4 ottobre 2026
Vangelo: Matteo, cap 16, vv. 13-20
11° Anniversario della Costituzione della Chiesa
Omelia del Pontefice Samuele
Padre, Ti amiamo e Ti ringraziamo;
e con il cuore Ti preghiamo
“Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa” (Mt 16,18). Questa è la Promessa di Gesù fatta a Pietro. “E le porte degli inferi non prevarranno contro di essa” (Mt 16,18).
Ecco questa Chiesa, fratelli, compimento del Disegno del Padre.
Per comprendere questa Chiesa dobbiamo fare un passo indietro e comprendere se un’altra chiesa, se su un’altra chiesa le porte degli inferi hanno prevalso contro di essa.
Quando colui che avrebbe dovuto rappresentare Cristo sulla Terra afferma che Gesù sulla Croce “si è fatto diavolo” (Jorge Mario Bergoglio, Messe mattutine nella Cappella della Domus Sanctae Marthae, “Nel segno della croce”, 04/04/2017), gli inferi hanno prevalso contro di essa? Quando si afferma che “la Via Crucis è la storia del fallimento di Dio” (Jorge Mario Bergoglio, Incontro con i giovani nello Stadio Kasarani di Nairobi, Kenya, 27/11/2015), gli inferi hanno prevalso? Quando si cambia la Parola di Gesù, si cambiano le parole del Padre Nostro, depotenziando quelle ultime parole del Padre Nostro (Conferenza Episcopale Italiana, “Messale Romano”, terza edizione, 2020, p. 163), gli inferi hanno prevalso? Quando si afferma più volte, solennemente, sancendo documenti ufficiali, che tutte le religioni portano a Dio (J. M. Bergoglio, Esortazione Apostolica “Evangelii Gaudium”, Vaticano, 24/11/2013, paragrafo 247; J. M. Bergoglio e Ahmad Al-Tayyeb, “Documento sulla Fratellanza Umana per la pace mondiale e la convivenza comune”, Abu Dhabi, 04/02/2019; J. M. Bergoglio e Nasaruddin Umar “Dichiarazione congiunta di Istiqlal 2024”, Moschea “Istiqlal”, Giacarta, 05/09/2024), tradendo così il Sacrificio dell’Unigenito Salvatore, gli inferi hanno prevalso? Quando colui che succede a costui esalta e conferma tutto ciò che è stato fatto, continuando sulla stessa linea, affermando che “tutte le religioni sono sorelle” (Robert Francis Prevost, Discorso all’Incontro internazionale di preghiera per la pace “Osare la pace”, Colosseo, 28/10/2025), gli inferi hanno prevalso?
Si deve partire da qui per comprendere la portata dell’affermazione di Gesù e la linearità di ciò che è avvenuto e avviene nella storia. Non sono questioni secondarie, fratelli, queste, perché la Casa è costruita sulla Roccia (Mt 7,24-25) e la Roccia è Cristo (Atto di Magistero, “La Casa fondata sulla Roccia”, 30/08/2026). E nel momento in cui Cristo rimane “il” Salvatore, l’unico Salvatore, l’Unico per la quale Strada, Via tracciata dal Padre, vi è Salvezza, allora quella Casa rimarrà salda sulla Roccia. Ma nel momento in cui si scarta la Roccia, si scarta la Pietra angolare (Mt 21,42), tutto il resto crolla. Si può parlare di pace, di inclusione, di ambiente, ma nel momento in cui tu togli la Roccia, tutto il resto crolla.
Si deve partire da qui per comprendere la svolta che il Padre ha voluto imprimere. D’altronde tutto ciò era scritto: i profeti lo avevano annunciato (Dn 11,31; Ez 8,3-17; Is 24,5); Maria si è fatta pellegrina su questa Terra per confermare, in questi ultimi secoli, ciò che sarebbe avvenuto.
Ecco la Nuova Gerusalemme (Ap 21,2), annunciata dalla Fanciulla di Dio e scritta nel Libro dei libri, che si contrappone a Babilonia la grande (Ap 14,8; 16,19; 17,5), la grande meretrice (Ap 19,2), colei che è assisa sulla città dei sette colli (Ap 17,9), colei che è ebbra del sangue dei martiri e dei santi di Gesù (Ap 17,6).
