21 dicembre 2025

Vangelo: Matteo, Cap 1, vv. 18-25
Omelia del Pontefice Samuele
Domenica del Pellegrinaggio di Natale

Pace a voi, pace ad ogni famiglia,
pace ai giusti! 

Amati fratelli, la Pace di Nostro Signore Gesù, il Cristo nato e risorto, sia con tutti voi oggi e con voi rimanga sempre.

Ecco la Festa che viviamo insieme, la Festa del Natale dei pellegrini del Bambino Gesù, la Festa di coloro che si sono messi in viaggio per essere qui fin dalle prime luci, già prima, per poter cantare le lodi al Bambino Gesù (Lc 2,20), per poter manifestare il proprio amore al Bambino Gesù (Atto di Magistero, “Il Natale dei cuori”, 25/12/2025), per poter nuovamente consacrare la propria vita al Bambino Gesù, per poter donare tutto l’amore di cui si è capaci al Bambino Gesù; perché il Bambino Gesù è nato, per Amore dei Suoi figli; mandato dal Padre, per Amore dei Suoi figli (1Gv 4,9); donando la Sua Vita, per Amore dei Suoi figli, affinché quei figli, incontrandoLo e amandoLo, potessero avere la Vita, averLa in abbondanza e averLa per l’eternità (Gv 6,40).

Ecco il Mistero della Vita che nel Bambino Gesù si compie, per tutti coloro che vogliono viverLo per l’eternità (Atto di Magistero, “L’Amore è Vita”, 05/12/2021). Ecco la gioia del Santo Natale (Lc 2,10), la gioia di poter rinascere in Cristo, con Cristo e per Cristo, rinascendo nel Grembo verginale di Maria, dall’Alto (Gv 3,3), in quell’Alto che in Maria è, in quell’Infinito che in Maria è: Maria, Tempio dello Spirito Santo (Lc 1,35), Tempio che contiene l’infinito Tabernacolo di Dio (Atto di Magistero, “L’Immacolata, Tempio vivente dell’Amore di Dio”, 08/12/2025).

Ecco la Rinascita dei figli, che tramite Maria vivono il Natale del Figlio, di quel Bambino, di quel Fanciullo, del Germoglio nato per governare e pascere il Suo gregge (Ez 34,23), per radunare tutti in quest’unico Ovile, dove Colui che è Vita sarà l’unico Pastore che pascerà il Suo gregge per l’eternità, per ricondurlo ai pascoli erbosi, verdi del Giardino di Dio (Sal 22,2). Quel Giardino che il Padre aveva donato e preparato per i Suoi figli (Gen 2,8) e che è nuovamente pronto ad accogliere il gregge, guidato dall’unico Pastore che farà ritornare tutti in quel Giardino, affinché tutti possano per l’eternità cantare le lodi di questo Padre che tutto ci ha donato per Amore, solo e soltanto per Amore (Rm 8,32). E in quell’Unigenito Amore tutto si comprende, perché tutto si vive: il Mistero dell’Amore che prende Vita, che è Vita, eterna Vita.

Ecco il Natale, Festa della Famiglia (Lc 2,16), e la Famiglia deve tornare ad essere centro in questo Natale. Se vogliamo che sia veramente Natale, dobbiamo ripartire dalla Famiglia: Famiglia, chiesa domestica, senza la quale non vi potrebbe essere Chiesa Universale.

Ecco la Famiglia di Dio: Dio raduna i Suoi figli affinché siano Famiglia (Gv 11,52), per poter, sull’esempio della Sacra Famiglia, rimettere ordine in questo mondo disordinato, corrotto, cattivo, malvagio, che scarta la famiglia, che non ha più a cuore la famiglia, che non si ispira più a quella Sacra e Santa Famiglia che festeggiamo in Gesù, in Giuseppe e in Maria (Rivelazione di Maria SS.ma a Maria G. Norcia, “La Divina Famiglia e la Scala d’oro”, 25/12/1988).

