6 settembre 2026
Vangelo: Marco, cap 8, vv. 34-38
Omelia del Pontefice Samuele
Il Mistero dell’anima
ci introduce alla conoscenza
del Mistero della Vita
Ecco il Mistero della Vita che, nel Vangelo oggi proclamato, Gesù ci invita ad approfondire, a scandagliare, per poter comprendere il Mistero dell’anima; quell’anima che determina la Salvezza, la Vita eterna, oppure la perdizione eterna, a seconda del comportamento degli uomini.
“Che giova infatti all’uomo guadagnare il mondo intero, se poi perde la propria anima? E che cosa potrebbe mai dare un uomo in cambio della propria anima?” (Mc 8,36-37). Il Maestro convoca la folla per ammaestrarla (Mc 8,34) affinché chi Lo vuole ascoltare e seguire con fede possa, ascoltando i Suoi insegnamenti, essere salvato (Gv 5,24).
Ecco l’anima, centro della vita in Dio. La conoscenza dell’anima ci introduce nel Mistero della Vita. La vita ha origine nella Persona Trinitaria di Dio, Dio Uno e Trino (Atto di Magistero, “Il Mistero della Trinità nell’Itinerario della Salvezza”, 31/05/2026). Da qui tutto prende vita e qui il Padre Creatore tutti vuole riportare.
Ecco l’Acqua e la Luce (Gv 3,5) che zampillano dal Cuore del Padre per donare all’uomo la Sostanza e l’Essenza: l’Essenza della Sua Trinità, per essere un tutt’uno con il Suo Pensiero, con la Sua Volontà, nel Suo unico Battito vitale (Gv 17,21).
Quindi, l’anima è quella particella che proviene dal Cuore del Padre, Amore, Dio Amore, che viene innestata, unitamente allo spirito, in ogni essere umano; fonte di vita (Gen 2,7). Dove si trova l’anima? Unita sotto il cuore, divenendo un tutt’uno con esso. Per questo il cuore è centro vitale dell’uomo, materiale e spirituale. Come si alimenta l’anima? Con lo Spirito Divino; ascoltando lo Spirito Divino, Amore sostanziale del Padre e del Figlio, che dimora in Maria (Lc 1,35). Quando viene innestata nell’uomo? Quando il Padre infonde la vita nell’essere umano al primo battito del cuore. Tanti uomini di scienza non riescono a comprendere il punto, sublime ed eccelso, del Mistero della Vita, la fusione della creatura con il Creatore, che avviene in un attimo; e in quell’attimo, in quella scintilla, vi è infuso tutto: ogni virtù, ogni sentimento, tutto.
Ecco il Mistero della Vita. Inizialmente, materialmente, vi è un’unione di cellule. Ma nel momento in cui il Padre accende – in quell’attimo vivo – il cuore, vi è l’innesto di anima e spirito; e da quel momento in poi vi è vita, fino a quando Dio vorrà (Gb 12,10).
Quando l’anima si stacca dal corpo? Quando il cuore cessa di battere. Nel momento in cui l’involucro umano perde la sua consistenza – quindi il cuore si ferma – tutto è richiamato al Padre (Qo 12,7), perché quello è l’attimo in cui l’anima, unita allo spirito, si congiunge, ri-congiunge con il suo Creatore. Ecco l’attimo in cui l’anima, unita allo spirito, si congiunge nuovamente con il Creatore. Quell’attimo è eterno, perché in quell’attimo vi è anche la richiesta di perdono, per chi vorrà chiederlo, di tutto ciò che umanamente non è stato fatto in conformità alla Legge del Padre. Vi è quell’istante eterno in cui vi può essere il ravvedimento e, in quello stesso istante, vi può essere anche il castigo eterno (Mt 10,28).
L’anima, quando ascolta, incontra o vive il suo Creatore, è pronta a congiungersi, perché anela di ritornare da dove è discesa, così come recita il Salmo: “O Dio, tu sei il mio Dio, all’aurora ti cerco, di te ha sete l’anima mia, a te anela la mia carne, come terra deserta, arida, senza acqua” (Sal 62,2).