Ecco la Nuova Gerusalemme, Dimora dei Santi, dei Martiri, dove dimora San Francesco, che oggi ricordiamo in modo particolare, dato che ricorrono gli ottocento anni della sua nascita al Cielo; questo grande Santo a cui era stato dato il compito di riparare la Sua Casa, perché era in grande rovina. Ecco che lo spirito del Poverello di Assisi è qui con noi, dimora qui, in questa Chiesa. Chi lo vuole andare a trovare, a visitare, venga qui, in questa Culla (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “Il Sacrario più grande che ci sia”, 29/09/1986), dove troverà lui, troverà Padre Pio e troverà tutti i Santi e i Martiri che dimorano nella Nuova Gerusalemme. Venite qui, voi che volete onorare questi Santi, questo Santo a noi tanto caro, perché qui il suo spirito è vivo, così come è vivo lo spirito di tutti coloro che hanno dato la vita per Cristo, per annunciare che solo in Cristo c’è Salvezza (At 4,12): un messaggio contrario rispetto a dire che tutte le religioni portano alla salvezza. Questo è il punto fondamentale, cari fratelli, per comprendere dove le porte degli inferi hanno prevalso, in quali cuori, e dove no.
Ecco allora che, comprendendo questo, si comprende questa Chiesa (Atto di Magistero, “La vera Chiesa”, 08/05/2025), chiamata a restaurare la Cristianità per poter compiere il passaggio dalla seconda alla terza e definitiva Alleanza, rinnovata nello Spirito di Cristo, sceso dal Cielo per dimorare in questa Culla.
Ecco questa Chiesa, nata per portare a compimento il Progetto di Salvezza, per tutti coloro che vogliono accogliere, amare, accettare e vivere la Volontà del Padre, senza stravolgerLa. Quella Volontà che in questo Luogo, Nuova Gerusalemme, si manifesta per concludere la Storia della Salvezza. Ecco la Salvezza che qui si compie (Atto di Magistero, “Il Percorso della Storia della Salvezza giunge alla conclusione divina”, 21/04/2026).
Si salveranno tutti coloro che riconosceranno questo Luogo come unico Trono di Dio.
Si salveranno tutti coloro che prenderanno le Mani di Cristo per essere salvati, purificati e santificati, affidandosi a Colui che salva.
Si salveranno tutti coloro che crederanno in Maria, Madre e Regina del Cielo e della Terra, Mediatrice di tutte le grazie, Corredentrice Universale (Decreto Pontificio, “In Maria, con Maria e per Maria”, 22/12/2019).
Si salveranno tutti coloro che accoglieranno il Disegno del Padre, che in questo tempo si svela a tutti gli uomini di buona volontà, quegli uomini che, aprendo il cuore, accoglieranno la Salvezza che qui è nata, è scesa (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “L’Ascesa al Cielo”, 13/04/1995) per portare tutto a compimento.
Si salveranno tutti coloro che vogliono essere innestati nella nuova Generazione dei Santi (Atto di Magistero, “La Generazione dei Santi”, 23/03/2025), con la Costellazione viva (Ap 12,1) che porterà tutti a vivere il Giorno senza fine.
Si salveranno tutti coloro che vogliono ritornare a vivere questo mondo come il Padre lo aveva pensato, nei rapporti tra Dio e i Suoi figli; quindi, tra fratelli. Ecco i “fratelli tutti” (Jorge Mario Bergoglio, Lettera Enciclica “Fratelli tutti”, 03/10/2020) chi sono: riconoscendo “il” Fratello, unico Fratello, Cristo Signore, l’Unigenito Salvatore, per riconoscere il vivo Legame che rende la vera Figliolanza (Atto di Magistero, “Il nuovo inizio dei figli di Dio”, 08/12/2022).
Si salveranno tutti coloro che si distaccheranno dalle catene del mondo, da una gerarchia immonda e peccatrice di una casa vuota e morta, per accogliere tutto ciò.
Ecco la Salvezza alla portata di tutti. Unitevi, fratelli cari, alle schiere degli Angeli e degli Arcangeli, ai Santi e ai Martiri. Ecco la Chiesa trionfante, che qui, nella Nuova Gerusalemme, Angolo di Paradiso in Terra, è unita alla Chiesa militante per manifestare l’unica Chiesa, Chiesa di Cristo (Atto di Magistero, “Uno è il Messaggio, Uno è il Mandato, Una è la Missione sulla Quale la Chiesa militante e trionfante di Cristo si poggia”, 27/02/2025).