Ecco “il giusto” Giuseppe (Mt 1,19), così come dice questa pagina del Vangelo ora ascoltata: “giusto”. Perché? Perché Giuseppe era ricolmo della vera Giustizia, quella che proviene dal Padre, che il Padre ha donato ai Suoi figli in quelle dieci Leggi intramontabili ed eterne. Non una giustizia secondo leggi umane, che cambiano di continuo e che sono spesso basate solo e soltanto sull’interesse e sull’egoismo di pochi; e quella che viene chiamata “giustizia” diventa profonda ingiustizia che tanti devono subire (Is 5,20). Questo avviene oggi in tante nazioni e tanti soffrono a causa dell’umana ingiustizia (Am 5,12). Chi vuole veramente vivere la vera Giustizia deve guardare a questi esempi che la Sacra Scrittura ci dona. Ecco “il giusto” Giuseppe (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “San Giuseppe”, 19/03/1998), “giusto”, che mai ha sbagliato perché si è lasciato guidare dallo Spirito Santo. Ecco l’Angelo del Signore che tutto gli ha suggerito perché tutto potesse fare bene (Mt 1,20-21). E così ha fatto bene “il giusto” Giuseppe, proteggendo la sua Famiglia, custodendo la sua Famiglia, amando la sua Famiglia più di sé stesso, amando la Sposa che Dio gli ha donato. Quando il Bastone fiorì – non è una leggenda, è la verità: fiorì il bastone (cfr. Nm 17,23) – e Giuseppe accolse il Segno di Dio, accolse la sua Sposa, così come accolse quel Bimbo, Lo protesse, Lo fece crescere, perché grande era il compito di quel Bimbo. “Giusto” Giuseppe.

A tanti papà che sono qui oggi, che sono uniti a noi oggi, a tanti uomini dico: guardate a Giuseppe, al suo esempio, imitate le sue virtù, imitate il suo temperamento, per poter ritornare ad essere veri uomini, giusti e santi secondo l’unica Legge, la Legge di Dio (Lv 19,2).

E così dico a tante mamme e a tante donne che sono qui e che sono unite a noi: guardate a Maria (Atto di Magistero, “Maria, Cuore pulsante di questa umanità”, 21/11/2025) per poter incarnare l’essenza della vera Donna, della vera Mamma, Colei che è tutta pura, tutta bella, Colei che ha vissuto solo e soltanto per fare la Volontà di Dio (Lc 1,49), così come Giuseppe.

Nel loro Cuore vi era solo e soltanto un unico desiderio: fare la Volontà del Padre, assolvere alla chiamata ricevuta. Non si sono scelti: è lo Spirito Santo che ha scelto per loro. E si sono amati di un Amore puro, santo; si sono lasciati guidare dallo Spirito Santo (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “Lo Spirito Santo”, 13/09/1984) per poter fare entrambi la Volontà di Dio che in quel Bambino era viva.

Ecco la Santa Famiglia che deve tornare al centro, oggi, se vogliamo vivere l’essenza del Natale. Tanti non Lo vivono più. Il Santo Natale è diventato un evento, per qualcuno commerciale, per altri di folklore, per altri una festa come tante. Addirittura ci si vergogna di pronunciare e di cantare al Bambino Gesù (Mc 8,38) per un presunto rispetto umano. È un mondo, veramente, che è andato nella direzione opposta rispetto a quella desiderata dal Padre.

E noi, cari fratelli, dobbiamo riportare ordine al centro di questo mondo, rimettendo al centro della nostra vita ciò che conta. Ecco la Sacra Famiglia, ecco gli esempi che il Padre ci dona, intramontabili ed eterni. Solo così potremo festeggiare veramente il Santo Natale. Questa è “la” missione che il Padre ci ha affidato (Mt 28,19-20): “la” missione; e la porteremo a termine per poter dare gioia al Cuore del Padre e per poter dare gioia al Cuore del Bambino Gesù (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “La gioia pur nella sofferenza”, 01/01/1989).

San Giuseppe, così come ha stabilito questa Chiesa con un apposito Decreto Pontificio (Decreto Pontificio, “Glorioso San Giuseppe”, 25/03/2020), Patrono della Chiesa universale e Patrono di ogni famiglia; quindi, all’interno di ogni famiglia, amate e onorate Giuseppe, pregate Giuseppe, il vostro patrono, affinché la Famiglia, guidata da San Giuseppe, possa sempre essere condotta sulla Via di Dio, così come Giuseppe ha condotto la Sacra Famiglia. San Giuseppe: Custode della Sacra Famiglia, Custode della Piccola Culla, Custode della Cristianità.

Ed ecco Maria, la sua Sposa.