Ecco quel morire e quel vivere che il Vangelo oggi ci insegna (Mc 8,35; Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “Morire per vivere, perdere per guadagnare”, 24/03/1985). Morire e rinascere (Gv 3,3) in quel fondamento della vita, in quell’unione di Luce e di Acqua che, con il Pensiero del Padre, il Suo Soffio vitale, dona quella vita pura e santa, che è contenuta in ognuno. Dona e ridona, nel momento in cui si perde la Comunione con il Cuore del Padre.
Ecco che, per comprendere tutto ciò, non si può non parlare del dono dell’intelligenza che Dio ha dato all’uomo (Rm 1,20). In principio vi è il Bene, Dio; e vi è il male, il maligno, colui che si è ribellato a Dio (Ap 12,7-9). Tra il nemico di Dio e Dio, vi è l’uomo, creato da Dio. Tra questi due, Dio e il nemico di Dio, vi è il dono dell’intelligenza che il Padre ha dato all’essere umano rispetto agli esseri animali; e sta proprio in quell’intelligenza, in quella volontà che è insita nella coscienza di ognuno, voler praticare il bene o il male (Dt 30,15.19). Ecco che l’Angelo Custode, per conto di Dio, agisce da una parte per far sì che quell’anima ritorni sempre a vivere la Bontà di Dio e, dall’altra parte, vi è colui che tenta, cercando di accaparrarsi quel cuore, quindi quell’anima (1Pt 5,8). Ecco la lotta che ognuno sperimenta nel momento in cui si prende coscienza e si è consapevoli di tutto ciò.
Chi rimane ignaro di questa realtà è più facilmente preda, perché disconosce questa lotta. Perciò a tanti fa comodo insegnare che il male non esiste, che l’inferno è vuoto (2Tm 4,3-4). Costoro sono coloro che non amano le pecorelle di Dio, ma amano il principe di questo mondo (Gv 12,31). Ecco la grande apostasia che ora si vive (2Ts 2,3).
Quindi: cuore, anima e spirito, centro del Mistero della Vita (Atto di Magistero, “Lo Spirito Divino santifica il cuore, il corpo e l’anima”, 13/04/2025). Cuore: centro vitale, contenuto dal corpo; anima: particella che manifesta l’unione con il Creatore; spirito, che la nutre. Dio è Amore (1Gv 4,8), e l’anima quindi si nutre dello Spirito Santo, Amore. Amore a Dio: ecco la preghiera; e amore al prossimo: ecco le opere di carità (Mt 22,37-39), comprendendo bene che il prossimo è colui che Dio ti ha messo vicino (Mc 7,27); di conseguenza, il prossimo è colui che Dio ti fa incontrare nel tuo cammino quotidiano (Lc 10,29-37).
Questo determina la salvezza o la morte dell’anima. Quindi, quando il cuore cessa di battere e l’essere umano muore, l’anima si stacca dal corpo e viene giudicata da Dio. Ecco il giudizio particolare. E quando l’anima è in grazia di Dio, vi è la “prima resurrezione”, di cui si parla nel Libro dei libri (Ap 20,4-6). Poi, nel momento in cui si attraverserà la Soglia per entrare e penetrare l’eterna Vita (Omelia del Pontefice Samuele, “Siate, sull’esempio di Colei che si è fatta Culla Vivente, Piccola Culla del Bambino Gesù”, 30/08/2026), l’anima salvata, quindi in grazia di Dio, si ricongiungerà al corpo per vivere l’eternità (Gv 5,28-29). Ecco la “seconda resurrezione” (Ap 20,11-15) Per questo, il corpo va preservato e non bruciato. “Nell’attesa della resurrezione, io credo, risorgerò; questo mio corpo vedrà il Salvatore”, si canta.
Il giudizio particolare avviene qui, nella Piccola Culla, Fonte di Vita. Ecco Michele che lotta con il nemico di Dio per strappare l’anima e portarla a Dio. Ecco il Paradiso, Luogo metafisico che contiene le anime salvate. Ecco l’inferno, luogo metafisico dove sono destinate le anime dannate. E così il Purgatorio, luogo metafisico, una sorta di “prigione” dell’anima, dove le anime devono purificarsi ed espiare la pena determinata dalla colpa di ciò che è stato commesso in vita, prima di andare in Paradiso.