Ecco la Nuova Gerusalemme, Angolo di Paradiso in Terra, dove gli Angeli e i Santi, uniti agli uomini che qui già sono e che accorreranno per adorare il Bambino Gesù, vogliono vivere l’unione inscindibile della nuova Realtà, in quell’Unione Ipostatica tra Cielo e Terra (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “L’Altare Privilegiato Eterno per l’Unione Ipostatica”, 30/06/1985) che solca il limite dell’umanità per condurre tutti a vivere in pienezza la Spiritualità, affinché la Divinità di Gesù possa essere in tutti.
Ecco che oggi, con il cuore, a tanti dico: “Venite, accorrete per riconoscere e abbracciare Cristo, il Bambino Gesù, che qui è sceso, che qui vive e che qui dimora” ((Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “Il Ritorno di Gesù”, 30/10/1994).
Allora Simon Pietro, ricolmo dello Spirito Santo, perché né la carne né il sangue gliel’avrebbero potuto rivelare (Mt 16,17), esclamò: “Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente” (Mt 16,16). E questo è ciò che nuovamente è avvenuto qui, quando la Fanciulla di Dio, Maria Giuseppina, ricolma dello Spirito Santo, ha riconosciuto il Cristo, il Signore, sceso dal Cielo, accogliendoLo nel proprio Cuore e facendoLo rinascere nel cuore di tanti (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “Colei che è sintesi dei profeti e degli antichi patriarchi”, 26/07/1996), spiritualmente, affinché tutti coloro che avevano spezzato quel Legame di comunione tra loro e Dio potessero restaurare quel Legame, quella Comunione viva e profonda.
Ecco Colei, beata fra tutte le donne, ricolma dello Spirito Santo, che ha saputo riconoscere il Signore. Ed è grazie a questa professione di fede che il Padre ha potuto portare a compimento questo Progetto d’Amore; di conseguenza, far nascere questa Chiesa. Né il sangue né la carne, ma lo Spirito. Quello Spirito che sta conducendo la vita della Madre Chiesa; quello Spirito che è sceso per poter portare a tutti la Verità in forma piena (Gv 16,13).
Non si sarebbe potuta rinnovare l’Alleanza senza la Presenza di Dio; questo dico a tanti che pensano che tutto ciò sia opera di uomo: né la carne né il sangue avrebbero potuto. Chi potrebbe, se non Dio stesso, che ha mandato dal Cielo il Suo Spirito? (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “Lo Spirito Santo”, 13/09/1984). Questo tanti non hanno compreso e non riescono a comprendere.
Beati chi e beati coloro che hanno accolto tutto ciò, riconoscendo in quel Bimbo Divino, il Signore.
Beati coloro che, guardando il Volto di quel Bimbo Divino, hanno riconosciuto per tempo l’inganno, prima che fosse troppo tardi (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “Il Vero Volto di Gesù”, 18/06/1995).
Beati tutti coloro che sono rimasti saldi nella fede, che hanno lavato le loro vesti nel Sangue dell’Agnello, passando indenni la “grande tribolazione” (Ap 7,14): annunciata; da molti non capita; da chi compresa, non fatta comprendere; perché certamente chi l’ha compresa non desidera farsi scoprire nelle proprie opere, nel proprio inganno, perpetrato a danno di tanti, troppi piccoli e innocenti. “Guai a chi scandalizza uno solo di questi piccoli”, (Mt 18,6-7) è scritto; meglio per lui sarebbe stato non nascere mai (Mt 26,24), piuttosto che vivere per l’eternità nell’inferno. Questo significa avere al collo una macina da asino ed essere sprofondati negli abissi (Mt 18,6). Meglio sarebbe stato non nascere, piuttosto che tradire sangue innocente (Mt 27,4), il Sangue purissimo di Colui che tutto si è donato per la nostra Salvezza.
Ma beati coloro che, andando contro la logica di questo mondo, hanno sfidato i poteri, la convenienza e tutto ciò che è comodo, per poter rimanere ancorati all’unica Roccia, che qui è scesa, che qui dimora, che qui si è accasata, affinché tutti potessero nuovamente avere una Casa, “la” Casa, quella Casa fondata sulla Roccia, Cristo Roccia.
