distribuiscono il Suo Bene a tutti, senza tenere per sé ciò che è stato ricevuto: il potere concesso dal Padre ai figli di Dio. Comprendete bene che, nel mondo, il podestà era colui che teneva per sé e aveva tanto per sé. In ambito divino, secondo il pensiero di Dio, il podestà è colui che tanto distribuisce.

  4. Poi vi è il Coro delle Dominazioni, che sono coloro che accolgono ogni pensiero, ogni azione santa, e la riportano al Padre (Col 1,16), affinché il Padre possa dispensare sui frutti bisognosi tutto il Suo Bene e dominare con tutto il Suo Amore quei cuori per non perderli più.

  5. Poi vi è il Coro dei Troni: coloro che fanno della preghiera la loro incessante quotidianità, perché seduti e vittoriosi offrono tutto ciò che il Padre dona loro per il bene dell’umanità, per il Bene, affinché il Bene vinca sul male. Viva è la preghiera ed incessante (1Ts 5,17). Indicano la Via che conduce al Trono su cui è assiso il Re dei re e il Signore dei signori.

Poi vi sono gli ultimi due cori che mai nessuno ha potuto conoscere, mai.

  1. Vi è il Coro degli Angeli Supremi: coloro che sono i guardiani del Tempio, coloro che scrutano, guardano, ma soprattutto infondono sicurezza a tutto il Popolo santo. Questi Angeli incarnano la fedeltà e cercano di trasmettere a tutti la volontà viva nel perseverare nella fede: combattere la buona battaglia e conservare la fede, affrontando ogni vicissitudine della vita, affidandosi in ogni circostanza al Bene Supremo, quindi proclamare il Suo Nome, difenderLo, per potersi difendere con la fede nell’unico Dio (Ef 6,16). Sono gli Angeli eletti: coloro che vivono costantemente soltanto il Cielo al cospetto di Dio. Essere Angeli eletti, essere Angeli supremi, non significa con ciò che vi sia disuguaglianza tra gli angeli; ci sono compiti e ruoli diversi, ma tutti insieme, coralmente, agiscono nell’unico Comando di Dio (Sal 102,20-21).

  2. Poi vi è l’ultimo Coro, dove vi è il Vertice, dove vi è il Trono, dove vi è il Centro (e su quel Trono vi è assiso l’Agnello vittorioso): il Coro degli Ambasciatori. Gli Angeli appartenenti a questo Coro sono gli Ambasciatori della Parola, del Verbo che è Dio (Gv 1,14). Portano sulla Terra il messaggio che di volta in volta il Cielo vuole inviare, sia che si tratti di un avvertimento o altro. L’Ambasciatore è colui che annuncia ciò che è imminente (Ap 14,6-7). La delicatezza del loro compito è quella di saper interpretare e accogliere ogni messaggio, l’annuncio di ogni accadimento, a cui fa seguito l’azione.

Ecco, questo è il Cielo. Questi sono i Sette Arcangeli e i Sette Cori Angelici. Ciò che caratterizza il Cielo è l’Amore. Tutto in Cielo è dominato dall’Amore. L’Amore tutto muove, e tutti – Arcangeli, Angeli e Santi – anelano di ricevere l’Amore da Colui che è. Ricevono Amore e trasmettono Amore: come in Cielo così in Terra (Atto di Magistero, “Dio è Amore e dimora nella Piccola Culla”, 31/08/2025). Non vi sono rivalità, gelosie, in Cielo, perché l’Amore regna. Vi è un’unica Armonia (Col 3,14-15). E l’Amore è Dio Padre Onnipotente, il Creatore di tutte le cose, visibili e invisibili. E così l’Amore è il Figlio del Dio vivente, il Verbo fatto carne, l’Amore fatto Persona. E così l’Amore è lo Spirito Santo Amore, Fuoco illuminante, Colui che procede dal Padre e dal Figlio, Colui che nell’Amore santifica i cuori per renderli belli, splendidi, affinché ogni cuore possa sempre più splendere dell’unica Luce che dona la Vita. Vi è sì, tra gli Angeli e gli Arcangeli, distinzione di ruoli e di compiti, di manifestazione; ma ogni azione concorre all’unico Bene. E così vi deve essere questa unica Armonia sulla Terra (Ef 4,3).

Ecco la Festa degli Arcangeli che ci invita, da oggi in poi, conoscendoli, a chiamarli, pregarli, invocarli, affinché sulla Terra si viva ciò che si vive in Cielo: quell’Armonia che domina tutto, l’Amore che regna.

Ecco oggi cosa la Madre Chiesa chiede al popolo di Dio: pregate, chiamate e venerate i Sette Arcangeli, tutti e Sette, per insieme lodare Dio, per manifestare qui su questa Terra l’autentica santità, l’autentica Legge. Quale legge? La Legge del Padre. La Legge dell’Amore: «Ama il Signore Dio tuo sopra ogni cosa, più della tua stessa vita, rispettando il prossimo e mettendo al primo posto Dio» (Mt 22,37-39).

Ecco, cari fratelli, che a tutti chiedo docilità nell’accogliere la Volontà di Dio, sull’esempio degli Arcangeli, coloro che sono docili e anelano di ricevere da Dio ogni comando per aiutare gli uomini.

A tutti porto come esempio la Fanciulla di Dio, Colei che si è annullata per amore di Dio, Colei che incessantemente ha ripetuto: “Fai di me quel che piace a Te”. E per questo Dio L’ha ricolmata della Sua grazia, rivestendoLa dell’abito bello; e al Suo passaggio gli Angeli L’hanno accolta (Ap 12,1).

Un’altra raccomandazione voglio rivolgervi oggi in questa Festa degli Arcangeli affinché, sul loro esempio, così come loro anelano a vedere Colui che è Bene, a posare il loro sguardo verso il Centro, dove vi è l’Agnello vittorioso assiso sul Trono (Atto di Magistero, “Gesù Uomo e Dio”, 30/03/2025), così facciate voi. Abbiate sempre lo sguardo rivolto verso il Bene, verso ciò che è Bene, verso Dio Bene supremo, per poter praticare il Bene, fare il Bene, essere Bene (Rm 12,21). Questo è l’esempio che, da oggi, ancor di più il popolo santo di Dio, unito agli Arcangeli del Cielo, dovrà manifestare, affinché tutti coloro che vorranno trovare Dio – e cercando Lo troveranno – potranno unirsi a questa schiera di Angeli e di Santi per, tutti insieme, lodare l’Unigenito Dio, Uno e Trino, per l’eternità. E così sia.