Maria è la Chiave del Mistero della Vita (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “La Catechesi”, 01/01/1988) del Mistero della Vita di Cristo e del Mistero della vita dei figli in Cristo (Gv 19,26-27). Solo consacrandosi a Maria si può conoscere sempre più il fondamento della Vita in Cristo, con Cristo e per Cristo: da dove nasce la vita; cos’è la vita; com’è vivere; dove porta la vita.
Ma l’uomo, distaccandosi da tutto ciò, ha perduto lo Spirito Divino. Ecco “la generazione adultera e perversa”, di cui parla il Vangelo odierno (Mc 8,38), che in questi tempi si manifesta più che mai, così come è scritto in quel Libricino dolce-amaro (Ap 10,9-10), dove, nell’introduzione, colui che scrisse parlò del “più formidabile attacco” sferrato da Satana all’uomo, che oggi si sta vivendo (Libretto “La Nuova Gerusalemme Terra d’Amore”, Il racconto di Mons. E.C.). I figli di Maria attendono l’attimo che li ricongiunge al Cuore del Padre, quell’attimo che sarà eterno. Per questo, in questo passaggio terreno, i figli di Maria devono rimanere saldi nell’unica Verità (Gv 8,32), saldi nell’unica Fede (Ef 4,5), saldi per contemplare la Luce, perché quell’ “attimo” arriva, è giunto, e tutto si svelerà.
Ecco la Consacrazione perenne, perpetua, da cuore a cuore (Atto di Magistero, “Consacrarsi a Maria è un Atto necessario”, 14/10/2024). E i figli vedranno Dio Padre Onnipotente come Egli è: Padre di infinita Misericordia e Padre di eterna Giustizia (Atto di Magistero, “Padre, dona Pace ai Tuoi figli e Giustizia ai giusti”, 07/12/2025).
Qui, nella Piccola Culla, si vive, perché vi è il calore dell’Amore di Dio (Atto di Magistero, “L’Amore è Vita”, 05/12/2021). Questa Culla, Inizio e Fine, Alfa e Omega, Àncora e Porta della Salvezza, Luogo dove incontrare in Persona il Figlio del Dio Vivente (Gv 4,24) come vero Re e vero Giudice (Atto di Magistero, “Cristo Re di Amore e di Giustizia”, 26/11/2023). Qui Dio ha posto il Suo Trono (Ap 22,3); e da qui un grande popolo si radunerà per cantare lodi, innalzare inni e fare festa. Ecco quel Luogo, Fondamento della Vita, che sarà “in” tutti e “per” tutti.
Ecco che si comprende perché, quando un’anima trova il suo Creatore, Punto, “il” Punto del Fondamento della Vita, vuole rimanere in Esso (Sal 25,4). Ecco il “Pane quotidiano” (Mt 6,11) che rigenera, rianima e rinvigorisce il cuore, l’anima e lo spirito.
Qui Dio ci stringe tutti a questo Tabernacolo d’Amore (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “Il Tabernacolo di Gesù”, 19/06/1994), per far volare liberi, per far lasciare libero lo spirito di ritrovare Colui che tutto ha creato, affinché ci possa essere vera unione di cuore, di anima e di spirito.
Ecco che base essenziale per salvare l’anima, per tutti i figli di Dio, deve essere l’Umiltà, la Docilità e l’Obbedienza, così come ci insegna Maria (Lc 1,38a). Questo lo dico a tutti, ma in particolare lo dico a voi, amati giovani, che oggi numerosi vivete questa celebrazione, affinché possiate comprendere bene, con consapevolezza piena, il Mistero della Vita; affinché nessuno possa dire “non sapevo”, ma affinché, sapendo, si possa morire a tutto ciò che è mondo e peccato (1Gv 2,15-17) per essere rigenerati in Cristo e in Maria, e poter mantenere la propria anima pura, santa, immacolata (Ef 5,27), affinché il Padre possa fare grandi cose, così come il Padre ha fatto con Maria, che canta: “Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente e Santo è il suo nome” (Lc 1,49).
Ecco Maria, l’Opera più bella, l’Opera sublime di Dio (Omelia del Pontefice Samuele, “Tu Maria sei l’Opera più bella del Cielo e della Terra. A Te ci prostriamo e consacriamo” 15/08/2026); Maria, Colei alla quale i figli si consacrano. “Maria, ora e sempre mi consacro a Te” (Rivelazione di Gesù a Maria G. Norcia, “Maria, mi consacro a Te”, 10/03/1986). E così sia.