Questa Chiesa recita: “Io Ti consolerò e Ti farò conoscere ed amare da tutti quelli che non Ti amano, consolando, così, il Tuo Cuore Immacolato. In Te fido, in Te spero e Te solo voglio amare!”. Questa preghiera racchiude la missione dei figli della Chiesa: consolare il Cuore Immacolato di Maria dopo essersi consacrati ad Esso (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, Maria, mi consacro a Te, 10/03/1986), far conoscere e far amare Maria a tutti, affinché Maria possa tornare ad essere “il” perno della vita dei figli di Cristo. L’Immacolata, la tutta pura, la Corredentrice universale: altro Decreto della Madre Chiesa (Decreto Pontificio, “In Maria, con Maria e per Maria”, 22/12/2019). E nella Domenica del pellegrinaggio dei fedeli del Bambino Gesù, ricorre l’anniversario di questo Decreto: sesto anno, in questa Domenica, dalla proclamazione del Dogma di Maria Corredentrice.

Ecco Maria, l’Onnipotente per Grazia. Fate brillare il Suo Nome, fate vincere il Suo Cuore Immacolato (Atto di Magistero, “L’Immacolata vincerà”, 08/12/2023), per far sì che questa umanità possa chinare il capo e rendere onore e gloria a Colei che ha trovato grazia presso Dio, affinché il mondo impari dalla Sua Obbedienza e dalla Sua Umiltà, affinché il mondo possa vedere la Sua sublime Santità (Ap 12,1).

Ecco l’esempio di Maria Giuseppina (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “Colei che è sintesi dei profeti e degli antichi patriarchi”, 26/07/1996), la Fanciulla di Dio, che ci aiuta – avendo Ella incarnato le virtù di Maria Santissima – ad amare Maria, avendoci offerto un esempio unico di vita santa. Guardate al Suo Cuore, tenete strette le Sue mani, per essere veri testimoni dell’Amore di Dio che Maria Giuseppina ha dispensato per ben trentatré anni, senza sosta, incarnando ogni virtù della Madre, divenendo Essa stessa Madre spirituale per tutti i figli di questa Madre Chiesa. Andiamo in continuità ora con la Sua Missione per portare a compimento questo Mistero di Salvezza, per il mondo intero. Ogni grazia il Padre concede: se ciò che si chiede viene chiesto con amore, nel Nome di Maria, tutto Ella ottiene. Maria, Mamma; Maria, Madre di ogni vivente; Maria, Madre universale (Atto di Magistero, “La Via privilegiata per giungere alla Salvezza”, 15/08/2023).

Ed ecco il Bambino Gesù, quel Bimbo nato per regnare nei cuori, nato per Amore, nato per governare con scettro di ferro (Ap 19,15) tutti coloro che vorranno ascoltare la Voce del Suo Cuore, tutti coloro che si lasceranno guidare dal Suo Sguardo d’Amore: uno Sguardo di Misericordia e di Grazia per tutti i figli, per tutte le pecorelle che a Lui guarderanno (Zc 12,10). E uno Sguardo di Giustizia per tutti coloro che sfidano Dio, per tutti coloro che opprimono il povero e la vedova (Zc 7,10). Sarà grazia e liberazione per tanti, e il Suo Regno non avrà fine. Accogliete il Re che qui è nato e accorrete tutti per renderGli gloria. Ecco, come canta Isaia, è nato un bimbo, un bambino è nato per noi: “Poiché un bambino è nato per noi, ci è stato dato un figlio. Sulle sue spalle è il segno della sovranità ed è chiamato: Consigliere ammirabile, Dio potente, Padre per sempre, Principe della pace; grande sarà il suo dominio e la pace non avrà fine sul trono di Davide e sul regno, che egli viene a consolidare e a rafforzare con il diritto e la giustizia, ora e sempre; questo farà lo zelo del Signore degli eserciti” (Is 9,5-6).

E a tutto ciò segue la Giustizia di Dio che dovrà purificare questa Terra (Atto di Magistero, “Padre, è giunta l’ora”, 01/12/2024). Ecco lo Spirito Santo che purificherà; e un Resto rimarrà, così come Isaia, proseguendo in questi capitoli, dal nove all’undici, che cantano questi tempi: “In quel giorno il resto di Israele e i superstiti della casa di Giacobbe non si appoggeranno più su chi li ha percossi, ma si appoggeranno sul Signore, sul Santo di Israele, con lealtà. Tornerà il resto, il resto di Giacobbe, al Dio forte. Poiché anche se il tuo popolo, o Israele, fosse come la sabbia del mare, solo un suo resto ritornerà; è decretato uno sterminio che farà traboccare la giustizia, poiché un decreto di rovina eseguirà il Signore, Dio degli eserciti, su tutta la regione” (Is 10,20-23).