Ecco questa Chiesa; ecco la Nuova Gerusalemme, Terra d’Amore, dove nell’ordinarietà si vive la straordinarietà di Dio. Qui Gesù ha infuso nel cuore di tutti il vivere la straordinarietà come ordinarietà, così come ci insegna Gesù stesso nella “Catechesi” (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “La Catechesi”, 01/01/1988), nel giusto rispetto e nel santo timore di Dio, lasciando a ciascuno la libertà di credere o di non credere, ma consapevoli di essere nella Casa di Dio, di vivere al cospetto di Dio, di vivere dove il Re ha posto la Sua Dimora.
Dio è ovunque, ma, come ogni re, ha la propria Dimora, e qui ha posto la Sua Tenda, la Sua Casa, così come è scritto (Ap 21,3): Nuova Gerusalemme, Realtà metafisica, dove si vive Dio: si vive Dio, si parla con Dio, da cuore a cuore, da spirito a spirito. Ecco la straordinarietà che si vive nell’ordinarietà.
Questa è l’unicità di questo Luogo, rispetto ad altri dove la falsità, la menzogna e l’apparenza regnano sovrane. Uno è lo Spirito (Ef 4,4), e lo Spirito risiede dove lo Sposo è, affinché la Sposa sia e possa abbracciare tutti coloro che, con amore e verità, vogliono cercare Gesù, per trovarLo, viverLo e amarLo per l’eternità.
Amati fratelli, uniamo oggi le nostre preghiere per poterle donare al Padre, come offerta a Lui gradita, per averci donato questa Madre Chiesa: Maria, Madre Chiesa, al cui Cuore Immacolato siamo tutti consacrati. Tutti. Perché consacrarsi a Maria, in questi ultimi tempi, è un atto necessario, non facoltativo (Atto di Magistero, “Consacrarsi a Maria è un Atto necessario”, 14/10/2024). Chi non comprende la “necessarietà” di consacrarsi al Cuore Immacolato di Maria non ha veramente compreso fino in fondo la Strada che il Padre ha tracciato per giungere alla Salvezza. Perciò tanti brancolano nel buio; perciò i cristiani sono divisi: perché non hanno messo al centro Maria. Se non si mette al centro Maria, non si potrà mai mettere al centro veramente Cristo. Per questo vi dico: uniamoci in questa preghiera per ringraziare il Padre.
A Te il mio e nostro “grazie”, Padre Santo, per averci donato una Madre, Maria, l’Immacolata dello Spirito Santo, la Tua Sposa fedele, che ci ha rigenerati dal Suo Cuore puro e Santo. Riempici del Tuo Amore, per essere a immagine e somiglianza di Cristo, l’Amore fatto carne (Gv 1,14), che qui si è accasato per donare a tutti i Suoi figli la Casa, questa Casa, Nuova Gerusalemme, profetata e cantata, che ora si vive.
Grazie, Padre! Per amore di Cristo e di Maria, dona oggi ad ogni Tuo figlio Misericordia e Grazia, corporale e spirituale, per manifestare la Presenza del Tuo Spirito, unico Spirito, in questa Casa.
Grazie, Padre! Per amore dei Tuoi figli rimasti a Te fedeli, che hanno attraversato indenni la grande persecuzione, manifesta la Tua misericordiosa Giustizia su Babilonia e sul mondo che ha fornicato con essa (Ap 18,3), mercanteggiando e svendendo la vera Vita. Squarcia i veli del mistero dell’iniquità (2Ts 2,7), Padre, affinché il mondo veda e chi, ancora animato dalla buona volontà, creda: che Tu qui hai posto il Tuo Trono e che tutti attendi per donare loro la vera Vita, che è Cristo Signore, l’Unigenito Salvatore del mondo.
Per il Santissimo Nome di Gesù e per il Santissimo Nome di Maria, il Padre conceda a questo Popolo Santo di Dio, Piccolo Resto dell’Israele di Dio (Is 4,3), di poter vivere ed esaudire questa preghiera (Atto di Magistero, “Agisca l’Angelo con un piede sul mare e l’altro sulla terra”, 04/10/2025), per vincere il male e tutte le sue schiere, per giungere alla Vittoria e far trionfare l’unica ed eterna Parola: la Salvezza, in Cristo Signore, perché “Dio salva” è il Suo Nome (Mt 1,21). Ecco il Giorno di Vita e di Festa per i figli di Dio. E così sia.