È scritto e ciò che è scritto si compirà, affinché il Germoglio, il Fanciullo, possa regnare per sempre, vincere e pascere il gregge per l’eternità. Dice ancora il profeta: “Un germoglio spunterà dal tronco di Iesse, un virgulto germoglierà dalle sue radici. Su di lui si poserà lo spirito del Signore, spirito di sapienza e di intelligenza, spirito di consiglio e di fortezza, spirito di conoscenza e di timore del Signore. Si compiacerà del timore del Signore. Non giudicherà secondo le apparenze e non prenderà decisioni per sentito dire; ma giudicherà con giustizia i miseri e prenderà decisioni eque per gli oppressi del paese. La sua parola sarà una verga che percuoterà il violento; con il soffio delle sue labbra ucciderà l’empio. Fascia dei suoi lombi sarà la giustizia, cintura dei suoi fianchi la fedeltà. Il lupo dimorerà insieme con l’agnello, la pantera si sdraierà accanto al capretto; il vitello e il leoncello pascoleranno insieme e un fanciullo li guiderà” (Is 11,1-6). Così come si canta in questa Chiesa: si canta al Fanciullo e a Sua Madre.

Tutto si compie, cari fratelli. Ed ecco che trionfano il Regno di Gesù e il Regno di Maria (Rivelazione di Dio Padre Onnipotente a Maria G. Norcia, “L’Immacolata abita in Noi”, 28/06/1983).

Rimanete fanciulli nell’intimo, manifestate la fanciullezza della fede sull’esempio del Fanciullo di Dio e sull’esempio della Fanciulla di Dio. E allora sarà sempre Natale, così come anche oggi si canta. Natale è, ora e sempre sarà Natale (Gv 1,14).

Ma siate adulti nella fede per manifestare la vera Dottrina e avere tutti un unico Linguaggio, che è quello del Figlio di Dio. Quanto più ci si abbandonerà alla Volontà del Padre, all’ascolto della Voce dello Spirito Santo, tanto più si riuscirà ad essere efficaci e a comprendere tutto, perché tutto il Padre farà comprendere ai Suoi figli (Gv 16,13): si comprenderà chi si avrà di fronte; l’Angelo custode aiuterà e suggerirà ciò che si deve fare e ciò che non si deve fare, ciò che si deve dire e quando, invece, è meglio non parlare. Ecco l’azione degli Arcangeli che ora entra nel vivo (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “Gli Arcangeli”, 29/09/1986). Pregate il vostro Angelo custode e pregate i Sette Arcangeli (Decreto Pontificio, “Istituzione della Festa dei Sette Arcangeli”, 28/09/2025), per essere veri uomini e veri cristiani, vere donne e vere cristiane, discepoli e discepole del Maestro, di Colei che è Maestra, per condurre tutti nella Dimora Santa, la Gerusalemme Celeste (Eb 12,22). Ecco il Natale dei figli di Dio.

E voglio concludere, a questo proposito, rivolgendo un pensiero di pace agli ammalati, ai carcerati, agli oppressi, agli emarginati, ai profughi nello spirito oltre che nella carne, a coloro che sono abbandonati e si sentono soli. A voi dico: mai soli. Mai sarete soli. Penso alle famiglie a cui sono stati sottratti i minori, che non possono trascorrere il Natale con mamma e papà. Vergogna!

A voi il mio pensiero d’amore; a voi, piccoli, l’aiuto di Dio. Mai Dio vi abbandonerà. Non perdete mai la fiducia in Dio. Se l’avete persa negli uomini e nelle istituzioni, non perdetela in Dio, perché Dio mai vi abbandonerà. Nel momento in cui pensate anche solo un attimo che Dio vi può aver abbandonato, quello è il momento in cui Dio vi tiene in braccio, per sollevarvi dall’iniquità di questo mondo.

Ecco le parole dell’Atto di Magistero recente che la Chiesa ha promulgato: “Sia Pace agli uomini di buona volontà. Sia Pace a chi pronuncia il Suo Nome con dedizione santa. Sia Pace a coloro che invocano la Sua Grazia. Sia Pace agli operatori di fratellanza e santità. Sia Pace ad ogni figlio che al Suo Cuore chiede aiuto. La Pace del Padre Onnipotente si riversi oggi in abbondanza sulla Piccola Culla, Fonte inesauribile del Suo Amore, eterno Tabernacolo di Dio, dove il Bimbo divino è nato per governare il mondo e ricondurre tutti verso l’unico Ovile, che è Via, Verità e Vita” (Atto di Magistero, “Padre, dona Pace ai Tuoi figli e Giustizia ai giusti”, 07/12/2025). E così sia.